{"id":24906,"date":"2026-07-16T13:36:30","date_gmt":"2026-07-16T13:36:30","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=24906"},"modified":"2026-07-16T13:36:30","modified_gmt":"2026-07-16T13:36:30","slug":"difesa-cavo-dragone-la-nato-continua-a-produrre-risultati-concreti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=24906","title":{"rendered":"Difesa, Cavo Dragone: &#8220;La Nato continua a produrre risultati concreti&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;La Nato continua a produrre risultati concreti. Gli investimenti nella difesa crescono, le capacit\u00e0 militari vengono rafforzate, la base industriale si espande e gli alleati europei, insieme al Canada, che includiamo naturalmente in questa accezione, assumono una responsabilit\u00e0 sempre maggiore per la sicurezza comune. Il vertice di Ankara conferma i progressi degli alleati verso gli obiettivi che ci eravamo prefissati l&#039;anno scorso a l&#039;Aia, a partire dall&#039;impegno di destinare il 5% del Pil alla Difesa entro il 2035&quot;. Cos\u00ec l\u2019Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato militare della Nato, descrive lo stato di salute dell\u2019organizzazione intergovernativa e le prospettive future, intervenendo all\u2019iniziativa annuale della Med-Or Italian Foundation presieduta da Marco Minniti. L\u2019appuntamento, intitolato \u201cAtlantico-Europa-Mediterraneo. Quale futuro per la Nato\u201d, ha riunito a Roma rappresentanti delle istituzioni, delle Forze armate, della diplomazia, delle imprese e del mondo accademico per discutere le principali sfide geopolitiche che animano lo scenario del Mediterraneo allargato.\u00a0Riportando i numeri dell\u2019impegno europeo nella difesa, l&#039;Ammiraglio fa sapere che \u201cnel 2025, gli alleati europei e il Canada hanno aumentato gli investimenti nella difesa di oltre 139 miliardi di dollari, un incremento superiore al 20% rispetto al 2024. Ad appena un anno dall&#039;avvio del percorso verso l&#039;obiettivo del 5%, gli investimenti combinati di tutti i paesi dell&#039;Alleanza si attestano gi\u00e0 intorno al 4% del Pil. Ad Ankara &#8211; prosegue &#8211; in un solo giorno sono stati annunciati oltre 50 miliardi di dollari di nuove commesse\u201d, mentre con l&#039;iniziativa \u2018Nato Drone Edge\u2019 si prevede di investire \u201c40 miliardi di dollari nei sistemi senza pilota nei prossimi cinque anni. Ogni euro destinato alla difesa \u00e8 un euro investito in un futuro di pace e di sicurezza per noi, per i nostri figli e per i nostri nipoti\u201d, afferma ricordando poi che \u201ca livello globale, la spesa media per sicurezza e difesa si attesta gi\u00e0 attorno al 5% del Pil. Non stiamo quindi esagerando, stiamo semplicemente tenendo il passo con il mondo in cui viviamo\u201d.\u00a0Tornando agli esiti del vertice tenutosi ad Ankara, in Turchia, il 7 e l&#039;8 luglio 2026 &#8211; il 36\u00b0 vertice Nato e il secondo ospitato dalla Turchia dopo quello di Istanbul del 2004 &#8211; l\u2019Ammiraglio pone l\u2019accento sul conflitto russo-ucraino: \u201cL&#039;Ucraina continua a dimostrare non solo una straordinaria capacit\u00e0 di resistenza all&#039;aggressione russa, ma anche un&#039;incredibile attitudine ad apprendere dal campo di battaglia, a rinnovarsi rapidamente e a trasformare l&#039;esperienza operativa in nuove capacit\u00e0 &#8211; osserva &#8211; Il vertice conferma il pieno sostegno all&#039;Ucraina, ribadendo l&#039;impegno degli alleati a garantire assistenza militare, addestramento e supporto nel lungo periodo. Quando parlo di lungo periodo, intendo anche dopo l&#039;auspicabile firma di un trattato di pace. Ci\u00f2 che vogliamo \u00e8 strutturare un&#039;architettura di difesa solida, capace di evitare che l&#039;Ucraina venga invasa dalla Russia per la terza volta\u201d.