{"id":27874,"date":"2026-10-27T11:13:00","date_gmt":"2026-10-27T11:13:00","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=27874"},"modified":"2026-10-27T11:13:00","modified_gmt":"2026-10-27T11:13:00","slug":"la-musica-deve-unire-non-dividere-i-nickelback-ripartono-da-everything-under-the-sun","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=27874","title":{"rendered":"&#8220;La musica deve unire, non dividere&#8221;: i Nickelback ripartono da &#8216;Everything Under The Sun&#8217;"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; &#8220;La musica e i concerti devono offrire soprattutto l\u2019opportunit\u00e0 di allontanarsi da quello che accade nel mondo, godersi la vita insieme a persone che condividono gli stessi interessi e non cercare di dividere ma unire&#8221;. Per Mike Kroeger, bassista dei Nickelback, il rock conserva ancora questa funzione, in un mondo attraversato da guerre e divisioni. Quattro anni dopo &#8216;Get Rollin\u2019, la band canadese torna con &#8216;Everything Under The Sun&#8217;, il nuovo album in uscita il 30 ottobre prossimo, che raccoglie le sue diverse anime, dal rock pi\u00f9 aggressivo di &#8216;Rattle the Cage&#8217; con John 5, ai brani pi\u00f9 melodici. L&#8217;AdnKronos parla con Kroeger  della libert\u00e0 creativa conquistata in oltre vent\u2019anni di carriera, di una canzone come &#8216;How You Remind Me&#8217; che continua a raggiungere nuove generazioni, del futuro del rock e delle opportunit\u00e0 e dei rischi dell\u2019intelligenza artificiale. Di una cosa Kroeger \u00e8 assolutamente convinto: &#8220;La musica deve partire dalle idee e dall\u2019esperienza umana&#8221;.<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>\nSono passati quattro anni da &#8216;Get Rollin\u2019. Che cosa \u00e8 cambiato per i Nickelback in questo periodo?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Credo che siamo cresciuti molto come band e che mio fratello abbia affinato ulteriormente la sua capacit\u00e0 di scrivere canzoni. Questo album, e pi\u00f9 in generale questa fase della nostra carriera, rappresentano un importante passo avanti. Stiamo vivendo un momento particolarmente positivo e abbiamo realizzato un disco di cui sono davvero orgoglioso. A mio avviso \u00e8 un album maturo, compatto e molto convincente&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nIl titolo &#8216;Everything Under The Sun&#8217;, sembra riflettere tutto il vostro universo musicale. Che significato ha per te?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Il titolo racchiude l&#8217;ampiezza dei temi affrontati e la variet\u00e0 di suoni e stili che caratterizzano le canzoni dell&#8217;album. \u00c8 un disco estremamente eterogeneo, con brani molto diversi tra loro. &#8216;Everything Under The Sun&#8217; sintetizza perfettamente questa ricchezza e diversit\u00e0. Credo sia il modo migliore per rappresentare un album che cerca di abbracciare ogni cosa&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\n\u00c8 anche un modo per rivendicare la libert\u00e0 di fare quello che vi pare, senza dover dimostrare niente a nessuno?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;S\u00ec, da tempo godiamo di una grande libert\u00e0 creativa. Il successo ottenuto negli anni ci permette di finanziare  i nostri dischi, senza pressioni esterne. Possiamo scrivere, registrare e pubblicare la musica che vogliamo, seguendo esclusivamente i nostri tempi e le nostre scelte artistiche&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nCome hai detto, e come ha raccontato anche Chad, questo album raccoglie le diverse anime della band, dai brani pi\u00f9 aggressivi ai momenti pi\u00f9 introspettivi. C&#8217;\u00e8 stato qualche aspetto inaspettato durante la realizzazione del disco?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Non credo ci sia stato qualcosa di davvero inaspettato. Ci sono state per\u00f2 piacevoli sorprese, legate all&#8217;ispirazione che siamo riusciti a trovare in modi diversi dal solito, esplorando idee e atmosfere che non avevamo mai affrontato prima. \u00c8 stato entusiasmante vederle prendere forma poco alla volta. In questo senso, direi che il percorso \u00e8 stato ricco di novit\u00e0 interessanti e stimolanti&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nIl primo singolo estratto, &#8216;Rattle the Cage&#8217;, con John 5, ha un sound particolarmente potente. Com&#8217;\u00e8 nata la collaborazione con lui e che cosa avevate in mente quando avete lavorato al brano?