{"id":23010,"date":"2026-07-08T16:57:00","date_gmt":"2026-07-08T16:57:00","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=23010"},"modified":"2026-07-08T16:57:00","modified_gmt":"2026-07-08T16:57:00","slug":"gioco-legale-lurgenza-del-riordino-senza-nuove-regole-crescono-incertezza-sommerso-e-rischi-per-lerario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=23010","title":{"rendered":"Gioco legale, l&#8217;urgenza del riordino. &#8220;Senza nuove regole crescono incertezza, sommerso e rischi per l\u2019erario&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Sommario: Il mercato italiano del gioco pubblico resta uno dei principali in Europa, con 21,6 miliardi nel 2025 e 11,5 miliardi di entrate erariali. Ma il settore fisico vive da anni in un regime di proroghe, norme locali frammentate e concessioni scadute o rinviate. Dopo il riordino dell\u2019online, il nodo \u00e8 ora la rete retail: senza una disciplina organica il rischio \u00e8 indebolire il presidio legale, favorire l\u2019offerta illegale e compromettere investimenti, occupazione e gettito.\u00a0Il riordino del gioco pubblico non \u00e8 pi\u00f9 soltanto una questione tecnica, n\u00e9 un dossier settoriale confinato al rapporto tra Stato, concessionari e rete distributiva. \u00c8 diventato uno snodo di politica industriale, fiscale e di legalit\u00e0. Il mercato italiano del gioco legale \u00e8 cresciuto negli anni fino a diventare uno dei principali in Europa, un comparto capace di generare entrate stabili per lo Stato e, al tempo stesso, di svolgere una funzione di presidio rispetto all\u2019offerta illegale. Ma proprio questa funzione rischia di indebolirsi se il processo di riordino del settore fisico dovesse subire un nuovo rinvio.\u00a0I numeri spiegano la dimensione del tema. Nel 2025 il Ggr, cio\u00e8 la spesa effettiva dei giocatori al netto delle vincite restituite, ha raggiunto i 21,6 miliardi di euro. \u00c8 questo l\u2019indicatore pi\u00f9 corretto per misurare il mercato, perch\u00e9 consente di distinguere la raccolta complessiva dalle somme effettivamente trattenute dal sistema e poi ripartite tra prelievo fiscale e filiera. Nello stesso anno il settore ha generato 11,5 miliardi di entrate erariali, pari all\u20191,8% del totale delle entrate tributarie dello Stato. Una voce non marginale, dunque, ma un flusso stabile di risorse pubbliche negli anni. \u00a0Il mercato, per\u00f2, \u00e8 cambiato pi\u00f9 rapidamente delle regole. L\u2019online continua a crescere: nel 2025 il Ggr del canale digitale \u00e8 aumentato dell\u201911% rispetto all\u2019anno precedente, mentre il retail \u00e8 rimasto sostanzialmente stabile, con una lieve flessione del 2%. Il dato conferma che il settore non \u00e8 in contrazione, ma in trasformazione: cambia il peso dei canali, cambia la domanda, cambia la tecnologia, cambiano le modalit\u00e0 con cui i consumatori entrano in contatto con l\u2019offerta.\u00a0Il problema \u00e8 che questa evoluzione convive con un quadro normativo che, soprattutto per la rete fisica, resta ancorato a un impianto nato in un\u2019altra fase storica. Dopo una prima centralizzazione delle regole e della gestione delle concessioni, negli ultimi dieci anni il settore ha visto crescere una stratificazione di norme regionali e regolamenti comunali. Interventi spesso motivati da esigenze di salute pubblica, ma adottati in modo disomogeneo sul territorio, soprattutto su distanze dai luoghi sensibili e limiti orari. Il risultato \u00e8 una mappa normativa frammentata, nella quale la disciplina nazionale \u00e8 stata progressivamente integrata, superata o resa pi\u00f9 complessa da regole locali diverse tra loro. \u00a0Questa frammentazione non produce soltanto incertezza per gli operatori. Ha effetti diretti sulla possibilit\u00e0 stessa di programmare la rete e indire nuove gare. Senza una cornice nazionale chiara, diventa difficile stabilire dove e come possa operare la rete legale del gioco pubblico. \u00a0Da qui nasce il ricorso ormai strutturale alle proroghe. In assenza di un riordino organico, il legislatore \u00e8 stato costretto per anni a tenere in vita il sistema attraverso rinvii successivi. Scommesse e bingo sono in proroga da oltre dieci anni, mentre la concessione degli apparecchi \u00e8 scaduta nel 2022. La Legge di Bilancio 2023 ha allineato il regime delle proroghe per le principali tipologie di gioco retail fino al 31 dicembre 2024; la Legge di Bilancio 2025 le ha poi estese fino al 31 dicembre 2026. \u00c8 una soluzione che ha consentito la continuit\u00e0 del servizio pubblico, ma che non pu\u00f2 diventare un assetto permanente. \u00a0Il contrasto con quanto avvenuto per il gioco a distanza \u00e8 evidente. Il Governo, nell\u2019ambito della delega al Mef, ha gi\u00e0 approvato il decreto legislativo n. 41 del 25 marzo 2024, che ha riordinato la disciplina dei giochi pubblici online. Nel 2025 si \u00e8 svolta la gara per le nuove concessioni a distanza, con 52 operatori aderenti e un versamento di 7 milioni di euro per concessione. Le nuove concessioni online sono operative dal 13 maggio 2026. Il settore digitale, dunque, \u00e8 entrato in una fase regolatoria nuova. La rete fisica, invece, resta in attesa.