{"id":22840,"date":"2026-07-08T12:54:35","date_gmt":"2026-07-08T12:54:35","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=22840"},"modified":"2026-07-08T12:54:35","modified_gmt":"2026-07-08T12:54:35","slug":"pai-distrettuali-aubac-nuovi-strumenti-per-prevenzione-sicurezza-e-sviluppo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=22840","title":{"rendered":"Pai distrettuali Aubac, nuovi strumenti per prevenzione, sicurezza e sviluppo"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Si \u00e8 svolto oggi, presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, l\u2019incontro &#039;Pai distrettuali Aubac. Prevenzione, salvaguardie e attuazione&#039;, dedicato alla presentazione dei nuovi Piani di Assetto Idrogeologico dell\u2019Autorit\u00e0 di bacino distrettuale dell\u2019Appennino centrale. I Pai sono gli strumenti che individuano le aree esposte a rischio di alluvioni e di frane e stabiliscono le regole per l\u2019uso del territorio in quelle aree.\u00a0L\u2019iniziativa &#8211; spiega Aubac in una nota &#8211; ha fatto seguito alla conclusione del processo di adozione dei due Piani. Con deliberazioni n. 67 e n. 68 del 26 maggio 2026, la Conferenza Istituzionale Permanente dell\u2019Autorit\u00e0 ha infatti adottato definitivamente il Pai distrettuale idraulico e il Pai distrettuale frane, unitamente alle relative misure di salvaguardia. Gli avvisi delle avvenute adozioni sono stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 127 del 4 giugno 2026, determinando l\u2019immediata operativit\u00e0 delle misure di salvaguardia ai sensi dell\u2019articolo 65, comma 7, del decreto legislativo n. 152\/2006, nelle more dell\u2019approvazione dei Piani con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.\u00a0I nuovi Pai distrettuali segnano un passaggio decisivo nel processo di costruzione di una pianificazione unitaria del rischio idrogeologico alla scala dell\u2019Appennino centrale, un territorio di oltre 42mila chilometri quadrati, che interessa 7 Regioni, 22 Province, 901 Comuni e una popolazione di circa 9 milioni di abitanti. Essi superano la precedente frammentazione derivante dalla compresenza di 9 Pai previgenti, formatisi in tempi diversi e caratterizzati da apparati conoscitivi, cartografici e normativi non omogenei.\u00a0I due Pai sono il risultato di un articolato percorso istruttorio, partecipativo e istituzionale che, dopo l\u2019adozione dei Progetti di Piano del 31 luglio 2025, ha visto lo svolgimento di 90 giorni di consultazione pubblica, delle conferenze programmatiche di tutte e 7 le Regioni del distretto, del confronto tecnico con le Regioni, degli incontri bilaterali con le amministrazioni regionali, dell\u2019esame della Segreteria Tecnico-Operativa e del parere della Conferenza Operativa. \u00a0\u201cCon questi Pai non adottiamo soltanto due strumenti di pianificazione. Mettiamo a disposizione del Paese e dei territori una base comune di conoscenza, regole e responsabilit\u00e0 per governare il rischio e orientare meglio lo sviluppo &#8211; ha dichiarato Marco Casini, segretario generale dell\u2019Autorit\u00e0 di bacino distrettuale dell\u2019Appennino centrale &#8211; Senza sicurezza non c\u2019\u00e8 sviluppo: un territorio fragile, esposto e non governato non pu\u00f2 attrarre investimenti, non pu\u00f2 garantire continuit\u00e0 alle infrastrutture e alle attivit\u00e0 produttive, non pu\u00f2 proteggere davvero le comunit\u00e0\u201d.\u00a0Il Pai distrettuale idraulico riguarda la gestione del rischio idraulico da alluvioni e disciplina, tra l\u2019altro, le fasce di pericolosit\u00e0, il reticolo idrografico, le aree a rischio, gli interventi di mitigazione e il raccordo con le competenze dell\u2019Autorit\u00e0 idraulica competente. Il Pai distrettuale frane riguarda invece la gestione del rischio da dissesti geomorfologici e introduce un quadro armonizzato per la classificazione della pericolosit\u00e0 e del rischio da frana, la disciplina delle aree a diversa pericolosit\u00e0 e le procedure di aggiornamento del quadro conoscitivo.\u00a0\u201cIl punto non \u00e8 soltanto avere nuove regole &#8211; ha proseguito Casini &#8211; Il punto \u00e8 avere finalmente un quadro distrettuale unitario, omogeneo e leggibile, capace di aiutare Regioni, Comuni, professionisti, operatori e cittadini a comprendere meglio dove il territorio \u00e8 pi\u00f9 fragile, quali trasformazioni sono compatibili, quali interventi devono essere programmati e quali scelte possono sostenere uno sviluppo pi\u00f9 sicuro, ordinato e duraturo. Il Pai non \u00e8 una carta dei vincoli. \u00c8 una infrastruttura pubblica di conoscenza, prevenzione e governo del territorio. Serve a orientare le scelte urbanistiche, rafforzare la protezione civile, sostenere la ricostruzione nei territori fragili, indirizzare la manutenzione del reticolo idraulico e definire le priorit\u00e0 degli interventi. Non \u00e8 uno strumento contro lo sviluppo, ma una condizione per uno sviluppo pi\u00f9 sicuro, pi\u00f9 consapevole e pi\u00f9 sostenibile\u201d.\u00a0Con la presentazione di oggi si apre ora la fase dell\u2019attuazione e dell\u2019accompagnamento dei territori. Aubac &#8211; conclude la nota &#8211; proseguir\u00e0 il lavoro con Regioni, Comuni, amministrazioni competenti e soggetti tecnici per favorire la corretta applicazione delle nuove disposizioni, l\u2019aggiornamento dinamico dei quadri conoscitivi e il pieno raccordo tra pianificazione di bacino, governo del territorio, protezione civile, programmazione degli interventi e sviluppo sicuro e sostenibile dei territori.\u00a0<br \/>\n&#8212;economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Si \u00e8 svolto oggi, presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, l\u2019incontro &#039;Pai distrettuali Aubac. 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