{"id":15138,"date":"2024-12-13T12:57:02","date_gmt":"2024-12-13T12:57:02","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=15138"},"modified":"2024-12-13T12:57:02","modified_gmt":"2024-12-13T12:57:02","slug":"esplosione-calenzano-dopo-autopsia-vittime-si-attendono-primi-avvisi-di-garanzia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=15138","title":{"rendered":"Esplosione Calenzano, dopo autopsia vittime si attendono primi avvisi di garanzia"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Sono state completate le autopsie sulle salme delle cinque vittime dell&#039;esplosione avvenuta luned\u00ec 9 dicembre nel deposito di carburanti Eni di Calenzano (Firenze). Sono state svolte da tre medici legali, Martina Focardi, Beatrice Defraia e Rossella Grifoni, incaricati dalla Procura di Prato, al&#039;istituto di medicina legale del&#039;ospedale fiorentino di Careggi.\u00a0Nelle prossime ore verranno fatte sulle salme le verifiche per l&#039;identificazione e per questo saranno raccolti i Dna dei familiari. I magistrati, inoltre, hanno disposto verifiche genetiche affidate ai genetisti Ugo Ricci e Vilma Pinchi.\u00a0La Procura, diretta dal procuratore Luca Tescaroli, intanto, prosegue le acquisizioni delle testimonianze dei feriti meno gravi e dei documenti acquisiti durante le perquisizioni negli uffici Eni e nelle ditte che lavoravano in appalto nel deposito di Calenzano. A breve i magistrati dovrebbero procedere con l&#039;iscrizione dei primi indagati. La Procura ha identificato i responsabili, a vario titolo, dei piani di sicurezza interni al deposito di carburanti Eni e ii responsabili della ditta Sergen srl di Grumento Nova (Potenza), a cui erano affidati i lavori di manutenzione straordinaria. Potrebbero essere loro i destinatari dei primi avvisi di garanzia, dopo l&#039;apertura del fascicolo di indagine per i reati di omicidio colposo plurimo, lesioni gravi, crollo doloso di costruzioni o altri disastri e rimozione dolosa delle cautele contro gli infortuni sul lavoro. \u00a0\u00a0<br \/>\nLuned\u00ec 16 dicembre, alle ore 10,30, \u00e8 previsto un sopralluogo nell&#039;area in cui \u00e8 avvenuta l&#039;esplosione, alla presenza dei tre consulenti nominati dalla Procura di Prato per fare luce sulle cause del disastro. Il sopralluogo dei tre consulenti (esperti in incendi, esplosivi e in chimica) dovrebbe confluire in una maxi perizia che si annuncia decisiva per &#039;accertamento delle responsabilit\u00e0, come anticipa &quot;La Repubblica&quot;. \u00a0Secondo le prime ricostruzioni, le responsabilit\u00e0 dell&#039;accaduto sembrano essere molteplici. A partire dal problema tecnico che si sarebbe verificato durante le operazioni di manutenzione sulla linea 5 della pensilina di carico, adiacente a quella in cui \u00e8 avvenuto lo scoppio. \u00a0Accertamenti sono in corso anche sulla compatibilit\u00e0 tra le stesse operazioni di manutenzione e quelle di carico e scarico del carburante: le due manovre non sarebbero infatti consentite in contemporanea, come denunciato in questi giorni anche dai sindacati. &quot;Ci risulta che in alcuni depositi, come anche quello di Calenzano, vengano svolte attivit\u00e0 promiscue. Succede di andare a rifornire le autobotti mentre in una corsia limitrofa, vicina, vengono fatte riparazioni o manutenzioni. Le attivit\u00e0 di carico non vengono sospese &#8211; ha dichiarato Massimiliano Matranga, autotrasportatore e sindacalista della Uiltrasporti Toscana alla &#039;Repubblica&#039; &#8211; Possiamo considerarla una consuetudine, ma nessuno di noi autotrasportatori in realt\u00e0 l\u2019ha mai percepita come una condizione di pericolo, almeno non abbastanza. Questo perch\u00e9 quando si entra col camion in un deposito come quello di Eni a Calenzano ci sentiamo in un luogo molto sicuro, vengono fatti controlli continui&quot;. \u00a0<br \/>\nDa chiarire, dunque, se gli autotrasportatori avessero avuto comunicazione dei lavori in corso, e se questi siano stati fatti seguendo i protocolli stabiliti. \u00a0Riguardo la dinamica, particolari utili sono arrivati dal racconto di alcuni lavoratori (tra mercoled\u00ec e ieri gioved\u00ec sono stati ascoltati anche quelli ancora ricoverati in ospedale): uno, in particolare, ha raccontato di aver visto una nube pochi istanti prima dello scoppio, circostanza che lascia ipotizzare che l&#039;esplosione sia stata innescata dal mancato scarico dei vapori. Altre verifiche considerate cruciali riguardano poi il piano di emergenza esterna dell&#039;impianto.\u00a0Il documento, di cui &quot;Repubblica&quot; ha anticipato i punti salienti, \u00e8 stato acquisito dalla Procura ed \u00e8 gi\u00e0 al vaglio degli investigatori: si tratta di 39 pagine depositate in Prefettura e redatte dall\u2019Eni, in cui si fissava la fascia di pericolo massima &#8211; definita  &quot;zona rossa&quot; &#8211; entro gli 80 metri dal cosiddetto &quot;punto di rilascio&quot; dell&#039;eventuale incidente, quella moderata (&quot;arancione&quot;) entro 130 metri e una terza, &quot;gialla&quot;, con una soglia di attenzione di 200 metri, oltre la quale non veniva ravvisato nessun rischio per le persone, le cose o l\u2019ambiente. Numeri smentiti da quelli registrati dopo lo scoppio, con danni fino a diverse centinaia di metri di distanza. &quot;Abbiamo verificato con una prova concreta che la valutazione del pericolo contenuta in quel documento \u00e8 davvero molto sottostimata &#8211; ha commentato sul punto il sindaco di Calenzano, Giuseppe Carovani &#8211; si deve aprire una riflessione sull\u2019opportunit\u00e0 dello spostamento del deposito ma che anche quel piano non \u00e8 evidentemente adeguato&quot;.\u00a0&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Sono state completate le autopsie sulle salme delle cinque vittime dell&#039;esplosione avvenuta luned\u00ec 9 dicembre nel deposito di carburanti Eni di Calenzano (Firenze). 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