{"id":20737,"date":"2026-07-01T12:49:30","date_gmt":"2026-07-01T12:49:30","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=20737"},"modified":"2026-07-01T12:49:30","modified_gmt":"2026-07-01T12:49:30","slug":"gli-scismi-nella-storia-una-lunga-scia-di-separazioni-dalla-chiesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=20737","title":{"rendered":"Gli scismi nella storia, una lunga scia di separazioni dalla Chiesa"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; I Lefebvriani  hanno ordinato quattro vescovi senza il mandato pontificio. E&#039; solo l&#039;ultimo di una serie di scismi che hanno scosso la Chiesa nel corso dei secoli. \u00a0Nel linguaggio della storia della Chiesa, la parola \u201cscisma\u201d indica una separazione dolorosa ma concreta: non tanto una diversa interpretazione della fede, quanto la rottura della comunione tra gruppi di credenti e l\u2019autorit\u00e0 ecclesiastica. \u00c8 una frattura che non nasce quasi mai all\u2019improvviso, ma si accumula lentamente, intrecciando questioni teologiche, tensioni politiche, differenze culturali e rivalit\u00e0 di potere. La storia del cristianesimo, in questo senso, non \u00e8 solo una linea continua di sviluppo spirituale, ma anche una trama di divisioni che hanno ridisegnato pi\u00f9 volte la mappa della Chiesa. Alcune di queste fratture sono state riassorbite, altre hanno dato origine a tradizioni cristiane distinte che ancora oggi convivono, separate ma spesso in dialogo.\u00a0Gi\u00e0 nei primi secoli, quando il cristianesimo viveva sotto la pressione dell\u2019Impero romano, la comunit\u00e0 dei fedeli si trov\u00f2 di fronte a una domanda difficile: come comportarsi con chi, per paura della morte, aveva rinnegato la fede? Da questa tensione nacquero le prime divisioni significative. I movimenti dei novaziani e dei donatisti rifiutavano la linea pi\u00f9 aperta della Chiesa ufficiale, che prevedeva il reinserimento dei lapsi (i cristiani che avevano rinnegato la propria fede per salvarsi la vita) attraverso la penitenza. Per i gruppi rigoristi, invece, l\u2019apostasia era una frattura irreparabile. Dietro questa disputa non c\u2019era solo una questione disciplinare, ma una diversa idea di Chiesa: da una parte una comunit\u00e0 capace di perdono, dall\u2019altra una comunit\u00e0 dei \u201cpuri\u201d, incapace di tollerare la fragilit\u00e0 umana.\u00a0Con il consolidarsi della dottrina cristiana, le controversie si spostarono sul terreno della teologia. I concili di Efeso (431) e Calcedonia (451) cercarono di definire con precisione il mistero di Cristo, ma le loro decisioni non furono accolte ovunque. Le comunit\u00e0 che non riconobbero quei pronunciamenti diedero origine a tradizioni ancora oggi esistenti, come la Chiesa copta e la Chiesa etiope, oltre a varie forme della tradizione siriaca e orientale. In questi scismi, la frattura non \u00e8 solo ecclesiastica: si intreccia con lingue diverse, culture lontane e sensibilit\u00e0 teologiche non sempre riconciliabili. L\u2019unit\u00e0 della Chiesa antica si incrina proprio mentre cerca di definirsi in modo sempre pi\u00f9 preciso.\u00a0Il primo grande scisma del 1054 porta alla frattura tra Chiesa d&#039;Oriente e Chiesa d&#039;Occidente. Il Grande Scisma tra Roma e Costantinopoli non \u00e8 un evento isolato, ma il punto di arrivo di un lungo processo di allontanamento. Nel corso dei secoli, le differenze tra mondo latino e mondo greco si erano moltiplicate: nella lingua della liturgia, nella struttura del potere ecclesiastico, nella disciplina del clero, perfino nei simboli dell\u2019Eucaristia. A questo si aggiungeva una diversa visione del primato del vescovo di Roma, sempre pi\u00f9 forte in Occidente e sempre pi\u00f9 contestato in Oriente. La controversia del Filioque, l\u2019aggiunta al Credo che affermava la processione dello Spirito Santo \u201cdal Padre e dal Figlio\u201d, divenne il simbolo di una distanza teologica ormai difficile da colmare. Ma dietro la formula c\u2019era molto di pi\u00f9: due modi diversi di concepire l\u2019autorit\u00e0, la tradizione e la stessa unit\u00e0 della Chiesa.