{"id":23459,"date":"2026-07-10T11:09:00","date_gmt":"2026-07-10T11:09:00","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=23459"},"modified":"2026-07-10T11:09:00","modified_gmt":"2026-07-10T11:09:00","slug":"furto-fiale-di-fentanyl-a-roma-anestesisti-siaarti-nessun-allarme-per-i-pazienti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=23459","title":{"rendered":"Furto fiale di Fentanyl a Roma, anestesisti Siaarti: &#8220;Nessun allarme per i pazienti&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Il furto di 80 fiale di fentanyl dalla farmacia dell\u2019ospedale Israelitico di Roma riporta al centro dell\u2019attenzione un farmaco essenziale nella pratica clinica, ma spesso al centro di timori e disinformazione. A intervenire \u00e8 la Siaarti- Societ\u00e0 italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva che, in una nota, invita a distinguere con chiarezza l\u2019episodio criminoso dall\u2019impiego terapeutico del fentanyl, \u201cda oltre sessant\u2019anni pilastro dell\u2019anestesia moderna e della terapia del dolore\u201d. Le fiale sottratte, precisano gli anestesisti, sono formulazioni endovenose destinate esclusivamente all\u2019uso intraoperatorio e gestite negli ospedali con rigorosi protocolli di custodia e tracciabilit\u00e0, diversi da quelli previsti per le formulazioni utilizzate nella terapia del dolore cronico a domicilio.\u00a0\u201c\u00c8 fondamentale che l\u2019opinione pubblica non faccia confusione tra 2 mondi completamente distinti &#8211; dichiara Elena Bignami, presidente Siaarti &#8211; All\u2019interno dell\u2019ospedale, il fentanyl viene maneggiato in dosaggi minimi, calcolati al microgrammo, da personale specializzato che conosce esattamente cosa sta somministrando, in quale quantit\u00e0 e in quali condizioni cliniche. Il paziente \u00e8 costantemente monitorato in un ambiente protetto &#8211; precisa &#8211; \u00c8 proprio questa cornice di controllo a rendere il farmaco sicuro. Quando lo stesso principio attivo esce da questo perimetro e finisce in mano a chi non ha competenze n\u00e9 strumenti di monitoraggio, il rischio cambia completamente natura: non \u00e8 pi\u00f9 una questione legata alla molecola, ma alla totale assenza di controllo su dose, purezza ed eventuali sostanze di taglio\u201d. La presidente Bignami ricorda inoltre che gli oppioidi \u201crestano tra i farmaci pi\u00f9 sorvegliati dell\u2019intera farmacopea, e che l\u2019attenzione mediatica generata da un furto non deve tradursi in un ostacolo per chi ha reale bisogno di queste terapie\u201d. A destare maggiore preoccupazione tra gli specialisti \u00e8 il rischio che l\u2019episodio riaccenda un clima di diffidenza verso l\u2019uso legittimo degli oppioidi, gi\u00e0 in parte superato grazie ad anni di formazione e sensibilizzazione. Non \u00e8 la prima volta che il nome del fentanyl finisce associato alla cronaca nera, tra sequestri, furti o mercato illegale, e proprio questa ricorrente sovrapposizione tra il farmaco e il crimine rischia di produrre un cortocircuito nella percezione pubblica: un principio attivo utilizzato ogni giorno con sicurezza in migliaia di sale operatorie e ambulatori di terapia del dolore finisce per essere percepito, quasi automaticamente, come sinonimo di pericolo o illegalit\u00e0. \u00c8 proprio questa associazione impropria, pi\u00f9 che il farmaco in s\u00e9, ad alimentare l&#039;oppiofobia e a generare nei pazienti un timore ingiustificato verso una terapia prescritta e monitorata da uno specialista.\u00a0\u201cRicordo bene il periodo in cui, in Italia, medici e pazienti guardavano a questi farmaci con un timore quasi ingiustificato &#8211; spiega Flaminia Coluzzi, responsabile della Sezione Siaarti Dolore oncologico e cure palliative &#8211; Da allora molta strada \u00e8 stata fatta: oggi sappiamo gestire queste molecole con sicurezza e sappiamo accompagnare il paziente nella comprensione della propria terapia. Un fatto di cronaca, per quanto serio, non pu\u00f2 farci tornare indietro. Chi convive con un dolore oncologico severo ha diritto, per legge oltre che per etica, a un adeguato controllo del sintomo, e il fentanyl, nelle sue formulazioni transdermiche o transmucosali prescritte dallo specialista, resta una delle opzioni pi\u00f9 efficaci contro il dolore legato alla malattia\u201d.