{"id":23187,"date":"2026-07-09T12:56:17","date_gmt":"2026-07-09T12:56:17","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=23187"},"modified":"2026-07-09T12:56:17","modified_gmt":"2026-07-09T12:56:17","slug":"steatosi-epatica-per-25-italiani-studio-integratore-con-alghe-utile-in-50-casi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=23187","title":{"rendered":"Steatosi epatica per 25% italiani, studio \u2018integratore con alghe utile in 50% casi\u2019"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; La nutraceutica, insieme a una dieta mediterranea ipocalorica, pu\u00f2 contrastare la steatosi epatica. \u201cSono sufficienti 6 mesi di trattamento con l\u2019integratore a base di alghe brune Gdue, per ottenere una riduzione del peso e della massa grassa, un aumento del colesterolo \u2018buono\u2019 Hdl e, soprattutto, una diminuzione dei livelli di grasso nel fegato\u201d. E\u2019 quanto emerso da uno studio italiano presentato, nelle scorse settimane, a Bologna, al congresso nazionale Sinut-Societ\u00e0 italiana di nutraceutica. Il trial clinico randomizzato, in doppio cieco, \u00e8 stato condotto su 112 persone trattate con dieta ipocalorica, supplementazione con Gdue, o placebo. Dopo 24 settimane &#8211; informa una nota &#8211; un paziente su 2 non presentava pi\u00f9 una steatosi di grado moderato-severo, un risultato significativamente migliore rispetto al gruppo di controllo che ha assunto il placebo, che ha confermato dati gi\u00e0 osservati in studi su animali. Il nutraceutico \u00e8 stato ben tollerato, senza particolari problemi di sicurezza emersi durante l\u2019intera ricerca. \u00a0Lo studio \u00e8 stato condotto dal team di Livia Pisciotta, professoressa ordinaria di Scienze dell\u2019Alimentazione dell\u2019Universit\u00e0 di Genova e direttrice della Scuola di Specializzazione, in collaborazione con la Clinica Gastroenterologica dell\u2019Universit\u00e0 di Genova diretta da Edoardo Giannini, professore del dipartimento di Medicina interna, Irccs-Aom Policlinico San Martino del capoluogo ligure. \u00a0 \u201cIl fegato grasso legato ai disturbi metabolici \u00e8 oggi una delle malattie croniche epatiche pi\u00f9 diffuse &#8211; spiega Pisciotta &#8211; Colpisce il 25% della popolazione italiana e rappresenta ormai un importante problema di salute pubblica e interessa sempre pi\u00f9 persone. Ci\u00f2 \u00e8 dovuto soprattutto alla costante crescita tra la popolazione del grave eccesso di peso, della sindrome metabolica e dell\u2019iperglicemia. Si calcola, per esempio, che la prevalenza della steatosi epatica sale fino al 70-80% tra i pazienti obesi o fra quelli colpiti da diabete mellito di tipo 2. Oggi sappiamo che non riguarda solo il fegato ma si tratta di una manifestazione di un&#039;alterazione metabolica che coinvolge tutto l&#039;organismo, oggi definita Masld, malattia epatica steatosi associata a disfunzione metabolica. Insulino-resistenza, sovrappeso e accumulo di grasso &#8211; chiarisce &#8211; favoriscono il deposito di lipidi anche a livello epatico\u201d.\u00a0\u00a0La modifica dello stile di vita \u201cresta il cardine terapeutico &#8211; sottolinea Pisciotta &#8211; tuttavia, l\u2019aderenza a lungo termine \u00e8 spesso difficile. Esiste un bisogno medico in larga parte insoddisfatto e intervenire solo su alimentazione o sedentariet\u00e0 pu\u00f2 non bastare. Troppi pazienti non raggiungono o non mantengono un calo di peso clinicamente significativo per impattare positivamente sulla patologia epatica. Di recente &#8211; puntualizza &#8211; sono stati approvati farmaci che agiscono riducendo la steatosi, spegnendo l&#039;infiammazione e migliorando il danno epatico. Sono per\u00f2 indicati solo per quei pazienti con forme pi\u00f9 avanzate della malattia, come la fibrosi epatica da moderata a severa. Quindi pu\u00f2 essere molto utile, per le forme meno gravi di fegato grasso, ricorrere ad un trattamento efficace e ben tollerato come Gdue\u201d. \u00a0 La steatosi epatica non alcolica \u201c\u00e8 una condizione clinica che pu\u00f2 diventare molto pericolosa &#8211; illustra Pisciotta &#8211; \u00c8 asintomatica nelle fasi iniziali e quasi sempre viene diagnosticata per caso o quando \u00e8 troppo tardi. Inoltre, \u00e8 una delle principali cause nei Paesi Occidentali di tumore del fegato. Il trattamento di prima linea resta la dieta ipocalorica, come quella mediterranea, associata ad una costante attivit\u00e0 fisica. Un calo ponderale del 5% circa si associa gi\u00e0 a una riduzione del grasso epatico, mentre una diminuzione del 7-10% o superiore pu\u00f2 portare benefici metabolici e istologici pi\u00f9 ampi. Nutraceutici, come Gdue, presentano grandi potenzialit\u00e0 e sono un valido strumento di supporto nel contrasto alla malattia epatica. I risultati del trial clinico con Gdue, presentati al meeting di Bologna sono assai incoraggianti. Ora &#8211; conclude &#8211; sono necessari ulteriori studi, su popolazioni pi\u00f9 ampie e con un follow-up pi\u00f9 lungo, per confermare questi benefici e meglio definirne il ruolo nella pratica clinica\u201d.\u00a0<br \/>\n&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; La nutraceutica, insieme a una dieta mediterranea ipocalorica, pu\u00f2 contrastare la steatosi epatica. \u201cSono sufficienti 6 mesi di trattamento con l\u2019integratore a base di alghe brune Gdue, per ottenere una riduzione del&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":23188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[2,3],"class_list":["post-23187","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","tag-adnkronos","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23187","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=23187"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23187\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23241,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23187\/revisions\/23241"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/23188"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=23187"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=23187"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=23187"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}