{"id":16292,"date":"2024-12-18T12:45:51","date_gmt":"2024-12-18T12:45:51","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=16292"},"modified":"2024-12-18T12:45:51","modified_gmt":"2024-12-18T12:45:51","slug":"molestie-sessuali-su-medici-7-su-10-non-denunciano-per-paura-ritorsioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=16292","title":{"rendered":"Molestie sessuali su medici, 7 su 10 non denunciano per paura ritorsioni"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;Le molestie tra i medici sul posto di lavoro sono pi\u00f9 diffuse di quanto si pensi, sebbene siano spesso taciute per paura di ritorsioni e mancanza di fiducia&quot;. Questo \u00e8 quanto emerge dalla recente indagine condotta da Univadis Medscape \u2013 il portale di informazione per i professionisti della salute con notizie, strumenti, aggiornamenti e formazione per la classe medica presente in numerosi Paesi \u2013 su un campione di 1.097 medici italiani. I risultati indicano che le aggressioni tra i medici sono un problema che affligge principalmente l\u2019ambito ospedaliero e coinvolge soprattutto le donne (34%), sia direttamente sia come testimoni di comportamenti inappropriati. Dalla ricerca emerge, infatti, &quot;che il 5% dei medici italiani, soprattutto donne, ha sperimentato direttamente tali situazioni, mentre il 10% \u00e8 stato testimone di abusi sessuali, molestie o comportamenti inappropriati verso altri&quot;. Nonostante il quadro che emerge dalla ricerca, &quot;il 69% delle vittime ha scelto di non denunciare l\u2019aggressione&quot;. Un dato, questo, che suggerisce &quot;il persistere di barriere ben consolidate rispetto alla denuncia legate verosimilmente alla paura di ritorsioni, alla mancanza di fiducia nel sistema e a una cultura ancora molto diffusa del silenzio&quot;, evidenzia l&#039;indagine. \u00a0In particolare, il 36% dei medici intervistati riporta di aver subito commenti a sfondo sessuale, percentuale che sale al 66% per chi ha assistito a tali comportamenti pur non essendone direttamente coinvolto. Tra le altre forme di molestie verbali frequenti rientrano anche le violazioni deliberate dello spazio personale o l\u2019ingiustificata vicinanza fisica (48%), proposte esplicite o implicite di attivit\u00e0 sessuali (28%), inviti ripetuti ad appuntamenti o attenzioni indesiderate (31%). Meno comuni, ma altrettanto preoccupanti, sono le offerte di promozioni o vantaggi in cambio di favori sessuali, riferite dal 10% del campione intervistato, e minacce di ritorsioni per aver rifiutato favori sessuali (12%).\u00a0Nonostante la maggioranza degli intervistati e delle intervistate non abbia riportato esperienze dirette, questi dati evidenziano &quot;la necessit\u00e0 di implementare politiche pi\u00f9 efficaci per prevenire e affrontare le molestie e i comportamenti scorretti nel settore sanitario, con particolare attenzione alla protezione dei giovani professionisti e delle donne, specialmente in ambito ospedaliero&quot;, sottolinea i curatori dell&#039;indagine. \u00a0\u201cI dati pi\u00f9 significativi emersi dalla ricerca sono che nel 53% dei casi l&#039;aggressore \u00e8 identificato in un altro medico, e nel 79% dei casi si tratta di uomini. Questo risultato evidenzia un problema sistemico di comportamenti inappropriati da parte della componente maschile\u201d. \u2013 riferisce Daniela Ovadia, direttrice di Univadis Medscape Italia e autrice del report \u2013 \u201cInoltre, nella met\u00e0 dei casi (53%) gli aggressori ricoprono una posizione di potere rispetto alla vittima, evidenziando come le molestie siano spesso legate ad un abuso di autorit\u00e0\u201d.\u00a0\u201cIn questo quadro, l\u2019indagine evidenzia come le donne siano meno propense a denunciare gli episodi di molestie (64%) rispetto agli uomini (51%) \u2013 prosegue Ovadia \u2013 Le motivazioni sono varie e spaziano dal timore di ritorsioni da parte della direzione o dell\u2019istituzione (33%) alla paura che alla denuncia non segua alcuna azione concreta (33%) o che venga a mancare qualsiasi tipo di supporto da parte dell\u2019amministrazione (28%). C\u2019\u00e8 poi chi sceglie di non denunciare per una questione di riservatezza (20%), chi dichiara di non averlo fatto per mancanza di informazioni sulle modalit\u00e0 e le procedure di segnalazione (20%), e chi per paura di non essere creduto (13%) o di essere accusato di aver reagito in modo eccessivo (13%)\u201d.\u00a0Tra chi ha scelto di denunciare l&#039;accaduto, stando alle risposte raccolte, il 16% dichiara di averne parlato con colleghi, il 7% con il supervisore diretto o con il capo di dipartimento, il 2% con il responsabile del reparto o dell&#039;ambulatorio e solo il 2% dichiara di aver denunciato il fatto alla polizia. In conclusione, ci\u00f2 che emerge dall\u2019indagine di Univadis Medscape Italia &quot;\u00e8 una percezione diffusa di inefficacia dei sistemi di segnalazione e gestione delle molestie. Infatti, la maggior parte dei rispondenti (91%) ha dichiarato che il proprio luogo di lavoro non offre una formazione obbligatoria sulle molestie sessuali, mentre solo il 9% ha riferito di ricevere questo tipo di formazione. Si evidenzia &#8211; concludono i curatori &#8211; dunque una rilevante carenza nella prevenzione e nella sensibilizzazione su un tema cruciale, sottolineando la necessit\u00e0 di introdurre programmi educativi obbligatori per promuovere una maggiore consapevolezza e una gestione pi\u00f9 efficace di queste situazioni nei luoghi di lavoro&quot;. \u00a0&#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;Le molestie tra i medici sul posto di lavoro sono pi\u00f9 diffuse di quanto si pensi, sebbene siano spesso taciute per paura di ritorsioni e mancanza di fiducia&quot;. 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