{"id":18290,"date":"2026-06-23T09:18:28","date_gmt":"2026-06-23T09:18:28","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=18290"},"modified":"2026-06-23T09:18:28","modified_gmt":"2026-06-23T09:18:28","slug":"e-morta-guesch-patti-voce-ribelle-di-etienne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=18290","title":{"rendered":"E&#8217; morta Guesch Patti, voce ribelle di &#8216;\u00c9tienne&#8217;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Addio a Guesch Patti, cantante francese dalla personalit\u00e0 inconfondibile che negli anni Ottanta seppe lasciare un segno profondo nella musica europea grazie a \u201c\u00c9tienne\u201d, una delle canzoni pi\u00f9 provocatorie, originali e riconoscibili del decennio. E&#039; morta all&#039;et\u00e0 di 80 anni nella notte tra il 21 e il 22 giugno a Parigi, dopo una lunga malattia, come annunciato dal suo rappresentante S\u00e9bastien d\u2019Assigny. Con lei scompare una figura atipica del panorama musicale francese: cantante, ballerina, attrice e performer capace di attraversare generi e linguaggi artistici senza mai piegarsi completamente alle logiche dell\u2019industria dello spettacolo.\u00a0Nata come Patricia Porrasse il 16 marzo 1946 a Neuilly-sur-Seine, alle porte di Parigi, Guesch Patti proveniva da una famiglia legata al mondo dello spettacolo. Era figlia dell\u2019impresario e direttore artistico Jean Porrasse e figlioccia del celebre attore Bernard Blier. Il nome d\u2019arte che l\u2019avrebbe resa famosa univa il soprannome con cui era chiamata da bambina, \u201cGuesch\u201d, a una versione abbreviata del suo nome di battesimo, Patricia. Prima della musica arriv\u00f2 la danza. Fin da giovanissima mostr\u00f2 un talento straordinario che la port\u00f2, a soli nove anni, a entrare come \u201cpetit rat\u201d all\u2019Op\u00e9ra di Parigi, una delle scuole pi\u00f9 prestigiose del mondo. Lavor\u00f2 con figure fondamentali della coreografia francese e internazionale come Roland Petit, Carolyn Carlson e Pina Bausch, costruendo una formazione artistica rigorosa e raffinata. Quella disciplina del corpo e del movimento sarebbe rimasta una componente essenziale della sua identit\u00e0 artistica, influenzando profondamente anche le sue future esibizioni musicali.\u00a0Negli anni Sessanta tent\u00f2 per la prima volta la strada della canzone. Accanto al pianista Yves Gilbert, che spos\u00f2 nel 1964, registr\u00f2 alcuni dischi che passarono quasi inosservati. Per molto tempo il successo sembr\u00f2 sfuggirle. Mentre altri artisti della sua generazione conquistavano il pubblico, Patti continuava a cercare una propria dimensione espressiva, dividendosi tra danza, televisione e spettacolo. La svolta arriv\u00f2 sorprendentemente tardi. Nel 1984 fond\u00f2 il trio Dacapo, esperienza breve ma significativa che anticip\u00f2 il suo ritorno sulla scena musicale. Tre anni dopo, nel 1987, pubblic\u00f2 da solista \u201c\u00c9tienne\u201d, il brano destinato a cambiare per sempre la sua carriera. Con la sua voce roca, sensuale e immediatamente riconoscibile, e con un testo ricco di allusioni erotiche, \u201c\u00c9tienne\u201d divent\u00f2 un autentico fenomeno internazionale. La canzone conquist\u00f2 le classifiche francesi ed europee, superando il milione e mezzo di copie vendute solo in patria e ottenendo il disco d\u2019oro. Anche il videoclip, girato in bianco e nero, contribu\u00ec a trasformare il brano in un simbolo della cultura pop degli anni Ottanta. In un\u2019epoca ancora relativamente prudente sul piano della rappresentazione della sessualit\u00e0, Guesch Patti apparve come una figura libera, provocatoria e anticonformista.\u00a0Il successo di \u201c\u00c9tienne\u201d fu enorme. Nel 1988 la cantante ottenne il Prix Vincent Scotto come miglior singolo dell\u2019anno e conquist\u00f2 la Victoire de la Musique nella categoria dedicata alla rivelazione femminile, imponendosi davanti a future stelle della canzone francese. Nello stesso periodo ricevette riconoscimenti in Belgio, nei Paesi Bassi e in Germania e partecip\u00f2 come ospite al Festival di Sanremo, dove venne premiata come rivelazione dell\u2019anno. Per il pubblico italiano il suo volto e la sua voce divennero immediatamente familiari. Sull\u2019onda di quel trionfo arriv\u00f2 \u201cLabyrinthe\u201d, album che conferm\u00f2 la sua vocazione artistica fuori dagli schemi. Lontano dalla semplice formula commerciale, il disco affrontava temi difficili come l\u2019emarginazione sociale, la prostituzione e la dipendenza dalle droghe. Brani come \u201cLet Be Must The Queen\u201d proseguivano il percorso provocatorio dell\u2019artista, unendo ricerca estetica, critica sociale e forte impatto visivo.