{"id":12744,"date":"2024-12-04T10:51:00","date_gmt":"2024-12-04T10:51:00","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=12744"},"modified":"2024-12-04T10:51:00","modified_gmt":"2024-12-04T10:51:00","slug":"cancro-alla-vescica-scoperto-interruttore-molecolare-utile-per-nuove-cure","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=12744","title":{"rendered":"Cancro alla vescica, scoperto &#8216;interruttore&#8217; molecolare utile per nuove cure"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Un &#039;interruttore&#039; molecolare nel cancro alla vescica, un meccanismo che costituisce un biomarcatore nell\u2019evoluzione di questo tumore. E&#039; la scoperta che apre la strada a nuove strategie terapeutiche frutto dello studio, condotto dal team di ricercatori dell&#039;Istituto Europeo di Oncologia (Ieo) e dell&#039;Universit\u00e0 degli Studi di Milano, pubblicato su Nature Communications. La ricerca dimostra inoltre che i tumori vescicali superficiali e quelli profondi rappresentano stadi differenti di un unico processo patologico che evolve nel tempo, contrariamente a quanto ritenuto fino ad ora. Lo studio sostenuto da Fondazione Airc per la ricerca sul cancro \u00e8 stato coordinato da Salvatore Pece, docente di Patologia generale e vice-direttore del Dipartimento di Oncologia ed Emato-Oncologia dell&#039;Universit\u00e0 Statale di Milano, direttore del Laboratorio &#039;Tumori ormono-dipendenti e patobiologia delle cellule staminali&#039; dello Ieo.\u00a0All\u2019origine dell\u2019intero processo sembra esserci la proteina Numb, che \u00e8 normalmente espressa nella vescica, ma viene perduta in oltre il 40% di tutti i tumori vescicali umani. Questa perdita causa una cascata di eventi molecolari che rendono il tumore altamente proliferativo e invasivo, consentendogli di oltrepassare gli strati superficiali della mucosa vescicale per raggiungere gli strati pi\u00f9 profondi. L&#039;evento rappresenta il punto di svolta nella evoluzione clinica della malattia, determinando la progressione dei tumori vescicali superficiali, i cosiddetti non-muscolo-invasivi, verso tumori profondi, definiti muscolo-invasivi, che richiedono l\u2019intervento di rimozione chirurgica totale della vescica. Nonostante l\u2019operazione radicale, queste forme di malattia sono caratterizzate da un decorso clinico spesso sfavorevole.\u00a0&quot;Dunque la proteina Numb \u2013 spiega Pece \u2013 funziona come un interruttore molecolare che, se \u00e8 spento, accelera la progressione tumorale e influenza il decorso clinico della malattia. E&#039; un biomarcatore molecolare che consente di identificare i tumori superficiali a elevato rischio di progressione verso tumori muscolo-invasivi. La nostra scoperta ha un forte e immediato potenziale di applicazione nella pratica clinica. I criteri clinico-patologici utilizzati nella routine per predire il rischio di progressione dei tumori vescicali superficiali a tumori muscolo-invasivi sono infatti del tutto insufficienti e inadeguati a individuare i pazienti a basso rischio, che potrebbero beneficiare di trattamenti pi\u00f9 mirati, di tipo conservativo, in protocolli di sorveglianza attiva. I pazienti ad alto rischio necessitano invece di trattamenti pi\u00f9 aggressivi, quali la chemioterapia e l\u2019asportazione chirurgica della vescica, che hanno purtroppo considerevoli effetti collaterali e un elevato impatto sulla qualit\u00e0 della vita\u201d.\u00a0&quot;Abbiamo analizzato il profilo molecolare sia in cellule in coltura e animali di laboratorio, sia in campioni di tumori umani privi dell\u2019espressione di Numb&quot;, spiega Francesco Tucci, dottorando di ricerca presso la Scuola Europea di Medicina Molecolare e primo autore dello studio. &quot;Abbiamo cos\u00ec osservato che la perdita di Numb attiva un complesso circuito molecolare che conduce all\u2019attivazione di un potente oncogene, il fattore di trascrizione Yap. Quest\u2019ultimo \u00e8 alla base del potere proliferativo e invasivo delle cellule tumorali&quot;. \u00a0Successivamente &quot;siamo andati oltre&quot;,  aggiunge  Daniela Tosoni, ricercatrice presso il Dipartimento di Oncologia ed Emato-Oncologia dell&#039;Universit\u00e0 di Milano e dello Ieo, che ha contribuito alla supervisione dello studio. &quot;In esperimenti di laboratorio abbiamo dimostrato che \u00e8 possibile inibire la capacit\u00e0 proliferativa e invasiva delle cellule tumorali prive di Numb, utilizzando farmaci in grado di colpire questo complesso circuito molecolare a diversi livelli&quot;. \u00a0&quot;I tumori della vescica privi di Numb \u2013 continua Tosoni \u2013 sono quindi molto aggressivi ma anche altamente vulnerabili&quot;. Sono infatti gi\u00e0 disponibili alcuni farmaci molecolari impiegati in clinica per patologie differenti dal tumore vescicale, che potrebbero rapidamente essere sperimentati e adottati come trattamenti innovativi per prevenire la progressione clinica dei tumori vescicali superficiali ad alto rischio, privi della proteina Numb.  &quot;Al momento della diagnosi iniziale \u2013 spiega ancora Pece \u2013 i tumori della vescica si presentano in larga maggioranza come tumori superficiali non muscolo-invasivi, che sono generalmente caratterizzati da una buona prognosi. Solo in una percentuale ridotta si presentano invece sin dal principio come tumori profondi muscolo-invasivi, molto aggressivi e con decorso clinico meno favorevole&quot;. Circa &quot;il 20-30% dei tumori superficiali possono evolvere in tumori muscolo-invasivi. L\u2019esperienza clinica ci ha insegnato che i tumori muscolo-invasivi che derivano dalla progressione di tumori inizialmente superficiali rappresentano le forme pi\u00f9 aggressive e potenzialmente letali di tumore vescicale&quot;.\u00a0&quot;I nostri studi \u2013 continua Pece \u2013 dimostrano ora che i tumori vescicali superficiali e quelli profondi rappresentano stadi differenti di un unico processo patologico che evolve nel tempo, guidato gi\u00e0 dal principio da specifici meccanismi molecolari che possono essere ostacolati con farmaci precisi e mirati. Diventa quindi fondamentale identificare i meccanismi biologici alla base di questa evoluzione e sviluppare nuovi marcatori molecolari per identificare i pazienti con caratteristiche specifiche di aggressivit\u00e0. \u00a0In questo contesto, la nostra scoperta apre la strada a nuove strategie terapeutiche per combattere il cancro vescicale in una elevata percentuale di pazienti che presentano tumori privi di espressione della proteina Numb. Abbiamo anche identificato \u2013 conclude Pece \u2013 una nuova firma molecolare che consentir\u00e0 di identificare con accurata precisione i pazienti che potranno beneficiare di trattamenti mirati con nuovi farmaci che colpiscono in maniera specifica i meccanismi molecolari che sono attivati a seguito della perdita di Numb&quot;. \u00a0&#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Un &#039;interruttore&#039; molecolare nel cancro alla vescica, un meccanismo che costituisce un biomarcatore nell\u2019evoluzione di questo tumore. 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