{"id":21789,"date":"2026-07-04T15:48:00","date_gmt":"2026-07-04T15:48:00","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=21789"},"modified":"2026-07-04T15:48:00","modified_gmt":"2026-07-04T15:48:00","slug":"rita-pavone-se-morrissey-volesse-un-duetto-mi-inginocchierei-ultimo-il-difficile-e-restare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=21789","title":{"rendered":"Rita Pavone: &#8220;Se Morrissey volesse un duetto mi inginocchierei. Ultimo? Il difficile \u00e8 restare&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Oltre sessant\u2019anni di carriera, un repertorio infinito e una voglia di mettersi in gioco che non conosce et\u00e0. Stasera Rita Pavone sar\u00e0 protagonista all\u2019Arena Rubicone di Gatteo a Mare per La Milanesiana, la rassegna ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi, dove dialogher\u00e0 con il presidente della Nave di Teseo, Mario Andreose, nell\u2019incontro &#039;Un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro&#039;. In un&#039;intervista all&#039;AdnKronos la cantante, 81 anni ad agosto, ripercorre gli inizi che le hanno cambiato la vita, il lungo amore con Teddy Reno, il legame speciale con Morrissey e la sua idea di musica, soffermandosi anche sul futuro del Festival di Sanremo e sul ruolo degli artisti oggi. Tra i nomi che apprezza cita Ultimo, protagonista questa sera del concerto-record davanti a 250mila persone a Tor Vergata, ma lancia anche un messaggio che suona come un consiglio alla nuova generazione di artisti italiani: &quot;Arrivare \u00e8 facile, rimanere \u00e8 difficile, perch\u00e9 ti devi continuamente reinventare&quot;.\u00a0<br \/>\nQuesta sera alla Milanesiana si parler\u00e0 di passato, di futuro e del tuo percorso artistico attraverso oltre 60 anni tra musica, tv e spettacolo. Se ti guardi indietro, di che cosa vai pi\u00f9 fiera?<br \/>\n\u00a0&quot;Sono fiera di aver osato sempre a fare il passo pi\u00f9 lungo della gamba. E mi \u00e8 andata sempre molto bene, perch\u00e9 ho trovato intorno a me delle persone che ci credevano e mi davano cos\u00ec tanta fiducia. E io non potevo assolutamente deluderle. Allora mi sono trovata a fare cose che non avrei sospettato minimamente di riuscire a fare eche invece accadevano,  in maniera magnifica. Qualche volta \u00e8 l\u2019aiuto degli altri, l\u2019affetto degli altri, che ti permette di fare cose che forse non immagineresti mai di fare&quot;.\u00a0<br \/>\nNel tuo percorso c\u2019\u00e8 tanto di tuo, per\u00f2  questo affetto da parte di chi ti circondava ha fatto emergere tante altre qualit\u00e0&#8230;<br \/>\n\u00a0&quot;Perch\u00e9 io ho sempre amato l\u2019America,  quelli sanno fare di tutto. Nascono cantanti, poi diventano ballerini, imitatori, attori. E questo aspetto mi \u00e8 sempre piaciuto molto, perch\u00e9 ti d\u00e0 la possibilit\u00e0 di scoprire delle possibilit\u00e0 in te che magari non immagini di avere. Poi lo scopri, ci lavori duramente. Nel mio caso \u00e8 stato il canto, al quale per\u00f2 si sono accorpate un sacco di altre cose. \u00c8 come un piatto importante, un arrosto, per\u00f2 che ha il contorno&quot;.\u00a0<br \/>\nNel settembre del 1962  hai vinto il primo premio. Che ricordi hai di quel momento e degli anni che poi sono venuti?