{"id":18707,"date":"2026-06-24T11:21:44","date_gmt":"2026-06-24T11:21:44","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=18707"},"modified":"2026-06-24T11:21:44","modified_gmt":"2026-06-24T11:21:44","slug":"next-gen-food-118-startup-italiane-in-prima-linea-per-innovare-filiera-dal-campo-alla-tavola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=18707","title":{"rendered":"Next-Gen Food, 118 startup italiane in prima linea per innovare filiera, dal campo alla tavola"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; L\u2019alimentazione \u00e8 al centro del dibattito sul futuro del Paese. Una filiera strategica che riveste un\u2019importanza fondamentale per la crescita economica, il mercato del lavoro, la salute e il benessere delle persone. Oggi deve confrontarsi con una serie di sfide sistemiche che richiedono risposte adeguate da parte di tutti gli stakeholder coinvolti: la riduzione della superficie coltivabile, il crescente consumo di suolo e delle risorse naturali, le tensioni geopolitiche, le pressioni inflazionistiche. E resta sullo sfondo, irrisolto, il massiccio spreco di alimenti. A cambiare, in questo contesto, \u00e8 anche il modo di produrre, consumare e relazionarsi con il cibo: sicurezza, salute e sostenibilit\u00e0 sono prerequisiti indispensabili sia per i lavoratori del settore, sia per un numero crescente di consumatori. Lungi dall\u2019essere solo un mezzo di nutrizione, il cibo diventa strumento per creare relazioni e migliorare il benessere fisico, psicologico e sociale. \u00c8 da queste premesse che Cariplo Factory, uno dei pi\u00f9 importanti hub di innovazione in Italia focalizzato su digital transformation e circular economy, ha dedicato il suo quinto report alle imprenditrici e agli imprenditori che hanno deciso di far proprie le sfide pi\u00f9 urgenti, sviluppando soluzioni capaci di intercettare la crescente domanda di cambiamento. \u201cNext-Gen Food | Il futuro del cibo, il cibo del futuro\u201d raccoglie 118 testimonianze di startup, spinoff e piccole e medie imprese attive lungo l\u2019intera filiera alimentare, dall\u2019agritech agli alimenti alternativi, dalla trasformazione alla distribuzione. Il report ha ottenuto il patrocinio della Commissione europea e di Fondazione Cariplo, il contributo dello Scientific Partner IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant\u2019Ambrogio (Gruppo San Donato), dei corporate partner Bayer, Elior, Nestl\u00e9, Pasta Garofalo, il supporto dei technical partner AIFI, Best4Food, B4I &#8211; Bocconi 4 Innovation, Federated Innovation @MIND, Fondazione Social Venture Gda, InnovUp, Italian Tech Alliance, La Carica delle 101, LifeGate Way e la collaborazione di Unido Itpo Italy.\u00a0\u201cIl food \u00e8 oggi uno dei terreni in cui si misurano le grandi transizioni del nostro tempo: dalla sostenibilit\u00e0 ambientale alla salute, dalla digitalizzazione alla resilienza industriale. \u00c8 in questo contesto che va ridefinendosi il modo in cui produciamo, distribuiamo e consumiamo il cibo-  ha commentato Riccardo Porro, Chief Operations Officer di Cariplo Factory. \u2013 Le 118 realt\u00e0 mappate da Next-Gen Food dimostrano che in Italia esiste gi\u00e0 un ecosistema imprenditoriale capace di innovare i principali nodi della filiera, dall\u2019agritech alle nuove proteine, dalla tracciabilit\u00e0 alla nutrizione personalizzata. Come Cariplo Factory vogliamo contribuire a far emergere e connettere questo potenziale, perch\u00e9 solo creando ponti tra innovazione, impresa e mercato queste soluzioni possono scalare e generare impatto reale\u201d. Le aziende di Next-Gen Food sono aziende rappresentative di un ecosistema dell\u2019innovazione che copre tutte