\u00a0\u00a0L\u2019esperta sottolinea come il timore, se lasciato crescere senza informazione corretta, rischi di tradursi in una rinuncia ingiustificata alla terapia, con conseguenze dirette sulla qualit\u00e0 di vita del paziente. Per questo rimarca, come riporta la nota, che \u201cogni percorso terapeutico con oppioidi va costruito insieme al paziente, con una valutazione individuale dei benefici e dei rischi, un monitoraggio nel tempo e un dialogo aperto su eventuali dubbi o effetti collaterali, senza interruzioni improvvise o decisioni univoche\u201d.\u00a0Sul piano pi\u00f9 strettamente clinico, Silvia Natoli, responsabile dell\u2019Area culturale Medicina del dolore e cure palliative Siaarti, invita a non generalizzare i rischi di dipendenza legati all\u2019uso medico controllato. \u201cNella pratica clinica, quando il fentanyl viene prescritto per un dolore realmente presente, moderato o severo, e il paziente viene seguito nel tempo da uno specialista, l\u2019insorgenza di una dipendenza patologica \u00e8 un evento estremamente raro &#8211; assicura l\u2019esperta &#8211; Le vie di somministrazione che utilizziamo pi\u00f9 frequentemente per il dolore cronico, come i cerotti a rilascio graduale, si prestano peraltro molto poco a un uso improprio, a differenza di altre formulazioni che infatti riserviamo a situazioni cliniche molto specifiche e sempre sotto stretto controllo medico. Il problema della dipendenza e dell\u2019abuso &#8211; chiarisce Natoli &#8211; nasce quasi sempre altrove: nell\u2019approvvigionamento fuori dai canali legali, dove non esiste alcuna garanzia sulla qualit\u00e0 del prodotto n\u00e9 sulla presenza di altre sostanze mescolate ad esso, e dove manca del tutto quella figura professionale che, invece, in ospedale e negli ambulatori di terapia del dolore, accompagna il paziente in ogni fase della cura\u201d.\u00a0La specialista ribadisce come non sia la molecola in s\u00e9 a dover essere stigmatizzata, n\u00e9 tantomeno le persone che la assumono per un reale bisogno clinico, ma vada invece rafforzata la capacit\u00e0 del sistema sanitario di riconoscere e sorvegliare i segnali di un utilizzo che si discosti dallo scopo terapeutico. La sicurezza del fentanyl non risiede nella sua sola formula chimica, ma nel sistema di prescrizione, monitoraggio e accompagnamento che ne regola l\u2019uso in ambito sanitario, ricordano gli anestesisti. Una valutazione individuale del paziente, un\u2019attenta calibrazione della dose, il monitoraggio nel tempo dell\u2019efficacia analgesica, della ripresa delle normali attivit\u00e0 quotidiane, della tollerabilit\u00e0 e di eventuali comportamenti anomali nella ricerca del farmaco restano gli strumenti che permettono, da decenni, di utilizzare questa molecola in piena sicurezza in ospedale e sul territorio. Siaarti conferma il proprio pieno sostegno alle indagini in corso e alle misure di rafforzamento dei controlli sulla custodia e la tracciabilit\u00e0 del farmaco annunciate dalle istituzioni, ritenendole necessarie a contrastare la diversione illecita. Al tempo stesso &#8211; conclude la nota &#8211; la Societ\u00e0 invita pazienti, familiari e medici che non hanno dimestichezza quotidiana con l&#039;uso di questi farmaci a non interrompere n\u00e9 modificare autonomamente le terapie in corso e a rivolgersi sempre al proprio specialista di riferimento in caso di dubbi, evitando che un fatto di cronaca criminale si trasformi in un ostacolo alla cura del dolore.\u00a0<br \/>\n&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Il furto di 80 fiale di fentanyl dalla farmacia dell\u2019ospedale Israelitico di Roma riporta al centro dell\u2019attenzione un farmaco essenziale nella pratica clinica, ma spesso al centro di timori e disinformazione. 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