{"id":18540,"date":"2026-06-23T18:34:42","date_gmt":"2026-06-23T18:34:42","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=18540"},"modified":"2026-06-23T18:34:42","modified_gmt":"2026-06-23T18:34:42","slug":"osteoporosi-mauro-unipa-vitamina-d-e-percorsi-di-cura-personalizzati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=18540","title":{"rendered":"Osteoporosi, Mauro (UniPa): &#8220;Vitamina D e percorsi di cura personalizzati&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211;  \u201cI farmaci sono indispensabili nel trattamento dell&#039;osteoporosi ed esiste un ventaglio molto ampio di opzioni che devono sempre essere adattate al paziente attraverso programmi terapeutici individualizzati. In questo contesto, sia la vitamina D che il calcio sono fondamentali. La vitamina D \u00e8 imprescindibile perch\u00e9 permette di fissare il calcio, tanto che non esiste trattamento farmacologico dell&#039;osteoporosi che non veda l&#039;associazione sistematica di questa vitamina, disponibile in diverse formulazioni a somministrazione giornaliera, settimanale, quindicinale o mensile a seconda del paziente\u201d. Sono le parole di Giulia Letizia Mauro, professoressa di Medicina fisica e riabilitativa, universit\u00e0 degli Studi di Palermo e direttore del dipartimento assistenziale integrato di \u2018Riabilitazione, fragilit\u00e0 e continuit\u00e0 assistenziale\u2019 Aou policlinico di Palermo, intervenendo alla seconda edizione della campagna promossa da Italfarmaco \u2018Non romperle! Non perdere tempo, proteggi le tue ossa\u2019. Un tour itinerante dedicato alla salute muscolo-scheletrica che porta informazione e cultura direttamente nelle piazze delle citt\u00e0 italiane.\u00a0\u201cIl nostro corpo &#8211; spiega Mauro &#8211; non \u00e8 in grado di produrne autonomamente abbastanza per il fabbisogno osseo e muscolare. La dieta mediterranea non contiene alimenti con quantitativi sufficienti e la produzione endogena tramite raggi solari \u00e8 ridotta, poich\u00e9 richiederebbe un&#039;esposizione quotidiana di almeno 20 minuti a corpo scoperto e con raggi perpendicolari, una condizione impraticabile per la maggior parte delle persone. Di fatto &#8211; chiarisce &#8211; l&#039;intera popolazione italiana si trova in uno stato di ipovitaminosi D. Per il calcio, invece, una buona parte pu\u00f2 essere assunta tramite l&#039;alimentazione, ma spesso non basta: se il fabbisogno giornaliero \u00e8 di circa 1200 milligrammi, mediamente si riesce a introdurne solo la met\u00e0 con la dieta, mentre i restanti 600 milligrammi vanno integrati. L&#039;associazione di vitamina D e calcio rappresenta quindi una strategia vincente\u201d.\u00a0L&#039;osteoporosi &quot;\u00e8 una patologia emergente, oggi definita come un&#039;alterazione sia quantitativa che qualitativa della resistenza dell&#039;osso &#8211; illustra l&#039;esperta &#8211; Quando parliamo di qualit\u00e0 dell&#039;osso, intendiamo il fatto che la quantit\u00e0 delle trabecole ossee si riduce e quelle rimanenti si assottigliano: questa \u00e8 certamente la definizione pi\u00f9 corretta della patologia\u201d. Meno conosciuta \u00e8 la sarcopenia \u201cdeterminata da un&#039;alterazione sia della forza che della massa muscolare. Nella stragrande maggioranza dei casi, sarcopenia e osteoporosi camminano di pari passo &#8211; avverte &#8211; Questo accade perch\u00e9 muscoli e ossa sono collegati tra loro a partire dall&#039;organogenesi, costituendo un&#039;entit\u00e0 anatomo-funzionale in cui il muscolo ha un ruolo ontogenetico predominante sull&#039;osso. Potremmo dire che muscolo e osso sono in continuo cross-talk tra loro, un aspetto cruciale per poter curare correttamente entrambe le condizioni. Sono malattie vere e proprie, e non come condizioni para-fisiologiche tipiche dell&#039;et\u00e0\u201d.\u00a0\u00a0I fattori di rischio per l&#039;osteoporosi e la sarcopenia \u201csi dividono in modificabili e non modificabili &#8211; argomenta Mauro  &#8211; Sul fronte della non modificabilit\u00e0, l&#039;intervento del mondo sanitario \u00e8 ovviamente limitato. L&#039;et\u00e0 \u00e8 estremamente importante, soprattutto per le forme primarie. In queste rientra l&#039;osteoporosi post-menopausale, tipica delle donne sopra i 50 anni &#8211; prosegue &#8211; In generale, le donne sono maggiormente colpite rispetto agli uomini a causa del calo degli estrogeni legato alla menopausa. Oltre al genere, il patrimonio genetico e la familiarit\u00e0 sono determinanti: nelle pazienti si indaga sempre la presenza in linea femminile, come madre, nonna, sorella o zia, di precedenti fratture da fragilit\u00e0, che rappresentano le fratture specifiche dell&#039;osteoporosi\u201d.