{"id":20456,"date":"2026-06-30T15:27:58","date_gmt":"2026-06-30T15:27:58","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=20456"},"modified":"2026-06-30T15:27:58","modified_gmt":"2026-06-30T15:27:58","slug":"le-chitarre-di-hackett-e-rothery-insieme-in-un-disco-e-il-tocco-magico-e-di-un-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=20456","title":{"rendered":"Le chitarre di Hackett e Rothery insieme in un disco. E il tocco magico \u00e8 di un italiano"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211;<br \/>\nDue titani della chitarra, Steve Hackett (Genesis) e Steve Rothery (Marillion), si uniscono per la prima volta in un album. Il progetto si chiama \u2018The Roaring Waves\u2019, un album di sette brani strumentali in uscita il 28 agosto per InsideOutMusic. La notizia, da sola, basta a scuotere il mondo del rock progressivo, ma ad accendere le speranze dei fan anche di un tour insieme \u00e8 l&#039;italiano Riccardo Romano, musicista, co-autore e co-produttore del disco che all\u2019Adnkronos racconta cosa si prova a trovarsi in studio, fianco a fianco con due giganti che hanno scritto la storia del rock: &quot;Quando lavoro con loro non penso mai al cognome, senn\u00f2 non ce la farei. Per me sono Steve e Steve&quot;, confida Romano, svelando il segreto per gestire la pressione.\u00a0Romano, musicista, produttore e arrangiatore, \u00e8 stato il \u2018terzo uomo\u2019 fondamentale che ha permesso a questa storica unione di concretizzarsi in un concept album con la profondit\u00e0 del mare come tema centrale. Il primo singolo \u2018The Black Sea\u2019 \u00e8 uscito 3 giorni fa e su YouTube conta gi\u00e0 132mila visualizzazioni. Ma come nasce un progetto di questa portata? &quot;La storia \u00e8 questa: Steve Rothery e Steve Hackett sono amici&quot;, racconta Romano. &quot;Un po&#039; di anni fa, in conclusione di un tour, Steve Hackett ha invitato Steve Rothery sul palco. Nei camerini, parlando, hanno detto: &#039;Perch\u00e9 non replichiamo questa esperienza?&#039;. L\u00ec \u00e8 stata messa la prima pietra&quot;. Quando i due hanno iniziato a scrivere, si sono resi conto di aver bisogno di un aiuto. Essendo Romano gi\u00e0 da dodici anni nella band di Rothery, la scelta \u00e8 stata naturale. &quot;Ho iniziato a viaggiare nel corso di questi ultimi anni, avanti e indietro. Abbiamo iniziato a scrivere insieme, letteralmente a sei mani, questo album&quot;.<br \/>\n\u00a0Il processo creativo \u00e8 stato un ritorno alle origini. &quot;Facevamo delle lunghe jam session di improvvisazione&quot;, continua Romano. &quot;Poi io ascoltavo queste sessioni, a volte di ore, e insieme a loro mettevo insieme le parti migliori. Questa scrematura ha portato alla stesura finale dell&#039;album&quot;. Un lavoro che, pur essendo durato otto anni dal concepimento alla masterizzazione finale negli studi di Abbey Road, ha avuto un tempo effettivo molto pi\u00f9 breve, diluito tra gli impegni dei due chitarristi. In un&#039;epoca dominata dagli algoritmi, \u2018The Roaring Waves\u2019 \u00e8 un manifesto controcorrente. &quot;\u00c8 un disco estremamente suonato. C&#039;\u00e8 pochissima elettronica&quot;, sottolinea Romano. &quot;Tutto \u00e8 suonato: chitarra, batterie vere, bassi e tastiere&quot;. Questo approccio diventa un atto rivoluzionario. &quot;Certe volte la rivoluzione parte al contrario&quot;, riflette Riccardo. &quot;Da parte loro c&#039;\u00e8 l&#039;orgoglio del passato, come a dire: &#039;Noi abbiamo fatto grandissime cose con una metodologia, non cambiamola&#039;&quot;. \u00a0<br \/>\nQuesta filosofia si lega alla visione di Romano sullo stato del rock progressivo, un genere che vede prigioniero del suo stesso passato. &quot;Onestamente, non vedo quel coraggio e quell&#039;apertura mentale che c&#039;era nello spirito degli anni &#039;70. Paradossalmente, il prog, che era una forma mentis, un approccio di libert\u00e0 musicale, \u00e8 diventato uno stile. Manca il concetto del pioniere che vuole fare qualcosa che \u00e8 stato detto di meno&quot;. Per lui, l&#039;arte deve essere sempre &quot;tentativo&quot;. Ed \u00e8 anche per questo che la sua opinione sull&#039;intelligenza artificiale, \u00e8 netta: &quot;A me non piace. Mi lascia molto perplesso e cerco di farne un uso tendente allo zero assoluto&quot;. \u00c8 una difesa dell&#039;arte &quot;fatta a mano&quot;, con le imperfezioni che &quot;donano fascino alle cose&quot;. &quot;L&#039;intelligenza artificiale rischia di appiattire, di far suonare le cose magari perfette ma piatte. E poi incrocia dati del passato. Questo vuol dire che non potr\u00e0 mai creare qualcosa di realmente nuovo. Manca il tentativo, manca il coraggio&quot;.<br \/>\n\u00a0Ma come si gestisce la pressione di lavorare con tali icone? L&#039;antidoto \u00e8 l&#039;etica del lavoro. &quot;Steve Hackett \u00e8 uno stacanovista assurdo, ha 76 anni, si sveglia alle sei di mattina per fare esercizi di chitarra. Ha un&#039;etica professionale mostruosa. Quando lavoriamo, lo facciamo ininterrottamente: pausa pranzo di 10 minuti, e passiamo giornate intere a suonare. Pensare solo alla musica diventa un antidoto alla timidezza&quot;. La lezione pi\u00f9 grande? &quot;Questo senso etico, questo grande rispetto per la musica. Lavori con persone che hanno dato tanto, ricevuto tanto e non sono ancora appagati, sono artisticamente vivi&quot;.\u00a0<br \/>\n\u2018The Roaring Waves\u2019 \u00e8 un concept che, suggerisce, &quot;ha bisogno di attenzione e immersione&quot;. Ma il viaggio potrebbe non essere ancora finito e, sull&#039;onda dell&#039;entusiasmo, chiss\u00e0 che non si pensi gi\u00e0 a un secondo album insieme: &quot;L&#039;ipotesi c&#039;\u00e8. Ci stanno ragionando&quot;. E un tour? &quot;Sarebbe straordinario portare questo disco live, magari con dei bis dei successi di Genesis e Marillion&quot;, confessa Riccardo. La risposta, per\u00f2, \u00e8 nelle mani dei fan: &quot;Steve (Hackett, ndr) una volta ha risposto: &#039;Dipender\u00e0 dal feedback del pubblico&#039;&quot;. Mentre si prepara a tornare a Londra, dove \u00e8 al lavoro per l\u2019album da solista di Steve Hackett, Romano ci lascia con l&#039;immagine di un&#039;arte che, per essere viva, deve rimanere umana, imperfetta e, soprattutto, coraggiosa. \u201cCome si dice a Roma: ci devi prov\u00e0\u201d. (di Loredana Errico)<br \/>\n\u00a0<br \/>\n&#8212;spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Due titani della chitarra, Steve Hackett (Genesis) e Steve Rothery (Marillion), si uniscono per la prima volta in un album. 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