{"id":10431,"date":"2024-11-24T00:10:12","date_gmt":"2024-11-24T00:10:12","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=10431"},"modified":"2024-11-24T00:10:12","modified_gmt":"2024-11-24T00:10:12","slug":"daniele-nato-due-volte-dal-trapianto-di-cuore-alla-mezza-maratona-la-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=10431","title":{"rendered":"Daniele, nato due volte, dal trapianto di cuore alla mezza maratona: la storia"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Ci vuole cuore per affrontare le salite della vita, per lasciarsi alle spalle le paure e correre fino al traguardo. Anche se quel cuore \u00e8 di un altro e adesso batte nel tuo petto. Daniele Sironi, 32 anni, di Pregnana Milanese, onora questo impegno &#8211; sfidando se stesso ogni giorno di pi\u00f9 &#8211; dal giorno del suo &#039;secondo compleanno&#039;: 2 aprile 2021, data del suo trapianto di cuore. Una &#039;sliding door&#039; che si \u00e8 aperta grazie al dono di un 42enne di Bologna &#8211; morte e vita, destini che si incrociano &#8211; e che lo ha portato fino a qui, ai nastri di partenza della Milano21, dove oggi, 24 novembre, esordir\u00e0 con la sua prima mezza maratona. \u00a0&quot;Chi l&#039;avrebbe detto, pensando al primo giorno di riabilitazione post intervento quando stare seduto 6 ore sul letto dopo una settimana in terapia intensiva era gi\u00e0 un traguardo&quot;, sorride. Sono passati solo poco pi\u00f9 di 3 anni da quei giorni. E oggi Daniele, sommelier nella vita, ha grandi aspirazioni e si allena a colpi di triathlon per raggiungere le prossime tappe: &quot;Mezzo Ironman &#8211; elenca &#8211; il sogno di correre un giorno la maratona di New York&quot;. \u00a0Nato in Brianza nel 1992, &quot;vita tranquilla fino ai 27 anni&quot;, poi &quot;nel 2019 tutto cambia&quot;, racconta all&#039;Adnkronos Salute. E a cambiare non \u00e8 solo il fatto che a febbraio Daniele ha provato la gioia di diventare pap\u00e0 di Ludovica, uno dei 3 amori della sua vita, insieme alla compagna Alice e alla seconda figlia Sofia. E&#039; una diagnosi a scombinare il futuro: cardiomiopatia dilatativa, patologia del cuore che causa insufficienza cardiaca. Qualche &#039;spia rossa&#039; si era gi\u00e0 accesa. &quot;Ma l&#039;epilogo di quello che avrebbe dovuto essere un breve ricovero di 3 giorni \u00e8 totalmente inaspettato per me&quot;, ripercorre. &quot;Mi dicono che il cuore va molto male e che la mia ultima speranza di vita \u00e8 il trapianto&quot;. Siamo a novembre-dicembre. &quot;Dopo lo sconforto iniziale scopro anche che cosa vuol dire aspettare un trapianto, senza sapere se riuscirai a farlo. Vengo trasferito dal Monzino al Niguarda dove viene valutata la mia idoneit\u00e0 all&#039;intervento. Dopo un mese sono ufficialmente in lista d&#039;attesa&quot;.\u00a0Nel frattempo ci si mette anche il Covid a complicare le cose. &quot;La mia fortuna &#8211; dice Sironi &#8211; \u00e8 stata mia figlia, che allora aveva poco pi\u00f9 di un anno e mi ha permesso di non pensarci troppo, tutte le energie erano concentrate su di lei. Intanto, durante le visite imparo cosa vuol dire trapianto di cuore e cosa avrei potuto fare dopo. Una dottoressa mi mette una pulce all&#039;orecchio. Mi dice: &#039;ci sono anche trapiantati che fanno le maratone&#039;. Ma la strada \u00e8 lunga e non ci penso pi\u00f9&quot;. \u00a0La vita intanto continua a scorrere. &quot;Finch\u00e9 l&#039;1 aprile del 2021, neanche fosse uno scherzo, ricevo la chiamata che tutti i trapiantati si ricordano. Ero tornato in ufficio, rispondo al telefono: &#039;Ci sarebbe un cuore per lei&#039;, la frase che mi rester\u00e0 per tutta la vita&quot;. Uno tsunami di emozioni, e il 2 aprile Daniele \u00e8 sotto i ferri. &quot;L&#039;operazione dura 6-8 ore e si conclude bene. Da l\u00ec comincia una lenta riabilitazione&quot;.