\u00a0Se sui fattori non modificabili \u00e8 difficile giocare d\u2019anticipo, sui fattori modificabili \u201c\u00e8 possibile agire efficacemente&quot;, sottolinea l&#039;esperta. Tra questi, \u201cla dieta, per esempio, deve essere ricca di calcio &#8211; raccomanda &#8211; Fortunatamente la dieta mediterranea ne \u00e8 ricca. Si ritrova principalmente nel latte, nei latticini e in alcune acque, permettendo di gestire l&#039;apporto semplicemente correggendo l&#039;alimentazione. Parallelamente &#8211; aggiunge &#8211; l&#039;eccesso di alcol e il fumo sono fattori decisamente negativi che inducono l&#039;insorgenza di queste patologie. Altrettanto deleteri si rivelano la scarsa esposizione ai raggi solari e uno stile di vita sedentario, tipico di chi fa pochi passi al giorno e passa da un computer all&#039;altro senza praticare attivit\u00e0 fisica. Un ultimo punto su cui si pu\u00f2 intervenire &#8211; ricorda Mauro &#8211; riguarda i farmaci: esistono infatti medicinali \u2018osteo-penetranti\u2019 che erodono l&#039;osso, ed \u00e8 quindi necessaria una correzione o un attento monitoraggio del loro utilizzo. Queste soluzioni si dividono in anti-riassorbitivi &#8211; che bloccano l&#039;attivit\u00e0 delle cellule che distruggono l&#039;osso &#8211;  e neo-formatori, che stimolano la produzione di nuovo tessuto e infine farmaci a doppia azione, i quali combinano l&#039;effetto anti-riassorbitivo e quello neo-formatore. Queste terapie devono essere somministrate secondo scienza e coscienza, monitorate nel tempo e, se necessario, gestite in modo sequenziale da un buon specialista\u201d.\u00a0\u00a0\u201cLa prevenzione di osteoporosi e sarcopenia non deve iniziare in et\u00e0 avanzata &#8211; avverte Mauro &#8211; ma fin da bambini, lavorando per ottimizzare il picco di massa ossea, che si raggiunge intorno ai 35 anni, e il picco di massa muscolare, che si attesta intorno ai 25 anni. Pi\u00f9 alti sono questi picchi in giovent\u00f9, pi\u00f9 la struttura rimarr\u00e0 solida nel corso della vita. Se un ragazzo \u00e8 sedentario, l&#039;integrazione di calcio e vitamina D diventa subito necessaria\u201d.\u00a0In particolare, \u201cper l&#039;osteoporosi \u00e8 necessaria un&#039;attivit\u00e0 sotto carico e in ortostatismo, cio\u00e8 in posizione verticale &#8211; raccomanda &#8211; Questo perch\u00e9 l&#039;osso risponde all&#039;effetto piezoelettrico: la compressione e il carico stimolano la produzione di tessuto osseo, mentre la trazione e l&#039;allungamento la ritardano. Via libera quindi a camminate veloci, corsa, pallavolo o pallacanestro, a seconda dell&#039;et\u00e0. La complicanza pi\u00f9 grave dell&#039;osteoporosi sono le fratture da fragilit\u00e0, spesso a carico della colonna vertebrale: se sono presenti microfratture silenti di cui il paziente non si accorge, uno sport estremo rischia solo di peggiorare drammaticamente il quadro clinico\u201d.\u00a0Per la sarcopenia \u201csono invece indicati esercizi di allungamento e potenziamento, come il nuoto in piscina che lavora fuori carico &#8211; evideniza  l&#039;esperta- L&#039;integrazione delle due attivit\u00e0 rappresenta un&#039;ottima soluzione &#8211; osserva &#8211; Vanno invece assolutamente evitati gli sport estremi, soprattutto in soggetti che passano la settimana alla scrivania e concentrano lo sforzo nel weekend\u201d.  Lo sport deve essere inteso \u201ccome una terapia individualizzata e va adattato alla struttura fisica e all&#039;et\u00e0 del soggetto, poich\u00e9 un paziente di 70 anni non pu\u00f2 allenarsi quattro ore al giorno. Per queste indicazioni &#8211; conclude &#8211;  \u00e8 sempre fondamentale affidarsi alla competenza del fisiatra, del medico dello sport o dello specialista di riferimento\u201d.\u00a0<br \/>\n&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; \u201cI farmaci sono indispensabili nel trattamento dell&#039;osteoporosi ed esiste un ventaglio molto ampio di opzioni che devono sempre essere adattate al paziente attraverso programmi terapeutici individualizzati. 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