{"id":14140,"date":"2024-12-10T08:14:20","date_gmt":"2024-12-10T08:14:20","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=14140"},"modified":"2024-12-10T08:14:20","modified_gmt":"2024-12-10T08:14:20","slug":"siria-trump-ha-gia-rimpiazzato-biden-il-tycoon-detta-la-linea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=14140","title":{"rendered":"Siria, Trump ha gi\u00e0 rimpiazzato Biden? Il tycoon detta la linea"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Almeno sulla Siria, il presidente Usa uscente Joe Biden sembra ormai aver  ceduto il posto prima del tempo al successore Donald Trump. Ritardando di quasi un giorno dai fatti l&#039;intervento sulla fine del regime di Assad, il dem ha di fatto lasciato che il tycoon dettasse la linea americana sulla crisi a Damasco. Ma non solo. Il presidente eletto continua ormai da giorni, attraverso una valanga di messaggi sui social, sia a dispensare  possibili soluzioni alla guerra tra Ucraina e Russia che, pi\u00f9 in generale, a lasciar intendere quella che poi sar\u00e0 la politica estera americana della nuova era.\u00a0Di fronte all&#039;inarrestabile avanzata verso la capitale siriana, spiega infatti il New York Times, l&#039;amministrazione Biden ha trasmesso messaggi ai gruppi ribelli che hanno guidato l&#039;offensiva. E lo ha fatto, spiega il quotidiano citando funzionari statunitensi e turchi, usando canali diplomatici, militari e d&#039;intelligence turchi per inviare messaggi tesi inizialmente a dire &quot;cosa non fare&quot;, in primis non coinvolgere lo Stato Islamico nell&#039;offensiva, nel quadro dell&#039;obiettivo di arrivare ad una transizione pacifica in questo &quot;momento di opportunit\u00e0 storica&quot;. Ma, dopo il ritardo nell&#039;intervenire sugli ultimi sviluppi di politica estera, a poco pi\u00f9 di un mese dall&#039;inaugurazione del 20 gennaio gli occhi di tutti sembrano ora gi\u00e0 puntati su  Trump.\u00a0Che con la visita di sabato a Parigi ha di fatto preso il controllo del proscenio globale con gli incontri con leader internazionali.\u00a0Insomma, ancora una volta il tycoon si conferma una forza che sovverte le consuetudini politiche americane, infrangendo la tradizione che vuole che ci sia, tra elezioni e insediamento, un solo presidente. Ora questo presidente sembra sia lui, osserva il Wall Street Journal, notando come questo sia avvenuto anche perch\u00e9 Biden ha ceduto i riflettori, aspettando praticamente 24 ore prima di intervenire sulla Siria. \u00a0Il silenzio del presidente in carica \u00e8 risaltato ancora di pi\u00f9 nel contrasto con il lungo e articolato post con cui Trump, poco prima di sedersi sabato scorso all&#039;Eliseo con Volodymyr Zelensky e Emmanuel Macron, legava apertamente l&#039;imminente caduta di Assad alla guerra in Ucraina, dicendo che la prima sarebbe stata la &quot;cosa migliore&quot; per la Russia &quot;troppo occupata in Ucraina dove ha perso  600mila militari&quot;. \u00a0Ma soprattutto diceva che gli &quot;Stati Uniti non devono farsi coinvolgere&quot; nel &quot;caos in Siria&quot;, perch\u00e9 &quot;non \u00e8 la nostra battaglia&quot;. E poi  domenica, dopo la fuga di Assad, un altro post per dire che la Russia &quot;non ha pi\u00f9 interesse a proteggerlo&quot; ed ancora, chiaramente, il link con il conflitto ucraino: &quot;Hanno perso interesse in Siria per l&#039;Ucraina, una guerra che non sarebbe dovuta iniziare e che potrebbe andare avanti per sempre&quot;. \u00a0Nonostante quindi i suoi proclami apparentemente isolazionistici, Trump ha nella caduta di Assad, e la presa di potere da parte di fazioni sunnite, una grande opportunit\u00e0: &quot;L&#039;America ha sempre voluto un Stato guidato dai sunniti a Damasco per danneggiare l&#039;Iran. E la Russia. E ora lo ha avuto,  quindi perch\u00e9 mordere la mano che volevi?&quot;, afferma Joshua Landis, capo del Center for Middle East Studies dell&#039;universit\u00e0 dell&#039;Oklahoma, spiegando a Politico come si sia di fronte ad una cambiamento drastico di tutti gli equilibri in Medio Oriente. \u00a0A chi gli ricorda che fu proprio l&#039;amministrazione Trump a mettere Hayat Tahrir al-Sham (Hts), nella lista delle organizzazioni terroristiche nel 2018, con una taglia da 10 milioni di dollari sulla testa del suo leader Abu Mohammed al-Jawlani, Landis risponde che gli Usa dovranno fare una nuova considerazione. &quot;Jolani ha detto chiaramente che non c&#039;\u00e8 posto per l&#039;estremismo in Siria, che vuole essere amico di tutti, che gli unici nemici sono Iran, Hezbollah e Assad&quot;, aggiunge. \u00a0Insomma, sta dicendo tutte le cose giuste e Washington deve decidere se credergli o no, ma &quot;se non dichiara guerra all&#039;America e dice che sta cercando di costruire un governo e dare da mangiare alla popolazione in modo da far tornare i rifugiati, gli Usa saranno in una posizione negativa se non faranno i conti con questo&quot;, argomenta Landis confermando che il leader delle forze anti-Assad &quot;sta gi\u00e0 cercando un dialogo con il governo americano&quot;. \u00a0E, conclude l&#039;analista, &quot;ci sono molte persone a Washington che stanno lavorando per toglierlo dalla lista dei terroristi. Il Washington Institute for Near East Policy ha diverse persone che stanno sostenendo a gran voce che gli Usa dovrebbero riconsiderare Jawlani, un moderato che ha fatto molte cose buone&quot;. \u00a0\u00a0&#8212;internazionale\/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Almeno sulla Siria, il presidente Usa uscente Joe Biden sembra ormai aver ceduto il posto prima del tempo al successore Donald Trump. 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