{"id":18375,"date":"2026-06-23T13:20:58","date_gmt":"2026-06-23T13:20:58","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=18375"},"modified":"2026-06-23T13:20:58","modified_gmt":"2026-06-23T13:20:58","slug":"groupama-assicurazioni-osservatorio-per-1-italiano-su-2-finanza-lingua-ignota-quasi-7-su-10-congelano-scelte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=18375","title":{"rendered":"Groupama assicurazioni: Osservatorio, per 1 italiano su 2 finanza lingua ignota, quasi 7 su 10 congelano scelte"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; C\u2019\u00e8 un muro invisibile che separa gli italiani dai propri risparmi: l\u2019insicurezza. In un contesto di cambiamenti rapidi e mercati volatili, l\u2019Italia si scopre finanziariamente fragile, con oltre la met\u00e0 degli italiani (51,1%) che ammette di avere una preparazione debole o nulla in materia. Un linguaggio quasi sconosciuto che ha spinto ben 2 connazionali su 3 (65,6%) a rimandare o evitare decisioni su risparmi e investimenti per paura di commettere errori. Eppure, emerge una forte domanda di alfabetizzazione: l\u201980% della popolazione invoca l\u2019educazione finanziaria come priorit\u00e0 nazionale, da introdurre sui banchi di scuola prima ancora della maggiore et\u00e0 (67,7%). A frenare il passo, per\u00f2, non sono solo la carenza di conoscenze (29,8%) o la limitata disponibilit\u00e0 economica (40,2%), ma anche il fatto che il rapporto con il denaro continui a restare confinato nella sfera domestica. Oggi la gestione delle risorse economiche \u00e8 ancora in gran parte un \u201cfamily business\u201d: il 54% delle persone se ne occupa in autonomia, un ulteriore 39,3% ne discute all\u2019interno del nucleo familiare, e solo il 6,4% si affida a esperti esterni. In questo scenario statico, si registra una scossa sociodemografica: il 51% delle donne sono responsabili dell\u2019economia familiare.\u00a0L\u2019Italia procede, dunque, a due velocit\u00e0: un presente paralizzato dall&#039;incertezza &#8211; dove il 45,9% dei cittadini \u00e8 privo di qualsiasi protezione contro i grandi imprevisti &#8211; e un futuro che punta sulla tecnologia. Entro il 2030, la figura del consulente sar\u00e0 un ibrido: per oltre un terzo degli italiani (34,6%) intelligenza artificiale e sensibilit\u00e0 umana avranno un peso paritario, mentre 1 persona su 2 \u00e8 gi\u00e0 pronta ad affidarsi a piattaforme digitali automatizzate per un\u2019allocazione delle risorse ottimizzata. Un Paese che oggi fatica ancora a proteggere il proprio presente, ma che sembra avere le idee chiare sul futuro che desidera costruire. \u00c8 questa la fotografia scattata dall\u2019indagine \u201cSoldi, Soldi, Soldi: l\u2019Italia e l\u2019educazione finanziaria che non c\u2019\u00e8\u201d, realizzata da Groupama Assicurazioni &#8211; prima filiale del Gruppo francese Groupama e tra i pi\u00f9 importanti player assicurativi in Italia &#8211; in collaborazione con AstraRicerche nell\u2019ambito dell\u2019Osservatorio \u201cChange Lab, Italia 2030\u201d . Nato per analizzare i trend destinati a trasformare abitudini e stili di vita degli italiani entro il 2030, l\u2019Osservatorio dedica la sua sesta edizione al tema dell\u2019educazione finanziaria, indagandone lo stato dell\u2019arte attraverso percezioni, comportamenti e fragilit\u00e0 diffuse nel Paese.\u00a0\u201cL\u2019indagine di quest&#039;anno rivela un\u2019Italia caratterizzata da un profondo paradosso: se da un lato gli italiani si confermano un popolo di risparmiatori, dall&#039;altro la paura di sbagliare continua a frenare la capacit\u00e0 di trasformare il risparmio in scelte consapevoli di protezione, pianificazione e investimento. Proprio l\u2019incertezza e la scarsa conoscenza sembrano ostacolare gli italiani nelle scelte di investimento e tutela rispetto ai grandi imprevisti della vita. In questo quadro, &#8211; commenta Pierre Cordier, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Groupama Assicurazioni &#8211; il dato forse pi\u00f9 significativo che emerge dall\u2019Osservatorio \u00e8 la crescente consapevolezza del valore dell\u2019educazione finanziaria, riconosciuta come leva di autonomia, responsabilit\u00e0 e inclusione. Una sfida che richiede un impegno comune: scuola, istituzioni, aziende e intermediari