le principali aree di mercato, dall\u2019agritech agli alimenti alternativi, dalla trasformazione alla distribuzione dei prodotti finiti. Un potenziale rilevante in termini di esperienza, conoscenze e capitale umano che ha gi\u00e0 ottenuto solide conferme di valore: tre aziende su quattro hanno ricevuto premi e riconoscimenti, sei su dieci hanno gi\u00e0 ottenuto investimenti. \u00a0Le 118 imprese mappate nel report sono nate prevalentemente negli ultimi cinque anni. Oltre la met\u00e0 si concentra su tre settori principali: Agritech e Innovative Farming (22%), Foodtech e trasformazione (19%), Servizi e consulenza (11%). Quasi un terzo opera contemporaneamente in almeno due settori, a testimonianza di un approccio trasversale e interdisciplinare che \u00e8 uno dei tratti distintivi di questa nuova generazione di imprenditori. Sono startup nel 62% dei casi, seguite da PMI innovative (29%), spinoff (3%) e altre tipologie (6%). Pi\u00f9 di sette su dieci hanno un TRL, il Technology Readiness Level, pari o superiore a 7. Il 39% ha raggiunto il TRL 9, il livello massimo, con tecnologia pienamente operativa e validata sul mercato. Fondate in sensibile maggioranza da team composti da soli uomini (58%), mostrano una presenza femminile significativa e crescente: i team composti unicamente da donne hanno ricevuto premi e riconoscimenti nel 90% dei casi e mostrano una propensione superiore alla partecipazione a programmi di accelerazione. La concentrazione geografica rispecchia il divario strutturale del Paese: la Lombardia guida con il 32% delle aziende, seguita da Veneto (11%) ed Emilia-Romagna (10%). Al Centro si distingue la Toscana con l\u20198% del totale, al Sud la Puglia con il 5%. Nel Centro Italia prevale la fase di growth stage, mentre al Sud le aziende sono in maggioranza in early stage. Da notare anche una differenza di genere nella distribuzione geografica: l\u201984% delle startup fondate da donne si concentra al Nord, rispetto al 66% di quelle fondate da soli uomini.\u00a0\u00a0Sul fronte economico, il 10% delle aziende dichiara gi\u00e0 un fatturato superiore al milione di euro, pi\u00f9 di una su tre si colloca tra i 100 mila e un milione. Sono aziende nate in Italia e con raggio d\u2019azione ancora prevalentemente italiano, anche se una su quattro (il 23%) ha in programma l\u2019apertura di una sede estera, con una netta prevalenza per l\u2019Europa (50% del totale) rispetto a Nord America e Asia-Medio Oriente (rispettivamente al 18% e 15%). Minoritaria ma comunque rilevante la percentuale di founder che progettano di aprire una sede in Africa (6%). Le aziende di Next-Gen Food lavorano su sfide alimentari concrete e urgenti. La met\u00e0 dichiara di sviluppare soluzioni orientate a qualit\u00e0, sicurezza e salubrit\u00e0 del cibo, preservando al contempo biodiversit\u00e0 e ambiente. Un&#039;azienda su tre punta a migliorare le caratteristiche nutritive dei prodotti e la loro distribuzione, mentre una quota simile si occupa di educazione alimentare e nuovi stili di vita. Quote pi\u00f9 contenute riguardano la valorizzazione delle tradizioni culturali (25%), l&#039;accesso al cibo in aree agricole fragili (13%) e la disponibilit\u00e0 di acqua e alimenti nutrienti (18%). Tra le priorit\u00e0 pi\u00f9 specifiche figurano la riduzione degli sprechi e dell&#039;impatto ambientale, l&#039;efficienza della filiera e il contrasto al land grabbing. Nel complesso, queste imprese rappresentano una risposta diretta alle crisi degli ultimi anni e a una domanda di cambiamento sempre pi\u00f9 diffusa. Di seguito pi\u00f9 in dettaglio le categorie. \u00a0Produzione agricola pi\u00f9 intelligente e resiliente | Con il 22% delle aziende, l&#039;Agritech