{"id":1768,"date":"2024-10-18T18:02:04","date_gmt":"2024-10-18T18:02:04","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=1768"},"modified":"2024-10-18T18:02:04","modified_gmt":"2024-10-18T18:02:04","slug":"da-avetrana-a-yara-le-migliori-serie-sui-casi-neri-italiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=1768","title":{"rendered":"Da Avetrana a Yara, le migliori serie sui casi &#8216;neri&#8217; italiani"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Indagini, un caso da risolvere e, soprattutto, un colpevole da trovare. Elementi che appassionano da sempre. Un interesse &#8211; dietro cui spesso si cela morbosit\u00e0 &#8211; che non \u00e8 mai morto. Al contrario, \u00e8 vivo. Anzi, vivissimo. Negli ultimi anni, serie di finzione o docu-serie, tengono incollato il pubblico davanti allo schermo. Sulla scia del \u2018true cime\u2019 \u00e8 in arrivo \u2018Avetrana &#8211; Qui non \u00e8 Hollywood\u2019 di Pippo Mezzapesa, in anteprima alla 19esima edizione della Festa del Cinema di Roma e dal 25 ottobre su Disney+. \u00a0\u00a0A 14 anni dall\u2019omicidio di Sarah Scazzi, si ripercorre la vicenda in quattro episodi attraverso altrettanti punti di vista: quello di Sarah (interpretata da Federica Pala), di Sabrina Misseri (cugina della vittima, interpretata da Giulia Perulli), Michele Misseri (lo zio, interpretato da Paolo De Vita) e Cosima Misseri (la zia, interpretata da Vanessa Scalera). \u00c8 il 26 agosto 2010 quando ad Avetrana, un piccolo paese ai margini del Salento vacanziero, la quindicenne Sarah Scazzi esce di casa per non farne pi\u00f9 ritorno. Tutto il paese \u00e8 in subbuglio, in particolare la cugina Sabrina, spigliata estetista che nella sua casa di via Deledda, proprio quel pomeriggio, l\u2019aspetta per andare al mare. Ma mentre tutti la cercano, Sarah \u00e8 gi\u00e0 stata sepolta in fondo a un pozzo dove verr\u00e0 ritrovata dopo 42 giorni dalla sua scomparsa, in quello che \u00e8 diventato a tutti gli effetti un reality show dell\u2019orrore. \u00a0\u00a0Raccontata finora solo dai giornali e trasmissioni storiche come \u2018Chi l&#039;ha visto?\u2019, \u2018Storie maledette\u2019 e \u2018Un giorno in pretura\u2019, la cronaca nera \u00e8 diventata un elemento centrale nel mondo della serialit\u00e0. E quando il \u2018true crime\u2019 chiama, Netflix risponde. Oltre il serial killer Jeffrey Dahmer e i fratelli Menendez accusati di aver ucciso i loro genitori alla fine degli Anni 80, la piattaforma \u00e8 tornata sul caso della scomparsa di Emanuela Orlandi con \u2018Vatican Girl\u2019. Il 22 giugno 1983 Emanuela, una ragazza di 15 anni che viveva nella Citt\u00e0 del Vaticano, \u00e8 scomparsa in circostanze misteriose. La doc-serie racconta in modo dettagliato questa storia, che ha colpito l\u2019Italia intera, attraverso le interviste alla famiglia Orlandi e con testimoni che non avevano mai parlato prima. Nel corso dei 4 episodi, nuove voci dipingono l\u2019immagine di un\u2019oscura rete di segreti tenuti nascosti ad ogni costo. La serie \u00e8 condotta dal fratello di Emanuela, Pietro Orlandi, e dal giornalista italiano Andrea Purgatori (morto il 19 luglio 2023), che ha seguito il caso sin dall\u2019inizio. \u00a0Di recente su Netflix \u00e8 uscita \u2018Il caso Yara: oltre ogni ragionevole dubbio\u2019, la docu-serie sviluppata e diretta da Gianluca Neri, che ripercorre in cinque episodi la vicenda di Yara Gambirasio, scomparsa a soli 13 anni una sera del novembre 2010 a Brembate di Sopra (Bg) mentre percorre i 700 metri che separano casa sua dalla palestra in cui pratica ginnastica ritmica. La serie ricostruisce l&#039;indagine sulla scomparsa della ragazza, che culmina con l&#039;arresto di Massimo Bossetti. Il lungo processo investigativo e giudiziario rivela la verit\u00e0 riguardo ad alcuni legami familiari della famiglia Bossetti, mettendo in luce dettagli intricati e spesso controversi sull&#039;investigazione. Attraverso testimonianze, ricostruzioni, interviste esclusive (compresa quella allo stesso Bossetti e alla moglie Marita) e materiali inediti si esplorano gli eventi legati al caso, le accuse di depistaggio e i sospetti sui metodi investigativi. \u00a0 Sulla piattaforma \u00e8 attesa \u2018Il Mostro\u2019 di Stefano Sollima, ancora senza data di uscita. Il regista di \u2018Acab\u2019 racconta in 4 episodi il \u2018Mostro di Firenze\u2019, l\u2019appellativo che i giornali hanno dato al serial killer che tra il 1968 e il 1985 ha ucciso otto coppie di amanti, appartate nelle campagne fiorentine, e uccise sempre con la stessa arma, una Beretta 22.\u00a0\u00a0A riempire le cronache anche il caso di quello di Elisa Claps. A raccontarlo \u00e8 l\u2019omonima serie Rai con Gianmarco Saurino, che interpreta il fratello Gildo Claps. Ma anche la docu-serie di Pablo Trincia &#039;Dove nessuno guarda&#039;, disponibile su Sky. Racconta la scomparsa della giovane studentessa, Elisa Claps la mattina del 12 settembre 1993. E il cui mistero viene risolto, in parte, solo nel marzo del 2010 quando il suo corpo viene ritrovato, ormai mummificato, nel sottotetto di una chiesa di Potenza. Una storia ricca di colpi di scena, depistaggi, segreti ed errori commessi durante le indagini. Un caso che probabilmente si sarebbe potuto chiudere dopo pochi giorni, ma che si trasforma in un giallo durato pi\u00f9 di diciassette anni, permettendo al killer, Danilo Restivo, di uccidere ancora. \u00a0Tra le \u2018storie maledette\u2019 anche quella della studentessa Marta Russo, raccontata nella docu-serie di RaiPlay \u2018Il delitto della Sapienza\u2019. Il 9 maggio 1997 Russo \u00e8 stata colpita alla testa da un proiettile, mentre camminava nella citt\u00e0 universitaria della Sapienza di Roma, dove studiava Giurisprudenza. \u00c8 morta 5 giorni dopo. La Rai ripercorre la vicenda attraverso le registrazioni audio del diario intimo e segreto di Marta, sinora mai reso pubblico, il racconto inedito di una storia che ha sconvolto e appassionato il Paese.\u00a0&#8212;spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Indagini, un caso da risolvere e, soprattutto, un colpevole da trovare. 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