{"id":10690,"date":"2024-11-25T17:34:39","date_gmt":"2024-11-25T17:34:39","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=10690"},"modified":"2024-11-25T17:34:39","modified_gmt":"2024-11-25T17:34:39","slug":"professioni-istituto-zaccagnini-21-500-ottici-abilitati-attivi-nella-filiera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=10690","title":{"rendered":"Professioni, Istituto Zaccagnini: 21.500 ottici abilitati attivi nella filiera"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; In Italia gli ottici abilitati attivi nella filiera sono 21.500: 19.500 nel retail specializzato e 2.000 nelle altre imprese. Nella sola Lombardia gli ottici sono 2148 (Registro Imprese), a Milano 1074. Le professioni dell\u2019ottico e dell\u2019ottico optometrista sono molto richieste in un mercato come quello italiano che, solo per quanto riguarda l\u2019occhialeria, ha una produzione del valore di 5,53 miliardi di euro (2023, dati Anfao). La filiera italiana dell\u2019ottica ha un valore complessivo di 9.23 miliardi di euro. \u00a0Questi sono i numeri di scenario studiati e analizzati da Istituto Zaccagnini, scuola per ottici e optometristi, con sedi principali a Bologna e Milano e corsi di specializzazione a Venezia e Torino, che ha inaugurato l\u2019anno accademico 2024-2025 organizzando, nella cornice della sede milanese in via Crespi, una mattinata di dialogo dal titolo &#039;Ottici e optometristi nell\u2019Italia che cambia&#039; per confrontarsi sul presente e il futuro dell\u2019istruzione professionale nel settore dell\u2019ottica. \u00a0A partire da dati nazionali e di settore sull\u2019istruzione professionale in ottica e optometria e sul modello didattico di Istituto Zaccagnini si \u00e8 dibattuto sul ruolo che ottici e optometristi svolgono e potrebbero svolgere grazie ad una migliore collaborazione ed integrazione con la classe medica, oculisti in primis, per garantire un\u2019adeguata visione e contribuire alla cura e salute degli occhi a tutti i cittadini italiani. \u00a0In Italia sette sono i corsi di laurea triennale in Ottica e Optometria (dopo la laurea triennale \u00e8 necessario prendere l\u2019abilitazione) e sono a Torino, Milano, Padova, Firenze, Roma3, Napoli, Lecce. Per diventare ottico \u00e8 anche possibile studiare presso un Istituto professionale post diploma, presso il quale si ottiene, dopo un biennio di studi, l\u2019abilitazione. Secondo il Consorzio Interuniversitario Alma Laurea, il numero dei laureati dal 2018 al 2022 \u00e8 sceso del 46,7%. Nel 2018 i sette atenei hanno proclamato 250 laureati in Ottica e Optometria, mentre nel 2022, i medesimi sette atenei ne hanno proclamati 128. Anche se non vi sono dati ufficiali, nel comparto si stima che il sistema scolastico nazionale abiliti ogni anno circa 650-700 ottici, compresi i privatisti ed i candidati laureati in O.O. Il percorso universitario, va detto, non completa del tutto il curriculum di chi vuole diventare ottico, perch\u00e9 dopo la laurea \u00e8 necessario comunque sostenere l\u2019esame di stato. Il numero, secondo gli addetti del settore, \u00e8 insufficiente a coprire la domanda della filiera.\u00a0La laurea in Ottica e Optometria &#8211; fonte Consorzio Interuniversitario Alma Laurea &#8211; vede un bassissimo tasso di disoccupazione, un sicuro ingresso nel mondo del lavoro, retribuzioni nazionali in aumento. Un giovane neodiplomato, assunto in un negozio di ottica, viene inquadrato al terzo livello del commercio con una RAL non inferiore ai 25.000 euro e ha diverse possibilit\u00e0 di carriera. Un dettaglio da rilevare: nel settore non ci sono differenze di remunerazione tra donne e uomini. A fronte di questo scenario, molte domande restano aperte. \u00a0Dal 2021, con il decreto legge 2018 n. 42 che ha riformato il profilo dell\u2019ottico, sono effettive &#8211; a livello nazionale &#8211; le norme