{"id":24956,"date":"2026-07-16T16:05:00","date_gmt":"2026-07-16T16:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=24956"},"modified":"2026-07-16T16:05:00","modified_gmt":"2026-07-16T16:05:00","slug":"le-imprese-italiane-investiranno-in-ai-184-milioni-di-dollari-nel-2026-45-nei-prossimi-2-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=24956","title":{"rendered":"Le imprese italiane investiranno in Ai 18,4 milioni di dollari nel 2026, +45% nei prossimi 2 anni"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Le aziende italiane stanno ottenendo ritorni sugli investimenti (Roi) sempre pi\u00f9 positivi dall&#039;intelligenza artificiale, nonostante persistano alcune sfide. E in media, le imprese italiane prevedono di investire quest&#039;anno 18,4 milioni di dollari in Ai, una cifra inferiore alla media globale che si attesta sui 28 milioni di dollari. Tuttavia, gli investimenti in Ai nel nostro Paese sono destinati a crescere del 45% nei prossimi due anni. E&#039; quanto emerge da un nuovo studio condotto da Sap Se e Oxford Economics.  Anche il livello del RoI sta registrando un forte incremento. Le aziende italiane si aspettano un Roi del 20% quest&#039;anno (pari a 4,9 milioni di dollari), percentuale che dovrebbe aumentare fino a raggiungere il 38% entro due anni (12,2 milioni di dollari).\u00a0L&#039;AI agentica \u00e8 al centro di queste aspettative. Nei prossimi due anni, si prevede infatti che il Roi derivante dall\u2019AI agentica raggiunger\u00e0 i 13,7 milioni di dollari in Italia. Questi dati emergono da una nuova ricerca globale, &#039;The SAP Value of AI 2026&#039;, che ha coinvolto 2.300 dirigenti aziendali in 13 paesi, di cui 200 nel nostro Paese. Commentando lo studio, Carla Masperi, Amministratore Delegato di Sap Italia ha osservato: \u201cNell\u2019ultimo anno l\u2019Italia \u00e8 passata dalla fase di sperimentazione dell\u2019Ai a quella operativa, e questo sta iniziando a dare risultati concreti. Ma c\u2019\u00e8 ancora molta strada da fare. Un\u2019Ai priva di contesto, che si tratti di processi, dati o governance, nella migliore delle ipotesi genera attivit\u00e0 senza risultati, nella peggiore crea nuovi rischi\u201d.\u00a0Oggi, oltre un quarto delle attivit\u00e0 (26%) di un&#039;azienda italiana \u00e8 supportato dall&#039;intelligenza artificiale, percentuale che si prevede aumenter\u00e0 al 44% entro i prossimi due anni. Tuttavia, se da un lato crescono gli investimenti strategici in AI (20%), dall\u2019altro gli approcci frammentati restano i pi\u00f9 diffusi (36%). In parte, questa situazione potrebbe legata alla leadership. Meno della met\u00e0 delle aziende italiane ha un responsabile dedicato all&#039;AI e alla sua adozione (45%), che definisca i KPI per l&#039;Ai a livello manageriale (35%) o che fornisca percorsi di formazione sulle funzionalit\u00e0 e sui rischi dell&#039;Ai (37%).\u00a0\u00a0\u00a0Nonostante queste difficolt\u00e0, il 73% delle aziende italiane si dichiara soddisfatto del ROI attuale dell&#039;AI, anche se oltre la met\u00e0 ritiene che il potenziale dell\u2019intelligenza artificiale non sia ancora pienamente sfruttato. Parte di questo ottimismo \u00e8 dovuto all&#039;AI agentica: i tre quarti del campione (75%) ritiene che l&#039;AI agentica abbia un potenziale da moderato a molto elevato nel trasformare la propria organizzazione. Tuttavia, la tecnologia \u00e8 ancora agli inizi: solo l&#039;1% delle aziende intervistate si considera pienamente preparata all&#039;AI agentica, mentre la maggioranza afferma di essere parzialmente preparata o addirittura non pronta.