\u00a0Datato storicamente al 16 luglio 1054, il Grande Scisma pose fine al concetto di cristianit\u00e0 unita sotto un&#039;unica sede apostolica. La scomunica reciproca tra il legato papale Umberto da Silvacandida e il patriarca di Costantinopoli Michele I Cerulario sanc\u00ec una rottura che, col tempo, si sarebbe trasformata in separazione definitiva.\u00a0Nei secoli successivi, la frattura si consolid\u00f2. Le Crociate, soprattutto la conquista di Costantinopoli nel 1204, accentuarono la distanza e alimentarono diffidenze profonde. La Chiesa cattolica svilupp\u00f2 progressivamente una struttura fortemente centralizzata attorno al papato, mentre il mondo ortodosso si organizz\u00f2 in una comunione di Chiese autocefale, unite dalla fede ma non da un\u2019autorit\u00e0 unica. Nonostante alcuni tentativi di riunificazione, come i concili di Lione (1274) e Firenze (1439), la separazione rimase stabile. Solo in epoca contemporanea si \u00e8 riaperto un dialogo significativo con la Chiesa ortodossa, culminato nel gesto simbolico dell\u2019incontro tra Paolo VI e il patriarca Atenagora I nel 1964 e nella revoca delle scomuniche del 1054.\u00a0Se lo scisma d\u2019Oriente separ\u00f2 due mondi, quello d\u2019Occidente rappresent\u00f2 una frattura interna alla Chiesa latina. Tra la fine del XIII e il XIV secolo, il papato attravers\u00f2 la fase della cosiddetta cattivit\u00e0 avignonese, durante la quale i pontefici risiedettero lontano da Roma, sotto forte influenza francese. Quando la sede fu riportata a Roma, le tensioni esplosero. Nel 1378, l\u2019elezione di Urbano VI fu contestata da una parte del collegio cardinalizio, che elesse un antipapa, Clemente VII. La cristianit\u00e0 occidentale si trov\u00f2 cos\u00ec divisa tra due obbedienze, e in alcuni momenti persino tre. Non era solo una questione di legittimit\u00e0: si trattava di una vera frammentazione politica e religiosa dell\u2019Europa cristiana, con regni e alleanze schierati su fronti opposti. Il Concilio di Costanza riusc\u00ec infine a ricomporre la situazione nel 1417, ma il prezzo fu alto: l\u2019autorit\u00e0 papale ne usc\u00ec indebolita e l\u2019idea di una Chiesa universalmente unita ne risult\u00f2 profondamente segnata.\u00a0Nel XVI secolo, la nascita della Chiesa anglicana segn\u00f2 uno degli scismi pi\u00f9 noti dell\u2019et\u00e0 moderna. In questo caso, la rottura con Roma fu determinata da una combinazione di motivi personali e politici, legati alla figura di Enrico VIII e al controllo della Chiesa inglese.\u00a0Nel XIX secolo, la proclamazione del dogma dell\u2019infallibilit\u00e0 papale durante il Concilio Vaticano I provoc\u00f2 la separazione di alcuni gruppi, tra cui la Chiesa dei vecchi cattolici. Nel XX secolo, alcune tensioni legate all\u2019attuazione del Concilio Vaticano II hanno generato ulteriori fratture con gruppi tradizionalisti, che contestavano le riforme liturgiche e disciplinari. In prima fila ci sono i gruppi tradizionalisti legati al vescovo Marcel Lefebvre che rifiutano alcune riforme del Concilio Vaticano II, e che da quasi mezzo secolo danno vita a nuove tensioni e scissioni. E ora a un nuovo scisma ufficiale con l&#039;ordinazione quattro nuovi vescovi senza l&#039;autorizzazione papale. (di Paolo Martini)\u00a0<br \/>\n&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; I Lefebvriani hanno ordinato quattro vescovi senza il mandato pontificio. 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