{"id":27770,"date":"2026-10-26T17:41:13","date_gmt":"2026-10-26T17:41:13","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=27770"},"modified":"2026-10-26T17:41:13","modified_gmt":"2026-10-26T17:41:13","slug":"rapid-55-pubblicate-raccomandazioni-per-organizzare-rete-di-cura-alzheimer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=27770","title":{"rendered":"Rapid 55: &#8220;Pubblicate raccomandazioni per organizzare rete di cura Alzheimer&#8221;"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Rendere pi\u00f9 tempestiva la diagnosi di malattia di Alzheimer, accompagnare le persone lungo tutto il percorso di cura e fornire indicazioni organizzative per l&#8217;introduzione delle nuove terapie nel Servizio sanitario nazionale: sono gli obiettivi del documento di consenso del progetto Rapid (Revolutionizing Alzheimer&#8217;s Patient care model. Initiatives Driving the future), pubblicato sulla rivista internazionale &#8216;Neurological Sciences&#8217;. Il progetto, realizzato con il supporto di Eisai Italia e il coordinamento metodologico di Iqvia &#8211; riferisce una nota &#8211; ha riunito un panel multidisciplinare di 13 esperti con competenze in neurologia, geriatria, neuroradiologia, medicina generale e programmazione sanitaria, insieme alla rappresentanza dei pazienti. Il lavoro ha portato al consenso su tutte le 55 raccomandazioni proposte per riorganizzare l&#8217;assistenza alle persone con Alzheimer in Italia, delineando un modello di rete su tre livelli &#8211; servizi territoriali, centri Spoke e centri Hub &#8211; coordinato da un organismo di governance dedicato.\u00a0<\/p>\n<p>In Italia, secondo le stime 2025 di Alzheimer Europe, vivono con demenza circa 1,4 milioni di persone, di cui circa 600mila con malattia di Alzheimer. I costi sono stimati in circa 15,6 miliardi di euro l&#8217;anno, per circa l&#8217;80% a carico diretto delle famiglie, continua la nota. La diagnosi e la presa in carico fanno riferimento ai Centri per i disturbi cognitivi e le demenze (Cdcd), ma tra le Regioni persiste una significativa variabilit\u00e0 in termini di risorse, integrazione multidisciplinare e accesso alla diagnostica avanzata. In questo scenario si inseriscono l&#8217;attuazione del Dm 77\/2022, che riorganizza l&#8217;assistenza territoriale attorno alle Case di Comunit\u00e0, e l&#8217;introduzione delle nuove terapie modificanti il decorso della malattia, che richiedono la conferma biologica della diagnosi, una valutazione multidisciplinare dell&#8217;eleggibilit\u00e0 e un monitoraggio strutturato con risonanza magnetica. Senza un ripensamento della rete, avvertono gli autori, le disuguaglianze territoriali rischiano di accentuarsi.\u00a0<\/p>\n<p>Il progetto Rapid \u00e8 partito da un&#8217;analisi organizzativa condotta in 7 centri italiani di diverse aree geografiche. Attraverso interviste al personale clinico e gestionale, l&#8217;analisi ha ricostruito gli attuali percorsi di presa in carico e il grado di preparazione organizzativa dei centri. A questa si \u00e8 affiancata una revisione delle raccomandazioni nazionali e internazionali e dei modelli di cura adottati in altri Paesi. Le raccomandazioni sono state valutate con il Rand\/Ucla Appropriateness Method, una metodologia di consenso validata a livello internazionale, dal panel di 13 esperti provenienti da tutto il territorio nazionale: 6 neurologi, 2 geriatri, un neuroradiologo, un medico di medicina generale, 2 esperti di programmazione sanitaria e un rappresentante dell&#8217;Associazione italiana malattia di Alzheimer (Aima).\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;La Malattia di Alzheimer \u00e8 una sfida sanitaria destinata a crescere e l&#8217;arrivo delle nuove terapie rende urgente un&#8217;evoluzione dei modelli diagnostici e assistenziali &#8211; afferma Mario Zappia, professore all&#8217;universit\u00e0 degli Studi di Catania e presidente della Societ\u00e0 italiana di neurologia &#8211; Intervenire precocemente richiede una diagnosi tempestiva, una selezione appropriata dei pazienti e un monitoraggio strutturato. Con il progetto Rapid abbiamo tradotto il confronto tra competenze diverse e le evidenze disponibili in raccomandazioni concrete, per accompagnare l\u2019evoluzione della rete di cura in modo coerente su tutto il territorio nazionale&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Il documento di consenso propone l&#8217;istituzione di un organismo di governance multidisciplinare su base regionale, con un coordinatore di rete, responsabile del percorso diagnostico-terapeutico, del dimensionamento della rete sulla base della domanda e del monitoraggio attraverso indicatori condivisi. La rete si articola su tre livelli. Il primo riguarda i servizi territoriali, con il medico di medicina generale che effettua una prima valutazione cognitiva e della fragilit\u00e0 e orienta il paziente verso i centri Spoke, in caso di fragilit\u00e0 e declino cognitivo lievi, oppure verso le Unit\u00e0 di valutazione multidimensionale (Uvm), collocate nelle Case di comunit\u00e0 o in strutture distrettuali equivalenti, preferibilmente in caso di fragilit\u00e0 severa e demenza avanzata. Il secondo \u00e8 costituito dai centri Spoke, dove si svolgono le valutazioni clinica, neuropsicologica e neuroradiologica e si mantiene nel tempo la presa in carico di tutte le persone con decadimento cognitivo lieve e demenza, indipendentemente dall\u2019eleggibilit\u00e0 alle nuove terapie. Infine, i centri Hub completano la diagnosi e valutano in \u00e9quipe multidisciplinare l&#8217;eleggibilit\u00e0 al trattamento; se formalmente autorizzati, sono responsabili di prescrizione, somministrazione e monitoraggio delle terapie. Il modello si innesta sulla rete esistente: ciascun Cdcd pu\u00f2 svolgere la funzione di Spoke o di Hub in base alle competenze, alla maturit\u00e0 organizzativa e alle dotazioni disponibili.