{"id":26514,"date":"2026-10-21T09:14:33","date_gmt":"2026-10-21T09:14:33","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=26514"},"modified":"2026-10-21T09:14:33","modified_gmt":"2026-10-21T09:14:33","slug":"in-italia-sempre-meno-bambini-continuano-a-diminuire-le-nascite-e-il-numero-medio-di-figli-per-donna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=26514","title":{"rendered":"In Italia sempre meno bambini, continuano a diminuire le nascite e il numero medio di figli per donna"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211;<br \/>\nContinuano a diminuire le nascite e il numero medio di figli per donna. Lo indica l&#8217;Istat sui dati sulla natalit\u00e0 e fecondit\u00e0 della popolazione residente nel 2025. Nascite ancora in calo: nel 2025 sono state 355.772, in diminuzione del 3,8% sul 2024 (-14mila unit\u00e0). In base ai primi dati provvisori, nel periodo gennaio-luglio 2026, le nascite sono 196.864, diminuite dell\u20191,1% rispetto allo stesso periodo del 2025 (-2mila). Il numero medio di figli per donna raggiunge un nuovo minimo: nel 2025 \u00e8 pari a 1,14 (da 1,18 nel 2024). La stima provvisoria relativa al periodo gennaio-luglio 2026 evidenzia una fecondit\u00e0 pari a 1,13.\u00a0<\/p>\n<p>La fecondit\u00e0 delle donne laureate \u00e8 pi\u00f9 bassa (1,09 figli per donna) e tardiva (et\u00e0 media al parto di 34,9 anni) rispetto a quella delle donne in possesso di licenza media (1,58 figli e 29,7 anni). Anche nel 2025 Sofia e Leonardo sono i nomi preferiti dai genitori per i figli. Il 7,3% dei nati ha ricevuto nel 2025 il doppio cognome, sia del padre sia della madre. Era il 6,7% nel 2024. Nel 2025 circa 14mila nascite in meno.\u00a0<\/p>\n<p>Nel 2025 i nati residenti in Italia sono 355.772, sei ogni 1.000 abitanti. Rispetto al 2024 le nascite diminuiscono del 3,8%, circa 14mila unit\u00e0 in meno. Dal 2008, anno nel quale si \u00e8 registrato il numero massimo di nati vivi degli anni Duemila (oltre 576mila, quasi 10 nati ogni 1.000 abitanti), il calo \u00e8 pari al 38,3%, per una riduzione complessiva di oltre 220mila unit\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p>Secondo i primi dati provvisori relativi al periodo gennaio-luglio 2026, le nascite continuano a diminuire, sebbene meno intensamente in confronto al calo registrato nell\u2019anno precedente. Nei primi sette mesi dell\u2019anno i nati sono pari a 196.864, circa 2mila in meno (-1,1%) rispetto allo stesso periodo del 2025 (198.975 nati).\u00a0<\/p>\n<p>Negli ultimi anni la diminuzione delle nascite \u00e8 in parte determinata dalla riduzione del numero dei potenziali genitori, a loro volta venuti al mondo dagli anni Ottanta in poi, periodo in cui si consolida il declino della fecondit\u00e0. Le donne che attualmente hanno tra i 30 e i 40 anni, fascia di et\u00e0 nella quale si concentra oltre il 65% delle nascite attuali, sono nate tra il 1985 e il 1995, anni nei quali il numero medio di figli per donna scende da 1,45 a 1,19, il valore pi\u00f9 basso del secolo scorso. L\u2019attuale riduzione delle nascite \u00e8 per\u00f2 anche frutto della sempre pi\u00f9 bassa tendenza ad avere figli. Nel 2025, il numero medio di figli per donna scende ancora, raggiungendo il valore di 1,14 e segnando un nuovo minimo storico, dopo il precedente del 2024 (1,18).