{"id":20744,"date":"2026-07-01T13:41:00","date_gmt":"2026-07-01T13:41:00","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=20744"},"modified":"2026-07-01T13:41:00","modified_gmt":"2026-07-01T13:41:00","slug":"report-crescono-performance-regionali-e-richiesta-di-servizi-divario-nord-sud","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=20744","title":{"rendered":"Report, crescono performance regionali e richiesta di servizi, divario Nord-Sud"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Fotografa in modo dettagliato le realt\u00e0 regionali il XIV Rapporto sulle Performance regionali del Sistema sanitario italiano, curato da Crea (Centro per la ricerca economica applicata) Sanit\u00e0, presentato oggi a Roma. Crescono le performance, ma i cittadini chiedono pi\u00f9 servizi per la perdita di autosufficienza, mentre il resta il divario Nord-Sud. Il Veneto &#8211; informa una nota &#8211; si conferma la Regione pi\u00f9 performante, raggiungendo il 64% del valore massimo teorico della Performance, mentre la Calabria si posiziona all\u2019ultimo posto con il 36%. Il trend nazionale \u00e8 comunque positivo, con un indice medio di performance che passa dal 43,4% del 2019 al 46,1% del 2025. Tuttavia, la percezione di miglioramento da parte dei cittadini rimane limitata e molto variabile tra le diverse aree del Paese. Circa un terzo delle Regioni non supera il 40% della performance massima. \u00a0Le dimensioni che pi\u00f9 incidono sulla performance &#8211; riporta il documento disponibile sul sito creasanita.it &#8211; valorizzate da un panel di 114 stakeholder, che hanno contribuito all\u2019elaborazione del Rapporto, suddivisi tra Istituzioni, utenti\/cittadini, professioni sanitarie, management delle aziende sanitarie, Industria Life Sciences, sono gli esiti (31,2%) e l\u2019appropriatezza (27,5%), seguite dalla dimensione economico-finanziaria (12,7%), sociale (11,8%), equit\u00e0 (9,9%) e innovazione (6,9%). Dopo alcuni anni, si inverte la tendenza e crescono nuovamente di importanza gli esiti e l\u2019appropriatezza: fenomeno che, secondo il panel, evidenzia come non sia pi\u00f9 scontata la capacit\u00e0 del sistema di tutela di garantirli in modo universalistico. \u00a0Aumenta anche il peso della dimensione economico-finanziaria, soprattutto per il Management e i professionisti sanitari, segno di una \u201csofferenza\u201d gestionale e operativa. Al contrario, equit\u00e0 e innovazione riducono il loro contributo rispetto alle precedenti edizioni, il contributo del Sociale aumenta invece per i cittadini e le Istituzioni. L\u2019integrazione sociosanitaria resta un punto debole, soprattutto nell\u2019assistenza domiciliare e nella presa in carico degli anziani non autosufficienti. L\u2019analisi, integrata di performance, soddisfazione e percezione dei miglioramenti, offre indicazioni preziose per orientare le politiche sanitarie, con la raccomandazione di rafforzare l\u2019assistenza residenziale e domiciliare, e nonch\u00e9 l\u2019integrazione sociosanitaria per rispondere alle esigenze emergenti della popolazione in cui cresce il numero di soggetti non autosufficienti.\u00a0\u00a0Tutte le Regioni hanno registrato miglioramenti, in generale pi\u00f9 marcati dove i livelli di partenza erano bassi: la Toscana ha avuto l\u2019incremento maggiore (+0,08 punti percentuali), seguita da Calabria (+0,065), Veneto (+0,059) e P.A. di Trento (+0,057). Il Centro e il Mezzogiorno hanno mostrato miglioramenti mediamente superiori rispetto al Nord, contribuendo a ridurre parzialmente le disuguaglianze. Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna e Piemonte hanno avuto incrementi pi\u00f9 contenuti (+0,01), probabilmente per vincoli strutturali e livelli gi\u00e0 elevati. Il divario tra le Regioni migliori e peggiori resta comunque significativo: circa un terzo delle regioni non supera il 40% del valore massimo di performance ottenibile. Analizzando nel dettaglio il ranking regionale, il Veneto \u00e8 in testa, seguito dalla Provincia Autonoma di Trento, che raggiunge il 62%. Toscana, Friuli-Venezia Giulia, Marche e la Provincia Autonoma di Bolzano si attestano su valori compresi tra il 56% e il 50%. Un gruppo intermedio comprende Emilia-Romagna, Liguria, Piemonte, Sardegna, Lombardia, Lazio, Abruzzo e Umbria, con performance tra il 48% e il 42%. In coda alla classifica si trovano Puglia, Basilicata, Campania, Valle d\u2019Aosta, Sicilia, Molise e Calabria, tutte sotto il 40% della Performance massima.