{"id":18660,"date":"2026-06-24T08:26:00","date_gmt":"2026-06-24T08:26:00","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=18660"},"modified":"2026-06-24T08:26:00","modified_gmt":"2026-06-24T08:26:00","slug":"longevita-una-nuova-dieta-con-poche-proteine-che-riduce-massa-grassa-lo-studio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=18660","title":{"rendered":"Longevit\u00e0, una nuova dieta (con poche proteine) che riduce massa grassa: lo studio"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Basso contenuto di proteine, consumo di vegetali e pesce, e piccole quantit\u00e0 di un amminoacido comunemente presente in uova, carne e latticini. Sono queste le basi dello schema alimentare della nuova &#039;dieta della longevit\u00e0&#039;, messa a punto da un team internazionale di ricercatori guidati da Valter Longo, scienziato italiano in forze alla University of Southern California (Usc) Leonard Davis School of Gerontology. \u00a0Gli esperti l&#039;hanno testata sui topi e hanno dimostrato che \u00e8 in grado di aumentare la durata della vita in salute e di ridurre la fragilit\u00e0 e la massa grassa. I risultati sono illustrati in uno studio pubblicato sulla rivista &#039;Cell Metabolism&#039;. Il team ha collaborato anche con colleghi dell&#039;University of Toronto, in Canada, e dell&#039;Harvard University negli Stati Uniti per analizzare i dati esistenti sulla dieta e la salute di oltre 200mila persone. Il team ha riscontrato vantaggi simili a quelli derivanti da una dieta pi\u00f9 incentrata sui vegetali, tra cui una minore incidenza di obesit\u00e0 e diabete di tipo 2.\u00a0Secondo Longo, i dati combinati da modelli animali ed esseri umani indicano che i migliori risultati in termini di salute si possono ottenere seguendo una &#039;dieta della longevit\u00e0&#039; prevalentemente vegana o vegetariana, ma con l&#039;aggiunta di pesce. Questo regime alimentare di ispirazione mediterranea fornisce una piccola ma sufficiente quantit\u00e0 di metionina e di altri aminoacidi essenziali. Longo ha studiato a fondo la relazione tra alimentazione, salute e longevit\u00e0. Gran parte del suo lavoro si \u00e8 concentrato proprio sulla dieta mediterranea, povera di proteine e ricca di vegetali, un alimento base delle popolazioni longeve dell&#039;Europa meridionale. Ma sebbene questi gruppi abbiano una delle aspettative di vita pi\u00f9 elevate al mondo, presentano anche alti tassi di fragilit\u00e0. Poich\u00e9 gli alimenti di origine vegetale contengono quantit\u00e0 inferiori di aminoacidi essenziali rispetto ai prodotti di origine animale, Longo ha sviluppato quindi una dieta della longevit\u00e0 integrata con una piccola quantit\u00e0 di metionina, per testarne gli effetti sul rischio di fragilit\u00e0. In altre parole, quella proposta \u00e8 una sorta di dieta mediterranea &#039;modificata&#039; e gli autori dello studio l&#039;hanno sperimentata alimentando gruppi di topi di 20 mesi con 4 diete diverse: una dieta standard, una dieta occidentale ricca di grassi e zuccheri, una dieta chetogenica a basso contenuto di carboidrati, oppure la dieta della longevit\u00e0 a basso contenuto proteico integrata con metionina (Ldmm). I topi che hanno seguito la Ldmm hanno mostrato risultati significativamente migliori, tra cui una maggiore durata della vita in buona salute, una riduzione della massa grassa e una minore fragilit\u00e0.\u00a0&quot;Ci aspettavamo che diete diverse producessero risultati diversi, ma ci\u00f2 che ci ha davvero colpito \u00e8 stato come la modulazione di un singolo amminoacido, la metionina, nella dieta per la longevit\u00e0 potesse produrre cambiamenti metabolici cos\u00ec drastici&quot;, evidenzia Maura Fanti, ricercatrice associata della Usc Leonard Davis e prima autrice del nuovo studio. &quot;Questo suggerisce che la composizione degli amminoacidi, e non solo la quantit\u00e0 totale di proteine, potrebbe essere l&#039;obiettivo di interventi metabolici strategici&quot;. I test hanno anche rilevato diversi biomarcatori di una migliore salute cardiometabolica nei topi nutriti con dieta Ldmm, tra cui quantit\u00e0 pi\u00f9 elevate di molecole di segnalazione che influenzano il metabolismo e l&#039;invecchiamento in diverse specie, come il Glp-1, dice Fanti.\u00a0&quot;Naturalmente &#8211; precisa Fanti &#8211; esistono differenze nel modo in cui questi processi vengono regolati tra topi e umani, ma osservare cambiamenti cos\u00ec coordinati in diversi ormoni metabolici \u00e8 davvero incoraggiante, e siamo molto curiosi di sapere se effetti di simile entit\u00e0 si riscontrerebbero anche negli studi sull&#039;uomo&quot;. \u00a0Per Longo una delle scoperte pi\u00f9 notevoli \u00e8 stata che i topi sottoposti alla dieta Ldmm potevano mangiare pi\u00f9 cibo di qualsiasi altro gruppo e assumere la stessa quantit\u00e0 di calorie di qualsiasi altro gruppo, eppure perdere grasso senza perdere massa magra, ma solo quando i livelli di metionina erano bassi ma sufficienti. Inoltre, i dati sugli esseri umani hanno dimostrato che i partecipanti che consumavano le maggiori quantit\u00e0 di proteine animali &#8211; e quindi la maggiore quantit\u00e0 di metionina e altri aminoacidi essenziali &#8211; presentavano una maggiore prevalenza di obesit\u00e0 e un tasso di diabete doppio rispetto a coloro che consumavano poche o nessuna proteina animale. L&#039;impatto persisteva anche se chi consumava pi\u00f9 proteine animali aveva un apporto calorico inferiore e, nel complesso, un&#039;alimentazione pi\u00f9 sana, illustra Longo.\u00a0&quot;Questo mette in discussione il dogma secondo cui la riduzione calorica sia necessaria per perdere peso, ma ci dice anche che dobbiamo comprendere a fondo i meccanismi&quot;, rimarca Longo. &quot;Una quantit\u00e0 insufficiente di metionina causa fragilit\u00e0, ma un eccesso annulla i benefici di questa dieta, che si basa sull&#039;alimentazione di popolazioni longeve come le diete tradizionali italiane e di Okinawa&quot;, l&#039;isola giapponese nota per la longevit\u00e0, una delle Zone Blu del pianeta. &quot;Questi risultati indicano che l&#039;apporto proteico complessivo potrebbe essere meno importante dell&#039;assunzione di specifici aminoacidi&quot;. Il prossimo passo che il team spera di compiere \u00e8 una sperimentazione clinica controllata della dieta Ldmm sugli esseri umani, concludono Longo e Fanti. Lo studio \u00e8 stato finanziato da grant del National Institute on Aging e dei National Institutes of Health (Nih) e dal fondo Usc Edna Jones Chair Fund. Longo e Fanti figurano come inventori in una domanda di brevetto provvisorio Usa depositata dall&#039;Usc, che copre aspetti dei metodi e delle scoperte descritte in questa ricerca.\u00a0<br \/>\n&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Basso contenuto di proteine, consumo di vegetali e pesce, e piccole quantit\u00e0 di un amminoacido comunemente presente in uova, carne e latticini. 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