\u00a0<\/p>\n<p>\nDiminuiscono i nati da genitori sia italiani, sia stranieri. I nati da genitori italiani, che costituiscono oltre tre quarti delle nascite totali (77,4%) e che ammontano a 275.330 nel 2025, registrano una diminuzione del 4,8% sul 2024 e del 42,6% rispetto al 2008. I nati da genitori stranieri, pari a 49.002 nel 2025, diminuiscono del 3,1% rispetto al 2024 e del 38,7% rispetto al 2012, anno nel quale se ne registr\u00f2 il numero massimo. I nati da coppie miste (padre italiano\/madre straniera o padre straniero\/madre italiana), pari a 31.440 nel 2025, aumentano invece del 4,2% sul 2024 e dell\u201911,8% rispetto al 2012.\u00a0<\/p>\n<p>Nel 2025 continuano a diminuire sia i primogeniti sia i figli di ordine successivo al primo. I primi figli, pari a 174.842, calano del 3,7%, i secondi figli (127.479) del 4,8% mentre i figli di terzo ordine e pi\u00f9 (53.451) del 2,1%. Il calo dei primi e secondi figli \u00e8 pi\u00f9 intenso nel Mezzogiorno: i primogeniti diminuiscono del 5,3% (contro -2,3% nel Nord e -3,9% e nel Centro) e i secondi figli del 5,5% (-4,3% nel Nord e -4,6% e nel Centro). Quanto osservato nel 2025 \u00e8 in linea con la tendenza in atto dal 2008 in poi, quando accanto alla diminuzione dei nati del secondo ordine (-41,1%) si avvia anche una rilevante riduzione dei primi figli (-38,6%).\u00a0<\/p>\n<p>Le difficolt\u00e0 di realizzazione di tutti o parte dei progetti riproduttivi si legano a molteplici fattori, tra i quali l\u2019allungarsi dei percorsi d\u2019istruzione, le condizioni di precariet\u00e0 del lavoro giovanile, le difficolt\u00e0 di accesso al mercato delle abitazioni, a cui si affiancano le difficolt\u00e0 di conciliazione tra lavoro e famiglia, ma anche la scelta di posticipare o rinunciare alla genitorialit\u00e0 per dedicarsi a progettualit\u00e0 alternative all\u2019avere figli.\u00a0<\/p>\n<p>Durante il primo decennio degli anni Duemila, l\u2019aumento delle nascite da coppie con almeno un partner straniero ha costituito un fenomeno di particolare rilevanza, contribuendo alla ripresa complessiva della natalit\u00e0 di quel periodo. Nella decade successiva, tuttavia, le cose cambiano e si assiste a un processo di diminuzione, che fa si che tale tipologia di nascite scenda da 108.005 nel 2012 a 80.942 nel 2023. Nell\u2019ultimo biennio tale processo parrebbe essersi stabilizzato, tanto che dal 2024 al 2025 i nati da almeno un genitore straniero passano da 80.761 a 80.442, arrivando a costituire il 22,6% delle nascite totali.\u00a0<\/p>\n<p>\nLe recenti evidenze tra i nati da coppie miste (padre italiano\/madre straniera o padre straniero\/madre italiana) e i nati da genitori entrambi stranieri mettono in luce alcune differenze. I nati da coppie miste, che rappresentano l\u20198,8% del totale, registrano nel 2025 un ulteriore aumento del 4,2% sul 2024 (31.440 unit\u00e0 contro 30.168), confermando una crescita in atto dal 2020. L\u2019aumento verificatosi nell\u2019ultimo anno \u00e8 particolarmente intenso per i nati da coppie miste in cui \u00e8 il padre a essere straniero (+11,0%), mentre risulta lieve quando \u00e8 la madre a esserlo (+0,9%). I nati da genitori entrambi stranieri, che a loro volta costituiscono il 13,8% del totale, nel 2025 scendono a 49.002 (erano 50.593 nel 2024), registrando un calo del 3,1%. Pi\u00f9 evidente il calo delle nascite riscontrato tra le coppie di genitori italiani, pari al -4,8%.