\u00a0Dopo l\u2019indagine del 2025 dedicata a analizzare i livelli di soddisfazione, quest\u2019anno Crea Sanit\u00e0 ha promosso una indagine su un campione rappresentativo della popolazione italiana per verificare come le opportunit\u00e0 di tutela regionali si riflettono nella percezione dei cittadini rispetto ai servizi erogati dal Sistema sanitario indagando la percezione dei cittadini relativamente ai trend di miglioramento\/peggioramento nel medi periodo. La mediana nazionale della soddisfazione nel 2025 \u00e8 risultata pari a 7,1 su 10, l\u2019indagine 2026 mostra che la quota di cittadini che ha percepito un trend di miglioramento dei servizi del Ssn \u00e8 bassa, variando dall\u20198,6% al 25,9%, con la maggior parte delle regioni tra il 17% e il 22%.\u00a0Abruzzo e Molise registrano la quota pi\u00f9 alta di cittadini che percepiscono miglioramenti (25,9%), seguite da Lombardia (22,9%), Veneto (22,7%) e Umbria (22,6%). Al contrario, il Trentino-Alto Adige si distingue per la percentuale pi\u00f9 bassa (8,6%), seguito da Sardegna (15,3%) e Friuli-Venezia Giulia (16,8%). In Regioni come Liguria, Lazio, Puglia, Basilicata, Calabria, Campania, Piemonte e Valle d\u2019Aosta, la quota si attesta tra il 17% e il 21%.\u00a0\u00a0Una percezione di miglioramento \u00e8 pi\u00f9 diffusa nei servizi standardizzati come l\u2019accesso ai farmaci (30% a livello nazionale, con punte oltre il 40% in alcune Regioni), mentre resta bassa nei servizi residenziali e domiciliari, e quelli legati alla long-term care (ad esempio, solo il 14,6% per l\u2019assistenza domiciliare e il 16,8% per la non autosufficienza). In Lombardia, il 30,2% dei cittadini ha percepito miglioramenti nella prevenzione e il 33,1% nell\u2019accesso ai farmaci; in Veneto, il 36,4% nella prevenzione e il 22% nell\u2019assistenza ai non autosufficienti. Permangono, quindi, criticit\u00e0 nella capacit\u00e0 di rendere visibili i progressi nei servizi territoriali &#8211; si legge nella nota &#8211; con una forte variabilit\u00e0 regionale e nessun chiaro gradiente Nord-Sud: i cittadini riconoscono i miglioramenti soprattutto nei servizi pi\u00f9 consolidati, mentre le aree di assistenza territoriale restano percepite come critiche e meno soddisfacenti.\u00a0Per migliorare la performance, a conferma della multidimensionalit\u00e0 della performance, gli utenti si concentrano su esiti e condizioni di vita, le istituzioni cercano un equilibrio tra equit\u00e0, prevenzione e sostenibilit\u00e0, i professionisti sanitari puntano sulla qualit\u00e0 clinica e sugli esiti, il management aziendale si concentra su efficienza ed esiti, mentre l\u2019industria delle Life Sciences d\u00e0 maggiore importanza a innovazione, accesso ed esiti. L\u2019indagine sulla percezione dei cittadini complementa quella della performance indicando in quali aree e pi\u00f9 urgente intervenire: nel Nord l\u2019attenzione si dovrebbe concentrare sull\u2019assistenza domiciliare e residenziale, la prevenzione e il rapporto con il medico di medicina generale. Nel Centro, sull\u2019attenzione alla non autosufficienza e sull\u2019assistenza domiciliare. Nel Sud e nelle Isole, pur registrandosi un miglioramento percepito in tema di assistenza domiciliare e nei ricoveri programmati, persistono difficolt\u00e0 generalizzate nei servizi territoriali.\u00a0L\u2019analisi evidenzia che il trend evolutivo delle opportunit\u00e0 di tutela della salute \u00e8 positivo, ma la distanza dai livelli ottimali resta ampia e le differenze territoriali sono marcate. La stessa dinamica dei miglioramenti non si ritrova nella percezione da parte dei cittadini, soprattutto per quanto concerne la residenzialit\u00e0, domiciliarit\u00e0 e la long-term care, che rappresentano il principale punto di debolezza del sistema. Le aree pi\u00f9 strutturate, come la farmaceutica e la prevenzione, mostrano invece livelli pi\u00f9 elevati e uniformi di soddisfazione e miglioramento percepito. L\u2019analisi &#8211; conclude la nota &#8211; offre quindi indicazioni preziose per orientare le politiche sanitarie: \u00e8 necessario rafforzare l\u2019assistenza territoriale e in particolare l\u2019integrazione sociosanitaria per rispondere alle esigenze emergenti della popolazione. Una sfida per il futuro sar\u00e0, anche, quella di rendere pi\u00f9 visibili e percepibili i progressi. La strada verso l\u2019eccellenza rimane ancora lunga e richiede un impegno costante per ridurre le disuguaglianze e rafforzare le aree pi\u00f9 deboli, con particolare attenzione ai bisogni emergenti di una popolazione in rapido invecchiamento.\u00a0<br \/>\n&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Fotografa in modo dettagliato le realt\u00e0 regionali il XIV Rapporto sulle Performance regionali del Sistema sanitario italiano, curato da Crea (Centro per la ricerca economica applicata) Sanit\u00e0, presentato oggi a Roma. 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