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Il modello proposto non introduce nuove strutture. Valorizza quelle esistenti, definendo con chiarezza ruoli, criteri di invio e meccanismi di coordinamento tra i diversi livelli di cura &#8211; evidenzia Alessandro Padovani, professore all&#8217;universit\u00e0 di Brescia e direttore della Neurologia all&#8217;Asst Spedali Civili di Brescia &#8211; L&#8217;obiettivo \u00e8 garantire che ogni persona sia indirizzata al livello di assistenza pi\u00f9 appropriato e ridurre la variabilit\u00e0 tra i territori. Abbiamo voluto offrire alle Regioni un riferimento flessibile, adattabile ai diversi contesti organizzativi&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Per quanto riguarda le nuove terapie, il documento raccomanda alle Regioni di definire, d&#8217;intesa con il ministero della Salute, requisiti strutturali, organizzativi e professionali chiari e verificabili per i centri Hub. Propone, inoltre, di programmare i volumi sulla base della capacit\u00e0 di trattamento dichiarata dai centri, in termini di infusioni, visite di controllo e risonanze di monitoraggio, e di garantire al paziente l&#8217;accesso all\u2019Hub della propria area di residenza. Per favorire l&#8217;omogeneit\u00e0 dei percorsi, le raccomandazioni prevedono l&#8217;adozione di protocolli comuni di risonanza magnetica e valutazione neuropsicologica, formati uniformi di refertazione dei biomarcatori e l&#8217;introduzione progressiva dei biomarcatori plasmatici. L&#8217;impiego della telemedicina pu\u00f2 sostenere la collaborazione tra i livelli della rete e il progressivo trasferimento di alcune attivit\u00e0 verso servizi pi\u00f9 vicini al paziente. Accanto agli aspetti clinici e organizzativi, il documento prevede percorsi strutturati di informazione e counselling per pazienti e caregiver, valorizzando una comunicazione continuativa e il coinvolgimento nelle decisioni di cura, nel rispetto della volont\u00e0 della persona.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Le famiglie hanno bisogno di percorsi chiari e di riferimenti stabili nel tempo &#8211; sottolinea Patrizia Spadin di Aima &#8211; Oggi circa l&#8217;80% dei costi della malattia ricade sulle famiglie, che spesso si trovano a gestire da sole un carico assistenziale, economico ed emotivo molto pesante. Inoltre, la qualit\u00e0 e i tempi della diagnosi e della presa in carico dipendono ancora troppo dalla Regione in cui si vive: un&#8217;iniquit\u00e0 che non possiamo accettare. Il progetto Rapid si inserisce in tale contesto, affiancando pazienti e caregiver lungo tutto il percorso della malattia, dalla diagnosi alle fasi pi\u00f9 avanzate, e contribuisce a ridurre le disuguaglianze di accesso&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Il documento &#8211; conclude la nota &#8211; si propone come riferimento operativo per le autorit\u00e0 sanitarie regionali e i decisori impegnati nella riorganizzazione dell\u2019assistenza. Le 55 raccomandazioni offrono cos\u00ec una base condivisa per orientare le scelte organizzative e coniugare l&#8217;introduzione dell\u2019innovazione con una presa in carico continuativa e pi\u00f9 omogenea sul territorio. La flessibilit\u00e0 del modello consente di modulare numero e collocazione di Uvm, Spoke e Hub in base alle strutture disponibili, alla densit\u00e0 di popolazione e alle caratteristiche epidemiologiche locali. Per la sua attuazione, gli autori indicano la necessit\u00e0 di interventi coordinati a livello nazionale e regionale: la designazione formale dei centri Hub e Spoke, l&#8217;adozione di percorsi diagnostico-terapeutici condivisi e il rafforzamento dei servizi territoriali.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>cronaca<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Rendere pi\u00f9 tempestiva la diagnosi di malattia di Alzheimer, accompagnare le persone lungo tutto il percorso di cura e fornire indicazioni organizzative per l&#8217;introduzione delle nuove terapie nel Servizio sanitario nazionale: sono&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":27771,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[3],"class_list":["post-27770","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27770","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=27770"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27770\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/27771"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=27770"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=27770"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=27770"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}