{"id":13648,"date":"2024-12-07T12:32:00","date_gmt":"2024-12-07T12:32:00","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=13648"},"modified":"2024-12-07T12:32:00","modified_gmt":"2024-12-07T12:32:00","slug":"lavoro-meloni-italia-su-strada-giusta-avanti-per-stabilita-e-crescita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=13648","title":{"rendered":"Lavoro, Meloni: &#8220;Italia su strada giusta, avanti per stabilit\u00e0 e crescita&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;I dati diffusi oggi dalla Cgia confermano un importante trend positivo per il mercato del lavoro in Italia: 847mila posti creati nei due anni del nostro Governo. Numeri che ci spingono a continuare a lavorare con determinazione per creare ulteriori opportunit\u00e0 e garantire stabilit\u00e0 e crescita economica a tutta la nostra Nazione&quot;. Lo scrive su X la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. &quot;L\u2019Italia &#8211; aggiunge &#8211; \u00e8 sulla strada giusta, ma non ci fermiamo: c\u2019\u00e8 ancora molto da fare. Avanti!&quot;\u00a0&quot;In questi primi due anni di governo, i risultati ottenuti in materia di lavoro sono stati certamente positivi, anche se il merito \u00e8 riconducibile pi\u00f9 agli imprenditori che alla politica&quot;, quanto dice la Cgia a commento dei dati sull&#039;occupazione del Centro Studi dell&#039;associazione.\u00a0&quot;Tuttavia &#8211; prosegue &#8211; non dobbiamo dimenticare che con una crescita che in questi ultimi due anni \u00e8 stata molto contenuta, all\u2019aumento dell\u2019occupazione non \u00e8 corrisposto un incremento altrettanto importante della produttivit\u00e0, almeno nel settore dei servizi e del terziario. Pertanto, gli stipendi degli italiani, che mediamente sono al di sotto della media europea, non crescono adeguatamente e questo rimane un problema che va &#039;aggredito&#039; rinnovando i contratti nazionali alla scadenza e continuando a tagliare strutturalmente il carico fiscale che grava sugli stessi&quot;.\u00a0&quot;Ora, la forte caduta della produzione industriale e il deciso aumento del ricorso alla cassa integrazione non fanno presagire nulla di buono. Se non vogliamo scivolare verso una crisi strisciante che, a seguito delle tensioni geopolitiche, del calo demografico e della transizione digitale e climatica, avvolge la Germania e in parte anche la Francia, dobbiamo spendere bene e presto i soldi del Pnrr. Con la messa a terra entro il 2026 dei 130 miliardi di euro che abbiamo ancora a disposizione, possiamo dare un contributo importante all\u2019ammodernamento del Paese ed evitare una nuova crisi che, ai pi\u00f9, sembra essere alle porte&quot;, conclude la Cgia.\u00a0Nei primi due anni di governo Meloni l\u2019occupazione in Italia \u00e8 cresciuta complessivamente di 847mila unit\u00e0 (+3,6 per cento). Di questi nuovi posti di lavoro, 672mila sono lavoratori dipendenti e 175mila autonomi, evidenzia la Cgia nell&#039;analisi.\u00a0Lo stock di coloro che in quest\u2019ultimo biennio dispone di un contratto a tempo indeterminato \u00e8 aumentato di 937mila unit\u00e0, mentre i lavoratori con un contratto a termine sono diminuiti di 266mila. Pertanto, l\u2019incidenza percentuale di lavoratori subordinati che attualmente possiede un contratto di lavoro precario \u00e8 scesa al 14,4 per cento (-2 punti rispetto a ottobre 2022). Sempre nello stesso periodo, i disoccupati sono diminuiti a 1.473.000 (-496mila) e gli inattivi a 12.538.000 (-198mila). Di questi 847mila nuovi posti di lavoro creati in questi ultimi due anni, quasi la met\u00e0, 420mila sono donne (pari al 49,6 per cento) e gli altri 427mila sono maschi (50,4 per cento). Dei 496mila disoccupati in meno registrati sempre in questo periodo, invece, 274mila sono donne (pari al 55,1 per cento del totale) e 223mila sono uomini (44,9 per cento). In termini assoluti, a ottobre 2024 le donne occupate hanno raggiunto la soglia dei 10.253.000 unit\u00e0, mentre le disoccupate sono diminuite a 693mila.\u00a0Oltre alle variazioni assolute, anche l\u2019andamento dei tassi, ovviamente, \u00e8 stato positivo. Nella fascia di et\u00e0 15-64 anni, quello di occupazione \u00e8 salito al 62,5 per cento (+1,9), mentre il tasso di disoccupazione \u00e8 diminuito al 5,8 per cento (-2 punti). In forte contrazione anche il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) che si \u00e8 attestato al 17,7 per cento (-5 punti). Ancorch\u00e9 l\u2019Italia denoti il tasso di occupazione femminile pi\u00f9 basso d\u2019Europa, in questi ultimi due anni lo stesso si \u00e8 attestato al 53,6 per cento (+2) e il tasso di disoccupazione \u00e8 sceso al 6,3 per cento (-2,7).