{"id":26979,"date":"2026-10-22T17:24:03","date_gmt":"2026-10-22T17:24:03","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=26979"},"modified":"2026-10-22T17:24:03","modified_gmt":"2026-10-22T17:24:03","slug":"contratto-bancari-sileoni-il-rinnovo-non-puo-aspettare-con-tempi-piu-lunghi-a-rischio-aumento-conflittualita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=26979","title":{"rendered":"Contratto Bancari, Sileoni: \u201cIl rinnovo non pu\u00f2 aspettare, con tempi pi\u00f9 lunghi, a rischio aumento conflittualit\u00e0&#8221;"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Il primo nodo riguarda il rinnovo del contratto nazionale dei bancari, scaduto il 31 marzo. Dopo i primi tre incontri, la trattativa non \u00e8 ancora entrata nel merito delle richieste sindacali. Il quarto appuntamento \u00e8 previsto a Roma, nella sede dell\u2019ABI. &#8220;Pi\u00f9 che una strada in salita, stiamo parlando del niente&#8221;, afferma Lando Maria Sileoni, segretario generale della FABI, sottolineando come, a suo giudizio, il comitato sindacale dell\u2019ABI non abbia ancora ricevuto un mandato sufficiente per avviare una discussione concreta.\u00a0<\/p>\n<p>La parte economica rappresenta tradizionalmente l\u2019aspetto pi\u00f9 complesso del negoziato, ma anche le altre richieste contenute nella piattaforma sindacale comportano costi per l\u2019associazione bancaria e per i singoli gruppi.\u00a0<\/p>\n<p>Secondo Sileoni, un ulteriore elemento di incertezza \u00e8 rappresentato dalle operazioni straordinarie in corso nel settore. Gli istituti, osserva, potrebbero essere in attesa di capire come cambieranno gli equilibri di forza e gli assetti del sistema bancario prima di assumere impegni nella trattativa.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Il contesto economico e il rischio di un aumento dell\u2019inflazione rendono ancora pi\u00f9 urgente il rinnovo. La FABI, spiega Sileoni, punta a raggiungere un accordo attraverso il confronto con l\u2019ABI e con i gruppi bancari, senza rinunciare alla tutela del potere d\u2019acquisto dei lavoratori.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Di fronte a una perdita di tempo che non ha il minimo senso, dobbiamo rappresentare gli interessi di 260 mila addetti, ai quali si aggiungono quasi 30 mila lavoratori delle banche di credito cooperativo. Queste ultime hanno un contratto nazionale distinto, ma, secondo Sileoni, l\u2019esito della trattativa ABI influenzer\u00e0 inevitabilmente anche il loro rinnovo.\u00a0<\/p>\n<p>Il messaggio alle banche \u00e8 netto: &#8220;Se aspettano ancora, chiederemo ulteriori aumenti, perch\u00e9 l\u2019inflazione potrebbe produrre altri disagi. Il recupero sar\u00e0 maggiore. Pi\u00f9 perdono tempo, peggio sar\u00e0 per loro&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Se il rinnovo non dovesse arrivare in tempi ragionevoli, la FABI \u00e8 pronta a irrigidire i rapporti sindacali, con possibili conseguenze anche sulla gestione delle operazioni straordinarie previste nei prossimi anni.\u00a0<\/p>\n<p>\u201cGli amministratori delegati devono sapere che, se non dovessimo arrivare in tempi ragionevoli alla conclusione positiva del contratto nazionale, siamo pronti a congelare qualunque tipo di rapporto e a bloccare i risultati che provengono dalle operazioni straordinarie\u00bb, dichiara. Una posizione che Sileoni presenta come una forma di tutela degli interessi economici e normativi dei lavoratori, non come una minaccia fine a s\u00e9 stessa.\u00a0<\/p>\n<p>La prospettiva \u00e8 quella di una possibile fase di conflittualit\u00e0 nei gruppi bancari, che potrebbe mettere a rischio i tempi e i risultati delle riorganizzazioni. Anche gli istituti non direttamente coinvolti nelle principali operazioni di risiko, aggiunge, dovranno fare i conti con il confronto sindacale e con gli eventuali aggiornamenti dei propri piani industriali.\u00a0<\/p>\n<p>Al centro della trattativa c\u2019\u00e8 anche la distribuzione dei risultati economici del settore. Sileoni richiama gli oltre 50 miliardi di utili delle banche, sostenendo che una parte significativa della ricchezza prodotta debba tradursi in benefici concreti per il personale.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Una parte importante della ricchezza non pu\u00f2 finire soltanto nelle tasche degli amministratori delegati, dei membri dei consigli di amministrazione e di altri soggetti. Una parte deve essere legittimamente ripartita fra le lavoratrici e i lavoratori del settore&#8221;, afferma.\u00a0<\/p>\n<p>Per il segretario generale della FABI, il rinnovo rappresenta l\u2019occasione per passare dalle dichiarazioni ai fatti, riconoscendo aumenti economici e miglioramenti normativi coerenti con il valore del lavoro svolto nelle banche.\u00a0<\/p>\n<p>La valorizzazione del personale, aggiunge, non riguarda soltanto la retribuzione, ma anche la qualit\u00e0 della vita professionale e personale. Lavoratori pi\u00f9 gratificati, secondo Sileoni, possono contribuire in misura maggiore ai risultati degli istituti.