{"id":20401,"date":"2026-06-30T13:21:19","date_gmt":"2026-06-30T13:21:19","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=20401"},"modified":"2026-06-30T13:21:19","modified_gmt":"2026-06-30T13:21:19","slug":"economia-global-attractiveness-index-2026-multinazionali-e-capitale-umano-leve-per-crescita-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=20401","title":{"rendered":"Economia: Global Attractiveness Index 2026, multinazionali e capitale umano leve per crescita Italia"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; A met\u00e0 dell\u2019edizione 2026 del Gai (Global Attractiveness Index) emergono le prime evidenze per rafforzare l\u2019attrattivit\u00e0 dell\u2019Italia e la capacit\u00e0 del Paese di generare crescita futura. Le analisi si concentrano su due leve centrali per la competitivit\u00e0 nazionale: il contributo delle imprese multinazionali alla Ricerca e Sviluppo e alla produttivit\u00e0, e il ruolo del capitale umano qualificato, delle universit\u00e0 e delle competenze come fattori abilitanti dell\u2019attrattivit\u00e0-Paese. Il Gai \u00e8 una piattaforma, giunta alla sua undicesima edizione, sviluppatasi con diversi obiettivi: rendere disponibile ai decisori italiani e internazionali un innovativo indice-Paese; offrire una fotografia rappresentativa dell\u2019attrattivit\u00e0 e sostenibilit\u00e0 dei Paesi; fornire indicazioni affidabili a supporto delle scelte di sistema per la crescita e l\u2019ottimizzazione dell\u2019ambiente pro-business. Negli anni il progetto si \u00e8 allargato: ora il Gai \u00e8 una piattaforma di analisi, misurazione e approfondimento dell\u2019attrattivit\u00e0-Paese e di discussione dei fattori e delle strategie che maggiormente incidono su di essa, ad ampio spettro. Il progetto \u00e8 supportato da un Advisory Board composto da alcune delle principali aziende multinazionali che investono nel Paese, Philip Morris Italia, Amazon e Toyota Material Handling, e da un Comitato Scientifico composto da Ferruccio De Bortoli, Enrico Giovannini e Roberto Monducci. Il percorso del GAI 2026 si concluder\u00e0 a settembre, durante la 52esima edizione del Forum \u201cLo Scenario di oggi e di domani per le strategie competitive\u201d di Villa d\u2019Este, Cernobbio, con la presentazione del Rapporto 2026.\u00a0La prima riflessione riguarda il sottodimensionamento strutturale dell\u2019Italia negli investimenti in Ricerca e Sviluppo. Nel 2024, la spesa nazionale in R&amp;D si \u00e8 attestata all\u20191,38% del PIL, un valore inferiore alla media UE-27 (2,13%) e distante dai principali benchmark internazionali. Il divario riguarda anche la componente corporate: la spesa in R&amp;D delle imprese italiane si ferma allo 0,79% del Pil, contro l\u20191,49% della media europea. Allo stesso tempo, il mondo corporate rappresenta il principale motore della R&amp;D nazionale. Le imprese private finanziano il 57,1% degli investimenti complessivi e impiegano il 54,5% dei ricercatori e addetti R&amp;D italiani, confermandosi il principale canale di trasformazione della conoscenza scientifica in innovazione industriale, competitivit\u00e0 e crescita.\u00a0All\u2019interno del mondo corporate, le imprese multinazionali svolgono una funzione particolarmente rilevante. Pur rappresentando solo lo 0,4% delle imprese italiane, sostengono il 9,8% dell\u2019occupazione, il 21,0% del fatturato, il 17,5% del valore aggiunto e il 38,3% della spesa nazionale in R&amp;D, con un contributo pari a 6,5 miliardi di euro. La maggiore intensit\u00e0 innovativa si riflette nella spesa in R&amp;D per addetto, pari a 3.600 Euro nelle imprese a controllo estero contro 600 Euro nelle imprese domestiche, con un differenziale di 5,7 volte. Le multinazionali presentano inoltre una produttivit\u00e0 pari a 107mila Euro di valore aggiunto per addetto, 2,5 volte il dato delle imprese domestiche, e retribuzioni medie pari a 42,2mila Euro per addetto, 1,9 volte il livello delle imprese nazionali. Nonostante questo contributo, l\u2019Italia presenta ancora ampi margini di miglioramento: nel 2023, l\u2019occupazione sostenuta dalle multinazionali rappresentava il 9,8% del totale nazionale, collocando il Paese al terzultimo posto in UE-27. Combinando gli effetti riconducibili all\u2019innovazione, alla produttivit\u00e0 e ai salari, le stime del GAI indicano come l\u2019allineamento della presenza di multinazionali in Italia ai valori medi degli altri Paesi europei genererebbe un impatto potenziale sul PIL pari a 161 miliardi di Euro, equivalente al 7,1% dell\u2019economia nazionale. A seconda delle ipotesi considerate, la forchetta di impatto varia da un minimo di 121 miliardi di Euro (+5,3% del PIL) fino a un massimo di 201 miliardi di Euro (+8,8%). Tali risultati confermano come l\u2019attrazione e la retention delle multinazionali rappresentino una delle principali leve strategiche per sostenere crescita, innovazione e competitivit\u00e0 del Sistema-Paese. \u00a0\u00a0La seconda, complementare, direttrice di analisi riguarda il capitale umano qualificato, elemento