{"id":27191,"date":"2026-10-23T14:41:00","date_gmt":"2026-10-23T14:41:00","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=27191"},"modified":"2026-10-23T14:41:00","modified_gmt":"2026-10-23T14:41:00","slug":"manuel-agnelli-al-premio-tenco-la-nuova-generazione-ci-assomiglia-ma-rubare-scarpe-rovina-la-protesta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=27191","title":{"rendered":"Manuel Agnelli al Premio Tenco: &#8220;La nuova generazione ci assomiglia, ma rubare scarpe rovina la protesta&#8221;"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Quarant&#8217;anni di carriera alle porte, un tour celebrativo gi\u00e0 in cantiere e il riconoscimento pi\u00f9 prestigioso per la canzone d&#8217;autore italiana. Questa sera al Teatro Ariston Manuel Agnelli e gli Afterhours riceveranno il Premio Tenco alla Carriera, suggellando un percorso che ha contribuito a ridefinire il rock italiano. &#8220;\u00c8 il riconoscimento del fatto che, al di l\u00e0 dell&#8217;attitudine rock&#8217;n&#8217;roll e rumoristica, c&#8217;\u00e8 sempre stato un lavoro sulla scrittura&#8221;, dice Manuel Agnelli poche ore prima di salire sul palco con un set che sar\u00e0 un excursus nella storia della band. Il frontman torna agli esordi della band e parla del rapporto con i giovani, del ruolo sociale della musica e delle recenti proteste milanesi finite nel caos.\u00a0<\/p>\n<p>\nChe significato ha ricevere il Premio Tenco alla Carriera?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Per noi \u00e8 un onore enorme. Credo sia il riconoscimento del fatto che, nonostante l&#8217;attitudine rock&#8217;n&#8217;roll, rumoristica e tutto il resto, nei nostri dischi e nelle nostre canzoni c&#8217;\u00e8 sempre stato un lavoro sulla scrittura. Questo premio riconosce proprio questo. E poi i premi oggi hanno anche un&#8217;altra funzione: danno visibilit\u00e0 a una musica che nei media trova sempre meno spazio. Il Tenco \u00e8 un veicolo di informazione musicale, oltre che un riconoscimento&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nGli Afterhours nascono in inglese e poi passano all&#8217;italiano. Quanto \u00e8 stato importante quel cambio?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;\u00c8 stato fondamentale. All&#8217;inizio volevo rompere con la generazione dei cantautori e ascoltavo quasi solo musica inglese e americana. Ma a un certo punto ci siamo accorti che l&#8217;inglese era una barriera enorme. Quando abbiamo iniziato a scrivere in italiano abbiamo scoperto una potenza comunicativa incredibile. Da l\u00ec abbiamo anche cercato di infilare l&#8217;italiano dentro strutture musicali che non appartenevano alla tradizione italiana. Credo che proprio questo ci abbia resi riconoscibili e unici&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nVi sentite dei capiscuola del rock d&#8217;autore italiano?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;No, io sono sempre stato seduto in fondo alla classe&#8230;&#8221;, interviene ridendo il batterista Giorgio Prette. &#8220;Non abbiamo inventato niente &#8211; sottolinea pi\u00f9 serio Agnelli &#8211; Prima di noi c&#8217;erano stati i Litfiba, i Diaframma, i Denovo, i Gaznevada. Hanno aperto loro le porte. I Litfiba, per la nostra generazione, in Italia sono stati pi\u00f9 importanti dei Nirvana. Noi siamo arrivati dentro una scena underground che esisteva gi\u00e0&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nChe cosa si \u00e8 perso rispetto agli anni Novanta?\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;\u00c8 arrivato internet. Ci ha dato l&#8217;illusione di poter comunicare senza muoverci da casa e invece ci ha divisi tantissimo. Essere presenti fisicamente in un luogo \u00e8 passato di moda. Poi il Covid ha dato il colpo finale, ha fatto chiudere tanti locali. Per\u00f2 vedo una cosa positiva: la generazione tra i 15 e i 30 anni si \u00e8 accorta del malessere prodotto da questa situazione e sta tornando nei concerti, nelle manifestazioni culturali e anche nelle piazze&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nVedete qualcosa di voi nelle nuove generazioni?