{"id":26253,"date":"2026-07-22T12:54:27","date_gmt":"2026-07-22T12:54:27","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=26253"},"modified":"2026-07-22T12:54:27","modified_gmt":"2026-07-22T12:54:27","slug":"piu-debito-per-ora-non-serve-cottarelli-invita-a-cautela-su-flessibilita-concessa-da-bruxelles","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=26253","title":{"rendered":"&#8220;Pi\u00f9 debito? Per ora non serve&#8221;, Cottarelli invita a cautela su flessibilit\u00e0 concessa da Bruxelles"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; L&#039;Italia non ha bisogno, almeno per ora, di sfruttare la maggiore flessibilit\u00e0 concessa dall&#039;Unione europea per fare nuovo debito. Carlo Cottarelli invita alla prudenza: il deficit va aumentato soltanto quando serve a evitare una recessione, mentre gli attuali indicatori economici, pur con tutte le cautele, non giustificano una manovra espansiva. Nell&#039;intervista all&#039;Adnkronos, l&#039;economista affronta anche il nodo dei salari, indicando in bassa produttivit\u00e0 e inflazione le cause della perdita di potere d&#039;acquisto degli italiani, boccia le promesse elettorali prive di coperture finanziarie e sostiene la necessit\u00e0 di un consolidamento delle grandi banche, senza per\u00f2 sacrificare il ruolo degli istituti di territorio.\u00a0<br \/>\nProfessore, l\u2019Unione Europea apre alla flessibilit\u00e0 sull\u2019energia. Naturalmente non \u00e8 un assegno in bianco, questa flessibilit\u00e0 pu\u00f2 essere utilizzata per gli investimenti. E&#039; una opportunit\u00e0?<br \/>\n\u00a0&quot;E&#039; un&#039;opportunit\u00e0 di fare debito. Ora, la domanda \u00e8, nell&#039;attuale fase economica c&#039;era la necessit\u00e0 di fare pi\u00f9 debito per sostenere l&#039;economia? Io non ne sono sicuro&quot;. \u00a0<br \/>\nIn che senso?<br \/>\n\u00a0&quot;Per il momento non vedo la necessit\u00e0 di usare questa flessibilit\u00e0 che ci \u00e8 stata gentilmente concessa di fare pi\u00f9 debito. Se poi pi\u00f9 avanti si vedr\u00e0 che l&#039;economia si indebolisce particolarmente e c&#039;\u00e8 il rischio che finiamo in recessione, allora benvenga maggiore deficit, maggiore debito. Ma maggiore deficit, maggiore debito si fanno quando c&#039;\u00e8 bisogno di sostenere un&#039;economia per evitare che vada in recessione. Io questa cosa ancora non la vedo&quot;. \u00a0<br \/>\nPerch\u00e9 non la vede?<br \/>\n\u00a0&quot;Il primo trimestre di quest&#039;anno \u00e8 andato, per gli standard italiani, piuttosto bene. Vedremo fra un paio di settimane i dati del secondo trimestre. Per ora le indicazioni non sono male. L&#039;occupazione ha avuto un balzo ad aprile e scesa leggermente a maggio. Produzione industriale \u00e8 la stessa cosa: un salto ad aprile e scesa leggermente a maggio. Tutte e due sono rimaste su valori piuttosto elevati. Non \u00e8 detto che serva dare una spinta all&#039;economia in quanto tale cio\u00e8 a fare pi\u00f9 deficit. Se c&#039;\u00e8 bisogno di sostenere settori in particolare colpiti dalla crisi, allora l\u00ec si pu\u00f2 fare degli interventi mirati tagliando qualche altra spesa o aumentando la tassazione eventualmente. Ma il saldo netto dipende da come sta andando in generale l&#039;economia&quot;\u00a0<br \/>\nProfessore, lei \u00e8 impegnato insieme alla Fondazione Luigi Einaudi nella campagna &#039;Quanto mi costa?&#039; (si pu\u00f2 aderire andando sui suoi social oppure sull&#039;indirizzo www.fondazioneluigieinaudi.it). La campagna \u00e8 nata per riportare in Parlamento il suo disegno di legge sulla trasparenza dei programmi elettorali. Lei \u00e8 convinto che in ambedue le coalizioni sia di centrodestra che di centrosinistra  si facciano delle proposte ma non si dica dove si vanno a prendere i soldi?<br \/>\n\u00a0&quot;Questo \u00e8 quello che \u00e8 successo in tutte le tornate elettorali, ma per le ultime due tornate elettorali, quella del 2018 e quella del 2022, all&#039;epoca l&#039;osservatorio dei conti pubblici italiani aveva anche fatto il calcolo di quante promesse non avevano una fonte di finanziamento: si parla di importi di 140, per alcuni partiti 140-150 miliardi all&#039;anno. Una legislatura moltiplicata per cinque vuol dire qualcosa come quasi un quarto dell&#039;intero debito pubblico italiano&quot;.