\u00a0\u00c8 proprio questa asimmetria a rendere urgente il riordino secondo Agic. Il gioco fisico continua a rappresentare la parte principale del mercato: nel 2025 vale circa 16 miliardi di Ggr, contro 5,6 miliardi dell\u2019online. Non \u00e8 un residuo del passato, ma un pezzo ancora centrale del sistema. La rete retail comprende scommesse, apparecchi da intrattenimento, Awp (amusement with prizes) e Vlt (videolottery), bingo, punti vendita e operatori distribuiti sul territorio. Secondo Agic, l\u2019associazione che riunisce Brightstar Lottery, Eurobet, Lottomatica, Flutter Southern Europe &amp; Africa e, come socio aggregato, bet365, il comparto rappresenta circa 7.000 occupati diretti e una rete complessiva di circa 70.000 punti vendita, oltre ad altre migliaia di impiegati nell&#039;indotto.\u00a0Rinviare ancora significherebbe lasciare questa infrastruttura in una condizione di precariet\u00e0 regolatoria. Una precariet\u00e0 che si scarica sulle imprese, sulla rete, sugli investimenti e sulla capacit\u00e0 dello Stato di governare il mercato. Le aziende del comparto sono ormai multinazionali quotate, che non vivono solo la concorrenza nel settore, ma anche la concorrenza dei singoli paesi in cui ciascuna azienda \u00e8 operativa. In poche parole: se l&#039;Italia va avanti senza nuove concessioni ma con proroghe di sei mesi o un anno, e dunque \u00e8 impossibile programmare investimenti a medio e lungo termine, le aziende al loro interno preferiranno puntare su altri paesi con maggiore certezza regolatoria.\u00a0\u00a0Uno dei nodi principali \u00e8 il cosiddetto \u201cdistanziometro\u201d. Introdotto in modo diverso dalle Regioni, \u00e8 nato con l\u2019obiettivo di proteggere i soggetti pi\u00f9 vulnerabili e ridurre il rischio di gioco problematico. Eppure l\u2019applicazione differenziata delle distanze non ha prodotto effetti positivi nella lotta al gioco patologico, mentre ha contribuito alla chiusura di punti vendita e allo spostamento dell\u2019offerta legale dai centri abitati verso le periferie. Questo spostamento pu\u00f2 avere conseguenze sulla sicurezza pubblica, sui livelli occupazionali e sul gettito, oltre a rendere meno visibile e meno controllabile la rete autorizzata. \u00a0Il punto \u00e8 delicato: una regolazione efficace non coincide necessariamente con una regolazione pi\u00f9 restrittiva. Se le regole rendono il mercato legale meno accessibile, meno competitivo o meno capace di intercettare la domanda, una quota di consumatori pu\u00f2 spostarsi verso l\u2019offerta illegale. Ed \u00e8 qui che il ritardo del riordino diventa un rischio pubblico. Il mercato illegale non paga imposte, non rispetta obblighi di identificazione, non applica strumenti di prevenzione, non tutela i minori, non monitora comportamenti compulsivi e pu\u00f2 offrire payout pi\u00f9 elevati proprio perch\u00e9 non sostiene i costi fiscali e di compliance del mercato regolato.\u00a0Una ricerca della societ\u00e0 Mdf Partners definisce la competitivit\u00e0 del mercato regolato come la prima difesa contro il gioco illegale. Il cosiddetto \u201cblack hole\u201d del gioco illegale, secondo una stima Federconsumatori richiamata nello studio, vale circa 4 miliardi di euro. L\u2019offerta illegale pu\u00f2 contare su prodotti pi\u00f9 ampi, quote pi\u00f9 aggressive, payout pi\u00f9 elevati, sistemi di pagamento flessibili, incluse le criptovalute, una percezione di maggiore discrezione e canali di marketing che si muovono spesso su social network e siti di streaming, difficili da aggredire per gli operatori legali anche a causa delle restrizioni pubblicitarie. \u00a0Il paradosso \u00e8 evidente: pi\u00f9 il mercato regolato viene irrigidito o lasciato nell\u2019incertezza, pi\u00f9 il mercato illegale pu\u00f2 apparire competitivo agli occhi di alcuni giocatori. \u00a0A livello europeo, la qualit\u00e0 della regolazione \u00e8 uno degli elementi che incidono sulla capacit\u00e0 di canalizzazione, cio\u00e8 sulla quota di spesa intercettata dall\u2019offerta legale. Lo studio Mdf Partners mostra che dove la regolazione riesce a bilanciare completezza dell\u2019offerta, fiscalit\u00e0, regole pubblicitarie e misure di gioco responsabile, tende a crescere la quota di mercato che resta nel circuito legale.\u00a0<br \/>\n&#8212;economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Sommario: Il mercato italiano del gioco pubblico resta uno dei principali in Europa, con 21,6 miliardi nel 2025 e 11,5 miliardi di entrate erariali. 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