{"id":14180,"date":"2024-12-10T11:31:09","date_gmt":"2024-12-10T11:31:09","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=14180"},"modified":"2024-12-10T11:31:09","modified_gmt":"2024-12-10T11:31:09","slug":"team-gemelli-bambino-gesu-salva-il-piccolo-cuore-di-marco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=14180","title":{"rendered":"Team Gemelli-Bambino Ges\u00f9 salva il piccolo cuore di Marco"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Gioco di squadra tra Gemelli e Bambino Ges\u00f9 di Roma per salvare Marco (nome di fantasia), 7 anni. Il suo piccolo cuore si era ammalato come un cuore &#039;da grande&#039;: trapiantato pochi mesi prima dai cardiochirurghi dell&#039;ospedale pediatrico della Santa Sede, il bambino aveva sviluppato una vasculopatia da rigetto con occlusione dell&#039;arteria coronaria discendente anteriore, una patologia tipica dell&#039;et\u00e0 adulta risolta con un intervento di disostruzione eseguito al Gemelli. I cardiologi interventisti dell&#039;Irccs hanno posizionato uno stent, scongiurando i rischi di una complicanza potenzialmente fatale.\u00a0Quello vissuto da Marco \u00e8 un evento raro, ma molto grave &#8211; spiegano dai due ospedali &#8211; perch\u00e9 in grado di compromettere la funzionalit\u00e0 del cuore trapiantato. Vista l&#039;anatomia particolarmente complessa della lesione coronarica, dopo diverse discussioni collegiali tra i cardiochirurghi del Bambino Ges\u00f9 diretti da Antonio Amodeo, docente all&#039;Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore, e il Centro Cuore del Policlinico Gemelli diretto da Massimo Massetti, ordinario di Cardiochirurgia della Cattolica, si \u00e8 deciso di tentare una disostruzione mediante angioplastica dell&#039;arteria discendente anteriore prossimale, che appariva completamente occlusa. Una patologia e un intervento che riguardano in genere prevalentemente gli adulti. \u00a0Il piccolo \u00e8 stato dunque trasferito dal Bambino Ges\u00f9 alla Terapia intensiva pediatrica (Tip) del Gemelli, dove \u00e8 stato assistito dall&#039;\u00e9quipe di Giorgio Conti, direttore Uoc Tip e docente di Anestesia e Rianimazione in Cattolica. Nella Sala di Emodinamica della Cardiologia del Gemelli, Marco \u00e8 stato quindi sottoposto a una complessa procedura di rivascolarizzazione da un team multidisciplinare coordinato da Carlo Trani, direttore della Uoc di Interventistica cardiologica del Gemelli e associato di Cardiologia all&#039;Universit\u00e0 Cattolica, e da Francesco Burzotta, ordinario di Cardiologia della Cattolica e direttore della Uoc di Cardiologia del Gemelli, coadiuvati da Matteo Di Nardo, anestesista pediatrico del Bambino Ges\u00f9, e da Andrea Scapigliati, docente in Cattolica e cardio-anestesista del Gemelli. Dopo l&#039;intervento, il bimbo \u00e8 stato nuovamente affidato alle cure dei medici dell&#039;Ospedale Bambino Ges\u00f9.\u00a0&quot;Il bambino &#8211; racconta Amodeo, direttore della Uoc Scompenso, Trapianto e Assistenza meccanica cardio-respiratoria del Bambino Ges\u00f9, &#8211; era affetto da una miocardiopatia dilatativa per la quale \u00e8 stato necessario impiantare un cuore artificiale che il piccolo ha tenuto per oltre un anno come ponte al trapianto, che siamo riusciti a effettuare con successo. Purtroppo tra le complicanze del trapianto c&#039;\u00e8 la vasculopatia da rigetto cronico che, in questo caso, ha determinato l&#039;ostruzione di un vaso del cuore, una patologia tipica dell&#039;et\u00e0 adulta. Per questo abbiamo ritenuto necessario intervenire in collaborazione con i colleghi dell&#039;Universit\u00e0 Cattolica e della Fondazione Policlinico Gemelli per affrontare il problema coronarico, che \u00e8 stato risolto in maniera eccellente&quot;.\u00a0&quot;Questo caso dimostra l&#039;importanza della collaborazione multidisciplinare in situazioni anomale e di questa complessit\u00e0, per risolvere le quali \u00e8 fondamentale mettere insieme tante expertise di pi\u00f9 centri&quot;, sottolinea Trani. &quot;Aver affinato la nostra tecnica di disostruzione coronarica in questi anni negli adulti &#8211; osserva Burzotta &#8211; si \u00e8 rivelato utile per un bambino con una storia cos\u00ec travagliata. Interventi di angioplastica di questo genere, infatti, di solito vengono effettuati in centri che hanno un&#039;esperienza specifica, al fine di limitare le complicanze e aumentare il tasso di successo. Siamo impegnati da anni in questo campo, ma \u00e8 la prima volta che abbiamo offerto questa terapia ad un paziente cos\u00ec giovane&quot;.\u00a0&quot;Questo caso &#8211; commenta Massetti, direttore del Dipartimento di Scienze cardiovascolari del Policlinico universitario A. Gemelli Irccs &#8211; \u00e8 paradigmatico della nostra filosofia del prendersi cura del paziente, pi\u00f9 che di limitarsi a curarlo. Un approccio che pervader\u00e0 tutte le attivit\u00e0 del Centro Cuore (acronimo di Cardiovascular Unique Offer ReEngineered), il polo dedicato alle patologie cardiovascolari che sta sorgendo all&#039;interno del campus del Gemelli, ma che \u00e8 gi\u00e0 agita ogni giorno all&#039;interno del nostro dipartimento. Quello del Centro Cuore sar\u00e0 un modello &#039;centripeto&#039;, in opposizione alla frammentazione delle cure tipica delle iperspecializzazioni, che rischia di perdere di vista la centralit\u00e0 del paziente per concentrarsi sulla singola patologia. Un modello sanitario innovativo, value-based, che mette al centro la persona in tutte le fasi del ricovero ospedaliero, avvalendosi di cure, tecnologie di ultima generazione e di expertise multi-disciplinari, anche in collaborazione con altre strutture d\u2019eccellenza, come in questo caso&quot;.\u00a0\u00a0&#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Gioco di squadra tra Gemelli e Bambino Ges\u00f9 di Roma per salvare Marco (nome di fantasia), 7 anni. 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