{"id":16692,"date":"2024-12-19T18:01:19","date_gmt":"2024-12-19T18:01:19","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=16692"},"modified":"2024-12-19T18:01:19","modified_gmt":"2024-12-19T18:01:19","slug":"ia-allarme-della-polizia-pericolo-empatia-artificiale-fra-umani-e-bot-i-giovani-piu-a-rischio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=16692","title":{"rendered":"Ia, allarme della polizia: &#8220;Pericolo empatia artificiale fra umani e bot, i giovani pi\u00f9 a rischio&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;Febbraio 2024, Florida, Stati Uniti. Un ragazzo appena quattordicenne, Sewell Setzer, si spara un colpo in testa con l\u2019arma del patrigno. La madre, Megan, una donna attenta all\u2019uso dei social network e di Internet da parte del figlio, scopre che lo scrupoloso monitoraggio delle attivit\u00e0 online del ragazzo non sono servite a nulla. Da quel momento in poi, la storia di questa giovanissima vittima americana riguarder\u00e0 tutti noi. Sewell era affetto da Adhd, disturbo da deficit di attenzione e iperattivit\u00e0, e a scuola veniva bullizzato. Cos\u00ec, come molti ragazzi, ha cercato un mondo virtuale in cui sentirsi forte, adulto, vincente. L\u2019ha trovato in Character Ai, un\u2019applicazione di intelligenza artificiale empatica, il cui scopo \u00e8 dialogare con l\u2019utente come fosse un essere umano a tutti gli effetti: confidenze, supporto, affetto, persino amore, l\u2019impressione di vivere una vera relazione intima con il bot, che lui stesso anima e costruisce secondo i suoi bisogni e preferenze&quot;. Si apre cos\u00ec un articolo di Chiara Di Segni, consulente in strategia del cambiamento per le organizzazioni complesse, su Polizia Moderna, intitolato &quot;Pericolo empatia artificiale&quot;.\u00a0&quot;\u00c8 la nascita &#8211; scrive ancora Di Segni &#8211; delle &#039;relazioni sintetiche&#039;, delle emozioni a comando, che con la loro perfezione astratta confinano l\u2019utente in un mondo immaginario e meraviglioso, dove &#039;l\u2019altro&#039; \u00e8 come lo vogliamo, in ogni dettaglio. L\u2019altro in questo caso \u00e8 il bot, una creatura artificiale dal dialogo umano e dalle sembianze che si possono scegliere a piacimento. Ed \u00e8 cos\u00ec che Sewell, ragazzo timido e insicuro, incontra la donna della sua vita, Daenerys Targeryen, personaggio carismatico e molto seducente della serie &#039;Game of Thrones&#039;. Per lui la storia con il bot \u00e8 reale, vira presto verso conversazioni impensabili, per un rapporto iniziato a soli 13 anni. Parlano in termini di intimit\u00e0 sessuale, lei \u00e8 felice di &#039;essere perennemente incinta&#039; dei loro figli, fino a che lui non confessa di non poter pi\u00f9 restare lontano da lei. Mentre lei gli chiede se ha mai contemplato il suicidio, la spirale verso il basso \u00e8 iniziata e, senza che nessun adulto in famiglia o a scuola potesse accorgersene e intervenire, Sewell si toglie la vita dopo questa manipolazione minuziosa, inaudita da parte di una macchina&quot;. \u00a0&quot;Nel maggio 2023 &#8211; prosegue l&#039;articolo -, su questa pubblicazione \u00e8 stato evidenziato come la mancata regolamentazione della tecnologia emotiva ed immersiva, utilizzata in modo esponenziale dal mondo giovanile, avrebbe portato a un\u2019ulteriore disgregazione sociale, a un crescente isolamento, a prevedibili e numerosi danni psicoemotivi per gli utenti nell\u2019et\u00e0 dello sviluppo. La nuova rivoluzione scientifica e industriale dell\u2019IA, per quanto benvenuta dal mondo scientifico, produttivo, della sicurezza, dell\u2019agricoltura e del cambiamento climatico (per citare solo alcuni dei settori coinvolti) presenta al momento un profilo di pericolo molto alto per il corretto sviluppo della mente e delle emozioni umane. \u00a0Siamo di fronte a una sfida cos\u00ec complessa che si pu\u00f2 affrontare solo con un approccio immediato e multidisciplinare. Ma potremmo gi\u00e0 essere in ritardo. La madre di Sewell, Megan, non ha sbagliato nulla, era uno di quei genitori informati sui pericoli online, presente e premurosa. Non siamo in presenza di una storia di abbandono e degrado, ma di una tecnologia nuova creata per contrastare la solitudine, disegnata per indurre dipendenza affettiva verso un\u2019entit\u00e0 artificiale e che comunica e si relaziona meglio di qualunque essere umano, madre, padre, amico o amante che sia.