{"id":18309,"date":"2026-06-23T10:48:23","date_gmt":"2026-06-23T10:48:23","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=18309"},"modified":"2026-06-23T10:48:23","modified_gmt":"2026-06-23T10:48:23","slug":"brexit-la-notte-dello-strappo-il-leave-vince-e-lue-perde-66-milioni-di-cittadini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=18309","title":{"rendered":"Brexit, la notte dello strappo: il Leave vince e l\u2019Ue perde 66 milioni di cittadini"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Intorno alle 4 di mattina del 24 giugno del 2016, l&#039;Ue cambia per sempre. I dati che affluiscono da tutto il Regno Unito segnalano un solido vantaggio per il Leave: la Brexit ha vinto. Nigel Farage, l&#039;eurodeputato che ha fatto della Brexit il suo cavallo di battaglia, festeggia concedendosi una colazione al Ritz di Londra bevendo champagne. A Bruxelles, i portavoce della Commissione di Jean-Claude Juncker sono sotto choc: il Regno Unito ha deciso di lasciare l&#039;Unione Europea. Se ne vanno: goodbye, fare thee well, bye-bye Brussels. Da 28 Paesi membri, l&#039;Ue passer\u00e0 a 27, perdendo 66 milioni di cittadini, il 13% della popolazione. \u00a0\u00a0Il referendum del 23 giugno 2016 ha visto un successo netto dei favorevoli alla Brexit: il Leave ha vinto con il 51,9%, contro il 48,1% di favorevoli al &#039;Bremain&#039;. La scommessa del primo ministro David Cameron, che aveva voluto il referendum per sconfiggere e mettere a tacere una volta per tutte l&#039;ala euroscettica dei Tories, che gli faceva la fronda, si \u00e8 rivelata un clamoroso autogol: la Brexit ha vinto, il Regno Unito esce dall&#039;Ue. Lo stesso 24 giugno, Cameron annuncia le proprie dimissioni, che diverranno effettive il 13 luglio 2016. Intanto, la sterlina crolla nel cambio con il dollaro a livelli che non vedeva dal 1985, ma anche le Borse europee sprofondano: a Milano piazza Affari perde oltre il 12%, uno dei crolli peggiori della sua storia. \u00a0\u00a0Il tanto vantato &#039;statuto speciale&#039; per il Regno Unito strappato da Cameron a Donald Tusk e Jean-Claude Juncker prima del referendum non \u00e8 servito a nulla. A Bruxelles i quattro presidenti dell&#039;Unione,  Jean-Claude Juncker (Commissione Europea), Donald Tusk (Consiglio Europeo), Martin Schulz (Parlamento Europeo) e Mark Rutte (Consiglio Ue), tengono una riunione d&#039;emergenza e pubblicano una dichiarazione: &quot;L&#039;Unione dei 27 Stati membri &#8211; assicurano &#8211; andr\u00e0 avanti. L&#039;Unione \u00e8 la cornice del nostro futuro politico. Ci legano storia, geografia e interessi comuni: svilupperemo la nostra cooperazione su queste basi. Insieme affronteremo la sfida comune di generare crescita, aumentare la prosperit\u00e0 e assicurare un ambiente sicuro ai nostri cittadini. Le istituzioni giocheranno pienamente il proprio ruolo in questo&quot;.\u00a0Quella che si \u00e8 determinata dopo il risultato del referendum in Gran Bretagna, aggiungono i leader Ue mettendo nero su bianco il loro sgomento, &quot;\u00e8 una situazione senza precedenti, ma siamo uniti nella risposta. Rimaniamo fortemente determinati a sostenere i valori chiave dell&#039;Ue, la difesa della pace e del benessere dei suoi popoli&quot;. Il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, chiarisce che si aspetta &quot;segnali&quot; da Francia e Germania sul futuro dell&#039;Ue, che ha perduto una delle sue pi\u00f9 grandi economie, nonch\u00e9 una delle due potenze nucleari del Vecchio Continente.