{"id":13959,"date":"2024-12-09T13:09:00","date_gmt":"2024-12-09T13:09:00","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=13959"},"modified":"2024-12-09T13:09:00","modified_gmt":"2024-12-09T13:09:00","slug":"cancro-colon-retto-create-cellule-natural-killer-intelligenti-come-funzionano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=13959","title":{"rendered":"Cancro colon retto, create cellule natural killer intelligenti: come funzionano"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; E\u2019 possibile rendere le cosiddette cellule natural killer pi\u00f9 &#039;intelligenti&#039; nel riconoscere il tumore del colon-retto e nell\u2019attaccarlo selettivamente, risparmiando cos\u00ec i tessuti sani ed evitando l\u2019insorgenza di gravi effetti collaterali. Grazie, infatti, all\u2019aggiunta di un recettore detto Car (chimaeric antigen receptor) diretto contro un bersaglio sul tumore, le cellule killer possono essere in grado di sollevare il &#039;mantello dell\u2019invisibilit\u00e0&#039; dietro il quale le cellule tumorali riescono a nascondersi e a proteggersi. A dimostrare le potenzialit\u00e0 di questo nuovo approccio contro il cancro al colon-retto, un tumore che in Italia colpisce circa 50mila persone all\u2019anno, sono due studi condotti dai ricercatori dell\u2019Istituto di Candiolo, Torino, uno pubblicato su Molecular Therapy e un altro in corso di pubblicazione sul Journal of Translational Medicine. Entrambi i lavori sono stati condotti nell\u2019ambito del progetto Car-T nazionale di Alleanza contro il Cancro. \u00a0&quot;Le natural killer sono un particolare tipo di cellule immunitarie, che pattugliano il corpo, e quando individuano una cellula cancerosa la attaccano e la distruggono, prevenendo la crescita del tumore&quot;, spiega Enzo Medico, direttore del Laboratorio di oncogenomica dell\u2019Istituto di Candiolo. &quot;Talvolta per\u00f2 le cellule tumorali trovano il modo per sfuggire a queste sentinelle: diventano \u2018invisibili\u2019 e creano un ambiente sfavorevole per le natural killer, evitando cos\u00ec che queste le riconoscano e distruggano. Grazie a queste contromisure il tumore riesce a svilupparsi ed evolvere, con le conseguenze che tutti conosciamo&quot;. I due nuovi studi descrivono due modi diversi per indirizzare le cellule Nk contro i tumori del colon-retto. In entrambi i lavori sperimentali le cellule sono state \u2018armate\u2019 con un recettore Car in grado di riconoscere e attaccare solo le cellule del tumore del colon-retto.\u00a0Pi\u00f9 nel dettaglio. Nel primo lavoro, in corso di pubblicazione sul Journal of Translational Medicine, \u00e8 stato introdotto un Car contro il bersaglio mesotelina, gi\u00e0 testato per efficacia e sicurezza in mesoteliomi e tumori ovarici. I ricercatori di Candiolo hanno scoperto che la mesotelina, una proteina ancorata alla membrana cellulare, pu\u00f2 essere presente ad alti livelli anche in una parte dei tumori colorettali soprattutto nei sottotipi pi\u00f9 aggressivi. Hanno cos\u00ec adottato una strategia di &#039;riposizionamento&#039;, che consiste nell\u2019avvalersi di terapie inizialmente sviluppate per altre tipologie di tumori e sfruttarle contro il cancro al colon-retto. &quot;Questa  strategia &#8211; sottolinea Medico &#8211; si \u00e8 rivelata vincente&quot;. I tumori potenzialmente candidabili, cio\u00e8 quelli che esprimono livelli alti di mesotelina, sono circa 2mila-4mila all\u2019anno.\u00a0Nel secondo lavoro viene descritto un sofisticato circuito genetico che rende le cellule Nk ancora pi\u00f9 intelligenti, cio\u00e8 in grado di riconoscere il bersaglio del Car solo sulle cellule tumorali. &quot;Grazie a questo circuito, la cellula killer espone il Car contro i tumori del colon solo se viene a contatto con un secondo bersaglio, l\u2019oncogene Her2, che funge da \u2018filtro selettore&#039;&quot;,  spiega Medico. &quot;In pratica, ciascuno dei componenti del circuito, il recettore per Her2 e il Car, riconosce il proprio bersaglio anche in tessuti normali. Ma esiste un solo caso in cui entrambi i bersagli sono presenti sulla stessa cellula ad alti livelli: i tumori del colon con Her2 amplificato. La cellula Nk cos\u00ec modificata pu\u00f2 quindi pattugliare l\u2019intero organismo rimanendo inattiva, tranne quando incontra una cellula di cancro del colon che espone Her2 amplificato&quot;. Le nuove cellule NK &#039;intelligenti&#039; si sono dimostrate efficaci e molto selettive in tutti i modelli sperimentali testati. \u00a0&quot;La prospettiva applicativa, in un futuro che si spera non troppo distante, \u00e8 quella di infondere cellule Nk cos\u00ec modificate nei pazienti il cui tumore del colon presenta entrambi i bersagli ad alti livelli. I prossimi passi da compiere saranno renderle ancora pi\u00f9 potenti senza che perdano la selettivit\u00e0, in modo da colmare progressivamente il divario fra i modelli di laboratorio e il letto del paziente&quot;,  afferma Medico. Ci vorr\u00e0 quindi ancora tempo e lavoro prima che il nuovo approccio arrivi in clinica. \u00a0&quot;L\u2019Irccs di Candiolo crede molto nella ricerca di frontiera&quot;, conclude Anna Sapino, direttore Scientifico dell\u2019Irccs oncologico del Piemonte. &quot;Siamo convinti che coraggio e perseveranza siano due ingredienti fondamentali per produrre innovazione. Per cui non importa se la strada \u00e8 lunga: l\u2019importante \u00e8 che la direzione sia quella giusta&quot;.\u00a0&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; E\u2019 possibile rendere le cosiddette cellule natural killer pi\u00f9 &#039;intelligenti&#039; nel riconoscere il tumore del colon-retto e nell\u2019attaccarlo selettivamente, risparmiando cos\u00ec i tessuti sani ed evitando l\u2019insorgenza di gravi effetti collaterali. 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