{"id":18237,"date":"2026-06-23T00:19:04","date_gmt":"2026-06-23T00:19:04","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=18237"},"modified":"2026-06-23T00:19:04","modified_gmt":"2026-06-23T00:19:04","slug":"sorelle-ritrovate-a-formia-chiuse-in-una-stanza-per-due-settimane-dalle-indagini-alla-svolta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=18237","title":{"rendered":"Sorelle ritrovate a Formia: &#8220;Chiuse in una stanza per due settimane&#8221;. Dalle indagini alla svolta"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211;<br \/>\nPer due settimane avrebbero vissuto chiuse in una stanza, senza poter uscire n\u00e9 aprire le persiane. &quot;Potevano soltanto guardare la televisione&quot;, ha raccontato il procuratore capo di Sulmona Luciano D&#039;Angelo, descrivendo le condizioni in cui sono state trovate Alisya e Sarah Di Giacinto, le sorelle di 16 e 12 anni scomparse dalla casa-famiglia di Civitella Alfedena, in provincia dell&#039;Aquila, nella notte tra il 6 e il 7 giugno e ritrovate domenica sera a Formia, nel Lazio.\u00a0Il blitz dei carabinieri \u00e8 scattato all&#039;interno di un&#039;abitazione popolare dove le due minorenni erano ospitate da una parente della madre, un&#039;anziana di circa 80 anni che le ragazze chiamavano &quot;zia&quot;. &quot;Eravamo pronti a trovarci davanti alla porta delinquenti o pazzi, abbiamo trovato una signora di 80 anni&quot;, ha raccontato il procuratore.\u00a0A colpire gli investigatori \u00e8 stata anche la reazione delle due ragazze al momento del ritrovamento. &quot;Quando le abbiamo trovate, le bambine non hanno fatto salti di gioia&quot;, ha spiegato D&#039;Angelo. &quot;Si sono chiuse per un lungo periodo di tempo all&#039;interno della stanza nella quale hanno vissuto tutti questi giorni&quot;. Un episodio che il magistrato ha definito particolarmente doloroso: &quot;Porter\u00f2 dentro di me il piacere di averle trovate, ma anche il dolore del colloquio che ho avuto con loro&quot;.\u00a0La svolta investigativa \u00e8 arrivata dopo due settimane di ricerche coordinate dalla Procura di Sulmona, con il supporto dei carabinieri dei Comandi provinciali dell&#039;Aquila e di Latina e dei Ros. Determinante, secondo gli inquirenti, sarebbe stata una videochiamata effettuata dalla madre delle ragazze verso un numero gi\u00e0 monitorato. &quot;Avevamo un profilo psicologico&quot;, ha spiegato D&#039;Angelo. &quot;Sapevamo che la mamma, tra i tanti difetti che aveva, aveva la necessit\u00e0 di mantenere il controllo. Se fosse stata la responsabile di questo fatto, non era pensabile che potesse rimanere per giorni e giorni senza avere contatti e notizie&quot;.\u00a0Nelle prime ore di luned\u00ec mattina la Procura di Sulmona ha disposto il fermo di tre persone con l&#039;accusa di sequestro di persona aggravato in concorso: la madre delle due ragazze, Valentina Dacunto, il compagno della donna, Vincenzo Esposito, e il padre di lei, Marco Dacunto, nonno delle minorenni. I tre sono stati interrogati dal procuratore capo Luciano D&#039;Angelo e successivamente trasferiti in carcere. I due uomini sono stati condotti nella casa circondariale di Sulmona, mentre la donna \u00e8 stata trasferita nel carcere di Teramo.\u00a0Nel corso della conferenza stampa, il procuratore ha invitato media e opinione pubblica a spostare l&#039;attenzione dalle ragazze. &quot;Qui non stiamo per festeggiare e magnificare degli arresti, delle catture, ma la liberazione di due ragazze che, per un periodo di tempo, abbiamo temuto anche di non poter rivedere mai pi\u00f9&quot;, ha affermato. &quot;Quello che mi preme chiedere \u00e8 che d&#039;ora in avanti su questa vicenda vi disinteressiate delle ragazze&quot;.\u00a0Secondo D&#039;Angelo, la vicenda non sarebbe riconducibile a dinamiche criminali tradizionali. &quot;Questa \u00e8 una vicenda che non ha nulla a che vedere con la criminalit\u00e0, ma solo e soltanto con un amore genitoriale malato&quot;, ha detto. &quot;Quelle bambine hanno due genitori che hanno rinunciato al primo dovere di chi ha la fortuna e l&#039;onere di diventare genitore: essere portatori di un amore disinteressato e mettere al primo posto l&#039;interesse dei minori&quot;.\u00a0La conclusione della vicenda ha suscitato grande emozione anche nel padre delle ragazze, Stefano Di Giacinto. In un messaggio pubblicato sui social ha scritto: &quot;Alisya e Sarah sono sane e salve dopo due settimane terribili fatte di ansia e preoccupazione, ma mai ho pensato in negativo. Si inizia una nuova vita, si riparte da zero&quot;. E ancora: &quot;Diamo tempo alle ragazze di riprendersi gli anni che qualcuno ha negato loro di potersi godere. Pap\u00e0 c&#039;\u00e8. Vi amo&quot;.