{"id":1245,"date":"2024-10-17T10:22:00","date_gmt":"2024-10-17T10:22:00","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=1245"},"modified":"2024-10-17T10:22:00","modified_gmt":"2024-10-17T10:22:00","slug":"crosetto-israele-rispetti-le-basi-unifil-rischio-conflitto-aperto-e-reale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=1245","title":{"rendered":"Crosetto: &#8220;Israele rispetti le basi Unifil, rischio conflitto aperto \u00e8 reale&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Dopo il nuovo attacco israeliano alle postazioni Unifili in Libano, il ministro della Difesa Guido Crosetto fa il punto nell&#039;informativa al Senato sui recenti spari contro le sedi della missione. &quot;L&#039;Italia lo ha ribadito pi\u00f9 volte: riconosciamo il diritto di Israele a difendersi ma con la stessa forza chiediamo che si attenga alle regole del diritto internazionale e che rispetti le basi Unifil. \u00c8 in atto una crisi gravissima caratterizzata dal superamento progressivo di diverse linee rosse nonostante i ripetuti appelli della comunit\u00e0 internazionale&quot;, le parole di Crosetto. &quot;Oggi purtroppo &#8211; ha continuato il ministro &#8211; assistiamo al sistematico ricorso alle armi a Gaza e in Libano e le vittime sono soprattutto civili inermi, gi\u00e0 duramente provati dalla pioggia di missili, droni, bombe utilizzati da ambo le parti&quot;. \u00a0Il ministro ha poi spiegato che c&#039;\u00e8 la massima attenzione gli italiani in Libano. &quot;Come Difesa, &#8211; ha chiarito &#8211; siamo ovviamente pronti a fare la nostra parte e, qualora necessario, siamo in grado di condurre operazioni di estrazione del contingente nazionale e dei nostri connazionali in Libano, anche in modo autonomo. In tal senso sono stati gi\u00e0 preallertati assetti aerei e navali per tale scopo, e il loro livello di prontezza \u00e8 stato recentemente innalzato e adeguato alla situazione sul campo. Sono state adottate tutte le misure necessarie per gestire i rapidi cambiamenti di situazione, rafforzando le misure di protezione attiva e passiva. Inoltre, i piani di evacuazione sono stati aggiornati, testati e sono pronti per essere attuati, se necessario&quot;. \u00a0In Senato Guido Crosetto manda un appello a Netanyahu: &quot;A Israele diciamo con la schiettezza come si fa tra amici &#039;aiutateci a rafforzare gli Unifil e le forze armate libanesi per poter svolgere il loro mandato e poter fare in modo pacifico ci\u00f2 che voi avete iniziato a fare adesso con le armi&#039;. La missione Unifil in Libano non solo va rafforzata ma supportata e allo stesso tempo vanno rafforzate e rese credibili le forze armate libanesi&quot;.\u00a0&quot;Israele deve comprendere che questi soldati non lavorano per una delle parti, ma sono l\u00ec per aiutare a mantenere la pace e promuovere la stabilit\u00e0 regionale. L\u2019imparzialit\u00e0 dei caschi blu \u00e8 e deve rimanere uno dei pilastri di Unifil. Ecco perch\u00e9 le Nazioni Unite non possono accettare di prendere ordini da una delle parti&quot;, ha ribadito Crosetto, sottolineando che &quot;la priorit\u00e0, mia e di tutto il Governo, rimane la sicurezza e tutela dei nostri militari, del contingente italiano Unifil&quot;.\u00a0&quot;Ad oggi, &#8211; ha detto il ministro &#8211; la nostra presenza nell\u2019area \u00e8 significativa, dal momento che contribuiamo con oltre 1.000 militari a Unifil e con circa venti unit\u00e0 impegnate a Beirut nella missione bilaterale italiana in Libano, conosciuta come Mibil. Il contingente della missione bilaterale \u00e8 stato recentemente ridotto per motivi di sicurezza, ma ci aspettiamo che possa tornare a operare a pieno regime non appena le condizioni lo permetteranno. Nel frattempo, sono state adottate tutte le misure necessarie per gestire i rapidi cambiamenti di situazione, rafforzando le misure di protezione attiva e passiva. Inoltre, i piani di evacuazione sono stati aggiornati, testati e sono pronti per essere attuati, se necessario&quot;.