\u00a0Tuttavia il successo di \u201c\u00c9tienne\u201d si rivel\u00f2 anche un peso difficile da sostenere. Negli anni successivi Patti tent\u00f2 di sottrarsi all\u2019etichetta di fenomeno pop effimero pubblicando lavori sempre pi\u00f9 personali e complessi. \u201cNomades\u201d, uscito nel 1990, affrontava temi politici e sociali e includeva una satira contro i nazionalismi e le derive autoritarie. Nonostante una tourn\u00e9e internazionale e concerti negli Stati Uniti e in Canada, l\u2019album non raggiunse i risultati del predecessore. La stessa sorte tocc\u00f2 a \u201cGobe\u201d nel 1992 e a \u201cBlonde\u201d nel 1995, oggi rivalutato da molti critici per la qualit\u00e0 delle collaborazioni artistiche. In quel disco comparivano nomi importanti della scena francese come \u00c9tienne Daho, Matthieu Ch\u00e9did e Fran\u00e7oise Hardy. Alcuni brani furono successivamente scelti dal regista britannico Peter Greenaway per la colonna sonora del film \u201cI racconti del cuscino\u201d, offrendo una nuova visibilit\u00e0 internazionale al suo lavoro. Mentre il mercato discografico sembrava allontanarsi da lei, Guesch Patti continu\u00f2 a seguire la propria vocazione artistica. Incise numerose reinterpretazioni di classici della canzone francese, da Jacques Brel a Michel Berger, da Francis Cabrel ad Alain Bashung, dimostrando una sensibilit\u00e0 interpretativa spesso sottovalutata. Con l\u2019arrivo degli anni Duemila pubblic\u00f2 \u201cDerni\u00e8res nouvelles\u201d, album dai toni pi\u00f9 intimi e malinconici, caratterizzato da atmosfere introspettive e da una riflessione sulla solitudine e sulla condizione dell\u2019artista. Fu l\u2019ultimo grande capitolo della sua produzione discografica.\u00a0Parallelamente si dedic\u00f2 sempre pi\u00f9 al teatro, alla danza e al cinema. Apparve in produzioni cinematografiche francesi e internazionali, partecip\u00f2 a spettacoli teatrali di successo e continu\u00f2 a lavorare come performer, senza mai rinunciare alla ricerca e alla sperimentazione. Nel 2006 entr\u00f2 anche nella giuria di un popolare programma televisivo dedicato alla danza, tornando simbolicamente alle origini della sua carriera. Negli ultimi anni era rimasta una figura rispettata e amata soprattutto dagli appassionati della musica francese e dagli artisti che ne avevano riconosciuto l\u2019originalit\u00e0. Pur non avendo pi\u00f9 conosciuto il successo travolgente degli anni Ottanta, Guesch Patti aveva mantenuto intatta la propria libert\u00e0 creativa, preferendo percorsi personali alle scorciatoie commerciali. (di Paolo Martini)\u00a0<br \/>\n&#8212;spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Addio a Guesch Patti, cantante francese dalla personalit\u00e0 inconfondibile che negli anni Ottanta seppe lasciare un segno profondo nella musica europea grazie a \u201c\u00c9tienne\u201d, una delle canzoni pi\u00f9 provocatorie, originali e riconoscibili&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":18291,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[2,3],"class_list":["post-18290","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","tag-adnkronos","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18290","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18290"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18290\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18306,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18290\/revisions\/18306"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/18291"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18290"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18290"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18290"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}