{"id":29244,"date":"2026-11-02T23:06:33","date_gmt":"2026-11-02T23:06:33","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=29244"},"modified":"2026-11-02T23:06:33","modified_gmt":"2026-11-02T23:06:33","slug":"midterm-e-il-giorno-del-referendum-su-trump-guerra-e-caro-benzina-pesano-sul-voto-usa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=29244","title":{"rendered":"Midterm, \u00e8 il giorno del referendum su Trump: guerra e caro benzina pesano sul voto Usa"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Elezioni di met\u00e0 mandato, ma anche un referendum sulla presidenza di Donald Trump. Negli Usa \u00e8 il giorno delle midterm, una partita  pi\u00f9 aperta che mai dove in gioco c&#8217;\u00e8 il controllo dell&#8217;intero Congresso. Mentre i sondaggi mostrano il gradimento pi\u00f9 basso mai registrato dal presidente americano, con l&#8217;ultima rilevazione che delinea uno scenario da incubo per i repubblicani, la guerra in Iran e il conseguente caro benzina pesano come un macigno sul voto. \u00a0<\/p>\n<p>\nE Trump lo sa bene, tanto da rassicurare su un possibile accordo con Teheran anche nelle ultimissime ore prima dell&#8217;apertura dei seggi. &#8220;I prezzi del petrolio stanno crollando come un sasso, quasi 10 dollari al barile, un record, perch\u00e9 la gente pensa che non ci sar\u00e0 una guerra con l&#8217;Iran. L&#8217;Iran vuole una soluzione, il prima possibile. Potrebbe succedere&#8221;, le parole su Truth social alla vigilia di quelle che il tycoon definisce &#8220;le elezioni di met\u00e0 mandato pi\u00f9 importanti della nostra storia&#8221;. Intanto il presidente \u00e8 passato all&#8217;attacco, accusando ancora una volta il Partito democratico per aver &#8220;nominato la lista di candidati pi\u00f9 estremista e pericolosa della storia americana. Sono i candidati pi\u00f9 pericolosi mai presentati&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Nonostante le rassicurazioni delle ultime ore, Trump ha continuato nei giorni scorsi a difendere l&#8217;operato della sua amministrazione sull&#8217;Iran definendo il rincaro della benzina provocato dalla guerra &#8220;un piccolo prezzo da pagare&#8221;. Ma per gli automobilisti americani il conto \u00e8 sempre pi\u00f9 salato e rischia di diventare una batosta per i repubblicani, chiamati a difendere le maggioranze al Congresso. \u00a0<\/p>\n<p>Il presidente ha pi\u00f9 volte minimizzato l&#8217;impatto dei rincari, sostenendo che l&#8217;intervento militare sia necessario per impedire all&#8217;Iran di ottenere un&#8217;arma nucleare. Durante una tappa elettorale in North Carolina, Trump ha sottolineato che &#8220;\u00e8 un prezzo molto basso da pagare per quello che abbiamo fatto&#8221;, aggiungendo che sarebbe stato disposto ad accettare aumenti anche pi\u00f9 consistenti. Sabato scorso, a un comizio in Georgia, \u00e8 tornato a rivendicare i vantaggi per l&#8217;industria energetica americana: &#8220;Stiamo facendo una fortuna&#8221;, ha detto, ammettendo che i suoi collaboratori gli avevano suggerito di non insistere sui guadagni mentre i consumatori pagano di pi\u00f9. &#8220;Ma ho detto che non me ne importa un accidente. Lo dir\u00f2&#8221;, ha aggiunto, promettendo che i prezzi alla pompa scenderanno. Gi\u00e0 a settembre aveva previsto che il petrolio avrebbe cominciato a calare &#8220;subito dopo le elezioni&#8221;.<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Dal canto loro i democratici contestano la linea della Casa Bianca e legano direttamente il caro carburante alla decisione di una possibile entrata in guerra. Il rincaro, sostengono, smentisce le promesse di Trump di abbassare il costo della vita e si somma alle difficolt\u00e0 legate ai prezzi di alimentari e altri beni. L&#8217;opposizione insiste anche sul fatto che il costo del carburante non si ferma al distributore: quando aumentano benzina e diesel, crescono le spese per trasportare merci e produrre beni, con effetti che possono arrivare fino agli scaffali dei supermercati. La Casa Bianca replica che i prezzi torneranno a scendere quando il conflitto sar\u00e0 finito e rivendica i risultati della propria strategia energetica.