\u00a0&quot;Non \u00e8 messa in discussione la nostra partecipazione a Unifil, che proseguir\u00e0 fino a quando ve ne sar\u00e0 la necessit\u00e0 e le Nazioni Unite, insieme ai 50 Stati contributori, non decideranno diversamente. Andare via ora non porterebbe alcun beneficio e minerebbe, forse definitivamente, la credibilit\u00e0 stessa delle Nazioni Unite. La presenza dei soldati di Unifil pu\u00f2, invece, ancora costituire un elemento fondamentale per prevenire nuovi e peggiori scontri diretti, nuovi e peggiori conflitti. I caschi blu &#8211; ha ribadito &#8211; possono fungere da fattore di pacificazione, necessario in questo momento. Inoltre, la loro presenza torner\u00e0 ad essere determinante nella fase di stabilizzazione, quando, speriamo tutti presto, si abbasser\u00e0 il livello di scontro&quot;.\u00a0Crosetto ha continuato: &quot;Come Difesa, siamo ovviamente pronti a fare la nostra parte e, qualora necessario, siamo in grado di condurre operazioni di estrazione del contingente nazionale e dei nostri connazionali in Libano, anche in modo autonomo. In tal senso sono stati gi\u00e0 preallertati assetti aerei e navali per tale scopo, e il loro livello di prontezza \u00e8 stato recentemente innalzato e adeguato alla situazione sul campo. Ritengo che il Libano sia un tassello chiave per la stabilit\u00e0 di tutto il Medio Oriente. Dobbiamo continuare a garantire la nostra piena e costruttiva collaborazione a tutte le iniziative volte a favorire una de-escalation della situazione, ma Israele deve comprendere l\u2019importanza di rispettare pienamente il Diritto Internazionale. In definitiva, l\u2019obiettivo della nostra azione deve essere quello di stabilire un orizzonte condiviso e delineare un percorso comune per evitare che possa scatenarsi un conflitto su larga scala in Medio Oriente, con gravi ripercussioni sulla sicurezza e la stabilit\u00e0 di tutti&quot;.\u00a0&#039;&#039;Un ulteriore aggravamento degli eventi sarebbe foriero di conseguenze drammatiche per tutti e genererebbe uno scenario che non avrebbe n\u00e9 vincitori n\u00e9 vinti con incalcolabili conseguenze per il Medio Oriente e per gli equilibri mondiali. Per questo &#8211; ha spiegato Crosetto &#8211; il governo continua a lavorare per una soluzione diplomatica che, per quanto difficile, resta l&#039;unica possibile. Lo fa con il viaggio oggi della presidente del Consiglio in Libano, con le iniziative del ministro degli Esteri Tajani, con una serie di viaggi e chiamate, contatti continui, quotidiani che io sto facendo&#039;&#039;.\u00a0&quot;Tra attacchi e contrattacchi, i due attori principali, Israele e Hezbollah, di cui il legame con l\u2019Iran \u00e8 evidente e palese, si muovono su un filo sottilissimo e, mai come ora, il rischio di un conflitto aperto, che coinvolgerebbe l\u2019intero Libano, \u00e8 diventato reale&quot;, ha detto il ministro nell&#039;informativa per lui prioritaria, nonostante un impegno al vertice Nato a Bruxelles, eppure accolta in Senato da una partecipazione molto bassa.