{"id":1954,"date":"2024-10-19T15:38:28","date_gmt":"2024-10-19T15:38:28","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=1954"},"modified":"2024-10-19T15:38:28","modified_gmt":"2024-10-19T15:38:28","slug":"demografia-a-statisticall-una-lettura-positiva-sullinvecchiamento-della-popolazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=1954","title":{"rendered":"Demografia, a StatisticAll una lettura positiva sull\u2019invecchiamento della popolazione"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Con l\u2019Italia in prima linea nel processo di invecchiamento globale, il nostro \u00e8 un paese &#039;pioniere&#039;, ci troviamo in un territorio inesplorato, privo di modelli precedenti da cui trarre insegnamento. Caratterizzata da livelli estremi in tutti i suoi indicatori demografici, l\u2019Italia offre frontiere sconosciute di sperimentazione per affrontare l\u2019invecchiamento a tutti i livelli, dall\u2019individuo alla famiglia, dai territori alla societ\u00e0. Sono queste le ragioni che hanno spinto le eccellenze della ricerca sull\u2019invecchiamento in Italia ad impegnarsi nel Programma di Ricerca Age-It (Ageing Well in an Ageing Society), finanziato dal PNRR, che mira a rendere il Paese un punto di riferimento scientifico in grado di proporre soluzioni anche per altre societ\u00e0 che stanno rapidamente invecchiando. Sono i temi trattati dal talk \u2018Think Demography, Think Positive! Una lettura positiva dell\u2019invecchiamento della popolazione\u2019, svoltosi nella mattinata del terzo giorno di StatisticAll, il festival della statistica e della demografia. \u00a0Per Elisabetta Barbi, professore di Demografia presso il Dipartimento di Scienze Statistiche dell\u2019Universit\u00e0 di Roma La Sapienza e direttore della rivista scientifica Genus &#8211; Journal of Population Sciences: \u201cChi si occupa di longevit\u00e0 e sopravvivenza, non pu\u00f2 essere che positivo. \u00c8 vero che anche in questo campo c\u2019\u00e8 chi ha un atteggiamento pi\u00f9 preoccupato, pi\u00f9 scuro e cupo, perch\u00e9 i guadagni, ad esempio, sono stati inferiori a quelli della generazione precedente. Io per\u00f2 mantengo un atteggiamento razionalmente positivo per vari motivi: diversi paesi a bassa mortalit\u00e0 hanno attraversato periodi di stagnazione, ma poi di recupero. Poi, \u00e8 importante anche il ruolo della sopravvivenza selettiva. C\u2019\u00e8 sempre un sottogruppo di persone che, per caratteristiche genetiche o altro, guidano l\u2019estensione della longevit\u00e0. Inoltre, ci aspettiamo che la speranza di vita aumenter\u00e0 quando aumenter\u00e0 la mortalit\u00e0 in et\u00e0 avanzata, il che ce lo dice l\u2019analisi statistica del profilo dell\u2019et\u00e0 per mortalit\u00e0&quot;.\u00a0&quot;A et\u00e0 estreme &#8211; spiega la Barbi &#8211; il tasso di mortalit\u00e0 non aumenta pi\u00f9, diventa stabile. Il che fa capire che i progressi contro la mortalit\u00e0 aumentano perch\u00e9 non diminuisce il processo di invecchiamento, che anzi sembra non rallentare. Ci aspetta una crescita del numero degli anziani: non bisogna preoccuparsene, ma occuparsene. Spostare l\u2019et\u00e0 della pensione non significa necessariamente lavorare di pi\u00f9. La fase lavorativa spesso \u00e8 schiacciata,specie per le donne, tra la cura dei familiari e le aspettative lavorative. E\u2019 necessario investire sulla riqualificazione dei lavoratori, di modo che persone con esperienza e persone giovani con bagaglio tecnologico possano lavorare insieme. Penso alle innovazioni e ai progressi sul campo della biomedicina: c\u2019\u00e8 chi \u00e8 talmente visionario da parlare della morte della morte o, penso ancora, all\u2019innovazione nel campo tecnologico per l\u2019assistenza sanitaria e per l\u2019accesso ai servizi sanitari, cui tutti non hanno accesso. \u00c8 vero che abbiamo un periodo di grandi trasformazioni demografiche, ma anche tecnologiche, che sono pi\u00f9 veloci. Se sapremo implementare le giuste misure, le prospettive non possono che essere positive\u201d. \u00a0Marco Marsili, responsabile del