<br \/>\n\u00a0&quot;C\u2019\u00e8 una battuta che dice: &#039;Quando credi che tutto sia finito, sta cominciando tutto&#039;. Mia madre diceva che quello dello spettacolo era un ambiente brutto per una bambina. Allora disse a mio padre che lasciavo perdere. Lui, testone,  mi scrisse a quello che \u00e8 stato il talent iniziale italiano, &#039;Il Festival degli Sconosciuti&#039;, diretto da Teddy Reno, con l\u2019egida di &#039;Sorrisi e Canzoni&#039;, dove il premio era fare un disco per la Rca. Quando mamma lo scopr\u00ec ci fu una  discussione. Io mi sentivo un po\u2019 in colpa, perch\u00e9 stavo creando il primo grande attrito tra di loro. Pap\u00e0 disse: &#039;Bisogna andare a Roma e farle fare questo provino perch\u00e9 \u00e8 passata&#039;. Lei si infuri\u00f2 e rispose: &#039;Con quali soldi andiamo a Roma?&#039;. Pap\u00e0 rispose: &#039;Ma tu non hai messo da parte i soldi per comprare il frigorifero?&#039;. E mamma, poveretta, che aveva ancora la ghiacciaia, disse: &#039;Pensi soltanto a te stesso&#039;. Ci fu una litigata e pap\u00e0 smorz\u00f2 tutto con una frase lapidaria: &#039;Penso che la vita di nostra figlia valga almeno un frigorifero&#039;. Con questa benedizione partii ed l\u00ec cominci\u00f2 tutto&quot;.\u00a0<br \/>\nAnche la tua storia d\u2019amore con Teddy Reno ha fatto sognare generazioni. Siete sposati da quasi 60 anni. Ci avresti scommesso?<br \/>\n\u00a0&quot;Mi sono accorta che la persona che amavo era vicino a me da anni: non me ne ero accorta. Noi ci abbiamo molto creduto, abbiamo lottato contro tutto e tutti. Sembrava avessimo rapinato la Banca d\u2019Italia perch\u00e9 ci volevamo bene. Poi c\u2019era gente cattiva che ti faceva battute antipatiche: &#039;Una storia che durer\u00e0 il tempo di una canzone, tre minuti&#039;. Invece sono 58 anni che siamo sposati e io sono felice, siamo felici. Abbiamo vissuto in maniera divertente, ci siamo amati molto, ci siamo divertiti, abbiamo girato il mondo insieme&quot;.\u00a0<br \/>\nAdesso c\u2019\u00e8 anche un altro traguardo: la settimana prossima tuo marito compie 100 anni<br \/>\n\u00a0&quot;\u00c8 una bellissima data. Il geriatra mi ha detto che lui ha una tale forza che potrebbe arrivare anche a 105 anni&quot;.\u00a0<br \/>\nE come festeggiate?<br \/>\n\u00a0&quot;In famiglia, tranquillamente, con il figlio del primo matrimonio, il compagno, i nipoti, i miei figli. Facciamo una cosa in famiglia, che \u00e8 la cosa pi\u00f9 bella di tutte, perch\u00e9 \u00e8 una cosa che dobbiamo godere noi&quot;.\u00a0<br \/>\nIl nuovo direttore artistico di Sanremo, Stefano De Martino, ha detto che vorrebbe rendere il Festival sempre pi\u00f9 internazionale. Tu che hai vissuto epoche diverse della manifestazione, pensi sia la direzione giusta o si rischia di perderne l\u2019identit\u00e0?<br \/>\n\u00a0&quot;Io credo che bisognerebbe aggiornare le cose. Ad esempio, eviterei gli interventi. Mi piace l\u2019Eurovision perch\u00e9 praticamente ascolti tutte le canzoni. Da noi uno canta una canzone drammatica e poi arriva il comico. Gli artisti non devono arrivare all&#039;una di notte: ci deve essere equit\u00e0 per tutti. Io penso che De Martino abbia delle idee molto chiare. \u00c8 giovane e pu\u00f2 fare delle cose interessanti. Prima di tutto \u00e8 un musicista, suona il pianoforte magnificamente, canta molto bene, \u00e8 un ballerino completo. Pu\u00f2 darsi che dia una aggiustatina al tutto, che aggiusti il tiro e magari vengano fuori delle cose diverse che possono essere interessanti. Io mi ricordo sempre, e l\u2019ho amato tantissimo, quando facevano Sanremo con i cantanti stranieri che cantavano la stessa canzone degli artisti in gara. Era bellissimo, perch\u00e9 sentivi lo stesso brano ma interpretato in maniera diversa. Questa \u00e8 una cosa che bisognerebbe riprendere&quot;.