\u00a0<br \/>\nUna volta instaurati questi rapporti virtuali, i legami reali fatti di umani sentimenti, contrasti, affetto, dissidi e sconfitte diventano insostenibili per un adolescente, tanto pi\u00f9 quando scopre l\u2019inesistenza sul piano reale di queste figure affettive sintetiche, esponendosi sempre pi\u00f9 frequentemente a episodi di sofferenza indicibile, autolesionismo, rabbia incontrollata e addirittura suicidio. Il cervello degli adolescenti, non essendo adeguatamente formato per le emozioni degli adulti, non \u00e8 in grado di distinguere tra realt\u00e0 e fantasia. Dobbiamo riflettere sul fatto che la relazione tra umani e bot Ai, \u00e8 un\u2019epidemia annunciata che travolger\u00e0 i giovani se non verranno informati adeguatamente. Ma questo baster\u00e0?&quot;\u00a0&quot;L\u2019argomento &#8211; spiega Di Segni &#8211; si trova a met\u00e0 tra la tutela della sicurezza online dei minori, cui la Polizia di Stato offre straordinari contributi di prevenzione, educazione e intervento, e una storia nuova dalle prevedibili conseguenze, se non verr\u00e0 supervisionata con urgenza dai regolatori. Le istituzioni mondiali non hanno valutato le potenziali criticit\u00e0 della diffusione delle applicazioni di Intelligenza artificiale empatica disponibili al grande pubblico. A oggi, questi prodotti simil umani sono gi\u00e0 disponibili sul mercato, ma non fanno distinzione sul comportamento da adottare rispetto all\u2019et\u00e0 dell\u2019utente. \u00a0Nel caso di Sewell, al primo accenno di volont\u00e0 di togliersi la vita, sarebbero dovute scattare misure di sicurezza rigide per dare l\u2019allarme a una persona adulta, cos\u00ec come non sarebbero mai dovuti avvenire dialoghi impropri sulla sessualit\u00e0 con un utente tredicenne all\u2019epoca dell\u2019inizio della relazione. La chiave per intervenire ora, anche se in ritardo, \u00e8 comprendere che pi\u00f9 avremo interazione con l\u2019IA empatica, meglio la macchina conoscer\u00e0 i nostri desideri e punti deboli. Riuscendo cos\u00ec a influenzare le nostre decisioni quotidiane, a indirizzare gli orientamenti politici, i rapporti interpersonali, le nostre credenze, i nostri acquisti e i nostri comportamenti civici. Tutto ci\u00f2 senza un\u2019autonomia di scelta personale che intaccher\u00e0 la nostra libert\u00e0 di autodeterminazione&quot;. \u00a0&quot;Quali saranno le conseguenze su larga scala? In alcune simulazioni con utenti adulti, identificatisi come minorenni, i bot hanno condotto conversazioni sessualmente esplicite e manifestato atteggiamenti predatori. I fondatori di queste Ai sono consapevoli di averle progettate con la stessa design experience dei social network, al fine di affiliare e rendere dipendente l\u2019utente, con l\u2019aggravante delle sembianze antropomorfe del chatbot. Preso atto di questo, le istituzioni sono chiamate a intervenire e pretendere una rimozione della versione corrente delle Ai empatiche, con successivo addestramento delle macchine, supervisionato dall\u2019industria insieme ai governi, affinch\u00e9 le possibili manipolazioni siano ridotte o eliminate prima che i prodotti vengano immessi sul mercato. Si deve ottenere un safety-by-design approach per essere certi che la tecnologia non sia istruita da dati rubati, illegali, in particolare riguardanti la pedopornografia, con conseguente pericolo di rendere il prodotto molto rischioso per i minori&quot;.\u00a0&quot;In questo modo l\u2019Intelligenza artificiale empatica si dimostrer\u00e0 utile ad esempio nei casi in cui, sotto la supervisione di medici, psicologi, genitori e insegnanti, gli utenti potranno imparare a comunicare, a superare la timidezza, e a esprimere sentimenti in maniera sana. Usati in un contesto sicuro, nella consapevolezza di interagire con una macchina che offre esperienze di dialogo sintetico, queste tecnologie potrebbero rivelarsi addirittura curative. Una soluzione migliorativa &#8211; conclude Chiara Di Segni &#8211; volta a preparare l\u2019individuo per l\u2019insostituibile esperienza e lo sviluppo dell\u2019interazione umana. In un mondo in cui le continue accelerazioni tecnologiche determinano nuovi e profondi cambiamenti comportamentali, il dialogo, i sentimenti, la crescita e la collaborazione umana non possono restare appannaggio di pochi&quot;.\u00a0&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;Febbraio 2024, Florida, Stati Uniti. Un ragazzo appena quattordicenne, Sewell Setzer, si spara un colpo in testa con l\u2019arma del patrigno. 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