{"id":1778,"date":"2024-10-18T17:41:53","date_gmt":"2024-10-18T17:41:53","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=1778"},"modified":"2024-10-18T17:41:53","modified_gmt":"2024-10-18T17:41:53","slug":"avetrana-la-serie-tv-sul-caso-sarah-scazzi-siamo-entrati-nel-profondo-della-vicenda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=1778","title":{"rendered":"Avetrana, la serie tv sul caso Sarah Scazzi: &#8220;Siamo entrati nel profondo della vicenda&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Il cuore pulsante della serie &quot;\u00e8 stato quello di avvicinarci il pi\u00f9 possibile all\u2019umanit\u00e0 di questa storia. Abbiamo cercato tutti quanti sin dall\u2019inizio di entrare nel profondo di questa vicenda, con grazia, rimanendo nei confini del verosimile e di sviscerarla rispettando le persone&quot;. Racconta cos\u00ec Pippo Mezzapesa il modo in cui si \u00e8 approcciato alla direzione di \u2018Avetrana &#8211; Qui non \u00e8 Hollywood\u2019, la serie originale Disney+ che affronta uno dei delitti che pi\u00f9 hanno colpito l\u2019immaginario collettivo italiano, ovvero quello di Sarah Scazzi avvenuto il 26 agosto del 2010 ad Avetrana in provincia di Taranto. &quot;Ci interessava &#8211; spiega il regista alla Festa del Cinema di Roma, dove la serie \u00e8 presentata nella sezione Freestyle &#8211; sviluppare la normalit\u00e0 del contesto e la enormit\u00e0 che questo delitto ha poi suscitato\u201d. E cita Marracash, che ha composto il brano di coda: &quot;Il male \u00e8 banale, \u00e8 comprenderlo che \u00e8 complesso. Abbiamo esplorato la difficolt\u00e0 della comprensione del male&quot;.\u00a0La costruzione narrativa \u00e8 divisa in quattro episodi, in onda su Disney+ dal 25 di ottobre, incentrati ciascuno su un personaggio e che non tornano sulle vicende precedenti ma proseguono la narrazione, in modo che ogni episodio faccia avanzare la storia. &quot;Il rischio era quello di approcciarsi in un modo morboso e voyeristico alla storia, invece ho voluto andare oltre i personaggi che si sono creati per esplorarne le fragilit\u00e0 &#8211; spiega il regista -. Il pericolo era quello di avere un coinvolgimento emotivo troppo forte che minasse la libert\u00e0 di noi narratori, ma abbiamo raccontato dei fatti emersi dalle tre sentenze e ci siamo limitati a quello, senza in alcun modo spalancare o aprire altre strade. Non siamo giudici, avvocati n\u00e9 giornalisti di inchiesta\u201d.  \u00a0Il racconto si snoda attraverso le vicende di una famiglia allargata, Misseri-Serrano-Scazzi, che si disgrega in un conflitto alla fine insanabile. Il progetto \u00e8 stato sviluppato a stretto contatto con la famiglia. &quot;Abbiamo comunicato continuamente con la famiglia Scazzi &#8211; spiega uno degli autori, Davide Serino -. Ci sono sensibilit\u00e0 diverse all\u2019interno della famiglia, ciascuno con noi si \u00e8 posto in modo diverso&quot;. A colpire \u00e8 non solo l\u2019interpretazione ma anche la clamorosa trasformazione fisica di tutti i personaggi coinvolti, da Michele Misseri (Paolo De Vita) alla moglie Cosima (Vanessa Scalera) fino alla cugina di Sarah, Sabrina Misseri (Giulia Perulli, alla sua prima esperienza sullo schermo). \u00a0&quot;C\u2019\u00e8 stata da subito responsabilit\u00e0, rispetto, senso della tragedia &#8211; spiega Paolo De Vita- Volevamo essere onesti sul dolore di questa famiglia travolta da una tragedia pazzesca. Trattare un materiale doloroso, scottante, essendo onesti&quot;. &quot;Ho lavorato molto per avere quella fisicit\u00e0 &#8211; spiega \u2018Cosima\u2019 Vanessa Scalera &#8211; Il mio approccio \u00e8 stato proprio quello: avere addosso quasi venti chili in pi\u00f9, avere movenze diverse. Sono partita da quello per interpretare il personaggio forse pi\u00f9 scuro. Cosima \u00e8 un dado che ha sempre avuto solo una faccia in luce, abbiamo cercato di illuminare gli altri lati che non ha mai mostrato&quot;. La lingua l\u2019ha aiutata: &quot;Vengo da quei posti, per la prima volta mi sono liberata e ho parlato il mio dialetto&quot;. Anche per Giulia Perulli nel ruolo di Sabrina &quot;\u00e8 stata necessaria e inevitabile la trasformazione fisica per interpretarlo. Mi \u00e8 stata affiancata una nutrizionista, ho raggiunto 22 chili in pi\u00f9, ho cambiato i capelli, una trasformazione radicale. Il convivere con questo corpo che poi ti porti a casa perch\u00e9 non puoi spogliartene quando vai a dormire ti d\u00e0 modo di sperimentare un\u2019emotivit\u00e0 diversa&quot;.\u00a0<br \/>\nAnna Ferzetti interpreta una giornalista, la parte mediatica, il cui ruolo nella fiction \u00e8 messo in evidenza per testimoniare il cinismo e la morbosit\u00e0 dei media. &quot;Ho cercato di capire il linguaggio del giornalista in quel momento &#8211; spiega l\u2019attrice &#8211; . Abbiamo cercato di far uscire il lato della giornalista ambiziosa e arrivista, ma che poi \u00e8 la prima a fare un passo indietro perch\u00e9 si ritrova una donna come lei davanti. Rappresenta l\u2019occhio esterno, che porta tutte le domande che ci siamo fatti tutti quindici anni fa&quot;.\u00a0\u00a0&#8212;spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Il cuore pulsante della serie &quot;\u00e8 stato quello di avvicinarci il pi\u00f9 possibile all\u2019umanit\u00e0 di questa storia. 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