Servizio Registro della popolazione, statistiche demografiche e condizioni di vita nel contesto della Direzione centrale delle statistiche demografiche e del censimento della popolazione dell\u2019Istat, sottolinea come l&#039;istituto &quot;non si \u00e8 mai iscritta al partito dei pessimisti, ma neanche a quello degli ottimisti. Di certo in Italia si considerano bambini coloro fino ai 14 anni e gli anziani coloro sopra i 65 anni. In questa situazione ci sono elementi positivi: il fatto che la popolazione diminuisca non \u00e8 necessariamente negativo. Abbiamo una situazione pi\u00f9 problematica dai 65 anni in poi, con la possibilit\u00e0 per\u00f2 che l\u2019Italia venga vista come modello di riferimento, in quanto si sta cercando di capire se siamo in grado di rispondere alle sfide che ci aspettano. Sotto questo profilo siamo sotto gli occhi del mondo. Quanto sento parole come invertire la tendenza demografica, mi viene l\u2019orticaria, perch\u00e9 per fare questo, ci vorrebbero presupposti insostenibili. Sugli anziani il tema centrale \u00e8 la speranza di vita. Generalmente ha un effetto plateau, che per\u00f2 non \u00e8 scontato. Per far crescere la popolazione servono gli stili di vita e i contesti in cui si vive. Il contesto \u00e8 quello sanitario-previdenziale. Una chiave di lettura per il futuro \u00e8 investire nell\u2019aspetto sanitario. Siamo uno dei paesi con uno dei pi\u00f9 bassi tassi di attivit\u00e0 e di occupazione, ma margini di manovre ce li abbiamo. Un paese democratico deve interfacciare il mondo della scuola con quello dell\u2019impresa, tutto deve essere giusto, ma non aspettiamoci cambi di tendenza nel breve termine\u201d. \u00a0Anna Paterno, professore di Demografia presso l\u2019Universit\u00e0 di Bari Aldo Moro e vicepresidente dell\u2019Associazione Italiana per gli Studi di Popolazione (Aisp) spiega come la presenza straniera possa contribuire a rallentare l\u2019invecchiamento della popolazione: \u201cAbbiamo il compito di approfondire la tematica e dimostrare la grande opportunit\u00e0 rappresentata dalla presenza straniera di contribuire a rallentare invecchiamento e declino della popolazione. La domanda di fondo \u00e8: quanti stranieri sono necessari per questo? Dal 2001 il dibattito si \u00e8 molto ampliato. Gli stranieri arrivano principalmente in et\u00e0 giovane. Si propongono nel contesto economico come lavoratori e nel contesto demografico come genitori. D\u2019altra parte c\u2019\u00e8 il discorso legato a salute e sopravvivenza. Non possiamo fare paragoni con gli stranieri, a causa dell\u2019effetto salmone: chi tende a invecchiare generalmente fa ritorno nel proprio paese, quindi il loro decesso non viene registrato in Italia. Generalmente chi emigra lo fa in buone condizioni di salute. L\u2019importante risorsa rappresentata dagli stranieri ha bisogno di essere valorizzata. Abbiamo l\u2019idea di tracciare le strade da seguire. Chi si occupa da tanto tempo di migrazioni non fa che dire da tanto tempo di una politica che va dalla gestione dei flussi, caratterizzata da sanatorie e regolarizzazioni non con una periodicit\u00e0 fissa, ai decreti flussi. \u00c8 necessario passare a una gestione delle presenze. Un periodo temporale di dieci anni per diventare cittadini italiani \u00e8 troppo lungo. Anche lo ius scholae \u00e8 un provvedimento assolutamente necessario, in quanto i bambini sono nati e scolarizzati qui. Bisogna riconoscere, inoltre, i titoli di studio e le professionalit\u00e0 acquisiti nei Paesi di origine, per poter permettere loro di contribuire al sistema fiscale in modo migliore. I ragazzi subiscono gi\u00e0 difficolt\u00e0 di inclusione e sappiamo che questi ragazzi hanno sogni di raggiungere determinati obiettivi\u201d. \u00a0&#8212;economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Con l\u2019Italia in prima linea nel processo di invecchiamento globale, il nostro \u00e8 un paese &#039;pioniere&#039;, ci troviamo in un territorio inesplorato, privo di modelli precedenti da cui trarre insegnamento. 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