{"id":13359,"date":"2024-12-06T09:16:00","date_gmt":"2024-12-06T09:16:00","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=13359"},"modified":"2024-12-06T09:16:00","modified_gmt":"2024-12-06T09:16:00","slug":"tumori-arriva-in-italia-prima-immunoterapia-sottocute-si-somministra-in-7-minuti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=13359","title":{"rendered":"Tumori, arriva in Italia prima immunoterapia sottocute: si somministra in 7 minuti"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Arriva in Italia la prima immunoterapia oncologica che si somministra per iniezione sottocutanea (sottopelle) in 7 minuti. E&#039; l&#039;anticorpo monoclonale atezolizumab sottocute, sviluppato da Roche, immunoterapia antitumorale anti-PD-L1 per il trattamento di diversi tipi di tumori. Il farmaco ha ottenuto la rimborsabilit\u00e0 dell&#039;Agenzia italiana del farmaco Aifa con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, dopo essere stato approvato a gennaio dall&#039;agenzia europea del farmaco Ema. La nuova formulazione sottocutanea riduce dell&#039;80% i tempi rispetto all&#039;infusione endovenosa (\u00e8 approvata per le stesse indicazioni). Si scende quindi dai 30-60 minuti necessari per l&#039;infusione endovenosa ai 4-8 (media di circa 7) dell&#039;iniezione sottocute. \u00a0&quot;Nell&#039;ambito del tumore al polmone, atezolizumab viene utilizzato nell&#039;immunoterapia di prima linea del carcinoma a piccole cellule in fase avanzata insieme alla chemioterapia, nell&#039;immunoterapia singola di prima linea per pazienti con Nsclc (carcinoma polmonare non a piccole cellule) e iper-espressione del PD-L1, nella terapia di seconda linea per pazienti Nsclc dopo precedente chemioterapia a base di platino e nella terapia adiuvante dopo chirurgia nei pazienti Nsclc, sempre con iper-espressione del PD-L1&quot;, elenca Filippo de Marinis, presidente Aiot (Associazione italiana di oncologia toracica) e direttore Divisione di oncologia toracica, Irccs Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano. &quot;L&#039;autorizzazione di Aifa permette ora la somministrazione sottocute di atezolizumab in 7 minuti, creando un vantaggio in termini di semplificazione sia per il paziente che per la struttura sanitaria, perch\u00e9 garantisce una maggiore efficienza e sostenibilit\u00e0 gestionale, rendendo il trattamento pi\u00f9 compatibile con le dinamiche del day hospital&quot;. \u00a0&quot;I risultati dello studio IMscin001 e IMscin002 &#8211; aggiunge de Marinis &#8211; hanno dimostrato la stessa efficacia e sicurezza della formulazione sottocute rispetto a quella endovena, con una forte preferenza dei pazienti e degli operatori sanitari&quot;. L&#039;approvazione si basa sui dati di questi studi globali IMscin001 e IMscin002. Il primo ha confermato il profilo di sicurezza ed efficacia di atezolizumab sottocute (Sc) in linea con la formulazione endovenosa (Ev). Inoltre, ha dimostrato che il 90% degli operatori sanitari coinvolti nello studio ha ritenuto la formulazione Sc facile da somministrare e che il 75% ha rilevato un potenziale risparmio di tempo nell&#039;organizzazione sanitaria rispetto alla formulazione Ev. Lo studio IMscin0022 ha evidenziato che la maggior parte dei pazienti oncologici preferisce l&#039;iniezione sottocutanea all&#039;infusione endovenosa. \u00a0&quot;I grandi vantaggi dell&#039;utilizzo del trattamento si riscontrano in termini di preferenza del paziente e di organizzazione del Sistema sanitario. Gli studi clinici hanno dimostrato che i pazienti preferiscono la modalit\u00e0 sottocute (71% secondo lo studio IMscin002), trovandola pi\u00f9 confortevole e meno invasiva &#8211; spiega Federico Cappuzzo, direttore di Oncologia medica 2, Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma &#8211; D&#039;altro canto, anche le strutture sanitarie possono trarre enormi benefici da questa opzione. Grazie al tempo di somministrazione, che \u00e8 molto pi\u00f9 breve rispetto all&#039;infusione endovenosa, \u00e8 possibile trattare un numero maggiore di pazienti. Questo non solo migliora l&#039;efficienza organizzativa, ma risulta essere un aspetto molto apprezzato dai pazienti stessi, che traggono vantaggio da un trattamento pi\u00f9 rapido e meno impegnativo&quot;.