\u00a0\u00a0La Brexit decisa dal referendum del 23 giugno 2016 verr\u00e0 realizzata compiutamente solo anni dopo, nel 2023, quando viene sistemato definitivamente il nodo pi\u00f9 complicato, quello dell&#039;Irlanda del Nord, un vero rompicapo che i fautori della Brexit, apparentemente, non avevano calcolato. L&#039;Ulster \u00e8 stata pacificata dopo decenni di guerra civile con gli accordi del Venerd\u00ec Santo del 1998: il confine tra le due Irlande non esiste pi\u00f9, sono di fatto unificate grazie alla libera circolazione delle merci e delle persone consentita dall&#039;appartenenza dell&#039;Irlanda e del Regno Unito all&#039;Ue. \u00a0La prospettiva di un&#039;uscita del Regno Unito dall&#039;Ue rimette tutto in discussione, c&#039;\u00e8 chi paventa un ritorno della guerra civile nell&#039;Ulster. Ci vorranno anni di negoziati e ben due accordi successivi (il protocollo del 2020 e il quadro di Windsor del 2023) per trovare una soluzione. Quello che il capo negoziatore per l&#039;Ue, il francese Michel Barnier, vuole assolutamente evitare \u00e8 il risorgere del &#039;border&#039; tra l&#039;UIster e la Repubblica d&#039;Irlanda: sarebbe la fine degli Accordi del Venerd\u00ec Santo, mettendo a repentaglio la pacificazione della regione, raggiunta dopo anni di negoziati. \u00a0La soluzione per l&#039;Ulster arriva in due tappe. Con il protocollo del 2020, la frontiera doganale tra l&#039;Ue e il Regno Unito viene sostanzialmente spostata sul Mare d&#039;Irlanda, di fatto separando l&#039;Ulster dal resto del Regno, almeno per il traffico merci.  E&#039; una soluzione tampone, che crea molti problemi pratici: occorrer\u00e0 arrivare al 2023, con il Quadro di Windsor negoziato dal conservatore Rishi Sunak, per trovare una soluzione pi\u00f9 duratura, quella dei &#039;corridoi&#039; per le merci verdi e rossi, in vigore dal 2024. \u00a0Per tradurre la Brexit in realt\u00e0 il capo negoziatore scelto dall&#039;Ue, il francese Michel Barnier, ha dovuto negoziare ben due accordi quadro con il Regno Unito. Il primo \u00e8 stato l&#039;accordo di recesso, che stabiliva i termini del &#039;divorzio&#039; tra Ue e Gran Bretagna, i cui negoziati si sono protratti per oltre due anni e che \u00e8 stato firmato nell&#039;ottobre del 2019, permettendo l&#039;uscita del Regno il 31 gennaio 2020. Successivamente, Barnier e la sua squadra dovettero negoziare un secondo accordo, quello sulle relazioni commerciali tra Regno Unito e Ue, che venne concluso in extremis alla vigilia di Natale del 2020, in piena pandemia di Covid, a pochi giorni dalla scadenza del periodo di transizione. Oltre alla questione Ulster, una delle questioni pi\u00f9 difficili da negoziare \u00e8 stata quella della pesca e dell&#039;accesso alle acque britanniche, cara soprattutto alla Francia. \u00a0\u00a0La Brexit, per molti osservatori, \u00e8 stato un evento &#039;lose-lose&#039;, in cui tutte le parti hanno perso. Il Regno Unito, dal referendum in poi, \u00e8 entrato in un&#039;era di instabilit\u00e0 politica in precedenza sconosciuta alla patria del bipartitismo: dal 2016 ad oggi il Regno ha cambiato ben cinque primi ministri. Alla conservatrice Theresa May (2016 &#8211; 2019), che non riusc\u00ec a far passare alla Camera dei Comuni l&#039;accordo trovato con l&#039;Ue, \u00e8 succeduto il Tory Boris Johnson (2019 &#8211; 2022), seguito dalla meteora Liz Truss (2022), che si dovette dimettere dopo aver causato una crisi dei Gilt, i Buoni del Tesoro britannici. Dopo Truss \u00e8 stata la volta di un altro Tory, Rishi Sunak (2022 &#8211; 2024), cui ha fatto seguito il laburista Keir Starmer (2024 &#8211; oggi), la cui posizione appare tutt&#039;altro che solida, malgrado la schiacciante vittoria riportata alle politiche di due anni fa. \u00a0Economicamente, lasciando l&#039;Ue il Regno non ha fatto un buon affare, almeno finora: secondo uno studio del National Bureau of Economic Research di Cambridge, Massachusetts, la Brexit ha ridotto il Pil britannico nel decennio al 2025 nella misura del 6-8%, gli investimenti del 12%, l&#039;occupazione