\u00a0<br \/>\nSarebbe anche un\u2019apertura all\u2019estero e alle grandi star internazionali<br \/>\n\u00a0&quot;S\u00ec, le star internazionali che vengono a cantare sarebbe una delle cose pi\u00f9 belle&quot;.\u00a0<br \/>\nA proposito di star, tu ne hai incontrate tante, da Elvis ai Beach Boys. E poi sei anche la musa di Morrissey, che ti ha omaggiata nel suo concerto a Milano, nel marzo scorso<br \/>\n\u00a0&quot;Morrissey mi ha fatto morire (dice lasciandosi andare a una fragorosa risata, ndr). Quando a febbraio \u00e8 salito dalle scale del Fabrique, a Milano, ha aperto la porta e mi ha abbracciata come se ci conoscessimo da una vita. Poi mi ha dato il suo libro e ha scritto: &#039;Alla mia musa, Rita Pavone&#039;, con un cuore&quot;. \u00a0<br \/>\n&#039;Moz&#039; \u00e8 un tuo grande fan, ha raccontato di aver comprato il tuo disco &#039;Cuore&#039; quando aveva sei anni e di conservarlo ancora oggi<br \/>\n\u00a0&quot;In tutte le cose che lui fa, anche nel pre-show, mette molte volte dei miei brani degli Stati Uniti. Lui \u00e8 sempre stato un mio grande amico. Io sono rimasta folgorata perch\u00e9 non riuscivo mai a incontrarlo. Mi dicevano tutti: &#039;Ha un carattere\u2026&#039; Ma quale carattere? \u00c8 uno che si difende. \u00c8 stato molto bello perch\u00e9 quel giorno avevo la febbre ed ero a letto. Avevo parlato con degli amici che mi avevano detto: &#039;Te lo facciamo incontrare noi&#039;. Lui parla sempre di me nei suoi libri. Ha detto: &#039;Il giorno che morir\u00f2, nella mia bara voglio \u2018Heart\u2019&#039; di Rita Pavone\u2026 Il giorno del concerto pensavo non sarebbe successo niente. Ero a letto, mio figlio entra in camera e mi dice: &#039;Se vuoi vedere Morrissey ti devi svegliare subito&#039;. \u00c8 stato  bellissimo. Lui ha fatto un concerto strepitoso e mi ha omaggiata all\u2019inizio con &#039;La pappa col pomodoro&#039; ma in versione inglese: &#039;The Man Who Makes the Music&#039;. Mi sono divertita da morire&quot;.\u00a0\u00a0E un duetto insieme non salta fuori?<br \/>\n\u00a0&quot;Mah, non lo so. Se la vita vuole questa cosa io mi inginocchier\u00f2, per\u00f2 non pretendo niente. \u00c8 stato un incontro talmente bello che mi ha lasciato una grande gioia. Ho vissuto dei momenti di grande felicit\u00e0&quot;.\u00a0<br \/>\nTu non hai mai avuto paura di dire quello che pensi, anche a costo di suscitare polemiche. Mi ricordo, per esempio, quando commentasti il messaggio dei Pearl Jam in concerto a Roma che parlavano dei porti aperti&#8230;<br \/>\n\u00a0&quot;Io ho visto anche i Blur e un altro gruppo che durante un\u2019intervista televisiva hanno detto che \u00e8 errato parlare della politica di un Paese in cui non si vive. Allora quello che ho detto io \u00e8 la stessa cosa: \u00e8 errato parlare di qualcosa che non conosci. Tu non vivi la nostra realt\u00e0 e io non vivo la tua. Non puoi venire qui a dirci quello che dobbiamo fare, non lo trovo corretto. Poi su tutto il resto lasciamo stare. Io di artisti importanti ne ho conosciuti talmente tanti. Il 17 marzo del 1965 ero in cartellone negli Stati Uniti dopo Duke Ellington e prima di Ella Fitzgerald. Sono stata in cartellone con Frank Sinatra, con Cher. A me non importa nulla: pensino quello che vogliono. Per\u00f2 credo che ognuno abbia il diritto di esprimere una propria educata opinione. Io non ho detto niente di cattivo&quot;.