{"id":2463,"date":"2024-10-22T11:49:17","date_gmt":"2024-10-22T11:49:17","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=2463"},"modified":"2024-10-22T11:49:17","modified_gmt":"2024-10-22T11:49:17","slug":"sanita-liste-attesa-lumaca-per-esame-o-visita-si-aspetta-anche-un-anno-e-mezzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=2463","title":{"rendered":"Sanit\u00e0, liste attesa &#8216;lumaca&#8217;: per esame o visita si aspetta anche un anno e mezzo"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; La cura contro le liste d&#039;attesa non decolla e i tempi per prenotare un esame o una visita si allungano. E&#039; il quadro che emerge dal terzo Rapporto civico sulla salute, presentato oggi a Roma da Cittadinanzattiva al ministero della Salute, con i dati relativi a 24.043 segnalazioni dei cittadini nel 2023 (in crescita di 9.971 rispetto all\u2019anno precedente). \u00a0\u00a0Tra i tempi d&#039;attesa indicati dai cittadini spiccano &quot;468 giorni per una prima visita oculistica in classe P (programmabile, da eseguire entro 120 giorni); 480 per una visita di controllo oncologica in classe non determinata; 300 giorni per una visita oculistica di controllo in classe B (breve da erogare entro 10 giorni); 526 giorni per un ecodoppler tronchi sovraaortici in classe P (programmabile, da erogare entro 120 giorni); 437 giorni per un intervento di protesi d\u2019anca in classe D (entro 12 mesi), 159 giorni per un intervento per tumore alla prostata in classe B (entro 30 giorni)&quot;.\u00a0\u201cRivendichiamo per la sanit\u00e0 pubblica risorse maggiori e continuative, dopo che per anni essa \u00e8 stata considerata una specie di salvadanaio a cui attingere per tappare i buchi di bilancio del nostro Paese, impoverita e desertificata, ma allo stesso tempo dobbiamo chiederci in che modo sono impiegate le risorse, visto che i Livelli essenziali di assistenza non sono ancora mai stati aggiornati, dal 2008 non si propone al Parlamento un Piano sanitario nazionale, e visto che sono state di recente approvate riforme pur significative, come quella sulla non autosufficienza degli anziani, senza investimenti e senza un Patto di corresponsabilit\u00e0 fra Stato centrale e Regioni&quot;, ha rimarcato Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva.\u00a0\u00a0&quot;Le segnalazioni dei cittadini nell\u2019ambito delle cure primarie (14,2% delle 24.043 totali) ci raccontano di difficolt\u00e0 con il proprio medico di famiglia o pediatra di libera scelta (47,1%), a causa dello scarso tempo a disposizione o di un deficit nelle informazioni che vengono fornite ai cittadini. Ricorrono le segnalazioni di chi non riceve un appuntamento in tempi ritenuti \u201ccongrui\u201d oppure lamenta visite troppo brevi nelle quali non riesce a riferire tutti i propri problemi al medico. Mentre le criticit\u00e0 relative all\u2019assistenza sanitaria di prossimit\u00e0 (11,1% delle 24.043 segnalazioni complessive) riguardano principalmente le strutture presenti sul territorio che dovrebbero attivarsi per una presa in carico integrata dei pazienti&quot;.\u00a0Secondo Cittadinanzattiva, &quot;le auspicate ricadute positive degli investimenti sui territori legati al Pnrr e la Riforma dell\u2019assistenza territoriale (Dm 77\/2022) tardano ad arrivare e i cittadini, anche nel 2023, hanno lamentato molte criticit\u00e0 legate all\u2019assistenza sanitaria di prossimit\u00e0 che di fatto anzich\u00e9 &#039;prossima&#039; sembra essere sempre pi\u00f9 &#039;distante&#039; dalle loro esigenze&quot;.\u00a0\u00a0&quot;Rispetto al 2019, la quota di rinuncia causata dai tempi di attesa quasi raddoppia (era 2,8%), mentre si riallinea la rinuncia alle prestazioni per motivi economici (era infatti 4,3%)&quot;, avverte l&#039;indagine. &quot;La quota delle persone che hanno dovuto fare a meno delle cure ammonta al 7,6% dell\u2019intera popolazione nel 2023, in aumento rispetto al 7% dell\u2019anno precedente. Con 372mila persone in pi\u00f9, si raggiunge un contingente di circa 4,5 mln di cittadini che hanno dovuto rinunciare a visite o accertamenti per problemi economici, di liste di attesa o di difficolt\u00e0 di accesso, anche territoriale&quot;. \u00a0Secondo Cittadinanzattiva, &quot;la quota della rinuncia