\u00a0Le organizzazioni italiane si trovano ad affrontare una serie di sfide per ottenere un ritorno sull&#039;investimento (ROI) dagli investimenti in AI, in particolare sul fronte dei dati, delle risorse umane e della governance. La qualit\u00e0 dei dati rimane la sfida principale. Nonostante il 67% delle aziende affermi di essere pronta per l&#039;AI in termini di dati, il 74% segnala problemi legati alla scarsa qualit\u00e0 delle informazioni disponibili. Un aspetto che ha un impatto sulle attivit\u00e0 quotidiane, con il 77% delle imprese che dichiara di aver sperimentato rilavorazioni, ritardi o accumuli di lavoro arretrato a causa della scarsa qualit\u00e0 degli output forniti dall&#039;intelligenza artificiale.\u00a0Anche l\u2019impatto dell\u2019AI sulla forza lavoro rappresenta una sfida significativa. Otto aziende italiane su dieci (80%) non sono convinte che le iniziative di aggiornamento professionale intraprese dalla propria azienda tengano il passo con l&#039;evoluzione degli strumenti di AI. Inoltre, meno dell&#039;1% degli intervistati ha affermato che l&#039;AI non avr\u00e0 alcun impatto sulla pianificazione della forza lavoro. Nel frattempo, il fenomeno della Shadow AI resta un problema sentito: il 67% degli intervistati ha dichiarato che ci\u00f2 accade all\u2019interno della propria organizzazione almeno occasionalmente. Infine, la governance rappresenta uno degli ostacoli pi\u00f9 rilevanti per la creazione di valore dell&#039;AI in ambito aziendale. Solo un\u2019impresa su dieci dichiara di essere pienamente pronta a governare efficacemente l\u2019intelligenza artificiale, sia in termini di competenze (11%) sia di processi e framework organizzativi (10%).\u00a0\u00a0\u00a0\u201cIl prossimo passo per ottenere valore dalla nuova tecnologia sar\u00e0 integrare dati, processi e AI. Le aziende italiane devono comprendere che l\u2019AI spesso offre un valore pi\u00f9 difficile da misurare di quanto ci si aspetti, e comporta rischi che evolvono a un ritmo molto veloce perch\u00e9 la maggior parte dei sistemi di governance riesca a stare al passo. La governance dell\u2019AI, ad esempio, sta diventando la sfida pi\u00f9 importante che molte aziende ancora non sanno di avere\u201d, continua Masperi.\u00a0Queste criticit\u00e0 potrebbero amplificarsi in un futuro sempre pi\u00f9 orientato all\u2019AI agentica. Attualmente, il 40% delle aziende italiane non dispone di processi con intervento umano (human-in-the-loop) per supervisionare i workflow agentici; il 25% non ha sistemi di controllo e autorizzazione degli accessi per gli agenti AI; e solo il 48% mantiene un registro degli agenti utilizzati all\u2019interno della propria organizzazione. Si tratta di aspetti importanti, considerando che quasi due terzi delle aziende (63%) concordano o non sanno se stanno implementando agenti AI a un ritmo pi\u00f9 veloce di quello con cui riescono a gestirli.\u00a0\u201cGenerare valore reale dall\u2019AI non sar\u00e0 semplice, perch\u00e9 richiede un approccio completamente nuovo\u201d, spiega Masperi. \u201cLe imprese italiane, grandi e piccole, dovranno connettere l&#039;AI ai dati e ai processi che alimentano il loro business, garantendo al contempo che abbia il contesto e la governance necessari per guidare risultati affidabili. Questo \u00e8 ci\u00f2 che definiamo Autonomous Enterprise. Non si tratta di una trasformazione puramente tecnologica, ma \u00e8 soprattutto umana. Il vero valore si realizza solo quando agenti, processi e persone lavorano in sinergia\u201d, conclude.\u00a0<br \/>\n&#8212;economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Le aziende italiane stanno ottenendo ritorni sugli investimenti (Roi) sempre pi\u00f9 positivi dall&#039;intelligenza artificiale, nonostante persistano alcune sfide. 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