sempre pi\u00f9 decisivo per l\u2019attrattivit\u00e0 dei Paesi. L\u2019Italia dispone di asset importanti, tra cui un sistema universitario diffuso, citt\u00e0 ad alta attrattivit\u00e0 culturale e competenze riconosciute in numerosi ambiti, ma fatica ancora a trasformare questo potenziale in un vantaggio competitivo pienamente espresso. \u201cL\u2019Italia ha un potenziale straordinario, che si esprime nel talento delle persone, nella qualit\u00e0 delle universit\u00e0 e nella capacit\u00e0 delle imprese di innovare. I risultati del Gai ci ricordano che trattenere e attrarre capitale umano qualificato \u00e8 una priorit\u00e0 nazionale &#8211; ricorda Maria Cristina Iacazio, Ceo di Toyota Material Handling &#8211; Come Toyota Material Handling Italia siamo impegnati a creare ambienti di lavoro che valorizzino competenze, crescita professionale e inclusione, perch\u00e9 la competitivit\u00e0 del Paese nasce prima di tutto dalle persone&quot;. Nel confronto europeo, il Paese mostra un ritardo nella formazione terziaria: nel 2024 solo il 31,6% della popolazione tra 25 e 34 anni \u00e8 laureata, contro il 45,4% della media UE, dato che colloca l\u2019Italia al penultimo posto nell\u2019Unione. A questo si aggiunge la crescente emigrazione di capitale umano qualificato: nel 2024 i laureati italiani emigrati all\u2019estero sono stati 49.562, pi\u00f9 del doppio rispetto al 2014, con un costo stimato di formazione pubblica pari a 6,9 miliardi di Euro. Le leve operative individuate per rafforzare l\u2019attrattivit\u00e0 del sistema universitario e del capitale umano riguardano la semplificazione degli iter amministrativi, l\u2019ampliamento dell\u2019offerta formativa in lingua inglese, la disponibilit\u00e0 di servizi e alloggi per studenti internazionali, il rafforzamento del collegamento tra universit\u00e0 e imprese e la valorizzazione dei percorsi Stem e professionalizzanti.\u00a0\u201cI dati che emergono dal pre-release del Gai evidenziano ancora una volta come la competitivit\u00e0 di un Paese sia sempre pi\u00f9 legata alla capacit\u00e0 di attrarre, sviluppare e trattenere talenti, vero motore della crescita. Per l\u2019Italia, ci\u00f2 implica rafforzare il legame tra formazione, innovazione e lavoro, superando i divari che ne limitano il potenziale. In questo contesto, il ruolo delle imprese \u2013 in particolare a capitale estero \u2013 \u00e8 cruciale nel promuovere competenze avanzate e valorizzare e attrarre giovani talenti, favorendo il trasferimento tecnologico, la formazione avanzata e l\u2019integrazione con le filiere locali. \u00c8 in questa direzione che si inserisce l\u2019impegno di Philip Morris in Italia: oltre 1,5 miliardi di euro di investimenti, in particolare nel polo produttivo di Crespellano, oggi hub globale di eccellenza manifatturiera. Un modello che dimostra concretamente come investimenti industriali e sviluppo del capitale umano possano rafforzarsi reciprocamente, contribuendo alla competitivit\u00e0 sistemica del Paese nel lungo periodo&quot;, ha dichiarato Pasquale Frega, Presidente e Amministratore Delegato di Philip Morris Italia.\u00a0Il quadro che emerge dalla prima release del Global Attractiveness Index 2026 conferma che attrattivit\u00e0, innovazione, produttivit\u00e0 e capitale umano sono dimensioni strettamente interdipendenti. Rafforzare la presenza di imprese multinazionali, aumentare gli investimenti in R&amp;D e trattenere competenze qualificate significa intervenire su alcune delle leve pi\u00f9 rilevanti per sostenere la crescita di lungo periodo del Paese. \u201cI dati del Gai confermano ci\u00f2 che sperimentiamo ogni giorno: le multinazionali non sono solo un attore economico, ma un&#039;infrastruttura della competitivit\u00e0, in grado di connettere capitale, conoscenza e lavoro qualificato. In oltre 15 anni, Amazon ha investito pi\u00f9 di 25 miliardi di euro in Italia, creando circa 19.000 posti di lavoro a tempo indeterminato e portando nel Paese innovazione concreta \u2014 dalla robotica avanzata del nostro laboratorio di Vercelli all&#039;intelligenza artificiale, fino alle infrastrutture cloud. Crediamo fermamente che rafforzare l&#039;attrattivit\u00e0 dell&#039;Italia significhi investire insieme in innovazione, competenze e semplificazione\u201d, afferma Matteo Bassi, Head of Economic Policy and Regulation, Amazon Italia. La sfida per l\u2019Italia \u00e8 trasformare queste evidenze in scelte stabili e coerenti di politica industriale, universitaria e di attrazione degli investimenti, capaci di consolidare l\u2019ambiente pro-business, accrescere la competitivit\u00e0 del sistema produttivo e rendere il Paese pi\u00f9 attrattivo per imprese, capitali e talenti.\u00a0<br \/>\n&#8212;economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; A met\u00e0 dell\u2019edizione 2026 del Gai (Global Attractiveness Index) emergono le prime evidenze per rafforzare l\u2019attrattivit\u00e0 dell\u2019Italia e la capacit\u00e0 del Paese di generare crescita futura. 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