{"id":27812,"date":"2026-10-26T23:03:13","date_gmt":"2026-10-26T23:03:13","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=27812"},"modified":"2026-10-26T23:03:13","modified_gmt":"2026-10-26T23:03:13","slug":"fentanyl-con-test-rapidi-rischio-di-falsi-positivi-studio-iss-svela-linterferenza-di-un-farmaco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=27812","title":{"rendered":"Fentanyl, &#8220;con test rapidi rischio di falsi positivi&#8221;: studio Iss svela l&#8217;interferenza di un farmaco"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; I test rapidi sulle urine utilizzati per individuare il fentanyl possono, in determinate circostanze, fornire risultati positivi anche quando la sostanza non \u00e8 presente. Tra le possibili cause ci sono alcune terapie farmacologiche, in particolare quelle a base di risperidone, un farmaco impiegato in psichiatria. Lo evidenzia uno studio condotto dai ricercatori del Centro nazionale Dipendenze e Doping dell&#8217;Istituto superiore di sanit\u00e0, pubblicato su &#8216;Clinical Chemistry and Laboratory Medicine&#8217;. \u00a0<\/p>\n<p>Gli autori &#8211; informa l&#8217;Iss &#8211; hanno osservato che, in alcuni servizi di Salute mentale, diversi pazienti risultavano positivi al fentanyl dopo essere stati sottoposti a test rapidi sulle urine. Qualcosa, per\u00f2, non tornava: quando gli stessi campioni venivano analizzati con strumenti di laboratorio pi\u00f9 precisi, il fentanyl non veniva rilevato. Attraverso analisi di laboratorio in grado di identificare numerose sostanze, gli studiosi hanno individuato nei campioni due farmaci: il risperidone, usato per il trattamento di alcuni disturbi psichiatrici, e l&#8217;acido valproico, impiegato nel trattamento dell&#8217;epilessia e di alcuni disturbi dell&#8217;umore. Per capire quale dei due potesse interferire con i test, i ricercatori hanno condotto un esperimento, aggiungendo i farmaci separatamente e poi in combinazione a campioni di urina che inizialmente non li contenevano. Il risultato \u00e8 stato chiaro: i test segnalavano erroneamente la presenza di fentanyl quando nelle urine era presente il risperidone, anche in combinazione con l&#8217;acido valproico. Quest&#8217;ultimo, invece, non provocava lo stesso effetto quando era presente da solo. \u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Il fenomeno si chiama cross-reattivit\u00e0, ma il concetto \u00e8 semplice&#8221;, spiegano Manuela Pellegrini e Annagiulia di Trana del Centro nazionale Dipendenze e Doping, tra le autrici dello studio. &#8220;Il test &#8211; chiariscono &#8211; pu\u00f2 confondere una sostanza con un&#8217;altra e segnalare una positivit\u00e0 che, in realt\u00e0, non corrisponde alla presenza del fentanyl. Un aspetto particolarmente importante \u00e8 che questa interferenza \u00e8 stata osservata a una concentrazione di risperidone compatibile con quella riscontrabile nelle urine delle persone che assumono il farmaco a scopo terapeutico&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Un falso positivo &#8211; afferma Simona Pichini, direttrice del Centro nazionale Dipendenze e Doping dell&#8217;Iss &#8211; pu\u00f2 avere conseguenze importanti, soprattutto per una persona che assume regolarmente farmaci psichiatrici. Un risultato errato potrebbe infatti far sospettare il consumo di sostanze stupefacenti, generando preoccupazioni e incomprensioni o influenzando decisioni sanitarie e assistenziali. Per questo motivo, un test rapido positivo non deve essere considerato da solo una prova definitiva dell&#8217;assunzione di fentanyl. Quando il risultato \u00e8 inatteso o pu\u00f2 avere conseguenze rilevanti, \u00e8 fondamentale verificarlo con analisi di laboratorio pi\u00f9 specifiche e affidabili&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>cronaca<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; I test rapidi sulle urine utilizzati per individuare il fentanyl possono, in determinate circostanze, fornire risultati positivi anche quando la sostanza non \u00e8 presente. 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