\u00a0Pi\u00f9 nel dettaglio, prosegue lo studio della Cgia, analizzando l\u2019andamento occupazionale degli italiani per fasce di et\u00e0, si scorge come la coorte che in termini assoluti ha dato in questi ultimi due anni il contributo maggiormente positivo sia stata quella degli over 50. Degli 847mila nuovi occupati registrati nel Paese, ben 710mila (pari all\u201983,8 per cento del totale) appartengono alla fascia pi\u00f9 anziana della popolazione lavorativa. Seguono quella tra i 25 e i 34 anni di et\u00e0 che sono cresciuti di 184mila unit\u00e0 e quella dei giovani tra i 15-24 anni che sono aumentati di 18mila unit\u00e0. Solo la coorte anagrafica tra i 35-49 anni ha subito una contrazione negativa pari a 66mila lavoratori.\u00a0Secondo l\u2019Ufficio studi della Cgia, le ragioni di questo risultato &quot;vanno ricercate nell\u2019invecchiamento progressivo anche della popolazione lavorativa che sta ingrossando la fascia di et\u00e0 pi\u00f9 elevata e nell\u2019allungamento dell\u2019et\u00e0 lavorativa che negli ultimi anni ha frenato il pensionamento di tantissimi operai e impiegati. Ma l\u2019aspetto pi\u00f9 determinante \u00e8 riconducibile al fatto che le imprese sono sempre pi\u00f9 orientate ad assumere persone con esperienza che, in linea di massima, offrono maggiori garanzie di affidabilit\u00e0 e di sicurezza. Questa tendenza \u00e8 avvalorata anche dalla riduzione del numero dei disoccupati e degli inattivi presenti tra gli over 50. In questi ultimi 24 mesi, infatti, la contrazione in questa fascia di et\u00e0 \u00e8 stata la pi\u00f9 elevata di tutte in termini percentuali (-28,6 per cento) per 136mila disoccupati in meno&quot;.\u00a0Dall\u2019analisi della Cig autorizzata negli ultimi due anni, spiega poi l&#039;associazione, c&#039;\u00e8 un andamento altalenante che da sempre \u00e8 legato alla stagionalit\u00e0. Tuttavia, dall\u2019inizio del 2024 il monte ore mensile risulta essere mediamente pi\u00f9 elevato di quello registrato nell\u2019anno precedente. Dall\u2019ottobre del 2022, comunque, la punta massima \u00e8 stata toccata nel gennaio di quest\u2019anno (quasi 48 milioni di ore autorizzate), successivamente c\u2019\u00e8 stata una costante discesa fino ad aprile, a maggio \u00e8 tornata a salire fino a 46,3 milioni per poi crollare ad agosto, attestandosi a 23,8 milioni di ore. A settembre (ultimo dato Inps disponibile) c\u2019\u00e8 stata una forte impennata fino a raggiungere i 43,6 milioni di ore autorizzate. Un dato, stando alle crisi occupazionali scoppiate in queste ultime settimane, che dovrebbe essere destinato a salire stabilmente negli ultimi mesi di quest\u2019anno. A livello di ripartizione geografica, durante l\u2019estate 2023 e a partire da febbraio di quest\u2019anno sia il Nordovest che il Nordest presentano un monte ore autorizzato superiore alle altre due circoscrizioni. Un dato che rimane in linea anche a settembre dove a Nordest il picco sfiora i 17 milioni di ore, mentre nel Mezzogiorno \u00e8 a poco sopra i 7 milioni.\u00a0Rispetto alla rilevazione eseguita precedentemente che era di fonte Istat e misurata con una cadenza mensile, per analizzare l\u2019andamento occupazionale avvenuto a livello regionale abbiamo preso i dati medi annuali forniti da Prometeia. Per l\u2019anno 2022 e 2023, anche l\u2019istituto di ricerca bolognese ha preso come riferimento le statistiche dell\u2019Istat, per l\u2019anno 2024, invece, ha realizzato una stima previsionale. Pertanto, i dati regionali di fonte Prometeia, sia sull\u2019aumento dell\u2019occupazione sia sulla diminuzione della disoccupazione, non corrispondono con quelli nazionali dell\u2019Istat, sebbene confermino il trend registrato nella nostra elaborazione su dati Istat. Premesso ci\u00f2, tra il 2022 e il 2024 \u00e8 la Sicilia che dovrebbe registrare il numero pi\u00f9 elevato di nuovi posti di lavoro pari a 133.600 (+10 per cento). Seguono la Lombardia con +125.700 (+2,8 per cento), la Campania con +89.900 (+5,5 per cento), il Lazio con +76.500 (+3,3 per cento) e il Piemonte con 71.600 (+4 per cento). \u00a0Tra le quattro ripartizioni geografiche presenti in Italia, il Mezzogiorno, grazie al buon andamento delle esportazioni, delle costruzioni e degli investimenti pubblici correlati al Pnrr, parerebbe registrare l\u2019incremento occupazionale pi\u00f9 importante d\u2019Italia, con quasi 350mila addetti in pi\u00f9 negli ultimi due anni. Anche per quanto concerne la contrazione dei disoccupati, sarebbe sempre il Sud la macro area pi\u00f9 dinamica del Paese, con una riduzione delle persone che cercano una occupazione pari a 113mila unit\u00e0. In valore assoluto a guidare la graduatoria regionale dovrebbe essere la Sicilia con -36.800 disoccupati. Seguono la Puglia con -35.600 e la Lombardia con -34.600. Questi ultimi dati, infine, trovano una ulteriore conferma dall\u2019analisi del tasso di disoccupazione che dovrebbe subire le riduzioni pi\u00f9 importanti in Sicilia (-3,1 per cento), in Sardegna (-3 per cento) e in Puglia (-2,6 per cento)\u00a0\u00a0&#8212;politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;I dati diffusi oggi dalla Cgia confermano un importante trend positivo per il mercato del lavoro in Italia: 847mila posti creati nei due anni del nostro Governo. 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