\u00a0\u00a0\u201cAllargando lo sguardo &#8211; ha aggiunto &#8211;  il vertice di Ankara rappresenta l&#039;ultimo capitolo di un percorso che le democrazie euroatlantiche iniziano quasi ottant&#039;anni fa. Ad Ankara emerge con chiarezza che il rapporto transatlantico non si sta indebolendo, bens\u00ec si sta evolvendo, richiedendo una pi\u00f9 equa condivisione delle responsabilit\u00e0. Questa \u00e8 probabilmente la lezione pi\u00f9 importante: la capacit\u00e0 delle democrazie di affrontare le crisi, imparare da esse e rafforzarsi insieme\u201d. Guardando al Mediterraneo, \u201cuno spazio che la Fondazione Med-Or conosce meglio di chiunque altro\u201d, Cavo Dragone lo definisce \u201cun vero e proprio crocevia strategico che collega l&#039;Europa al Nord Africa, al Levante, al Golfo, al Mar Rosso e all&#039;Africa subsahariana\u201d. Si tratta di un quadrante in cui \u201cconvergono alcune delle principali sfide della sicurezza contemporanea\u201d come \u201cl&#039;instabilit\u00e0 regionale e la competizione geopolitica; la sicurezza energetica e la protezione delle infrastrutture e delle rotte commerciali; l&#039;immigrazione incontrollata e il terrorismo &#8211; evidenzia &#8211; \u00c8 anche per questa ragione che il vertice Nato di Washington del luglio 2024 rafforza opportunamente i punti dedicati al vicinato meridionale, riconoscendone il ruolo sempre pi\u00f9 centrale per la sicurezza e la stabilit\u00e0 complessiva\u201d.\u00a0Il presidente del Comitato militare della Nato evidenzia poi l\u2019importanza della cooperazione, sottolineando come \u201cle crisi degli ultimi anni, a cominciare da quelle nel Golfo Persico, ci insegnano che la stabilit\u00e0 richiede capacit\u00e0 industriale, infrastrutture resilienti, filiere diversificate e partenariati affidabili. Nessun Paese e nessuna organizzazione internazionale pu\u00f2 affrontare da sola una simile complessit\u00e0 &#8211; riflette &#8211; \u00c8 proprio questa consapevolezza che rende la cooperazione una componente essenziale della sicurezza nel XXI secolo\u201d. Questa cooperazione, d&#039;altronde, sta \u201cevolvendo\u201d poich\u00e9 \u201caccanto alle organizzazioni internazionali tradizionali emergono forme di cooperazione pi\u00f9 flessibili, costruite attorno a specifiche esigenze strategiche, tecnologiche, economiche e industriali\u201d. \u201cLa dimensione economica e industriale &#8211; aggiunge l&#039;Ammiraglio &#8211; rappresenta oggi uno degli esempi pi\u00f9 significativi di questa evoluzione. L&#039;economia \u00e8 ormai una componente essenziale della competizione strategica e parte integrante della sicurezza nazionale. Di conseguenza, la scelta dei partner industriali, tecnologici ed energetici diventa una decisione prettamente strategica\u201d, osserva.\u00a0E su come la cooperazione internazionale stia evolvendo, l\u2019Ammiraglio cita iniziative come l&#039;Aukus, l\u2019accordo di sicurezza e difesa militare tra Australia, United Kingdom e United States, e la Msp (Minerals Security Partnership), nate \u201cper diversificare e mettere in sicurezza l&#039;approvvigionamento di materie prime critiche, anche a costo di accettare prezzi pi\u00f9 alti pur di non dipendere da partner geopoliticamente discutibili\u201d. Strumenti che, \u201cuniti al crescente coinvolgimento dei paesi del Golfo nei principali forum internazionali, dimostrano chiaramente che la cooperazione internazionale si sta riorganizzando attraverso reti sempre pi\u00f9 dinamiche, flessibili e specializzate\u201d, conclude.\u00a0<br \/>\n&#8212;internazionale\/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;La Nato continua a produrre risultati concreti. 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