e Innovative Farming \u00e8 il settore pi\u00f9 rappresentato. Alcune realt\u00e0 hanno sviluppato piattaforme che integrano sensori IoT, dati satellitari e intelligenza artificiale per monitorare lo stato delle colture, anticipare lo stress delle piante e ridurre il consumo di acqua, fertilizzanti e agrofarmaci. Ci sono sistemi per la diagnostica remota dei macchinari agricoli, soluzioni per il monitoraggio degli insetti dannosi senza ricorso a prodotti chimici, tecnologie per la misurazione della biodiversit\u00e0 del suolo. Alcune realt\u00e0 lavorano all&#039;interno delle piante stesse, con sensori biocompatibili impiantati nel tronco capaci di anticipare le criticit\u00e0. La lotta allo spreco alimentare \u00e8 uno degli ambiti dove l&#039;innovazione pu\u00f2 generare l&#039;impatto pi\u00f9 immediato. Alcune aziende hanno sviluppato etichette intelligenti prive di componenti elettronici per monitorare temperatura e tempo dei prodotti deperibili lungo la catena del freddo, trasformando ogni confezione in un indicatore del reale stato di conservazione. Altre propongono coating attivi a base vegetale per prolungare la shelf-life della frutta fresca, riducendo le perdite prima che il prodotto arrivi sullo scaffale. Ci sono piattaforme per la pianificazione dei consumi in scuole, aziende e ospedali, e sistemi di gestione del packaging riutilizzabile che misurano le emissioni evitate e producono i dati per i report Esg.\u00a0Nuove fonti proteiche e ingredienti alternativi |Uno degli ambiti di maggiore fermento riguarda proteine e ingredienti alternativi: una frontiera non solo tecnologica ma anche strategica, per ridurre la dipendenza dalle filiere tradizionali, vulnerabili a crisi climatiche e geopolitiche. Alcune realt\u00e0 producono ingredienti funzionali clean-label attraverso la fermentazione microbica di sottoprodotti agroalimentari, trasformando scarti in materie prime ad alto valore nutrizionale. Altre hanno sviluppato tecnologie fase di sviluppo che convertono CO\u2082 in proteine ad alto valore biologico senza consumare terra arabile n\u00e9 acqua. Distribuzione, consumo e tracciabilit\u00e0 |La trasformazione della filiera passa anche dal livello di trasparenza che il consumatore pu\u00f2 pretendere. Emergono piattaforme digitali per scegliere prodotti pi\u00f9 sani tramite scansione del barcode, sistemi per la gestione food &amp; beverage negli eventi capaci di anticipare la domanda e ridurre gli sprechi, soluzioni di tracciabilit\u00e0 basate su blockchain che certificano l&#039;origine dei prodotti e contrastano il fenomeno dell&#039;Italian Sounding. Salute, nutrizione personalizzata e food as medicine | Il confine tra alimentazione e salute si fa sempre pi\u00f9 sottile. Ci sono piattaforme digitali per nutrizionisti che costruiscono piani alimentari personalizzati attraverso l&#039;intelligenza artificiale, dispositivi portatili per rilevare il glutine negli alimenti in pochi minuti, soluzioni di medical food delivery che integrano nutrizione clinica validata da team medici con tecnologie di conservazione a lunga durata, rendendo accessibile un modello di cura. \u00a0Queste aziende potrebbero fare la differenza nel settore agroalimentare italiano, portando velocit\u00e0 e specializzazione tecnologica che le strutture pi\u00f9 grandi difficilmente riescono a replicare. Eppure operano in un contesto che non sempre riesce a sostenerle, e le difficolt\u00e0 che incontrano rischiano di rallentare proprio ci\u00f2 che il mercato chiede con urgenza crescente. La criticit\u00e0 pi\u00f9 diffusa, denunciata da sette aziende su dieci, \u00e8 la scarsa disponibilit\u00e0 di finanziamenti, un ostacolo che limita la capacit\u00e0 di scalare