alle prestazioni sanitarie cresce, ovviamente, con l&#039;aumentare dell\u2019et\u00e0: nel 2023, partendo dall\u20191,3% rilevato tra i bambini fino ai 13 anni, la quota mostra un picco nell\u2019et\u00e0 adulta tra i 55-59enni, dove raggiunge l\u201911,1%, per restare elevata tra gli anziani di 75 anni e pi\u00f9 (9,8%). Tuttavia, l\u2019incremento tra il 2022 e il 2023 riguarda solo la popolazione adulta (18-64 anni), che passa dal 7,3% all\u20198,4%. Si confermano le ben note differenze di genere: la quota di rinuncia \u00e8 pari al 9,0% tra le donne e al 6,2% tra gli uomini, con un divario che si amplia ulteriormente nell\u2019ultimo anno per l\u2019aumento registrato tra le donne adulte&quot;.\u00a0\u00a0I pronto soccorso rimangono il tallone d&#039;Achille della sanit\u00e0 pubblica. &quot;Un\u2019altra area particolarmente critica \u00e8 quella dell\u2019assistenza ospedaliera che quest\u2019anno si classifica al terzo posto per percentuale di segnalazioni (13,3% delle 24.043 totali). In questo ambito le difficolt\u00e0 riguardano in larghissima misura l\u2019Emergenza-urgenza e i pronto soccorso (82,1%). In particolare i cittadini segnalano lunghe attese in chiamata prima di entrare in contatto con l\u2019operatore, sovraffollamento nei pronto soccorso, lunghe ore d\u2019attesa, disorganizzazione nella gestione delle priorit\u00e0 e carenza di personale&quot;. Secondo Cittadinanzattiva &quot;\u00e8 evidente che la carenza di personale, il ritardo nell\u2019impiego dei fondi del Pnrr e la pandemia appena conclusa, hanno ridotto quasi al &#039;collasso&#039; un settore gi\u00e0 di per s\u00e9 molto critico&quot;.\u00a0&quot;I dati ufficiali ci confermano che in questa area mancano oltre 4.500 medici e circa 10.000 infermieri, per contro il trend di accesso dei cittadini ai pronto soccorso \u00e8 di nuovo in aumento dopo il calo determinato dalla pandemia &#8211; prosegue l&#039;indagine &#8211; I cittadini del nord hanno effettuato sia nel 2019 sia nel 2023 maggiori accessi, in numeri assoluti, rispetto a quelli del centro sud. Ad effettuare un numero davvero elevato di accessi con codice bianco sono i cittadini del Veneto. I nostri dati, come quelli ufficiali, ci confermano che i cittadini attendono molte ore in Ps: si va da una media di 111 minuti per i codici bianchi a 147 per i codici verdi. Faticano a contenere i tempi di permanenza al Ps regioni come la Sardegna (184 minuti) e l\u2019Abruzzo (162 minuti ) per i codici verdi, e sempre Abruzzo (126) e Friuli Venezia Giulia (128) per i codici bianchi&quot;.\u00a0&quot;Molti cittadini, in particolare in alcune aree del Paese, inoltre, non raggiungono un servizio di emergenza urgenza entro 30 minuti: si parla del 5,8% della popolazione, ossia circa 3,4 milioni di abitanti; la situazione pi\u00f9 critica riguarda la popolazione residente in aree interne della Basilicata (32,5%) seguita da quella della provincia di Bolzano (9,16%) e Sardegna (8,44%). Con l\u2019implementazione delle case della comunit\u00e0, la percentuale di persone che continuer\u00e0 a non poter raggiungere una struttura di pronto soccorso entro 30 minuti si prevede che diminuir\u00e0 a 964 mila (1,6% popolazione)&quot;, conclude l&#039;indagine.\u00a0\u00a0Dal report di Cittadinanzattiva &quot;emerge una fotografia sofferente del Ssn. Noi abbiamo un atteggiamento rigoroso e chiediamo uno sforzo per invertire la rotta, ma al centro va rimesso il cittadino&quot;. Lo ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, nel suo intervento alla presentazione del Rapporto civico sulla salute 2024 di Cittadinanzattiva al ministero della Salute.\u00a0&quot;Dobbiamo migliorare e avere pi\u00f9 soldi per il Ssn, ma serve anche la tracciabilit\u00e0 delle risorse, serve un sistema pi\u00f9 efficiente e tappare un serbatoio pieno di buchi che sono anche l&#039;incapacit\u00e0 organizzativa &#8211; ha aggiunto &#8211; Alcune Regioni per le liste d&#039;attesa non hanno speso neanche i soldi messi dal precedente Governo e da questo&quot;.\u00a0\u00a0&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; La cura contro le liste d&#039;attesa non decolla e i tempi per prenotare un esame o una visita si allungano. 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