{"id":23290,"date":"2026-07-09T16:29:20","date_gmt":"2026-07-09T16:29:20","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=23290"},"modified":"2026-07-09T16:29:20","modified_gmt":"2026-07-09T16:29:20","slug":"sla-e-malattie-neuromuscolari-regione-marche-incontra-il-modello-nemo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=23290","title":{"rendered":"Sla e malattie neuromuscolari, Regione Marche incontra il modello Nemo"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; C&#039;\u00e8 una sanit\u00e0 che si misura nel numero delle prestazioni erogate e una sanit\u00e0 che si misura nella capacit\u00e0 di tenere insieme persone, professionisti, ricerca, ospedale e territorio. Il Centro Clinico Nemo di Ancona nasce da questa seconda idea. Non \u00e8 soltanto un luogo di cura dedicato alle persone con Sla-Sclerosi alterale amiotrofica e malattie neuromuscolari: \u00e8 un modello organizzativo che trasforma la presa in cura della fragilit\u00e0 in valore per l&#039;intero Servizio sanitario regionale. \u00c8 questo il significato della visita dell&#039;assessore alla Sanit\u00e0 della Regione Marche Paolo Calcinaro, oggi, al Centro clinico Nemo di Ancona. Il percorso \u00e8 pensato non per presentare un reparto &#8211; precisa la nota &#8211; ma per mostrare come la multidisciplinariet\u00e0 possa diventare organizzazione sanitaria. Qui neurologi, pneumologi, fisiatri, infermieri, terapisti, psicologi e professionisti della riabilitazione lavorano come un&#039;unica \u00e9quipe, costruendo insieme un progetto di vita che accompagna la persona ben oltre il tempo del ricovero. \u00c8 la stessa direzione indicata dalla Regione Marche e di cui il Centro clinico Nemo rappresenta un&#039;esperienza concreta nella pratica quotidiana, facendo della complessit\u00e0 non un limite, ma un elemento di qualit\u00e0 dell&#039;assistenza.\u00a0\u201cEntrare al Centro clinico Nemo &#8211; spiega Calcinaro &#8211; significa incontrare una realt\u00e0 in cui la presa in carico multidisciplinare non \u00e8 un principio teorico, ma una pratica quotidiana. Qui si ritrovano molti degli elementi sui quali la Regione Marche sta orientando il proprio impegno: la valorizzazione dei professionisti, l&#039;integrazione tra ospedale e territorio, l&#039;innovazione, la ricerca e la capacit\u00e0 di costruire percorsi di cura attorno alla persona. \u00c8 un modello che contribuisce a rafforzare l&#039;intero Servizio sanitario regionale e che rappresenta un patrimonio importante per la nostra comunit\u00e0\u201d.\u00a0Per il direttore generale dell&#039;Aou delle Marche, Armando Gozzini, \u201cil Centro clinico Nemo \u00e8 parte integrante dell&#039;Azienda ospedaliero universitaria delle Marche e del suo progetto assistenziale. La collaborazione costruita in questi anni dimostra che, quando competenze diverse lavorano insieme, cresce l&#039;intero ospedale e cresce la qualit\u00e0 dell&#039;assistenza offerta ai cittadini. Il Nemo \u00e8 un esempio concreto di come l&#039;integrazione tra competenze, ricerca e organizzazione possa rafforzare il Servizio sanitario regionale e offrire risposte sempre pi\u00f9 efficaci alle persone con bisogni assistenziali complessi\u201d.\u00a0\u00a0Tale valore trova conferma anche nei risultati raggiunti. Dall&#039;apertura del Centro, nel marzo 2022, sono state prese in carico 1.072 persone, effettuati 688 ricoveri ordinari e 539 Day Hospital, con una mobilit\u00e0 attiva pari a circa il 20%, a conferma del ruolo del Nemo quale riferimento interregionale per la presa in cura delle malattie neuromuscolari. Accanto all&#039;attivit\u00e0 assistenziale, il Centro partecipa a studi clinici multicentrici e garantisce l&#039;accesso alle terapie pi\u00f9 innovative, permettendo alle persone di ricevere trattamenti avanzati senza dover lasciare la propria regione. \u00a0\u201cI Centri Clinici Nemo non sono nati per costruire un nuovo reparto, ma per cambiare il modo di prendersi cura delle persone con malattie neuromuscolari\u201d, sottolinea Alberto Fontana, ideatore del modello dei Centri clinici Nemo. \u201cAd Ancona questo modello \u00e8 diventato patrimonio della comunit\u00e0 marchigiana perch\u00e9 istituzioni, ospedale, professionisti, universit\u00e0 e associazioni hanno scelto di costruirlo insieme. Quando la fragilit\u00e0 smette di essere un problema di qualcuno e diventa una responsabilit\u00e0 condivisa, allora la cura diventa davvero sistema\u201d, aggiunge.\u00a0All\u2019evento &#8211; riferisce la nota &#8211; erano presenti anche il direttore generale dei Centri clinici Nemo, Paolo Lamperti, la responsabile clinica Michela Coccia e l&#039;\u00e9quipe multidisciplinare del Centro, la visita ha attraversato i luoghi della presa in cura: gli ambulatori, il Day Hospital dedicato alle terapie innovative, le stanze di degenza, la palestra riabilitativa e gli spazi dedicati alla ricerca clinica. A suggellare il percorso \u00e8 stata la consegna all&#039;assessore del \u2018Patto della comunit\u00e0\u2019, il documento con cui l\u2019Associazione italiana sclerosi multipla (Aisla) Marche, Famiglie Sma, Fondazione Paladini e Uildm hanno affidato simbolicamente alle istituzioni 4 parole &#8211; fiducia, futuro, territorio e comunit\u00e0 &#8211; riconoscendole come i valori che hanno trasformato il Centro clinico Nemo di Ancona in un patrimonio della sanit\u00e0 marchigiana. Un gesto simbolico con cui la comunit\u00e0 del Nemo ha affidato alle istituzioni ci\u00f2 che considera pi\u00f9 prezioso da custodire. Perch\u00e9 ci sono luoghi che si visitano e luoghi che, da quel momento, chiedono di essere custoditi. Il Centro clinico Nemo di Ancona \u00e8 uno di questi.\u00a0<br \/>\n&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; C&#039;\u00e8 una sanit\u00e0 che si misura nel numero delle prestazioni erogate e una sanit\u00e0 che si misura nella capacit\u00e0 di tenere insieme persone, professionisti, ricerca, ospedale e territorio. 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