che stabiliscono il nuovo percorso formativo di questa figura professionale. Gli studenti che avranno completato il biennio e il quinquennio per l\u2019abilitazione alla professione di ottico dovranno avere una formazione avanzata, orientata ad assistere, consigliare il cliente sui prodotti migliori per la correzione del difetto visivo, ma non solo. Il &#039;nuovo&#039; ottico, come da decreto, \u00e8 chiamato anche a &#039;Effettuare, con adeguate tecnologie e nei casi consentiti dalla normativa vigente, l\u2019esame delle abilit\u00e0 visive e della capacit\u00e0 visiva binoculare in relazione alla progettazione e all\u2019assemblaggio degli ausili ottici necessari, segnalando all\u2019attenzione medica eventuali condizioni del cliente che indichino anomalie degli occhi e della salute&#039; (Competenza numero 3, Allegato M, Decreto interministeriale 92, 24 maggio 2018). \u00a0Nasce cos\u00ec il profilo di uno specialista che deve segnalare al medico eventuali situazioni di allerta, facendo cos\u00ec da prima barriera di controllo e difesa della visione e della salute dell\u2019occhio. Il mercato richiede ottici e optometristi sempre pi\u00f9 formati per rispondere al bisogno di servizi oftalmici di una popolazione ametrope che invecchia e pertanto ha una crescente necessit\u00e0 di assistenza e riferimenti facili da raggiungere. Due dati: entro il 2050 la proporzione di anziani tender\u00e0 a raddoppiare, passando dall&#039;11% al 22% della popolazione totale; l&#039;indice di vecchiaia (calcolato come rapporto tra over 65 e under 15), sintetizza al meglio l&#039;invecchiamento della popolazione e, nel 2022, risultava pari a 188, ad indicare che vi sono circa 1,88 anziani per ogni giovane.\u00a0Osserva Giorgio Righetti, direttore di Istituto Zaccagnini: \u201cNel difficile quadro economico nazionale, \u00e8 necessario valorizzare una professione con sbocchi professionali sicuri che svolge un ruolo determinante nel contesto attuale in cui il bisogno di salute cresce &#8211; e continua &#8211; Credo che nell\u2019ottica si vedano le conseguenze di una mancata sensibilit\u00e0 sistemica nei confronti dell\u2019istruzione professionale. Di fatto, l\u2019offerta scolastica italiana non risponde ai bisogni degli studenti, che spesso abbandonano gli studi, e della filiera, che richiede competenze avanzate. Noi di Istituto Zaccagnini abbiamo, negli anni, rinnovato la didattica e la tecnologia e abbiamo mantenuto stabili i nostri risultati: il 97% dei Diplomati IBZ trova un lavoro o una collocazione qualificata e stabile in meno di sei mesi. Nell\u2019iniziare un nuovo anno di studi, in Istituto Zaccagnini siamo soddisfatti dei nostri risultati, ma siamo anche convinti che serve una riflessione sul presente e sul futuro dell\u2019istruzione professionale dell\u2019ottica\u201d. L\u2019Istituto Zaccagnini diploma quasi il 70% degli ottici richiesti dal mercato regionale e oltre il 20% delle richieste nazionali. \u00a0L\u2019Istituto Zaccagnini, fondato a Bologna nel 1977 e a Milano dal 2018, con i Corsi di specializzazione in Optometria a Torino e Venezia, ha in media ogni anno 600 studenti, italiani e stranieri. Presso Istituto Zaccagnini, nell\u2019anno scolastico 2023\/2024, gli studenti che hanno conseguito l\u2019Abilitazione di Ottico (ai sensi dell\u2019art. 140 del Testo Unico, Regio Decreto n. 1265 del 1934) sono stati 166 e gli Ottici abilitati che hanno concluso i Corsi di Specializzazione di Optometria 100. Un punto di forza in Istituto Zaccagnini \u00e8 una didattica avanzata, che si fonda sull\u2019integrazione tra le lezioni in presenza, attivit\u00e0 di laboratorio, con strumentazione avanzata, ed una piattaforma digitale che offre dirette streaming e in differita, short lesson e video preparativi per gli esami, tutoring on line.