\u00a0<br \/>\nEra una premessa per chiederti se condividi anche quanto sostiene Francesco De Gregori, cio\u00e8 che gli artisti non dovrebbero esprimersi dal palco su temi che esulano dalla musica<br \/>\n\u00a0&quot;Lo condivido e credo che sia giusto. Quando vai a fare un concerto, fai un concerto e hai un pubblico eterogeneo che magari la pensa in maniera diversa dalla tua oppure come te. Per quale motivo parlare di politica? Ne parlano fin troppo&quot;.\u00a0<br \/>\nStasera Ultimo si esibisce davanti a 250mila persone, facendo un record. Ci sono fan che sono arrivati dieci giorni prima. Tu che hai avuto successo da giovane, arrivare a 30 anni a radunare tutta questa gente in un solo concerto pu\u00f2 fare paura oltre che piacere?<br \/>\n\u00a0&quot;Se fossi una persona che si occupa di nuovi talenti direi questo: arrivare \u00e8 facile, rimanere \u00e8 difficile, perch\u00e9 ti devi continuamente reinventare. Spesso e volentieri, soprattutto nella discografia di oggi, \u00e8 difficile, perch\u00e9 non te lo fanno fare. &#039;Ha funzionato quel pezzo cos\u00ec? Ne facciamo un altro simile&#039;. Invece no. L\u2019artista deve crescere interiormente, perch\u00e9 gli anni passano e cambia il modo di vedere le cose. Ci sono questi momenti di grande successo e poi magari dopo quattro o cinque mesi non ti chiama pi\u00f9 nessuno. E quello diventa, per un ragazzo, un dramma. Per questo molte volte ci sono improvvisi crolli degli artisti. Bisogna camminare piano piano, avere la certezza che non puoi fare 300mila persone e poi avere cinque pezzi da cantare. Allora devi invitare qualcuno che canti con te e fare il duetto. Quando hai un repertorio di almeno quindici canzoni puoi cominciare a fare le cose. Ma questo non dipende dai ragazzi, dipende da chi hanno intorno. Quando mi dicono: &#039;Quando vai in scena sei tranquilla perch\u00e9 hai lavorato?&#039;. No, assolutamente. Perch\u00e9 prima, quando non eri nessuno, al massimo continuavi a essere nessuno. Ma quando sei arrivata, c&#039;\u00e8 un momento in cui devi per forza dimostrare che ci sei. Perch\u00e9 loro si aspettano questo. Allora diventa molto pi\u00f9 pesante con gli anni, perch\u00e9 prima non eri niente, ma male che va resti niente. Dopo invece da te si aspettano delle cose. Per questo non bisogna mai dare per scontato quello che scontato non \u00e8&quot;.\u00a0<br \/>\nC\u2019\u00e8 qualcuno della nuova generazione di artisti che segui con interesse?<br \/>\n\u00a0&quot;Mi piacciono Ultimo, Irama, Elodie, Arisa e anche Annalisa. Ci sono delle belle voci. Devono trovare intorno a loro persone che gli stiano vicine, perch\u00e9 il successo arriva ma qualche volta come arriva se ne va. Alcuni di loro hanno gi\u00e0 capito l\u2019andazzo e meritano il successo che hanno&quot;.\u00a0<br \/>\nDopo una carriera cos\u00ec ricca di esperienze e soddisfazioni, c\u2019\u00e8 ancora qualcosa che sogni di fare che non abbiamo visto di Rita Pavone?<br \/>\n\u00a0&quot;Ho fatto davvero di tutto tutto. Ho imitato, ho cantato, ho ballato, ho fatto di tutto. Ad agosto far\u00f2 81 anni e, nonostante ci\u00f2, io in scena ancora non me li sento&quot;. (di Federica Mochi)\u00a0<br \/>\n&#8212;spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Oltre sessant\u2019anni di carriera, un repertorio infinito e una voglia di mettersi in gioco che non conosce et\u00e0. 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