assicurativi sono chiamati a fare sistema per rafforzare il livello di alfabetizzazione finanziaria del Paese e accompagnare le persone verso scelte pi\u00f9 informate, solide e sostenibili nel tempo\u201d. \u00a0\u00a0Aminata Gabriella Fall, divulgatrice ed educatrice finanziaria. dichiara che \u201cla ricerca mostra come il rapporto degli italiani con il denaro sia ancora fortemente influenzato da fattori culturali, emotivi e sociali. Gli italiani sono un popolo di risparmiatori, ma la mentalit\u00e0 alla base del risparmio resta spesso \u2018difensiva\u2019. Il paradosso \u00e8 evidente: 1 persona su 3 riconosce che il parere di un esperto \u00e8 fondamentale, eppure quasi il 90% ha rimandato almeno una decisione finanziaria importante per paura di sbagliare. In questo percorso, la componente umana resta decisiva: molte persone cercano ancora consiglio da parenti e amici, mentre i professionisti non vengono utilizzati pienamente come supporto alla pianificazione. Proprio per questo, anche davanti al grande potenziale dell\u2019intelligenza artificiale, la consulenza mirata delle persone diventa ancora pi\u00f9 importante: la tecnologia pu\u00f2 aiutare ad analizzare e semplificare, ma la fiducia, l\u2019ascolto e la capacit\u00e0 di leggere i bisogni reali restano elementi profondamente umani\u201d.\u00a0Non \u00e8 solo una questione di conti correnti, ma anche di &#039;alfabetizzazione emotiva&#039;. La VI edizione dell\u2019Osservatorio rivela un dato significativo: le barriere all&#039;investimento sono soprattutto di natura psicologica. Se la mancanza oggettiva di risorse frena il 40,2% dei risparmiatori, \u00e8 il &#039;muro della sfiducia&#039; (alimentato dal timore dell\u2019instabilit\u00e0 dei mercati e degli imprevisti personali) a bloccare ben il 56% del campione. Un\u2019ansia da prestazione finanziaria che spinge la maggior parte degli italiani a rimandare decisioni strategiche, con un preoccupante 19,4% che lo fa sistematicamente. Ma dove si parla di finanza? Il luogo d\u2019elezione per discuterne \u00e8 a casa (54,5%) e con amici e colleghi (28,3%). Il professionista entra in gioco solo nel 39,1% dei casi, mentre il ruolo di insegnanti ed educatori \u00e8 marginale (4,8%). Un dato, quest&#039;ultimo, in contrasto con le aspettative del Paese: gli italiani individuano infatti proprio nella scuola il primo presidio per colmare il gap (32,4%), seguita dallo Stato (30,8%) e dalle istituzioni finanziarie (26,8%). Sullo sfondo, emerge una correlazione tra competenze e propensione all&#039;investimento. Chi \u00e8 pi\u00f9 alfabetizzato investe e si protegge; gli altri restano ai margini, pi\u00f9 sfiduciati ed esposti ai rischi.\u00a0Per orientarsi nel panorama finanziario, gli italiani si affidano a una \u201cdieta\u201d evoluta in cui convivono tradizione e innovazione. A vincere \u00e8 l\u2019integrazione: i media tradizionali (stampa e online) restano un punto di riferimento per il 44,4% del campione, seguiti dai motori di ricerca e dall&#039;AI (42,4%) e da corsi di formazione ed esperti (40,8%). \u00c8 un ecosistema in cui ogni generazione adotta il proprio linguaggio: se per i 40-65enni il professionista \u00e8 la guida principale, i giovani (18-39enni) guidano la rivoluzione digitale, con AI e motori di ricerca nuovi alleati per la pianificazione. Entrando nel dettaglio, emerge un dato di rilievo: il consulente professionale (bancario, assicurativo o finanziario) si conferma la fonte pi\u00f9 autorevole con il 34,7% delle preferenze. Accanto alla solidit\u00e0 del rapporto umano, cresce l&#039;entusiasmo per le nuove frontiere: i motori di ricerca (32,8%) e chatbots e tool di AI (15,4%) stanno diventando sempre pi\u00f9 presenti nelle abitudini informative quotidiane. Tuttavia, quando l&#039;informazione deve trasformarsi in decisione, la fiducia converge sulla figura dell\u2019esperto (68,6%), segno che la tecnologia \u00e8 percepita come un supporto utile, ma che la consulenza umana resta il riferimento principale. \u00a0\u00a0Guardando al 2030, la consulenza finanziaria viene immaginata come una sinergia tra competenza umana e tecnologia. Oltre un terzo degli italiani (34,6%) prefigura infatti un modello ibrido, dove intelligenza artificiale e intervento umano convivono in modo equilibrato. \u00c8 una