\u00a0<br \/>\nNon il massimo per gli elettori<br \/>\n\u00a0&quot;Esatto. E&#039; evidente che per ora le promesse elettorali vengono fatte senza porsi il problema di quanto costano e da dove vengono i soldi, se non mettendo delle coperture fittizie, farlocche, generiche. Questa situazione \u00e8 insoddisfacente. Per i partiti va anche bene, \u00e8 pi\u00f9 facile scrivere un programma elettorale di questo genere, ma per gli elettori no visto che vengono promesse certe cose che poi non sono realizzate o sono realizzate soltanto in piccola parte&quot;\u00a0<br \/>\nA proposito: i salari reali &#8211; ultimi dati &#8211; negli ultimi trent&#039;anni sono scesi di circa il 6,6%. Qualcuno ipotizza che il salario minimo possa essere una soluzione. Che ne pensa?<br \/>\n\u00a0&quot;Il salario minimo non \u00e8 volto a risolvere il problema in generale dei salari bassi, perch\u00e9 ci sono salari che sono al di sopra dei 9 euro all&#039;ora ma rimangono pi\u00f9 bassi di come potrebbero essere se il Paese crescesse. Io non ho niente in contrario al salario minimo, c&#039;\u00e8 in tanti Paesi, adesso noi abbiamo il salario giusto che comunque qualcosa fa. Se ci fosse un salario minimo non risolverebbe comunque il problema macroeconomico del fatto che negli ultimi 25 anni il tasso di crescita dei nostri salari \u00e8 stato tra i pi\u00f9 bassi in Europa&quot;. \u00a0<br \/>\nA cosa \u00e8 dovuto?<br \/>\n\u00a0&quot;In buona parte \u00e8 dovuto al fatto che la produttivit\u00e0 italiana  cresce poco. Questo richiede un impegno per rendere l&#039;Italia un paese dove \u00e8 pi\u00f9 facile fare attivit\u00e0 di impresa e spingere le imprese a investire qui piuttosto che in altri Paesi:con gli investimenti tu in un&#039;ora di lavoro produci pi\u00f9 di quanto produrresti con delle macchine vecchie. Ma non \u00e8 il solo fattore&quot;.\u00a0<br \/>\nQual \u00e8 l&#039;altro?<br \/>\n\u00a0&quot;L&#039;inflazione e riguarda il grosso di questo taglio di cui lei parla, 6 punti percentuali. Se non ci fosse stata l&#039;inflazione, noi non avremmo avuto un segno negativo sul livello dei nostri salari. Il segno negativo \u00e8 che nel 2021-2022 i prezzi sono aumentati, nella somma dei due anni, qualcosa tipo il 16-17% e i salari si sono adeguati molto lentamente. In quei due anni i lavoratori dipendenti hanno perso il 13% del loro potere d&#039;acquisto. Questo \u00e8 avvenuto non perch\u00e9 \u00e8 crollata la produttivit\u00e0, ma semplicemente perch\u00e9 i prezzi sono aumentati e i salari vengono rinegoziati lentamente. Nei tre anni successivi, nel 2023-24-25, i salari hanno cominciato a crescere pi\u00f9 dei prezzi e all&#039;inizio di quest&#039;anno, invece di essere -13% rispetto al livello dell&#039;inizio del 2021, eravano a circa meno 7%. Adesso per\u00f2 l&#039;inflazione \u00e8 tornata su&quot;. \u00a0<br \/>\nUn doppio fattore<br \/>\n\u00a0&quot;Esatto. Il problema dell&#039;inflazione si \u00e8 aggiunto a un problema precedente o comunque sottostante di bassa produttivit\u00e0&quot;.\u00a0<br \/>\nA proposito di necessit\u00e0 di investimenti. E&#039; in atto una straordinaria fase di consolidamento bancario. Da un lato c&#039;\u00e8 chi elogia il risiko, sostenendo che banche pi\u00f9 grandi possano finanziare l&#039;innovazione. Dall&#039;altra non manchi chi evidenzia esternalit\u00e0 per piccole e medie imprese e famiglie. Lei cosa pensa?<br \/>\n\u00a0&quot;E&#039; inevitabile che ci sia il consolidamento, sia in Italia che in Europa. Noi abbiamo soprattutto le banche grandi che non sono abbastanza grandi per competere per l&#039;Italia a livello europeo e poi per l&#039;Europa al livello mondiale. Il punto fondamentale \u00e8 che le nostre grandi banche devono diventare pi\u00f9 grandi, non \u00e8 che debbano sparire le piccole banche, quelle del territorio, che svolgono un ruolo utilissimo. Serve una specie di doppio binario&quot;. (di Andrea Persili)\u00a0\u00a0<br \/>\n&#8212;economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; L&#039;Italia non ha bisogno, almeno per ora, di sfruttare la maggiore flessibilit\u00e0 concessa dall&#039;Unione europea per fare nuovo debito. 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