\u00a0<\/p>\n<p>\nLe differenze tra gli Stati sono marcate. Secondo i dati diffusi dall&#8217;American Automobile Association l&#8217;8 ottobre, la California registrava il prezzo medio pi\u00f9 alto del Paese, a 6,34 dollari al gallone, seguita dalle Hawaii a 5,63, dallo Stato di Washington a 5,46 e dal Nevada a 5,45. Si tratta di mercati in cui il pieno costa sensibilmente pi\u00f9 della media nazionale, anche se potrebbe avere un peso particolare negli Stati in cui la competizione elettorale \u00e8 pi\u00f9 serrata, dove anche il malcontento per l&#8217;aumento delle spese quotidiane pu\u00f2 incidere sulle scelte degli elettori.\u00a0<\/p>\n<p>Sul piano politico, l&#8217;attenzione \u00e8 puntata anche su Stati come Ohio, Texas e Iowa, dove i repubblicani devono affrontare sfide all&#8217;ultimo voto, almeno secondo i sondaggi, e il caro diesel colpisce settori importanti dell&#8217;economia locale. In Ohio, un elettore ha raccontato di essersi orientato maggiormente verso i democratici dopo essersi irritato per la scelta di Trump di entrare in guerra. &#8220;Dove sono i repubblicani al Congresso?&#8221;, si \u00e8 chiesto. &#8220;Perch\u00e9 non chiedono conto a Trump delle sue decisioni?&#8221;. Anche tra alcuni sostenitori del presidente emergono dubbi: &#8220;A un certo punto bisogna chiedersi: ne vale la pena?&#8221;, ha osservato un elettore del Michigan, parlando del costo del pieno.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Intanto l&#8217;ultimo sondaggio nazionale di Nbc News, condotto tra il 28 e il 30 ottobre,  delinea uno scenario da incubo per il tycoon. I democratici registrano infatti un vantaggio di sette punti sui repubblicani nella corsa per il controllo del Congresso, mentre il tasso di disapprovazione del presidente raggiunge il livello record del 60%.\u00a0<\/p>\n<p>Il 52% degli elettori registrati preferisce un Congresso controllato dai democratici, contro il 45% favorevole ai repubblicani e il 3% di indecisi. Il vantaggio democratico \u00e8 aumentato di due punti rispetto alla rilevazione di settembre e sale a 21 punti tra gli indipendenti. Il gradimento di Trump si attesta invece al 40%, mentre il 64% degli intervistati ritiene che il presidente non abbia soddisfatto le aspettative, contro il 34% di giudizi positivi. Il 70% degli elettori giudica sbagliata la direzione intrapresa dal Paese, nove punti in pi\u00f9 rispetto a un anno fa, e circa due terzi chiedono un cambiamento rispetto alle politiche dell&#8217;amministrazione.\u00a0<\/p>\n<p>Il sondaggio evidenzia inoltre una diffusa insoddisfazione economica: circa tre elettori su quattro si dichiarano scontenti della situazione del Paese e, per la prima volta in trent&#8217;anni di rilevazioni Nbc, la percentuale di chi \u00e8 insoddisfatto delle proprie condizioni finanziarie (51%) supera quella dei soddisfatti (49%). Inflazione e costo della vita restano le principali preoccupazioni. I democratici hanno un vantaggio di un punto sulla gestione dell&#8217;inflazione, mentre i repubblicani conservano un margine di due punti sull&#8217;economia e di cinque sulla corruzione. Nonostante il vantaggio nelle intenzioni di voto, soltanto il 29% degli intervistati esprime un giudizio positivo sul Partito democratico, contro il 38% per quello repubblicano. Elevata anche la mobilitazione elettorale: il 70% assegna un punteggio di 9 o 10 su 10 al proprio interesse per il voto, con i democratici avanti di 12 punti tra gli elettori pi\u00f9 coinvolti. Tra i repubblicani, il gradimento di Trump raggiunge il 93% nell&#8217;area Maga, ma scende al 54% tra quanti non si riconoscono nel movimento.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>internazionale\/esteri<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Elezioni di met\u00e0 mandato, ma anche un referendum sulla presidenza di Donald Trump. 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