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Come sanno bene i nostri fan, i Nickelback hanno spesso coinvolto chitarristi ospiti nei loro album. Quasi in ogni disco abbiamo invitato qualcuno a suonare un assolo o a contribuire in qualche altro modo. \u00c8 una tradizione che portiamo avanti da molto tempo: gi\u00e0 ai tempi di &#8216;Silver Side Up&#8217;, nel 2001, Ian Thornley suon\u00f2 in &#8216;Good Times Gone&#8217;. Quando abbiamo completato &#8216;Rattle the Cage&#8217;, \u00e8 arrivato il momento di registrare l&#8217;assolo di chitarra. Chad ha pensato che sarebbe stato interessante affidarlo a un musicista esterno invece di suonarlo lui stesso. Eravamo tutti d&#8217;accordo e il suo primo nome \u00e8 stato John 5. \u00c8 una persona e un chitarrista davvero unico, quindi ci \u00e8 sembrata subito la scelta giusta. A quel punto il brano era gi\u00e0 finito: glielo abbiamo fatto ascoltare e gli abbiamo chiesto di intervenire con il suo stile. Si \u00e8 divertito moltissimo a lavorarci e il risultato finale \u00e8 straordinario. \u00c8 davvero un musicista eccezionale&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nSiete partiti da una piccola citt\u00e0 canadese e avete finito per suonare davanti a migliaia  di persone in tutto il mondo. Dopo tutti questi anni, che rapporto avete con il vostro pubblico?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Il nostro pubblico ci conosce molto bene e noi conosciamo altrettanto bene i nostri fan. Sappiamo che cosa cercano e continuare. \u00c8 un aspetto che dobbiamo tenere presente quando realizziamo un album: continiuare a fare quella che, secondo noi, \u00e8 la musica che i nostri fan si aspettano. Si tratta di rock and roll autentico, diretto e senza fronzoli. Che sia un brano hard rock come &#8216;Rattle the Cage&#8217; o qualcosa di pi\u00f9 melodico e delicato, come una canzone d&#8217;amore quale &#8216;Make Me Love You&#8217;, sanno cosa aspettarsi. Questo disco non si discosta molto da quella direzione. Ci sono anche altri elementi ma ritrovano comunque ci\u00f2 che conoscono&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nAvete scritto una delle canzoni simbolo dei primi anni Duemila: &#8216;How You Remind Me&#8217;. Oggi appartiene anche a una nuova generazione di ascoltatori, molti dei quali non erano ancora nati quando usc\u00ec. Come cambia il vostro rapporto con una canzone nel corso degli anni?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Nel caso di &#8216;How You Remind Me&#8217;, credo che il cambiamento dipenda soprattutto da come si evolve il pubblico. I nostri ascoltatori non stanno semplicemente invecchiando: in realt\u00e0, il pubblico si sta ringiovanendo. Ci sono i fan della prima ora, che sono cresciuti e hanno avuto dei figli, e oggi c&#8217;\u00e8 anche una generazione ancora pi\u00f9 giovane che si avvicina alla nostra musica. Quando guardiamo il pubblico durante i concerti, vedo tante persone pi\u00f9 giovani dei miei stessi figli&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nTi fa sentire un po&#8217; vecchio?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;No, per niente. Non \u00e8 una sensazione del genere. Ne sono profondamente colpito e sono davvero grato a chiunque abbia voglia di ascoltare la nostra musica. Quando arrivano nuovi fan, \u00e8 come ricevere una nuova benedizione&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nAvete attraversato l&#8217;epoca dei cd, l&#8217;avvento dei download e, oggi, quella dello streaming. Quale di questi cambiamenti ha avuto l&#8217;impatto maggiore sul vostro modo di concepire la musica?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Nessuno di questi cambiamenti ha modificato davvero il nostro approccio al lavoro. \u00c8 ovvio che hanno cambiato il modo in cui le persone consumano la musica e la scoprono ma per quanto riguarda il nostro modo di lavorare, le cose non sono cambiate molto. Da decenni parliamo della possibilit\u00e0 di abbandonare il modello dell&#8217;album e pubblicare una o due o tre canzoni per poi andare in tour. Ne abbiamo discusso tante volte ma non lo abbiamo mai fatto. Continuiamo a realizzare dischi&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nIl rock \u00e8 nato anche come linguaggio di ribellione. Oggi il panorama musicale \u00e8 dominato da generi e stili diversi. Che cosa significa essere una rock band oggi?