{"id":24641,"date":"2026-07-15T15:24:00","date_gmt":"2026-07-15T15:24:00","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=24641"},"modified":"2026-07-15T15:24:00","modified_gmt":"2026-07-15T15:24:00","slug":"sanita-salutequita-a-2-anni-da-legge-liste-attesa-solo-2-regioni-adempienti-su-tempi-massimi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=24641","title":{"rendered":"Sanit\u00e0, Salutequit\u00e0: &#8220;A 2 anni da legge liste attesa solo 2 Regioni adempienti su tempi massimi&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;Sono trascorsi 2 anni dall&#039;approvazione della legge sulle liste di attesa e tra le novit\u00e0 pi\u00f9 rilevanti introdotte c&#039;\u00e8 la Piattaforma nazionale sulle liste di attesa. Proprio grazie all&#039;ultima versione della piattaforma, se da una parte sappiamo, come ci ha anche detto l&#039;Agenas, che la capacit\u00e0 delle Regioni di rispettare i tempi massimi di attesa \u00e8 in miglioramento rispetto al 2025, dall&#039;altra, dai dati pubblicati sulla stessa piattaforma, aggiornati a giugno 2026, \u00e8 allarme sul rispetto dei tempi massimi di attesa previsti dalla legge&quot;, con solo 2 Regioni che si rivelano quest&#039;anno adempienti per il rispetto dei tempi massimi per le visite e solo 2 Regioni per il rispetto dei tempi degli esami. Lo spiega Tonino Aceti, presidente di Salutequit\u00e0 il cui Osservatorio, a giugno 2026, ha realizzato un&#039;analisi sui dati contenuti nella Piattaforma nazionale sulle liste di attesa gestita dall&#039;Agenas e relativi al periodo gennaio-maggio 2026. A rispettare i tempi per le prime visite sono Basilicata e Marche, mentre per gli esami diagnostici sempre la Basilicata insieme al Veneto.  \u00a0Pi\u00f9 nel dettaglio, riferisce Aceti, &quot;per le prime visite, da gennaio a maggio 2026, sono solo 2 le Regioni in grado di garantire il rispetto dei tempi massimi di attesa per i codici di priorit\u00e0 B (Breve, 10 giorni), D (Differita, 30 giorni) e P (Programmata, 120 giorni) in almeno il 90% dei casi; per gli esami diagnostici, da gennaio a maggio 2026, sono solo 2 le Regioni in grado di garantire il rispetto dei tempi massimi di attesa per i codici di priorit\u00e0 B, D e P in almeno il 90% dei casi. Infatti, secondo il Piano nazionale di governo delle liste di attesa (Pngla) 2019-2021 (vigente a maggio 2026), per tutte le prestazioni ambulatoriali oggetto di monitoraggio (visite specialistiche e prestazioni strumentali) il tempo massimo di attesa indicato dalla Regione e Provincia autonoma dovr\u00e0 essere garantito (ai fini del monitoraggio) almeno per il 90% delle prenotazioni con classi di priorit\u00e0 B e D, riferite a tutte le strutture sanitarie. E a decorrere dal 2020 il monitoraggio sar\u00e0 esteso anche alla classe P&quot;. Il 90% \u00e8 quindi la soglia di garanzia prevista dal Pngla 2019-21 e confermata anche dal nuovo Pngla 2026-28, approvato a giugno 2026, per la piena adempienza delle Regioni in materia di rispetto dei tempi di attesa.\u00a0Secondo l&#039;analisi realizzata da Salutequit\u00e0, &quot;le Regioni che nei primi 5 mesi del 2026 sono in grado di garantire il rispetto dei tempi massimi di attesa per le prime visite con codici di priorit\u00e0 B, D e P in almeno il 90% dei casi sono la Basilicata (anche se per la classe di priorit\u00e0 U &#8211; Urgente, 3 giorni &#8211; non viene riportato alcun dato) e le Marche. Il Veneto invece riesce a centrare il risultato per i codici B e P, mentre per la classe D \u00e8 lievemente sottosoglia. Anche il Lazio si avvicina alla soglia di garanzia del 90% per le classi B e D (ma non la raggiunge), mentre \u00e8 pienamente adempiente sulla classe P. Particolarmente distanti dalla soglia di garanzia la Puglia, la Provincia autonoma di Trento, Umbria, Sicilia, Sardegna, Friuli Venezia Giulia e Abruzzo. La soglia di garanzia del 90% dei casi di rispetto dei tempi di attesa viene ampiamente centrata, in media a livello nazionale, solo in ambito oncologico (95,9%). Arrancano dermatologia e allergologia (61,8%), oculistica 66,6% e urologia 68,7%. Per quanto riguarda gli esami diagnostici, risultano pienamente adempienti rispetto alla soglia di garanzia la Regione Basilicata (anche se per la classe di priorit\u00e0 U non viene riportato alcun dato) e il Veneto. Pi\u00f9 critiche invece Umbria, Sicilia, Puglia, Pa Trento, Friuli Venezia Giulia e Abruzzo. Praticamente in Italia solo 6.862.469 di cittadini vedono rispettati i tempi massimi di attesa previsti dalla legge, cio\u00e8 l&#039;11,64%&quot;.