\u00a0<\/p>\n<p>Un altro tema riguarda il confronto tra il governo e il settore bancario sulle risorse necessarie per la manovra economica. Le richieste di un ulteriore contributo da parte degli istituti si intrecciano con il dibattito sugli utili e sugli accordi gi\u00e0 raggiunti con l&#8217;esecutivo.\u00a0<\/p>\n<p>Sileoni respinge per\u00f2 qualsiasi tentativo di collegare il contributo delle banche al rinnovo del contratto nazionale.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Sono due cose completamente separate. Il percorso del contratto nazionale deve essere autonomo rispetto a qualunque tentativo di coinvolgere le banche&#8221;, chiarisce.\u00a0<\/p>\n<p>Richiama, inoltre,  le posizioni espresse dal presidente dell\u2019ABI, Antonio Patuelli, e dall\u2019amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, sottolineando che gli accordi gi\u00e0 sottoscritti devono essere rispettati.\u00a0<\/p>\n<p>La FABI, spiega, non intende diventare uno strumento di confronto politico n\u00e9 accettare che le richieste economiche dei bancari siano utilizzate come argomento nel dibattito sulle risorse da destinare alla manovra.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Noi ci garantiamo e ci tuteliamo da soli. Il percorso del contratto non va messo in contraddizione o in competizione con quello che \u00e8 un eventuale contributo richiesto dal governo&#8221;, afferma.\u00a0<\/p>\n<p>Sileoni considera legittima la richiesta dell\u2019esecutivo di individuare risorse aggiuntive, ma ritiene altrettanto legittimo il richiamo al rispetto degli accordi gi\u00e0 raggiunti. Allo stesso tempo, giudica opportuno coinvolgere anche altri soggetti finanziari, evitando che le banche diventino il riferimento esclusivo nei momenti di necessit\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Le banche non devono diventare il bancomat nei momenti di urgenza&#8221;, osserva, auspicando che il confronto tra governo e sistema bancario possa portare a una soluzione condivisa.\u00a0<\/p>\n<p>Le operazioni di aggregazione e acquisizione che stanno ridisegnando il settore rappresentano un altro passaggio cruciale. Le possibili conseguenze riguardano gli organici, la rete degli sportelli, i piani industriali e l\u2019armonizzazione dei trattamenti economici e normativi tra i diversi gruppi.\u00a0<\/p>\n<p>Sileoni si dice fiducioso nella capacit\u00e0 del sindacato di affrontare le trasformazioni in corso, facendo leva sull\u2019esperienza maturata negli ultimi decenni nella gestione dei piani industriali e delle riorganizzazioni.\u00a0<\/p>\n<p>Secondo il segretario generale della FABI, negli anni il confronto tra sindacati e banche ha consentito di gestire le ricadute occupazionali attraverso strumenti volontari, come i prepensionamenti e gli esodi incentivati, evitando il ricorso ai licenziamenti collettivi.\u00a0<\/p>\n<p>Anche le eventuali chiusure o cessioni di sportelli e le ricadute sugli organici dovranno quindi essere esaminate sulla base dei piani effettivi, senza anticipare conclusioni che, al momento, non possono essere considerate definitive.\u00a0<\/p>\n<p>Per Sileoni, il risiko bancario non si esaurir\u00e0 con la conclusione delle operazioni attualmente al centro dell\u2019attenzione. La dimensione degli istituti e la disponibilit\u00e0 di risorse finanziarie potrebbero favorire nuove iniziative, anche da parte di gruppi che finora sono rimasti ai margini delle principali manovre.\u00a0<\/p>\n<p>Riconosce la legittimit\u00e0 delle strategie di crescita dei singoli istituti, in un contesto nel quale la dimensione pu\u00f2 fare la differenza sul piano competitivo.Accanto alle strategie industriali, per\u00f2, richiama il ruolo del risparmio degli italiani e la necessit\u00e0 di garantirne la tutela attraverso adeguate coperture politiche e finanziarie. Un altro elemento decisivo sar\u00e0 la capacit\u00e0 delle banche di distribuire parte della ricchezza prodotta sui territori e tra i lavoratori.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Ho una preferenza per quelle banche e quei gruppi che, oltre a ottenere risultati economici e finanziari importanti, hanno dimostrato di voler distribuire una parte della ricchezza insieme alle organizzazioni sindacali e alle persone che lavorano ogni giorno in banca&#8221;, afferma.\u00a0<\/p>\n<p>Sul fronte delle operazioni internazionali, Sileoni richiama anche la partita tra UniCredit e Commerzbank, sottolineando che la conclusione della fase relativa alla propriet\u00e0 non esaurisce le questioni da affrontare. La sfida successiva sar\u00e0 la gestione del gruppo tedesco, anche alla luce della sensibilit\u00e0 politica che ha accompagnato la vicenda in Germania.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>economia<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Il primo nodo riguarda il rinnovo del contratto nazionale dei bancari, scaduto il 31 marzo. Dopo i primi tre incontri, la trattativa non \u00e8 ancora entrata nel merito delle richieste sindacali. 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