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Significa ci\u00f2 che ha sempre significato: essere autentici. Essere onesti con noi stessi e con chi ci ascolta, senza fingere di essere qualcun altro. \u00c8 un principio che non \u00e8 mai cambiato da quando abbiamo iniziato. Le persone percepiscono la sincerit\u00e0 e riconoscono quando qualcuno sta cercando di apparire diverso da ci\u00f2 che \u00e8 realmente&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nQuindi il vostro segreto \u00e8 rimanere fedeli a voi stessi?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;S\u00ec, rimanere fedeli alle nostre origini, a quello che siamo come persone e come band&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nPensi che il rock sia ancora in grado di raccontare le frustrazioni e le preoccupazioni delle nuove generazioni? Oppure sono altri generi musicali a ricoprire oggi il ruolo che un tempo era del rock?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Non saprei. Le cose cambiano ed evolvono continuamente ma non credo che il rock sia cambiato poi cos\u00ec tanto. Da persona che lo vive ogni giorno, penso che conservi ancora la stessa energia e vitalit\u00e0 di sempre. Non vedo trasformazioni sostanziali nella sua essenza. Se oggi altri generi stanno acquisendo maggiore rilevanza nell&#8217;immaginario collettivo e riescono a intercettare meglio determinate sensibilit\u00e0, credo che sia un fatto positivo. Ma il rock, per come lo vedo io, continua a svolgere la stessa funzione di sempre: raccontare l&#8217;esperienza umana&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nViviamo in un periodo molto difficile, tra guerre, conflitti e incertezze economiche. Che cosa pensi possa fare la musica in un contesto del genere?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Penso che la musica debba rappresentare una distrazione, un contrappeso rispetto a tutte queste questioni. Credo che, piuttosto che lasciarsi coinvolgere e finire invischiati nella politica o in altre questioni sociali, la musica e i concerti debbano offrire soprattutto l&#8217;opportunit\u00e0 di allontanarsi da tutto questo, godersi la vita insieme a persone che condividono gli stessi interessi e non cercare di dividere ma unire. La musica pu\u00f2 ancora offrire uno spazio in cui le persone si ritrovano, si divertono e, per qualche ora, non pensano a tutto il resto. Non si va in Parlamento o davanti a un palazzo del governo per assistere a un concerto rock. Non credo, quindi, che le persone vadano ai concerti rock per fare politica&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nAnche l&#8217;intelligenza artificiale si sta facendo strada nella produzione musicale. Pensi che possa essere uno strumento utile per i musicisti o rischia di compromettere ci\u00f2 che rende il rock cos\u00ec particolare?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Ho riflettuto a lungo su questo. Penso che possa essere un grande strumento per chi non suona, non sa suonare la chitarra o il pianoforte e forse non sa nemmeno cantare ma ha delle idee. Non vedo cosa ci possa essere di sbagliato nel fatto che qualcuno abbia un&#8217;idea e utilizzi l&#8217;intelligenza artificiale per darle forma e comunicarla. Non \u00e8 molto diverso da quello che accadrebbe se una persona si trovasse in una stanza piena di musicisti esperti, esponesse le proprie idee e chiedesse a ciascuno di suonare una parte. In fondo, \u00e8 proprio cos\u00ec che nasce la scrittura di una canzone: dalle idee. Credo che anche chi non sa suonare uno strumento debba avere la possibilit\u00e0 di concepire canzoni e idee musicali. Non vedo perch\u00e9 non dovrebbe essere cos\u00ec. Penso che l&#8217;intelligenza artificiale possa essere uno strumento molto utile. Credo che sar\u00e0 come ogni altra grande svolta tecnologica: porter\u00e0 con s\u00e9 aspetti positivi e negativi. Ci saranno cambiamenti enormi ma anche cose buone e cose cattive&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nPensi che utilizzare l&#8217;intelligenza artificiale per scrivere una canzone o comporre musica sia davvero utile oppure che possa compromettere il lavoro umano?