\u00a0Per un\u2019analisi pi\u00f9 completa e ragionata, &quot;questi dati sul rispetto dei tempi di attesa, che emergono dalla piattaforma &#8211;  evidenzia Aceti &#8211; andrebbero letti in combinato disposto anche con altre evidenze. Innanzitutto, la piattaforma monitora i tempi di attesa di sole 55 prestazioni di specialistica ambulatoriale (esami diagnostici e prime visite) su 2.108, cio\u00e8 il 2,61%, quindi una parte molto residuale di tutte le prestazioni garantite nei Lea. Anche l&#039;eventuale adempienza delle Regioni \u00e8 quindi relativa ad una quota molto parziale di prestazioni, non sufficiente a fotografare la reale e piena capacit\u00e0 delle Regioni di garantire il rispetto del diritto dei cittadini ad ottenere tutte le cure nei tempi giusti&quot;. In secondo luogo, &quot;alcune Regioni presentano una percentuale di prenotazioni con classi di priorit\u00e0 P di gran lunga superiori alle altre. \u00c8 il caso della Basilicata che, pur essendo adempiente su classi B, D, e P, mentre nessun dato \u00e8 disponibile per la classe di priorit\u00e0 U, ha l&#039;85% di prenotazioni in classe P, contro l&#039;8,8% dell&#039;Emilia Romagna e il 7,8% della Toscana (dati Agenas)&quot;, sottolinea.\u00a0In conclusione, sintetizza il presidente di Salutequit\u00e0, &quot;i dati ci restituiscono un quadro di un&#039;Italia che ha grandi difficolt\u00e0 a garantire il diritto dei cittadini ad ottenere un accesso tempestivo alle cure e con profonde differenze tra Regioni. Se la Piattaforma nazionale sulle liste di attesa rappresenta un risultato e un&#039;innovazione importante nella governance del Ssn, i margini per un suo rafforzamento, anche in una chiave di trasparenza e accountability, sono ancora molto importanti e un imperativo categorico per il sistema. Innanzitutto, i dati contenuti nella piattaforma dovrebbero rilevare e concorrere alla valutazione istituzionale della capacit\u00e0 delle Regioni di garantire i Lea, arricchendo con batterie di indicatori l&#039;attuale Nuovo sistema di garanzia dei Lea, che attualmente ha un solo indicatore &#039;core&#039; sulle liste di attesa&quot;. \u00a0La piattaforma dovrebbe inoltre &quot;essere aggiornata in tempo reale. Ad oggi \u00e8 ancora ferma a maggio 2026. Le prestazioni monitorate sono ancora troppo poche rispetto all&#039;intero paniere Lea. Manca una sezione che renda chiaro ai cittadini, con un quadro di insieme, quali siano le Regioni che garantiscono i tempi massimi di attesa, rispettando la soglia di garanzia del 90% dei casi, prevista dalla legge. Non ci sono sezioni e dati sull&#039;attivazione e sull&#039;efficacia dei percorsi di tutela per i cittadini (salta code) attivabili quando le Regioni non siano in grado di rispettare i tempi massimi di attesa. Manca inoltre una sezione che illustri le caratteristiche degli ambiti di garanzia delle Regioni, cio\u00e8 l&#039;ambito di territorio entro il quale devono essere garantiti i tempi massimi di attesa, nonch\u00e9 il loro livello di rispetto dello standard nazionale e cio\u00e8 &#039;raggiungibilit\u00e0 e prossimit\u00e0&#039;. Infine, non c&#039;\u00e8 ancora una sezione dedicata all&#039;informazione al cittadino sulle modalit\u00e0 di tutela dei suoi diritti in caso di superamento dei tempi massimi di attesa e anche sui suoi doveri&quot;, conclude Aceti. \u00a0<br \/>\n&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;Sono trascorsi 2 anni dall&#039;approvazione della legge sulle liste di attesa e tra le novit\u00e0 pi\u00f9 rilevanti introdotte c&#039;\u00e8 la Piattaforma nazionale sulle liste di attesa. 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