{"id":20845,"date":"2026-07-01T16:22:00","date_gmt":"2026-07-01T16:22:00","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=20845"},"modified":"2026-07-01T16:22:00","modified_gmt":"2026-07-01T16:22:00","slug":"energia-indagine-per-44-governo-deve-incentivare-rinnovabili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=20845","title":{"rendered":"Energia: indagine, per 44% governo deve incentivare rinnovabili"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Per contrastare la crisi climatica, ridurre la dipendenza dall\u2019estero e il costo della bolletta, e al tempo stesso fronteggiare la &#039;cooling poverty&#039;, la Penisola deve accelerare su rinnovabili, accumuli e reti. A chiederlo al governo \u00e8 il 44% dei cittadini secondo i quali l\u2019esecutivo deve incentivare la produzione e l\u2019impiego delle fonti pulite (\u00e8 la risposta pi\u00f9 caldeggiata dal campione), mentre il 69% si dichiara favorevole ad avere impianti eolici o fotovoltaici nelle vicinanze: in particolare il 38% dice che li accetterebbe entro i 10 km da casa, e il 31% li accoglierebbe entro i 50 km di distanza. \u00c8 quanto emerge in sintesi dal nuovo sondaggio Ipsos &#039;Rigenerare il futuro&#039; realizzato per la XIII edizione dell&#039;&#039;Ecoforum nazionale sull\u2019economia circolare&#039; di Legambiente, Kyoto Club, Nuova Ecologia e presentato oggi a Roma.\u00a0Sul fronte delle azioni politiche, serve un lavoro corale e di squadra da parte di governo e amministrazioni locali: quest\u2019ultime per il 35% degli intervistati devono snellire i processi autorizzativi. Bocciata, invece, la politica energetica pro fossili e nucleare del governo. Per il 65% del campione l\u2019Italia paga lo scotto di una forte dipendenza dal petrolio e dalle fonti fossili. Sui potenziali benefici del nucleare, per oltre il 50% degli intervistati l\u2019atomo non porter\u00e0 benefici immediati ma proiettati a lungo termine (tra i 10 e i 20 anni) non rispondendo cos\u00ec alle urgenze del presente per famiglie e imprese. Inoltre, la stragrande maggioranza del campione (66%), conferma di non volere centrali: il 32% non le vuole per niente, mentre il 34% le vuole oltre i 100 km di distanza.\u00a0A questi dati si aggiungono quelli sull\u2019economia circolare. In generale cresce la conoscenza dei cittadini sull\u2019economia circolare che passa dal 70% dello scorso anno all\u2019attuale 78%. Inoltre, per il 45% degli intervistati andrebbe valorizzato il primato Ue dell\u2019Italia, paese con la pi\u00f9 alta percentuale di riciclo dei rifiuti totali (urbani e speciali, pari al 92,6%). &quot;Un dato in generale importante, anche se non bisogna dimenticare che ad oggi l\u2019Italia &#8211; denuncia Legambiente &#8211; \u00e8 ancora lontana dal target del 65% di avvio al riciclo dei rifiuti urbani entro il 2035 dettato dalle normative europee e questo si traduce in una mancanza di materiali per far lavorare a regime gli impianti e in un inadeguato recupero di materie prime critiche strategiche&quot;.\u00a0\u201cIn un contesto globale caratterizzato da crisi climatica, guerre, instabilit\u00e0 geopolitica, crescita dei costi energetici e delle materie prime &#8211; dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente &#8211; \u00e8 importante che l\u2019Italia investa su politiche e investimenti che mettano al centro l&#039;obiettivo dell\u2019indipendenza dall&#039;estero, puntando su innovazione, fonti pulite ed economia circolare. Come emerge anche dal nostro sondaggio, in Italia c\u2019\u00e8 una maggioranza silenziosa che vuole che il paese imbocchi la via maestra tracciata da rinnovabili e circolarit\u00e0 per portare benefici ai territori, ridurre i costi e aumentare la competitivit\u00e0 del Paese. Le istituzioni nazionali, regionali e locali non devono farsi trascinare dagli slogan della minoranza rumorosa che non vuole gli impianti. \u00c8 fondamentale, a tal proposito, snellire gli iter autorizzativi degli impianti a fonti rinnovabili e istituire un\u2019unit\u00e0 di missione presso la Presidenza del Consiglio dei ministri per aumentare l\u2019approvvigionamento delle materie prime critiche da riciclo dei Raee\u201d.\u00a0\u201cOggi sembra di moda attaccare il Green Deal europeo come se fosse la causa delle crisi &#8211; economiche e sociali &#8211; e non invece una ricetta di concreta politica industriale mirata a tutelare e promuovere il nostro sistema. L\u2019economia circolare lo dimostra molto bene: chi ha investito su sostenibilit\u00e0 e uso efficiente delle risorse ha anche i migliori risultati in termini economici e occupazionali e contribuisce a far s\u00ec che l\u2019Italia sia leader in Europa sulla strada della circolarit\u00e0. Oggi, nel post Pnrr, una strada ancora pi\u00f9 obbligata per un Paese povero di materie prime come l\u2019Italia, se vogliamo tutelare la competitivit\u00e0 delle nostre imprese e ridurre le dipendenze in questa economia globalizzata\u201d, commenta Francesco Ferrante vicepresidente del Kyoto Club.\u00a0Tornando al sondaggio Ipsos, commissionato da Legambiente e Conou, altro tema importante riguarda quello della gestione dell\u2019olio minerale esausto. Dal sondaggio emerge che l\u201982% degli intervistati ritiene importanti e vantaggiosi raccolta e rigenerazione dell&#039;olio usato. Per quasi un cittadino su due, il vantaggio principale \u00e8 la &quot;riduzione dell&#039;inquinamento&quot;. Segue, a distanza, la consapevolezza del valore economico e strategico del recupero, con il 22% che indica il &quot;risparmio di petrolio e materie prime&quot;. \u201cGli italiani non immaginano che il loro Paese sia di gran lunga pi\u00f9 avanzato nella circolarit\u00e0 degli oli minerali anche di Europa e Stati Uniti. Dovrebbero invece sapere che ci\u00f2 accade perch\u00e9 la circolarit\u00e0 non \u00e8 affidata solo al libero mercato e al profitto, ma a un Consorzio che non ha fine di lucro che ogni mattina si sveglia e, pensando alla circolarit\u00e0, indica la via alle imprese della filiera\u201d, dichiara Riccardo Piunti, presidente del Conou.\u00a0<br \/>\n&#8212;economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Per contrastare la crisi climatica, ridurre la dipendenza dall\u2019estero e il costo della bolletta, e al tempo stesso fronteggiare la &#039;cooling poverty&#039;, la Penisola deve accelerare su rinnovabili, accumuli e reti. 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