\u00a0<\/p>\n<p>Si conferma una maggiore incidenza di nascite da coppie miste e straniere nel Centro-Nord, dove la presenza straniera \u00e8 pi\u00f9 stabile e radicata. Nel 2025, la quota di queste nascite sul totale \u00e8 pari al 31,2% nel Nord e al 24,7% nel Centro, mentre nel Mezzogiorno si attesta al 10,0%, ben al di sotto del valore nazionale (22,6%).\u00a0<\/p>\n<p>Considerando solo i nati da genitori entrambi stranieri, la geografia rimane simile, con una quota che nel Mezzogiorno, pur in aumento sul 2024, rimane pi\u00f9 bassa che altrove (6,1% contro un valore nazionale del 13,8%). Nel Nord la percentuale di nati stranieri \u00e8 invece pari al 18,9%, mentre nel Centro al 15,2%. Per il primo anno, \u00e8 la Liguria la regione con la pi\u00f9 alta incidenza di nati stranieri rispetto al totale (21,8%), seguita dall\u2019Emilia-Romagna (21,6%) e dalla Lombardia (19,4%). Al Centro spicca la Toscana (17,8%), mentre nel Mezzogiorno si passa da un valore minimo in Sardegna (4,4%) a uno massimo in Abruzzo (10,0%).\u00a0<\/p>\n<p>Considerando la specifica cittadinanza dei genitori, la pi\u00f9 presente tra quelle estere \u00e8 quella rumena (9.645 nati nel 2025 da almeno un genitore di tale nazionalit\u00e0) che precede quella marocchina (9.636) e albanese (8.353). Per quanto riguarda la composizione della coppia di genitori, si osservano significative differenze sul piano dell\u2019omogamia. Ad esempio, tra i cittadini nigeriani nel 91,2% dei casi entrambi genitori presentano tale cittadinanza contro l\u20198,8% di casi in cui la possiede soltanto un partner. Particolarmente elevata \u00e8 anche la quota di omogamia tra i genitori cinesi (81,4% dei casi). Al contrario, la quota di minima omogamia si registra per la cittadinanza ucraina (50,4%), il pi\u00f9 delle volte trattandosi di coppia nella quale si ha madre ucraina e padre italiano (44,6%). Nella situazione opposta, invece, in cui \u00e8 il padre a risultare straniero con partner italiana, la cittadinanza con la pi\u00f9 alta quota di nascite miste sul totale \u00e8 quella tunisina (20,2%).\u00a0<\/p>\n<p>\nLe nascite da coppie non coniugate nel 2025 sono pari a 156.874 unit\u00e0. Rispetto al 2008 sono aumentate complessivamente di oltre 43mila unit\u00e0 ma nell\u2019ultimo anno, come gi\u00e0 nei due precedenti, registrano una diminuzione (-1,8%), sebbene meno intensa rispetto ai nati all\u2019interno del matrimonio. Questi ultimi diminuiscono, infatti, del 5,4% rispetto al 2024 attestandosi a 198.898 unit\u00e0. L\u2019incidenza dei nati al di fuori del vincolo coniugale continua cos\u00ec a crescere: nel 2025 \u00e8 pari al 44,1%, +0,9 punti percentuali sul 2024 e +24,4 punti percentuali sul 2008. In particolare, aumenta la quota di nati da genitori che non sono mai stati coniugati (dal 36,9% del 2024 al 38,0% del 2025), mentre continua a scendere, pur lievemente, la quota di nascite da coppie in cui almeno un genitore proviene da una precedente esperienza matrimoniale (dal 6,2% del 2024 al 6,1% del 2025).