{"id":22790,"date":"2026-07-08T11:21:34","date_gmt":"2026-07-08T11:21:34","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=22790"},"modified":"2026-07-08T11:21:34","modified_gmt":"2026-07-08T11:21:34","slug":"addio-a-louise-lasser-seconda-moglie-di-woody-allen-e-sua-prima-musa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=22790","title":{"rendered":"Addio a Louise Lasser, seconda moglie di Woody Allen e sua prima musa"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Morta  Louise Lasser, seconda moglie di Woody Allen e attrice interprete capace di raccontare, con apparente semplicit\u00e0 e straordinaria sensibilit\u00e0, le nevrosi, le contraddizioni e le illusioni dell&#039;America contemporanea. Il decesso luned\u00ec 6 luglio all&#039;et\u00e0 di 87 anni per cause naturali nella sua abitazione dell&#039;Upper East Side di Manhattan. A dare la notizia \u00e8 stata la sua migliore amica, Susan Charlotte, come riportano i media americani. \u00a0Con il suo stile misurato, la voce pacata e una recitazione capace di fondere ironia, malinconia e vulnerabilit\u00e0, Louise Lasser \u00e8 stata una delle interpreti pi\u00f9 originali della sua generazione, sia intv che all cinema. Per il grande pubblico il suo nome rester\u00e0 indissolubilmente legato a due esperienze che hanno segnato la cultura popolare statunitense: il matrimonio con Woody Allen, del quale fu la prima protagonista femminile sul grande schermo, e soprattutto il ruolo di Mary Hartman nell&#039;omonima serie televisiva che rivoluzion\u00f2 il linguaggio della comicit\u00e0 negli anni Settanta.\u00a0Nata a New York l&#039;11 aprile 1939 da una famiglia di origini ebraiche, Louise Jane Lasser studi\u00f2 scienze politiche alla Brandeis University, nel Massachusetts. Ben presto, per\u00f2, la passione per il teatro ebbe la meglio sugli studi accademici. Dopo aver lasciato l&#039;universit\u00e0, torn\u00f2 a New York e inizi\u00f2 a studiare recitazione con il celebre maestro Sanford Meisner, esibendosi nei locali del Greenwich Village, cuore pulsante della scena artistica newyorkese. Fu proprio in quegli anni che conobbe Woody Allen, che aveva alle spalle un primo matrimonio. L&#039;incontro cambi\u00f2 la vita di entrambi. I due si sposarono il 2 febbraio 1966 e rimasero insieme fino al 1970, pur continuando a mantenere un rapporto di stima anche dopo il divorzio. Lasser avrebbe pi\u00f9 volte definito Allen &quot;la relazione pi\u00f9 importante&quot; della sua vita e un&#039;influenza decisiva sul proprio percorso artistico. \u00a0La loro collaborazione professionale coincise con gli esordi cinematografici del regista. Louise prest\u00f2 infatti la voce alla protagonista del bizzarro &quot;Che fai, rubi?&quot; 1966), esperimento comico in cui Allen trasform\u00f2 un film giapponese di spionaggio attraverso un doppiaggio completamente riscritto. Successivamente apparve in alcune delle opere pi\u00f9 celebri della prima fase della carriera del regista: &quot;Prendi i soldi e scappa&quot; (1969), &quot;Il dittatore dello stato libero di Bananas&quot; (1971) e &quot;Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso&#8230; ma non avete mai osato chiedere&quot; (1972). Partecip\u00f2 inoltre al cortometraggio &quot;Men of Crisis: The Harvey Wallinger Story&quot;.\u00a0Se il cinema le regal\u00f2 notoriet\u00e0, fu la televisione a consacrarla definitivamente. Nel 1976 arriv\u00f2 infatti il ruolo destinato a renderla un&#039;icona: Mary Hartman nella serie &quot;Mary Hartman, Mary Hartman&quot;, prodotta da Norman Lear. Il programma rappresent\u00f2 una vera rivoluzione per la televisione americana. Distribuito in syndication e trasmesso cinque sere alla settimana \u2013 una formula praticamente inedita per l&#039;epoca \u2013 proponeva una sofisticata parodia delle soap opera tradizionali, utilizzandole come strumento per criticare il consumismo, il conformismo e le contraddizioni della societ\u00e0 statunitense. Lasser interpretava una casalinga apparentemente ingenua dell&#039;Ohio, con le immancabili trecce, il colletto bianco e il grembiule azzurro, ossessionata da problemi quotidiani apparentemente insignificanti, come le cene surgelate o la cera accumulata sul pavimento di casa. Dietro quella normalit\u00e0, per\u00f2, si nascondeva un universo inquietante in cui convivevano adulteri, omosessualit\u00e0, malattie sessualmente trasmissibili, culti religiosi, serial killer, esibizionismo e persino fenomeni Ufo. Attraverso un&#039;interpretazione volutamente sobria e quasi impassibile, Louise Lasser riusc\u00ec a trasformare Mary in uno dei personaggi pi\u00f9 innovativi della televisione americana. La sua disperazione silenziosa cresceva episodio dopo episodio, fino al celebre crollo psicologico che concluse la prima stagione, una scena rimasta nella memoria collettiva e considerata uno dei momenti pi\u00f9 significativi della storia della serialit\u00e0 televisiva.