{"id":16060,"date":"2024-12-17T15:17:06","date_gmt":"2024-12-17T15:17:06","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=16060"},"modified":"2024-12-17T15:17:06","modified_gmt":"2024-12-17T15:17:06","slug":"ncc-le-nuove-regole-cosa-cambia-per-i-cittadini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=16060","title":{"rendered":"Ncc, le nuove regole: cosa cambia per i cittadini"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Nuove regole per gli ncc, ma cosa cambia per i consumatori? A rispondere \u00e8 l&#039;Unione nazionale consumatori: &quot;Tempi di attesa pi\u00f9 lunghi per ottenere il servizio, probabile aumento delle tariffe, minore flessibilit\u00e0 nella prenotazione dei servizi, difficolt\u00e0 nell&#039;utilizzo delle app di mobilit\u00e0&quot;. \u00a0&quot;Il decreto interministeriale 226 del 16 ottobre 2024 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) prevede &#8211; spiega Mauro Antonelli esperto Unc &#8211; se non si parte dalla rimessa, che tra una corsa e l\u2019altra debbano passare 20 minuti. In sostanza, se le corse sono prenotate mentre si \u00e8 in rimessa non si deve attendere tra un servizio e l\u2019altro, ma se arriva una nuova richiesta quando si \u00e8 fuori dalla rimessa, ossia mentre si sta lavorando, allora si devono far trascorrere 20 minuti tra la prenotazione e l\u2019inizio del servizio. Un\u2019attesa di 20 minuti che grava pure sul cliente che, dopo aver prenotato, anche se l\u2019auto \u00e8 l\u00ec davanti a lui, deve aspettare 20 minuti prima che possa partire.\u202f Uno spreco di tempo che implica minori ricavi a parit\u00e0 di ore lavorate, salvo si aumentino gli importi delle corse traslando sugli utenti finali il prezzo di questa inefficienza, cosa che ovviamente avverr\u00e0&quot;.\u202f\u00a0\u00a0&quot;Quando non si parte dalla rimessa &#8211; sottolinea -\u202fil luogo di partenza deve coincidere &#039;con l\u2019arrivo del servizio precedente&#039; e &#039;deve essere svolto nella stessa data, fatti salvi i servizi notturni svolti nelle prime quattro ore della giornata successiva&#039;. Esempio: se un conducente porta un cliente da Milano a Bologna, poi,\u202fper la corsa successiva, deve ripartire da Bologna e non da Casalecchio di Reno che dista 7 km da Bologna. Inoltre, non pu\u00f2 dormire tutta la notte a Bologna mettendosi in viaggio con calma la mattina dopo. Per accettare una nuova corsa a Casalecchio di Reno dovrebbe prima tornare in rimessa a Milano, per poi tornare a Casalecchio. Comodo no? E chi lo paga il doppio viaggio a vuoto?&quot;.\u00a0Ma perch\u00e9 tutto ci\u00f2? &quot;Il ministero di Salvini, il Mit, &#8211; fa notare Antonelli &#8211; ha spiegato in un comunicato che &#039;tale vincolo\u202f(la sosta di 20\u202fminuti) dipende dalle differenze costitutive previste a legislazione vigente tra taxi e ncc che si configurano come due diversi servizi pubblici non di linea: il taxi \u00e8 un servizio obbligatorio e opera a tassametro, su richiesta su piazza e non su prenotazione; l\u2019ncc invece opera sulla base di prezzi di mercato ed \u00e8 rivolto a una utenza selezionata attraverso la prenotazione, per cui non pu\u00f2 attendere i servizi su piazza&#039;.\u202f In breve: se in alcune citt\u00e0 come Roma, gli ncc fanno concorrenza ai tassisti e accettano corse al loro posto stando in sosta nei pressi della Stazione, cosa che non si potrebbe fare, sarebbe pi\u00f9 logico e congruo multare i trasgressori con appositi e mirati controlli. Invece, con il nuovo decreto si \u00e8 deciso di rendere la vita impossibile a un\u2019intera categoria di lavoratori: ora, al di l\u00e0 del fatto che si tratta di pochi comuni e di pochi conducenti, il punto \u00e8 che la soluzione al problema va trovata nella direzione opposta&quot;. \u00a0&quot;Invece di introdurre cavilli da Azzeccagarbugli &#8211; auspica Antonelli &#8211; andrebbe liberalizzato il settore, eliminando tutti i vincoli territoriali, in modo che sia i tassisti che gli ncc possano svolgere il servizio dove vogliono. Anche i tassisti, infatti, possono prelevare l\u2019utente con partenza solo dal territorio del comune che ha rilasciato la licenza. Insomma, invece di litigare per una fetta di torta non sarebbe meglio ingrandire la torta? Risolverebbe anche il problema dei taxi introvabili quando ci sono eventi importanti, questione non risolta con le licenze temporanee in occasione di eventi straordinari, previste fin dalla prima lenzuolata Bersani, ossia dal 2006&quot;.\u00a0&quot;A Milano &#8211; racconta &#8211; quando c\u2019\u00e8 la Settimana della moda o il Salone del mobile, i taxi non si trovano mai. I tassisti di altre citt\u00e0 potrebbero raggiungere in quei giorni il capoluogo della Lombardia, senza alcun danno per i colleghi milanesi, atteso che intercetterebbero una domanda che resterebbe altrimenti inevasa&quot;.\u202f\u00a0\u00a0&quot;Ci troviamo di fronte &#8211; argomenta &#8211; a una situazione simile a quella dei balneari, con la difesa a oltranza di una lobby, contro il parere non solo di chi rappresenta gli utenti del servizio, ossia le associazioni di consumatori, ma anche dell\u2019Antitrust e dell\u2019Autorit\u00e0 dei trasporti (Art) che, nel parere formulato sul decreto (AS1990), scrivono che la prescrizione del pisolino imposto ostacola ingiustificatamente l\u2019esercizio dell\u2019attivit\u00e0 d\u2019impresa oltre a depotenziare l\u2019utilit\u00e0 delle\u202fapp di intermediazione tra domanda e offerta. Si introducono obblighi operativi che ne riducono la competitivit\u00e0, discriminandoli ingiustificatamente rispetto al servizio taxi, misure che, ostacolando l\u2019attivit\u00e0 degli esercenti il servizio di ncc a unico beneficio degli esercenti il servizio taxi, limitano la concorrenza e l\u2019innovazione a danno degli utenti finali e che, rappresentando un discriminatorio e ingiustificato aggravio per gli esercenti il servizio ncc sembrano proteggere unicamente l\u2019interesse economico degli esercenti i servizi taxi, sacrificando motivi di interesse generale quali la corretta gestione del trasporto, del traffico e del rispetto dell\u2019ambiente\u201c. \u00a0&quot;Ma la cosa pi\u00f9 grave &#8211; avverte &#8211; che va ben oltre la contingente tematica di come disciplinare il trasporto pubblico non di linea, \u00e8 che con un atto amministrativo (che, a differenza di una legge, non richiede la firma e, quindi, il controllo, del Presidente della Repubblica), si limitano alcune libert\u00e0 espressamente garantite dalla Costituzione, come la libert\u00e0 di iniziativa economica (articolo 41) e si cerca di aggirare una sentenza della Corte Costituzionale, la numero 56 del 2020, che aveva dichiarato incostituzionale l\u2019obbligo di rientro in rimessa dopo ogni servizio&quot;. \u00a0&quot;Per la\u202fConsulta &#8211; continua &#8211; chi svolge il servizio di noleggio con conducente non pu\u00f2 essere obbligato a rientrare in rimessa prima di cominciare ogni prestazione, in quanto il rientro comporta un\u202f\u201daggravio\u202forganizzativo e gestionale irragionevole\u201c, che costringe gli ncc \u201ca compiere necessariamente un viaggio di ritorno alla rimessa a vuoto prima di iniziare un nuovo servizio\u201c. Una prescrizione, che \u201cnon \u00e8 solo in s\u00e9\u202firragionevole\u201d ma che \u00e8 anche \u201csproporzionata\u202frispetto all\u2019obiettivo prefissato di assicurare che il servizio di trasporto sia rivolto a un\u2019utenza specifica e non indifferenziata\u201c. \u00a0&#8212;economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Nuove regole per gli ncc, ma cosa cambia per i consumatori? 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