\u00a0<\/p>\n<p>Per la prima volta, nel Centro si perviene a una quota di un bambino su due nato fuori dal matrimonio (50,1%). Nel Nord questa quota \u00e8 pari al 43,1% e nel Mezzogiorno, pur continuandosi a registrare il livello pi\u00f9 basso, raggiunge il 42,3%, in virt\u00f9 di un aumento di 2 punti percentuali. Le differenze tra le aree del Paese continuano quindi a ridursi, con il Mezzogiorno che si \u00e8 avvicinato molto al valore del Nord.La Sardegna si conferma la regione con la pi\u00f9 alta quota di nascite al di fuori del matrimonio (59,4%), seguita dal Lazio (51,7%). Nel Mezzogiorno, la quota pi\u00f9 alta si osserva in Abruzzo (49,9%). Le percentuali pi\u00f9 basse si registrano in Basilicata (33,0%) e in Calabria (35,7%).\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019incidenza dei nati al di fuori del matrimonio continua a essere pi\u00f9 alta tra i genitori entrambi italiani (nel 2025, il 48,3%). Nelle coppie miste l\u2019incidenza dei nati fuori dal matrimonio \u00e8 pi\u00f9 elevata nei casi in cui \u00e8 il padre ad avere cittadinanza straniera (36,8%) rispetto a quelle in cui \u00e8 la madre ad averla (26,2%). Per i nati da genitori entrambi stranieri la quota di nati da coppie non coniugate \u00e8 invece pari al 29,6%, ben 18,7 punti percentuali in meno rispetto all\u2019incidenza che si osserva tra i nati da coppie italiane (Figura 2).\u00a0<\/p>\n<p>Si conferma la tendenza ad avere figli fuori dal matrimonio tra i pi\u00f9 giovani, segno di come i modi di progettare e fare famiglia stiano cambiando tra le nuove generazioni. Per le madri fino a 24 anni, la quota di nati fuori dal matrimonio \u00e8 pari al 62,4%, per quelle tra i 25 e i 34 anni al 44,5%. Se, per\u00f2, la coppia \u00e8 composta da partner entrambi italiani, le medesime quote salgono, rispettivamente, al 78,7% e al 49,5%. Dopo i 34 anni di et\u00e0, la quota di nati fuori dal matrimonio si attesta al 39,7% per il complesso delle coppie e al 42,2% tra le sole coppie di genitori italiani.\u00a0<\/p>\n<p>Le nascite fuori dal matrimonio riguardano per lo pi\u00f9 quelle da coppie di genitori celibi e nubili (l\u201986,2% delle quasi 157mila nascite al di fuori del vincolo coniugale nel 2025), a conferma di una tendenza sempre pi\u00f9 diffusa a non considerare il matrimonio una condizione necessaria per avere figli. Tra le madri fino a 24 anni di et\u00e0, per esempio, la quota di nascite da genitori mai coniugati rappresenta il 57,9% del totale, contro il 39,6% di quelle di et\u00e0 compresa tra i 25 e i 34 anni e il 31,5% tra le madri di et\u00e0 superiore ai 34 anni.\u00a0<\/p>\n<p>Il numero medio di figli per donna continua a diminuire nel 2025 attestandosi su 1,14, un valore in diminuzione rispetto all\u20191,18 del 2024, che a sua volta aveva gi\u00e0 superato al ribasso il precedente minimo storico di 1,19 del 1995. Si \u00e8 quindi attualmente ben al di sotto non solo della cosiddetta soglia di sostituzione di 2,1 figli in media per donna, che garantirebbe il ricambio generazionale, ma anche del valore di 1,44 consecutivamente registrato nel triennio 2008-2010, il massimo del nuovo millennio\u00a0<\/p>\n<p>La fecondit\u00e0 diminuisce per le donne sia italiane sia straniere. Il numero medio di figli per donna delle prime passa da 1,11 del 2024 a 1,07 (era 1,33 nel 2010). Per le straniere la fecondit\u00e0 \u00e8 stimata, nel 2025, in 1,74 figli per donna, in diminuzione sia rispetto al 2024 (1,81) sia rispetto al 2010 quando risultava ancora al di sopra della soglia di sostituzione (2,31). La fecondit\u00e0 delle straniere rimane comunque ancora su livelli elevati e la differenza con le donne italiane si mantiene stabile.