\u00a0Nel corso di un&#039;intervista del 2013, l&#039;attrice spieg\u00f2 di aver sempre considerato &quot;Mary Hartman, Mary Hartman&quot; non una serie &quot;in anticipo sui tempi&quot;, come spesso veniva definita, ma semplicemente uno specchio perfetto della societ\u00e0 americana di quegli anni. Una riflessione che sintetizza bene il valore culturale di un&#039;opera capace di affrontare temi tab\u00f9 con leggerezza e intelligenza, anticipando molte delle produzioni satiriche moderne. La popolarit\u00e0 della serie le valse anche una candidatura agli Emmy Awards nel 1976, in una categoria speciale istituita proprio per riconoscere l&#039;eccezionalit\u00e0 di un programma difficile da classificare secondo gli schemi tradizionali della televisione.\u00a0La carriera di Louise Lasser prosegu\u00ec con numerose apparizioni sul piccolo e grande schermo. Partecip\u00f2 a serie di successo come &quot;The Mary Tyler Moore Show&quot;, &quot;The Bob Newhart Show&quot;, &quot;Taxi&quot;, &quot;It&#039;s a Living&quot; e, molti anni pi\u00f9 tardi, interpret\u00f2 un&#039;artista con tendenze suicide nella serie &quot;Girls&quot;, conquistando anche una nuova generazione di spettatori. Sul grande schermo recit\u00f2 in film come &quot;L&#039;inseguito&quot;, &quot;Frate Ambrogio&quot;, L&#039;inseguito (Slither), regia di Howard Zieff (1973), &quot;I due criminali pi\u00f9 pazzi del mondo&quot;, &quot;Blood Rage&quot;, &quot;Brusco risveglio&quot;, &quot;Frankenhooker&quot;, &quot;Happiness &#8211; Felicit\u00e0&quot;, &quot;Mystery Men&quot;, &quot;Requiem for a Dream&quot;, &quot;Fast Food, Fast Women&quot; e &quot;National Lampoon&#039;s Gold Diggers&quot;. Nel 1978 scrisse e interpret\u00f2 anche il film televisivo &quot;Just Me and You&quot; accanto a Charles Grodin, dimostrando talento anche come sceneggiatrice.\u00a0La sua esistenza non fu priva di momenti difficili. Nel 1976 venne arrestata dopo il ritrovamento di una modesta quantit\u00e0 di cocaina nella sua borsa. L&#039;attrice sostenne che la sostanza le era stata regalata mesi prima da un ammiratore e di non averne mai fatto uso. Nello stesso periodo fece discutere la sua partecipazione come conduttrice al finale della prima stagione del &quot;Saturday Night Live&quot;: il suo comportamento, giudicato imprevedibile e probabilmente aggravato da problemi legati all&#039;abuso di sostanze e all&#039;ansia, spinse il produttore Lorne Michaels a non invitarla pi\u00f9 come presentatrice.\u00a0Anche quelle fragilit\u00e0, tuttavia, finirono per alimentare il suo lavoro artistico. Fu proprio Louise Lasser a proporre che il personaggio di Mary Hartman attraversasse un esaurimento nervoso nella serie. In seguito raccont\u00f2 che interpretare quella crisi ebbe per lei un effetto quasi terapeutico, permettendole di dare forma alle proprie inquietudini interiori attraverso la recitazione.\u00a0Riservata, lontana dalle logiche dello star system e spesso sottovalutata rispetto ad altre attrici della sua generazione, Louise Lasser ha costruito una carriera originale, segnata da personaggi anticonvenzionali e da una comicit\u00e0 sottile, mai urlata. La sua interpretazione di Mary Hartman rimane uno dei punti pi\u00f9 alti della televisione americana del Novecento e continua a essere studiata come esempio di satira sociale e innovazione narrativa. Non si spos\u00f2 mai pi\u00f9 dopo il divorzio da Woody Allen. Negli ultimi anni viveva a Manhattan insieme al compagno Michael Citriniti. (di Paolo Martini)\u00a0<br \/>\n&#8212;spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Morta Louise Lasser, seconda moglie di Woody Allen e attrice interprete capace di raccontare, con apparente semplicit\u00e0 e straordinaria sensibilit\u00e0, le nevrosi, le contraddizioni e le illusioni dell&#039;America contemporanea. 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