\u00a0All&#039;inizio &quot;cammino a fatica&quot;, ricorda. Poi &quot;la cyclette&quot;, e &quot;con la bella stagione le camminate fuori. A giugno rientro a casa, dopo un periodo dai miei in un contesto un po&#039; pi\u00f9 protetto. Neanche 10 giorni dopo nasce la mia seconda figlia e riesco anche ad assistere al parto&quot;. E&#039; estate, e il mare \u00e8 un&#039;occasione: &quot;Comincio a fare pi\u00f9 chilometri. Poi a ottobre riprendo anche a correre un po&#039;. Prima dello stop forzato imposto dal mio cuore facevo una vita attiva, giocavo a tennis, a calcio con gli amici&quot;. I sintomi? &quot;In realt\u00e0 i medici si stupiscono del fatto che stessi ancora in piedi. Erano preoccupati, tanto che mi hanno anche messo un defibrillatore nell&#039;attesa. Conosco persone che hanno passato mesi in ospedale prima del trapianto&quot;.\u00a0Comunque pian piano Daniele, con il suo cuore nuovo, riprende a fare sport, &quot;anche il padel, un po&#039; di tennis. Supero un po&#039; la paura di riprendere la corsa. E nell&#039;estate del 2022 incomincio a vedere qualche progresso in pi\u00f9&quot;. Una delle tante svolte della sua vita \u00e8 l&#039;incontro con le associazioni Aido e Aned. &quot;Quest&#039;ultima in particolare si occupa di sport per trapiantati e con loro partecipo ai giochi nazionali. Conosco altri che hanno fatto il trapianto e fanno sport. E con Aido inizio ad andare a parlare nelle scuole ai ragazzi di quello che mi \u00e8 successo. Ne parlo anche per quelle persone che ho conosciuto e che purtroppo non ho pi\u00f9 rivisto. E a settembre 2023 mi viene in mente che il mio messaggio posso farlo arrivare attraverso lo sport&quot;. \u00a0&quot;Penso al triathlon &#8211; dice Daniele &#8211; Scopro che un coach importante, Simone Diamantini, allena a pochi chilometri da casa mia. Gli spiego la mia storia, il mio progetto, e lui lo sposa. La cosa divertente \u00e8 che non ho mai avuto una bici da corsa, l&#039;ho letteralmente presa nella cantina di uno zio. Alle prime due uscite sono caduto perch\u00e9 non riuscivo a staccarmi dai pedali. La corsa non l&#039;avevo mai fatta in maniera seria e quando ho iniziato ad aumentare un po&#039; i chilometri mi sono subito infortunato. Il nuoto l&#039;avevo fatto da bambino, sapevo giusto stare a galla. Eppure il mese scorso ho esordito nel triathlon sprint a Peschiera del Garda e domani correr\u00f2 21 chilometri. Sono fiducioso &#8211; conclude Sironi &#8211; Il mio messaggio lo porto sulla maglietta. Ho &#039;riscritto&#039; lo slogan di Aido (&#039;Io dono, non so per chi ma so perch\u00e9&#039;). Per me \u00e8 &#039;Io corro, non so per chi ma so perch\u00e9&quot;, sorride. &quot;Il senso &#8211; spiega &#8211; \u00e8 che fare sport, ognuno come vuole e ognuno al proprio livello, fa bene sia al fisico che alla mente. Voglio anche dimostrare che dopo un trapianto si pu\u00f2 tornare a vivere, e sensibilizzare le persone sulla donazione di organi&quot;. Prossime tappe? &quot;A parte l&#039;obiettivo di un triathlon medio, l&#039;anno prossimo vorrei sfidarmi con la maratona, magari gi\u00e0 a Milano il 6 aprile. Sarebbe un bel &#039;compleanno&#039;. Un bel modo di festeggiare 4 anni dal trapianto&quot;. \u00a0&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Ci vuole cuore per affrontare le salite della vita, per lasciarsi alle spalle le paure e correre fino al traguardo. 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