\u00a0Il padre ha inoltre ringraziato le forze dell&#039;ordine, i reparti speciali, il proprio avvocato Francesco Riccardi, la compagna, amici e parenti: &quot;Siete stati tantissimi a darmi la forza di andare avanti e di non mollare mai&quot;.\u00a0Anche il legale di Di Giacinto ha raccontato i momenti successivi al ritrovamento. &quot;Le abbiamo salvate due volte. Sono arrabbiato e felice insieme. Non si doveva arrivare a questo punto&quot;, ha dichiarato Francesco Riccardi. L&#039;avvocato ha sostenuto che la vicenda si inserisce in una lunga battaglia giudiziaria che ha coinvolto il Tribunale per i minorenni di Roma e successivamente il Tribunale di Cassino. Secondo il legale, con un provvedimento del 28 maggio scorso la madre sarebbe stata privata della responsabilit\u00e0 genitoriale e condannata al risarcimento dei danni morali e psicologici nei confronti del padre e delle figlie. &quot;Una sentenza storica&quot;, l&#039;ha definita.\u00a0Riccardi ha inoltre raccontato il momento in cui ha comunicato al padre la notizia del ritrovamento: &quot;Ho avvisato io Stefano. Io e il mio assistito abbiamo pianto insieme. \u00c8 stato un momento di forte emozione, dopo tanta tensione e sofferenza&quot;. Successivamente, ha spiegato, l&#039;uomo avrebbe accusato un malore per la forte emozione e sarebbe stato accompagnato in ospedale.\u00a0Sulla gestione della struttura di accoglienza da cui le due sorelle si sono allontanate, il legale ha espresso perplessit\u00e0: &quot;Non \u00e8 possibile che due minori possano allontanarsi di notte da una struttura senza che emergano responsabilit\u00e0. In una casa famiglia devono essere garantite sicurezza e una vita serena e protetta&quot;.\u00a0Le indagini proseguono per chiarire tutti gli aspetti della vicenda e accertare le responsabilit\u00e0 delle persone coinvolte. Nel frattempo, le due sorelle si trovano in una struttura protetta e restano sotto la tutela del sindaco di Minturno, Gerardo Stefanelli.\u00a0Tra le immagini pi\u00f9 forti emerse dopo il ritrovamento di Alisya e Sarah c&#039;\u00e8 il messaggio pubblicato sui social dal padre, Stefano Di Giacinto, che ha affidato a poche parole tutto il sollievo e l&#039;emozione accumulati durante i 14 giorni di ricerche.\u00a0&quot;Alisya e Sarah sono sane e salve dopo due settimane terribili fatte di ansia e preoccupazione, ma mai ho pensato in negativo&quot;, ha scritto. &quot;Si inizia una nuova vita, si riparte da zero. Dieci anni di battaglie con lieto fine&quot;.\u00a0Nel lungo post, il padre ha ringraziato tutte le persone che gli sono state vicine durante la scomparsa delle figlie: &quot;Voglio fare un ringraziamento a tutti quelli che ci sono stati vicino, alle forze dell&#039;ordine, ai corpi speciali, al mio super avvocato Francesco Riccardi, alla mia compagna, ai miei parenti tutti, amici, colleghi ed ex colleghi. Siete stati tantissimi a darmi la forza di andare avanti e di non mollare mai&quot;.\u00a0Di Giacinto ha poi rivolto un pensiero alle due ragazze, chiedendo che venga loro dato il tempo necessario per superare quanto accaduto: &quot;Diamo tempo alle ragazze di riprendersi gli anni che qualcuno ha negato loro di potersi godere&quot;.\u00a0Il messaggio si conclude con una dedica che racchiude il senso di una vicenda familiare e giudiziaria durata anni: &quot;Grazie amori miei. Pap\u00e0 c&#039;\u00e8. Vi amo&quot;.\u00a0Parole scritte poche ore dopo il ritrovamento delle due sorelle a Formia. Secondo quanto riferito dal suo legale, Francesco Riccardi, il padre ha accusato un malore per la forte emozione ed \u00e8 stato accompagnato al pronto soccorso subito dopo aver appreso la notizia della liberazione delle figlie.\u00a0\u00a0<br \/>\n&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Per due settimane avrebbero vissuto chiuse in una stanza, senza poter uscire n\u00e9 aprire le persiane. &quot;Potevano soltanto guardare la televisione&quot;, ha raccontato il procuratore capo di Sulmona Luciano D&#039;Angelo, descrivendo le&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":18238,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[2,3],"class_list":["post-18237","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","tag-adnkronos","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18237","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18237"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18237\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18247,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18237\/revisions\/18247"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/18238"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18237"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18237"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18237"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}