del 3-4% e la produttivit\u00e0 di altrettanto. A pesare sugli investimenti \u00e8 stata soprattutto l&#039;incertezza generata dalla decisione di lasciare l&#039;Ue. \u00a0Ma anche l&#039;Unione Europea \u00e8 uscita parecchio ammaccata dalla Brexit. Le illusioni del 2016, quando si pensava che, senza i britannici, l&#039;Ue avrebbe accelerato sulla strada della &#039;ever closer Union&#039;, si sono rivelate per quello che erano: wishful thinking. La speranza di strappare alla City di Londra il titolo di seconda piazza finanziaria mondiale, a vantaggio delle Borse continentali, \u00e8 andata clamorosamente delusa, con l&#039;Unione bancaria e l&#039;Unione dei mercati dei capitali impantanate nell&#039;Eurogruppo, vittime dei disaccordi tra gli Stati membri. Le Borse europee restano piccole, separate e poco rilevanti, mentre Londra rimane un centro finanziario globale di prim&#039;ordine.\u00a0Soprattutto, la Brexit ha fallito la principale promessa che era stata fatta ai cittadini britannici: quella di ridurre l&#039;immigrazione. L&#039;immigrazione dall&#039;Ue \u00e8 effettivamente diminuita: poco prima del referendum del 2016 sull&#039;adesione all&#039;Ue, ricorda il Migration Observatory, i cittadini dell&#039;Unione costituivano la maggioranza del saldo migratorio netto verso il Regno Unito (esclusi i cittadini britannici). \u00a0A seconda della fonte, i cittadini Ue hanno contribuito per una quota compresa tra il 59% e il 77% del saldo migratorio netto stimato nell&#039;anno conclusosi a marzo 2015. Questo picco era in parte dovuto a fattori temporanei: il pieno accesso al mercato del lavoro britannico concesso nel 2014 ai cittadini rumeni e bulgari e i flussi migratori provenienti dai Paesi dell&#039;Europa meridionale, dove la disoccupazione giovanile era elevata a causa della crisi dell&#039;Eurozona. \u00a0Dal referendum in poi, il quadro \u00e8 nettamente cambiato e ora il saldo migratorio con l&#039;Ue \u00e8 addirittura negativo: nel 2025 \u00e8 stato di -42mila persone. Ma il calo dell&#039;immigrazione dai Paesi Ue \u00e8 stato compensato da un forte aumento dell&#039;immigrazione dai Paesi extra Ue che, dopo un picco negli anni 2021-23, \u00e8 calata nei due anni successivi per via delle misure adottate dal governo per contrastarla, rimanendo tuttavia a livelli pi\u00f9 che doppi rispetto al periodo pre-Brexit.  \u00a0Ora che la Brexit \u00e8 una realt\u00e0 consolidata, le ragioni della geopolitica sono tornate a farsi sentire, con tutto il loro peso. La guerra scatenata dalla Russia contro l&#039;Ucraina nel febbraio 2022 ha favorito un riavvicinamento tra il Regno Unito e l&#039;Ue: per iniziativa del presidente francese Emmanuel Macron \u00e8 stata creata la Comunit\u00e0 Politica Europea, che si \u00e8 riunita per la prima volta a Praga nell&#039;ottobre del 2022 e che fornisce un quadro per i rapporti tra l&#039;Ue e gli altri Paesi europei, Gran Bretagna in primis. Il ritorno alla Casa Bianca di Donald Trump, con l&#039;attacco all&#039;Iran condotto insieme ad Israele senza consultare gli alleati europei, ha favorito un ulteriore riavvicinamento, nella crescente consapevolezza che, in un mondo in rapida trasformazione dove le vecchie regole sembrano non contare pi\u00f9, gli europei devono darsi da fare. E&#039; presto per dire se tutto questo favorir\u00e0 un ulteriore ravvicinamento tra Bruxelles e Londra. Ma i rapporti bilaterali, dai tempi di Boris Johnson che accostava l&#039;Ue ad Adolf Hitler o ad un capo di intimo femminile troppo stretto, sono decisamente migliorati.  \u00a0<br \/>\n&#8212;internazionale\/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Intorno alle 4 di mattina del 24 giugno del 2016, l&#039;Ue cambia per sempre. 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