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Continuo a pensare che, se \u00e8 l&#8217;intelligenza artificiale a elaborare le idee in partenza, la questione sia diversa. Per come la intendo io, per\u00f2, sono ancora gli esseri umani a dover avere le idee. Siamo noi a dover formulare le richieste e a dare le indicazioni all&#8217;intelligenza artificiale. Forse, in un futuro non troppo lontano, i modelli di intelligenza artificiale saranno in grado di produrre musica all&#8217;infinito, senza bisogno di alcun intervento umano. Potrebbe essere interessante, ma non so come andr\u00e0 a finire. Quello che mi piace, invece, \u00e8 l&#8217;idea che possa abbassare una sorta di barriera d&#8217;ingresso: una persona che non sa suonare uno strumento pu\u00f2 avere un&#8217;idea e riuscire comunque a realizzare della musica. Non ci vedo davvero nulla di sbagliato&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nDopo tutto questo tempo trascorso insieme nella band, che cosa ti spinge ancora a entrare in studio e a scrivere nuove canzoni? E il motivo per cui fai musica \u00e8 cambiato rispetto agli esordi?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;E&#8217; cambiato nel senso che adesso \u00e8 semplicemente molto divertente. Mi diverto davvero. Amo entrare in studio, suonare, avere nuove idee e lavorare insieme agli altri per svilupparle.  Non \u00e8 sempre stato cos\u00ec: a volte \u00e8 stato davvero difficile&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nQuando scrivete le canzoni, pensate gi\u00e0 a come suoneranno dal vivo oppure lasciate che le cose seguano il loro corso?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Vorrei che mio fratello prestasse un po&#8217; pi\u00f9 di attenzione a come le canzoni funzioneranno dal vivo. Spesso le scrive e le arrangia in un modo che rende molto difficile per lui stesso cantarle. Quando arriva il momento di eseguirle sul palco, si ritrova sotto una pressione enorme. Amo quei brani, sono bellissimi, ma in alcuni casi si sarebbero potuti costruire diversamente per renderli pi\u00f9 agevoli da interpretare durante i concerti. Detto questo, \u00e8 una sua scelta. Ci \u00e8 capitato pi\u00f9 volte, dopo uno show, di ritrovarci nel backstage a scherzare dicendo: &#8220;Se mai scopriremo chi ha scritto quella canzone, gliela faremo pagare&#8221;. Perch\u00e9 il colpevole \u00e8 sempre Chad. \u00c8 lui che scrive cercando di realizzare la canzone migliore possibile, senza preoccuparsi troppo di quanto sar\u00e0 impegnativo riproporla dal vivo&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nGuardando a &#8216;Everything Under The Sun&#8217;, pensi che sia un album che racconta chi siete stati, chi volete diventare o semplicemente chi siete oggi?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Penso che ogni nostro album racconti chi siamo nel momento in cui lo realizziamo. In un certo senso, ogni disco \u00e8 una capsula del tempo, un&#8217;istantanea di ci\u00f2 che siamo in una determinata fase della nostra vita. Lo stesso vale per chi lo ascolta: ci sono tantissimi album che, ogni volta che li riascolto, mi riportano immediatamente al periodo in cui li ho scoperti per la prima volta. Con il passare del tempo, credo che il legame con la musica del passato dipenda soprattutto da chi eravamo noi in quel momento. Riascoltare certe canzoni \u00e8 come fare un viaggio nel tempo e ritrovare emozioni, ricordi e sensazioni legate a una particolare fase della nostra vita. Per questo preferisco lasciare che siano gli ascoltatori ad attribuire alla nostra musica un significato personale. Se le nostre canzoni riescono a diventare parte della colonna sonora delle loro vite, non posso che esserne felice&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>spettacoli<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &#8220;La musica e i concerti devono offrire soprattutto l\u2019opportunit\u00e0 di allontanarsi da quello che accade nel mondo, godersi la vita insieme a persone che condividono gli stessi interessi e non cercare di&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":27875,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[3],"class_list":["post-27874","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27874","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=27874"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27874\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/27875"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=27874"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=27874"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=27874"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}