\u00a0Il Ministro della Difesa Guido Crosetto, nella sua informativa in Senato, ha sottolineato &quot;l&#039;impegno italiano a sostenere le Forze Armate Libanesi, affinch\u00e9 assumano un ruolo maggiore per la sicurezza e la stabilit\u00e0 del confine israelo-libanese e dell\u2019intero Paese dei cedri. L\u2019Italia ha sempre cercato di coinvolgere pi\u00f9 nazioni europee, gli Stati Uniti ed altre Nazioni e i paesi arabi in un progetto di assistenza concreta e di sviluppo assistito delle Forze Armate Libanesi. L\u2019impianto iniziale era quello di costituire un fondo internazionale per reclutare, formare, addestrare, equipaggiare le forze armate libanesi. In questo senso, organizzeremo a breve una &#039;conferenza dei donatori&#039;, necessaria a reperire i fondi per finanziare tali progetti. L\u2019obiettivo \u00e8 collaborare con i vertici della Difesa libanese per identificare programmi, attivit\u00e0 e iniziative mirate a rafforzare le Forze Armate libanesi, permettendo loro di crescere in capacit\u00e0 operativa, credibilit\u00e0 e indipendenza, sottraendole all\u2019influenza di Hezbollah&quot;.\u00a0&quot;Con lo stesso spirito improntato a massimizzare le attivit\u00e0 di Capacity Building &#8211; ricorda &#8211; stiamo attualmente valutando anche l\u2019ipotesi dell\u2019invio di 200 Carabinieri per formare le forze di polizia palestinesi a Gerico. Questa iniziativa risponde a una richiesta avanzata dal Segretario di Stato Usa, Blinken, nella considerazione che gli eventi in Palestina siano estremamente connessi a quanto accade nell\u2019intera area medio-orientale. Tuttavia, la sua attuazione \u00e8 subordinata a una condizione essenziale: la garanzia totale che le parti, tutte le parti coinvolte, accettino la presenza dei nostri militari&quot;.\u00a0&quot;Le azioni israeliane contro le basi delle Nazioni Unite sono state rilevanti, e gravissime violazioni del Diritto Internazionale e non semplici errori o incidenti. Israele  &#8211; ha continuato Crosetto &#8211; ha dichiarato di avere ripetutamente invitato Unifil a lasciare temporaneamente la zona prossima alla Blue Line e che ha chiesto all\u2019Onu spostarsi pi\u00f9 a nord, di circa 5 km, per evitare che la missione potesse divenire scudo involontario delle milizie di Hezbollah, che usano le loro posizioni avanzate per proteggersi. Unifil \u00e8 una missione assai complessa, con un mandato di difficile implementazione, regole d\u2019ingaggio inadeguate e forze non equipaggiate per l\u2019attuale situazione del conflitto in essere, ma che lo erano gi\u00e0 da tempo, come avevo pi\u00f9 volte detto all\u2019Onu. Questi presupposti hanno reso l\u2019attuazione di quella risoluzione poco aderente alla situazione sul campo, diventata di fatto un conflitto tradizionale e aperto. Lo scollamento pratico tra la missione assegnata e la capacit\u00e0 d\u2019implementarla rende, ora pi\u00f9 che mai necessario ripensare e rinforzare Unifil, rendendola credibile ed efficace&quot;.\u00a0&quot;Non \u00e8 messa in discussione la nostra partecipazione a Unifil &#8211; ha ribadito Crosetto &#8211; che proseguir\u00e0 fino a quando ve ne sar\u00e0 la necessit\u00e0 e le Nazioni Unite, insieme ai 50 Stati contributori, non decideranno diversamente. Andare via ora non porterebbe alcun beneficio e minerebbe, forse definitivamente, la credibilit\u00e0 stessa delle Nazioni Unite. La presenza dei soldati di Unifil pu\u00f2, invece, ancora costituire un elemento fondamentale per prevenire nuovi e peggiori scontri diretti, nuovi e peggiori conflitti. I caschi blu possono fungere da fattore di pacificazione, necessario in questo momento. Inoltre, la loro presenza torner\u00e0 ad essere determinante nella fase di stabilizzazione, quando, speriamo tutti presto, si abbasser\u00e0 il livello di scontro&quot;.\u00a0&quot;Dobbiamo convincere Israele, &#8211; ha concluso Crosetto &#8211; un paese amico nonostante le sue condotte censurabili, affinch\u00e9 riprenda a essere un nostro interlocutore con il quale dialogare, anche in modo duro, ma con un spirito costruttivo, nell\u2019interesse della pace e della stabilit\u00e0. Solo cos\u00ec potremo rendere credibili ed efficaci gli sforzi della Comunit\u00e0 Internazionale nel Medio Oriente, isolare gli estremismi, contrastare le spinte alla disgregazione regionale e sostenere il percorso di normalizzazione nelle relazioni tra i Paesi della regione&quot;.