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Moltissimo. Il mondo \u00e8 cambiato ma non cos\u00ec tanto. Questa nuova generazione usa la musica per raccontarsi e per trovare un linguaggio proprio, esattamente come facevamo noi. Quando parlo con loro non ho bisogno di un traduttore. La cosa che pi\u00f9 mi colpisce \u00e8 la sincerit\u00e0 espressiva che, quando c&#8217;\u00e8, \u00e8 la cosa pi\u00f9 potente. Spero soltanto che non vengano subito assorbiti dalle logiche dell&#8217;industria e del mercato&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nPer\u00f2 in molti parlano dei giovanissimi di oggi come di una generazione vessata da pressioni inedite.<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Ma non \u00e8 che ai nostri tempi fossero tutte rose e fiori. Noi uscivamo dagli anni Ottanta e dalla Milano da bere: se entro i trent\u2019anni non ti realizzavi eri considerato un fallito. C\u2019erano ancora i due blocchi e la minaccia nucleare, il punk nasceva dal &#8216;no future&#8217;, dal nichilismo. La differenza \u00e8 che allora esisteva pi\u00f9 dinamismo: se volevi organizzare un concerto, lo facevi. I centri sociali erano osteggiati, ma vivevano ed erano una forza culturale vitale. Oggi fanno una fatica mostruosa e il controllo \u00e8 molto pi\u00f9 soffocante&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nIn questi giorni si discute molto delle proteste sfociate nelle devastazioni di Milano. Come legge quello che \u00e8 successo?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Va fatta una distinzione netta. Chi \u00e8 andato in piazza per manifestare aveva delle ragioni e quel diritto va difeso. Ma chi ha approfittato della situazione per rubare delle scarpe costose e devastare ha finito per rovinare tutto ci\u00f2 che di buono c&#8217;era. Non mi convince l&#8217;idea che andare a saccheggiare dei negozi sia una forma di protesta o la manifestazione di un disagio sociale. Sono due cose molto diverse&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nLa nuova scena rap si \u00e8 divisa sulla lettura di questi eventi.<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Non direi che Marracash e Fedez siano la nuova scena, anzi. Con Marracash sono in parte d\u2019accordo, ma credo abbia difeso troppo i disordini, sopravvalutando le motivazioni di ragazzi che in molti casi erano andati soltanto a rubare. Quello che sta nascendo nella protesta sana, che non saccheggia i simboli del lusso, non c\u2019entra con il rap e con la trap. Il rap mi \u00e8 sempre piaciuto finch\u00e9 era militante e parlava di societ\u00e0. Quando \u00e8 diventato ostentazione di ricchezza, status e successo individuale, di Ferrari, catene d&#8217;oro, droga e violenza, ha perso la sua forza originaria. La scena che vedo nascere oggi, per fortuna, va in un&#8217;altra direzione&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nGuardando al futuro degli Afterhours, cosa c&#8217;\u00e8 in programma?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Faremo un tour europeo con questa formazione (la formazione attuale degli Afterhours, che comprende, oltre a lui alla voce e alla chitarra, Andrea Viti al basso, Dario Ciffo al violino e alla chitarra, Giorgio Prette alla batteria e, nel ruolo di ospite-jolly, Giacomo Rossetti dei Negrita, polistrumentista, tastierista e corista, ndr.), con cui l&#8217;anno scorso ho vissuto una delle esperienze pi\u00f9 belle della mia vita. Poi ci sar\u00e0 un lungo tour nei club italiani. E nel 2027 celebreremo i quarant&#8217;anni della band con uno spettacolo che attraverser\u00e0 tutto il nostro repertorio&#8221;, conclude. (Dall&#8217;inviata a Sanremo Antonella Nesi) \u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>spettacoli<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Quarant&#8217;anni di carriera alle porte, un tour celebrativo gi\u00e0 in cantiere e il riconoscimento pi\u00f9 prestigioso per la canzone d&#8217;autore italiana. 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