soluzioni gi\u00e0 validate. Seguono le difficolt\u00e0 di accesso al mercato della distribuzione e la complessit\u00e0 normativa, sentite come un freno rispettivamente da pi\u00f9 di quattro aziende su dieci. Per il 27% persiste una radicata diffidenza dei consumatori verso l&#039;innovazione alimentare, mentre un\u2019azienda su cinque fatica a reperire personale qualificato. Le richieste alle istituzioni sono chiare: pi\u00f9 certezza normativa (44%), pi\u00f9 sostegno da investitori privati e finanziamenti pubblici (38% e 35%), infrastrutture tecnologiche accessibili (28%) ed educazione dei consumatori (26%). Non richieste di protezione, ma condizioni minime per competere ad armi pari con ecosistemi europei che le hanno gi\u00e0 costruite.\u00a0Il 64% delle aziende ha gi\u00e0 raccolto un primo round di investimento, con percentuali che variano dal 58% dei team composti unicamente da donne al 66% di quelli di genere misto. Tra chi ha condiviso il dettaglio degli investimenti ricevuti, il 26% ha raccolto tra i 100 e 500 mila euro, il 19% tra 500 mila e 5 milioni, il 3% oltre i 5 milioni, mentre il 21% ha ricevuto meno di 100 mila euro. Il divario di genere negli investimenti \u00e8 uno dei dati pi\u00f9 rilevanti del report: i team formati da donne che hanno ricevuto investimenti inferiori a 500 mila euro sono quasi il 30% in pi\u00f9 rispetto agli uomini, mentre oltre i 500 mila euro hanno ricevuto capitali solo team di genere misto o esclusivamente maschile. Un dato che si affianca alla concentrazione geografica degli investimenti: il 69% si concentra nelle aziende con sede al Nord.\u00a0Nel corso degli anni, si assiste a un sensibile aumento del volume dei round, con quelli fra 500 mila e un milione di euro passati dal 4% al 5% del totale fra il triennio 2020-2022 e quello successivo (2023-2025),con il primo round da oltre 5 milioni di euro registrato nel corso del 2025. A investire nelle aziende del futuro del cibo sono stati prevalentemente acceleratori e incubatori (21%), seguiti da venture capital (18%) e business angel (16%). I finanziamenti pubblici hanno sostenuto la crescita di una startup su sei (15%), mentre non \u00e8 trascurabile l\u2019apporto dei capitali di family &amp; friends, che hanno investito nel 19% dei casi. Agritech, innovative farming, servizi e consulenza hanno attirato soprattutto acceleratori, incubatori e finanziatori pubblici, mentre il foodtech e la trasformazione vedono una netta prevalenza dei business angel. La raccolta di capitali, per molte di loro, sembra essere solo all\u2019inizio: l\u201980% si dichiara alla ricerca di un nuovo investimento da qui ai prossimi mesi. Una su tre si sta preparando a un round superiore al milione di euro, pi\u00f9 della met\u00e0 punta a un round tra 100 mila e un milione. Sul fronte delle tecnologie pi\u00f9 trasformative nei prossimi anni, gli imprenditori di Next-Gen Food indicano l\u2019intelligenza artificiale al primo posto, seguita da agricoltura digitale e IoT (19%), robotica e automazione (14%), biotecnologie e agricoltura rigenerativa (13%) e proteine alternative e nuovi ingredienti (12%). Il 25% delle aziende ha gi\u00e0 realizzato una relazione d\u2019impatto, e il 34% ha in programma di farlo a breve. Un dato non solo valoriale: chi misura e comunica il proprio impatto ha circa il 10% in pi\u00f9 di probabilit\u00e0 di raccogliere investimenti rispetto a chi non lo fa, a dimostrazione che la trasparenza \u00e8 gi\u00e0 diventata un fattore competitivo.\u00a0<br \/>\n&#8212;economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; L\u2019alimentazione \u00e8 al centro del dibattito sul futuro del Paese. 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