visione pragmatica, che vede nel professionista &#039;potenziato&#039; dall&#039;Ai (30,8%) la figura ideale capace di coniugare precisione, personalizzazione e relazione. Anche quando si parla di strumenti operativi, emerge una forte apertura all\u2019innovazione. Ben un cittadino su due (52%) sogna un assistente finanziario digitale: una piattaforma intelligente e automatizzata capace di semplificare la vita attraverso l&#039;integrazione dei servizi e l&#039;analisi dei dati in tempo reale. Infatti, il 29% desidera un unico punto di accesso per aggregare polizze, investimenti e risparmi, mentre il 28,9% guarda all&#039;AI come a uno strumento per ricevere consigli mirati e personalizzati. Se si guarda al rapporto tra italiani e protezione assicurativa, il quadro \u00e8 quello di un Paese diviso tra desiderio di tutela e diffidenza. Il 54% della popolazione ha attivato almeno una forma di protezione, con una netta prevalenza per l\u2019assicurazione sulla casa (23,4%), seguita dalle polizze vita o invalidit\u00e0 (20,1%), dalla responsabilit\u00e0 civile familiare (18,9%) e dalla sanitaria integrativa (17,5%). Tuttavia, quasi met\u00e0 del Paese (45,9%) resta priva di difese contro i grandi imprevisti. A pesare, oltre ai limiti di reddito, \u00e8 un senso di sfiducia (18,9%) alimentato da un linguaggio tecnico percepito come barriera informativa e ostacolo alla chiarezza.\u00a0Ma cosa cercano gli italiani in un\u2019assicurazione? Una svolta nel modo di comunicare il valore della protezione. La priorit\u00e0 assoluta per quasi un cittadino su due (49,3%) \u00e8 la trasparenza: prodotti lineari, costi chiari e un linguaggio comprensibile. Non si cerca pi\u00f9 solo una polizza, ma una consulenza integrata (37%) capace di unire protezione, risparmio e tecnologia, senza rinunciare al valore della relazione umana. \u201cLa fiducia non \u00e8 un dato acquisito, ma un impegno che noi assicuratori dobbiamo rinnovare ogni giorno anche attraverso una profonda evoluzione del nostro modello di relazione. \u00c8 necessario che il settore si faccia protagonista di un nuovo approccio, in cui la trasparenza non sia solo un requisito normativo ma la base stessa del nostro ruolo sociale &#8211; commenta Pierre Cordier, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Groupama Assicurazioni &#8211; Il nostro obiettivo \u00e8 essere un partner di prossimit\u00e0, capace di offrire una protezione olistica che sappia interpretare le complessit\u00e0 del contesto attuale e accompagnare le persone in ogni fase della vita. Vogliamo mettere a disposizione soluzioni sempre pi\u00f9 chiare e personalizzate, in grado di sostenere tanto i bisogni dei singoli quanto quelli del tessuto imprenditoriale, affinch\u00e9 la stabilit\u00e0 del presente possa tradursi in una progettualit\u00e0 solida di fronte alle sfide del futuro\u201d.\u00a0Se dalla ricerca emerge una domanda diffusa di maggiore chiarezza, Groupama Assicurazioni prova a rispondere anche sul piano degli strumenti. Con l\u2019obiettivo di rendere il linguaggio assicurativo pi\u00f9 accessibile e accompagnare le persone in un ambito spesso percepito come complesso, la Compagnia ha sviluppato \u201cConsigli\u201d, l\u2019hub editoriale integrato nel proprio sito, che raccoglie oltre 200 contenuti tra articoli, podcast in formato text-to-speech e video-pillole pensati per aiutare gli utenti a orientarsi tra protezione, previdenza e gestione del rischio. Un impegno che dal digitale \u00e8 arrivato anche nelle scuole con \u201cGiochiamo d\u2019Anticipo\u201d, il progetto rivolto alle scuole secondarie di primo grado che affronta i temi della prevenzione e della protezione con un approccio semplice e interattivo. L\u2019iniziativa, giunta alla sua terza edizione, ha coinvolto dal 2023 oltre 30.000 persone tra studenti, docenti e famiglie. A queste iniziative si affiancher\u00e0, per il prossimo anno scolastico 2026-27, un nuovo progetto educativo per le scuole superiori, che verr\u00e0 realizzato in partnership con la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli.\u00a0<br \/>\n&#8212;economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; C\u2019\u00e8 un muro invisibile che separa gli italiani dai propri risparmi: l\u2019insicurezza. 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