\u00a0Tra i tumori trattabili con atezolizumab Sc figura anche il carcinoma epatocellulare. &quot;Il tumore al fegato \u00e8 il nono tumore per incidenza in Europa e solo in Italia ci sono pi\u00f9 di 33mila persone che convivono con questa malattia. La gestione di questa neoplasia richiede un approccio multidisciplinare. Per i pazienti con epatocarcinoma negli stadi pi\u00f9 avanzati di malattia l&#039;arrivo di una innovativa terapia negli ultimi anni ha rivoluzionato il loro trattamento con risultati fino a pochi anni fa impensabili in termini di risposta al trattamento e tollerabilit\u00e0 &#8211; spiega Massimo Iavarone, professore associato di Gastroenterologia dell&#039;universit\u00e0 degli Studi di Milano &#8211; Il limite \u00e8 che la terapia combinata richiede un lungo tempo per i pazienti. L&#039;arrivo della somministrazione sottocutanea rappresenta un cambiamento per la qualit\u00e0 di vita dei pazienti che vedono una riduzione del tempo di cura. La diminuzione dei tempi permette&quot; anche &quot;di trattare pi\u00f9 persone, circa il 50% in pi\u00f9, in una sola giornata. Se si considera, inoltre, il benessere dei pazienti, soprattutto per coloro che devono eseguire trattamenti combinati, poter effettuare una sola somministrazione endovenosa ed una sottocutanea pu\u00f2 rappresentare un miglioramento, poich\u00e9 questo tipo di trattamento \u00e8 meno invasivo e pi\u00f9 tollerabile&quot;.\u00a0A beneficiare di questa innovazione tecnologica \u00e8 poi la relazione di cura, aggiungono gli esperti. &quot;Richiedendo pochi minuti, la somministrazione sottocute permette all&#039;infermiere di concentrarsi interamente sul paziente, favorendo ascolto, dialogo e un rapporto pi\u00f9 umano &#8211; osserva Gianluca Falcone, infermiere Ssd Oncologia Medica, Aou Policlinico &#039;L. Vanvitelli&#039; di Napoli &#8211; Il trattamento pu\u00f2 essere, inoltre, dispensato in spazi pi\u00f9 riservati rispetto alle tradizionali poltrone infusionali e questo rende l&#039;esperienza meno stressante e pi\u00f9 confortevole. L&#039;organizzazione all&#039;interno dei Day Hospital diventa pi\u00f9 snella ed efficiente e questo cambiamento genera ulteriori benefici anche per caregiver e familiari, riducendo il peso degli aspetti tecnici e regalando tempo prezioso da dedicare alla vita e agli affetti&quot;.\u00a0&quot;Sostenere la qualit\u00e0 della vita \u00e8 di centrale rilevanza per la cura dei malati oncologici &#8211; commenta Francesco De Lorenzo, presidente Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia (Favo)  &#8211; Lo ha chiaramente sancito nel 2021 la Commissione Eu, lanciando la Mission on Cancer che si basa su tre pilastri: prevenire tutto il prevedibile, ottimizzare diagnostica e trattamenti, migliorare la qualit\u00e0 della vita, anche per assicurare alle persone guarite dal cancro il ritorno all\u2019attivit\u00e0 produttiva. I malati di cancro si aspettano, al pi\u00f9 presto, dalla ricerca farmacologica pi\u00f9 farmaci innovativi, una riduzione degli effetti collaterali ed anche una semplificazione delle modalit\u00e0 della somministrazione. La recente approvazione di atezolizumab rappresenta un passo avanti in questa direzione&quot;.\u00a0&quot;Siamo di fronte ad uno scenario in cui le patologie oncologiche mostrano una tendenza all&#039;aumento &#8211; fa notare Anna Maria Porrini, Direttore medico Roche Italia &#8211; le stime prospettano che ci saranno 27,5 milioni di casi nel mondo entro il 2040. Grazie alle innovazioni terapeutiche introdotte, molti pazienti sopravvivono pi\u00f9 a lungo e questo comporta un approccio diverso e pi\u00f9 articolato da parte dei sistemi sanitari, incluso quello italiano. Numerosi farmaci antitumorali prevedono oggi una somministrazione endovenosa, che richiede tempo e una specifica gestione all&#039;interno degli ospedali. Per questo, in Roche stiamo focalizzando gli sforzi della nostra ricerca non solo sulla scoperta di nuove molecole ma anche sull&#039;innovazione tecnologica, tra cui lo sviluppo di nuove formulazioni sottocute, che possono contribuire a migliorare l\u2019esperienza di cura, sia dalla prospettiva dei pazienti che degli operatori e delle organizzazioni sanitarie&quot;.\u00a0&#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Arriva in Italia la prima immunoterapia oncologica che si somministra per iniezione sottocutanea (sottopelle) in 7 minuti. 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