\u00a0<\/p>\n<p>La riduzione della fecondit\u00e0 nel 2025 \u00e8 omogenea sul territorio nazionale. Il Centro continua a essere l\u2019area con la fecondit\u00e0 pi\u00f9 bassa, 1,07 nel 2025 (da 1,11 del 2024). Seguono il Nord, con un numero medio di figli per donna che passa da 1,19 a 1,15, e il Mezzogiorno, con un valore pari a 1,16 (1,20 nel 2024). La Sardegna si conferma la regione con la fecondit\u00e0 pi\u00f9 bassa e l\u2019unica con un valore inferiore all\u2019unit\u00e0 (0,85, in calo rispetto a 0,91 del 2024). La provincia autonoma di Bolzano\/Bozen conserva invece il primato della fecondit\u00e0 pi\u00f9 elevata, pari a 1,54, in aumento rispetto al 2024 (1,51). L\u2019unica altra regione a presentare un aumento \u00e8 la Valle d\u2019Aosta\/Vall\u00e9e d\u2019Aoste, che passa da 1,05 a 1,11. Alla provincia autonoma di Bolzano\/Bozen seguono, a distanza, la provincia autonoma di Trento (1,24) e Sicilia e Campania, entrambe con una fecondit\u00e0 pari a 1,22.\u00a0<\/p>\n<p>Secondo le stime elaborate sulla base dei primi dati provvisori sulle nascite relativi al periodo gennaio-luglio 2026, la fecondit\u00e0 continua a diminuire ma in maniera molto lieve. Nei primi sette mesi del 2026, infatti, il numero medio di figli per donna \u00e8 stimato pari a 1,13.\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019et\u00e0 media al parto registra nel 2025 un lieve aumento, passando da 32,6 anni del 2024 a 32,7. Rispetto al 1995, l\u2019aumento \u00e8 di quasi tre anni. L\u2019et\u00e0 media al primo figlio raggiunge per la prima volta i 32 anni, con un aumento di circa quattro anni rispetto al 1995, quando fu pari a 28,1 anni. Lo spostamento dell\u2019esperienza riproduttiva verso et\u00e0 sempre pi\u00f9 mature \u00e8 evidente dall\u2019analisi dei tassi di fecondit\u00e0 per et\u00e0 della madre nel corso del tempo. Rispetto al 1995, i tassi di fecondit\u00e0 sono pi\u00f9 elevati nelle et\u00e0 superiori ai 30 anni e pi\u00f9 bassi tra le donne pi\u00f9 giovani.\u00a0<\/p>\n<p>La crescita della posticipazione interessa sia le italiane sia le straniere. Nel 2025, l\u2019et\u00e0 media al parto delle prime \u00e8 pari a 33,2 anni (33,1 nel 2024), mentre per le straniere sale a 29,9 anni (29,7 nel 2024). La posticipazione delle nascite continua a essere pi\u00f9 intensa nel Centro e nel Nord, dove l\u2019et\u00e0 media al parto \u00e8 rispettivamente pari a 33,1 e 32,8 anni. Segue il Mezzogiorno con 32,4. Basilicata, Sardegna e Lazio sono le regioni cui spetta il primato dell\u2019et\u00e0 media al parto pi\u00f9 elevata (33,6 nella prima e 33,2 anni nelle altre due), mentre la Sicilia \u00e8 ancora la regione con le madri pi\u00f9 giovani (31,8 anni nel 2025, in lieve aumento sul 2024).\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>salute\/sanita<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Continuano a diminuire le nascite e il numero medio di figli per donna. Lo indica l&#8217;Istat sui dati sulla natalit\u00e0 e fecondit\u00e0 della popolazione residente nel 2025. 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