\u00a0&quot;La mia, la nostra, l\u2019idea del Governo, da cui non recediamo, \u00e8 quella di promuovere spazi di pace, rifiutando l\u2019idea che quel territorio sia destinato a un conflitto permanente. Purtroppo, l\u2019esperienza ci insegna che, quando una guerra si protrae senza soluzione, diventa poi difficile porvi fine. Un destino tragico cui n\u00e9 io, n\u00e9 voi, possiamo rassegnarci &#8211; ha detto anora il ministro &#8211; Per dirla con le parole dello scrittore Italo Calvino &#039;L&#039;inferno dei viventi non \u00e8 qualcosa che sar\u00e0; se ce n&#039;\u00e8 uno, \u00e8 quello che \u00e8 gi\u00e0 qui, l&#039;inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l&#039;inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo pi\u00f9. Il secondo \u00e8 rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all&#039;inferno, non \u00e8 inferno, e farlo durare, e dargli spazio&#039;&quot;.\u00a0&quot;Le crisi internazionali si risolvono dialogando. Non accettiamo che l&#039;unico modo di risolverle sia la forza o il modo militare, significherebbe negare l&#039;utilit\u00e0 di qualunque organizzazione sovranazionale e multilaterale e questo non lo faremo mai&quot;, ha detto tra gli applausi il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, chiudendo la sua informativa in Senato.\u00a0&quot;L&#039;esperienza ci dimostra di quanto sia lungo il tempo con cui poi riusciamo a marginare le ferie. Siamo in Kosovo da 25 anni &#8211; ha spiegato &#8211; la situazione non \u00e8 minimamente paragonabile con le ferite che ci sono in Medio Oriente. Eppure, da 25 anni siamo in Kosovo e ancora oggi vediamo che quelle ferite non sono rimarginate. Dobbiamo abituarci ad affrontare le crisi internazionali che stiamo vivendo con quest&#039;ottica: che non \u00e8 quella delle cadenze elettorali, ma quella con cui si muove il mondo. Le ferite si rimarginano in decenni, devono cambiare le generazioni perch\u00e9 cambino i popoli. Ma questo non deve essere un ostacolo, deve essere un motivo per partire subito. Dobbiamo accelerare la fine della guerra, perch\u00e9 amplia le ferite, allontana di pi\u00f9 i popoli. Per questo, parlando del Libano, \u00e8 necessario che l&#039;Onu non molli. Una rinuncia sarebbe peggio, metterebbe fine alla possibilit\u00e0 del mondo, delle organizzazioni sovranazionali, di intervenire nelle crisi regionali. Per questo \u00e8 altrettanto fondamentale difendere Unifil&quot;.\u00a0\u00a0\u00a0&#8212;politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Dopo il nuovo attacco israeliano alle postazioni Unifili in Libano, il ministro della Difesa Guido Crosetto fa il punto nell&#039;informativa al Senato sui recenti spari contro le sedi della missione. &quot;L&#039;Italia lo&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1246,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[2,3],"class_list":["post-1245","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","tag-adnkronos","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1245","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1245"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1245\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1264,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1245\/revisions\/1264"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1246"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1245"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1245"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1245"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}