\u00a0Nel corso della mattinata, rappresentanti delle Istituzioni e della filiera si sono confrontati sulla figura dell\u2019ottica e sul ruolo che questa professione pu\u00f2 svolgere anche in ambito sanitario. \u00a0&quot;Il tema delle competenze e della formazione per Regione Lombardia &#8211; ha detto Simona Tironi, assessore all\u2019Istruzione, Formazione, Lavoro, Regione Lombardia &#8211; \u00e8 centrale, soprattutto nel momento attuale di evoluzione del mercato del lavoro. In Regione, abbiamo un Osservatorio privilegiato dal quale osserviamo quanto il profilo professionale dell\u2019ottico e dell\u2019optometrista sia richiesto. Corsi sempre pi\u00f9 aggiornati permettono ai futuri ottici di acquisire competenze complementari e di imparare a guidare tecnologie moderne e innovative per una professionale oggi sempre pi\u00f9 di rilievo per il sistema Paese&quot;.\u00a0Per Marco Bestetti, Consigliere, vice presidente della commissione Speciale Autonomia e riordino autonomie locali, Regione Lombardia: &quot;Il mercato del lavoro \u00e8 in trasformazione, la ricerca degli ottici \u00e8 alta. Determinante \u00e8 l\u2019alleanza tra formazione, industria e ricerca. Regione Lombardia \u00e8 sensibile al settore dell\u2019ottica e dell\u2019oculista, sia in ambito formativo per preparare professionisti formati e competenti che possano lavorare nell\u2019industria, sia in ambito sanitario. La prevenzione \u00e8 importante. Curare la salute dell\u2019occhio consente anche di risparmiare risorse pubbliche e private&quot;.\u00a0Andrea Afragoli, Presidente nazionale della Federottica, Federazione Nazionale Ottici Optometristi ha chiarito che &quot;il settore dell\u2019ottica ha delle potenzialit\u00e0 ancora inespresse che, grazie al ruolo della formazione, andremo nei prossimi anni ad esplorare&quot;.\u00a0&quot;Il mondo dell\u2019ottica &#8211; ha spiegato Massimo Barberis, vice presidente Anfao con delega al Mercato Interno, rapporti con il retail e la classe medica e presidente del Gruppo Lenti &#8211; ha una responsabilit\u00e0 sociale. Formare i giovani \u00e8 importante per la filiera, non \u00e8 semplice per l\u2019industria trovare le figure competenti e la scuola ha un ruolo determinante nello sviluppare capacit\u00e0 e competenz&quot;.\u00a0Danilo Mazzacane, segretario Goal e vicepresidente Commissione Difesa Vista, ha aggiunto: &quot;I giovani sono una finestra sul futuro. La figura dell\u2019ottica merita di essere valorizzata, \u00e8 fondamentale formare professionisti che possano curare la capacit\u00e0 e, insieme, la funzione visiva, anche in un\u2019ottica di prevenzione per i cittadini&quot;.\u00a0Nicoletta Losi, ex studentessa dell\u2019Istituto, professional education and development director France Italy Iberia and Ema key account Johnson&amp;Johnson, Euromcontact president ha affermato: &quot;Gli sbocchi lavorativi per i futuri ottici oggi sono molteplici. Diplomarsi in ottica e optometria consente di lavorare non solo in un negozio ma permette anche di seguire carriere diverse e importanti nelle industrie del settore&quot;.\u00a0Lucrezia Gilardoni, direttrice dell\u2019Istituto Zaccagnini, sede di Milano, ha detto: &quot;Questa citt\u00e0 gioca un ruolo centrale nella nostra strategia. E&#039; il centro nevralgico della filiera ottica italiana, sede di aziende farmaceutiche, produttori di lenti e montature, distributori ottici e designer di fama internazionale. Desideriamo formare professionisti che non siano solo tecnicamente preparati, ma anche consapevoli del loro ruolo strategico all\u2019interno di questo ecosistema&quot;.\u00a0&#8212;economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; In Italia gli ottici abilitati attivi nella filiera sono 21.500: 19.500 nel retail specializzato e 2.000 nelle altre imprese. Nella sola Lombardia gli ottici sono 2148 (Registro Imprese), a Milano 1074. 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