{"id":29268,"date":"2026-11-03T07:48:06","date_gmt":"2026-11-03T07:48:06","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=29268"},"modified":"2026-11-03T07:48:06","modified_gmt":"2026-11-03T07:48:06","slug":"stati-generali-delleducazione-e-della-prevenzione-alla-camera-incontro-per-dare-risposta-comune-al-disagio-giovanile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=29268","title":{"rendered":"Stati generali dell&#8217;educazione e della prevenzione, alla Camera incontro per dare risposta comune al disagio giovanile"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Parlamento, autorit\u00e0, magistratura, forze dell\u2019ordine, sport e Terzo settore si sono ritrovati ieri alla Camera dei Deputati, nella Sala della Regina, per gli Stati generali dell\u2019educazione e della prevenzione. L\u2019iniziativa, promossa da Enzo Amich, presidente dell\u2019Intergruppo parlamentare per la sostenibilit\u00e0 digitale e la sovranit\u00e0 tecnologica, insieme all\u2019Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile e con il supporto organizzativo di Bistoncini Partners, ha la finalit\u00e0 di superare la frammentazione degli interventi e costruire una risposta comune e tempestiva al disagio dei pi\u00f9 giovani. I lavori si sono articolati in due panel: il primo dedicato a cyberbullismo, sicurezza digitale e disagio giovanile, il secondo al ruolo educativo dello sport come presidio di rispetto e inclusione. In apertura, Enzo Amich, promotore dell\u2019iniziativa, ha legato il tema del bullismo al cambiamento del mondo in cui i ragazzi crescono: &#8220;Oggi bullismo, isolamento e fragilit\u00e0 passano soprattutto dagli spazi digitali, dove nessuno da solo pu\u00f2 arrivare. Per questo abbiamo voluto riunire in questa sala tutti i livelli di responsabilit\u00e0, dalla scuola allo sport, dalle forze dell\u2019ordine alla magistratura. Non basta pi\u00f9 intervenire quando il danno \u00e8 fatto: dobbiamo arrivare prima&#8221;. Un lavoro di rete che, ha proseguito Amich, trova nell\u2019Osservatorio un punto di riferimento: &#8220;L\u2019Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile \u00e8 impegnato ogni giorno nel creare occasioni di confronto e nel costruire una rete tra tutti gli attori che contribuiscono alla prevenzione del bullismo e del disagio giovanile. Sono lieto di sostenere questa realt\u00e0 e mi auguro che la politica sappia fare altrettanto nei prossimi anni, perch\u00e9 il contrasto al bullismo e al disagio giovanile non ha colori politici&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Un\u2019esigenza, quella di costruire una risposta comune e tempestiva, che Simonetta Matone, componente della XII Commissione Affari Sociali della Camera dei deputati, ha ripercorso con la propria esperienza nella magistratura minorile: &#8220;Quando mi occupavo dei procedimenti minorili, i casi di bullismo che arrivavano all\u2019attenzione del pubblico ministero erano estremamente isolati. Oggi, con i social, \u00e8 diventata una vera e propria emergenza nazionale: episodi di pestaggi vengono filmati e pubblicati online. Gli strumenti per intervenire esistono: i provvedimenti a partire dal decreto Caivano hanno ampliato il ruolo della Procura minorile, anche nei confronti dei minori non imputabili, coinvolgendo genitori e servizi sociali in percorsi progressivi di recupero. Ma la risposta deve essere immediata, anche sanzionatoria, perch\u00e9 la punizione ha una valenza rieducativa. La consapevolezza dell\u2019impunit\u00e0 costituisce il magma su cui il bullo prospera. Il bullo \u00e8 convinto che non gli accadr\u00e0 nulla&#8221;. Il punto di partenza del confronto \u00e8 stato il Rapporto 2026 dell\u2019Osservatorio, &#8216;Connessi a tutto. Soli dentro.&#8217;, che racconta una generazione in cui il disagio si fa sempre meno visibile e sempre pi\u00f9 profondo. Il 37,79% degli adolescenti \u00e8 stato vittima diretta di prevaricazioni nell\u2019ultimo anno, ma il bullismo colpisce sempre meno con la violenza fisica e sempre pi\u00f9 con l\u2019esclusione. Il 41,27% vive l\u2019ansia di &#8216;non essere abbastanza&#8217; e il 30,21% prova spesso vergogna per il proprio corpo. Il 40,90% si sente &#8216;spento&#8217; come condizione quotidiana, il 24,30% pensa regolarmente che gli altri starebbero meglio senza di lui e il 19% ha avuto pensieri autolesivi o di rinuncia alla vita. A questo si aggiunge la fatica di trovare ascolto: il 47,47% trova difficile chiedere aiuto e il 42,96% sente genitori, docenti e allenatori lontani dal proprio mondo. \u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Il problema non \u00e8 solo il disagio giovanile, ma il disagio non raccontato -, ha spiegato Luca Massaccesi, presidente dell\u2019Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile &#8211; Rispetto allo scorso anno il malessere nasce meno dal bullismo esplicito e pi\u00f9 da una fragilit\u00e0 emotiva che i ragazzi vivono in silenzio. Il gruppo che pi\u00f9 ci preoccupa \u00e8 quello degli &#8216;affaticati silenziosi&#8217;: circa quattro su dieci, studiano, sorridono, rispondono, ma dentro nascondono ansia e vuoto. Ci\u00f2 che oggi non si vede rischia di diventare l\u2019emergenza clinica di domani. Per raggiungerli dobbiamo partire dai luoghi in cui i ragazzi stanno bene, e lo sport \u00e8 uno di questi: non \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 accessoria, \u00e8 un presidio di salute psicologica e va riconosciuto come tale. Con la Maratona del Rispetto abbiamo attraversato l\u2019Italia per ascoltarli, e oggi portiamo la loro voce in Parlamento, perch\u00e9 il silenzio non diventi un sintomo&#8221;. Gran parte di quel silenzio si consuma online. Il 52,35% dei ragazzi ammette che i social condizionano direttamente i propri pensieri e comportamenti, il 43,90% controlla lo smartphone in modo compulsivo, il 35,64% incontra spesso contenuti violenti o traumatici e il 30,96% sente che l\u2019intelligenza artificiale lo capisce meglio delle persone reali. \u00c8 il tema su cui si \u00e8 soffermato Marco Ludovico, direttore della Comunicazione e Rapporti Istituzionali dell\u2019Agenzia per la cybersicurezza nazionale: &#8220;La sicurezza digitale \u00e8 prima di tutto una questione culturale. Non si tratta di vietare il digitale ai ragazzi, ma di insegnare loro a usarlo e a riconoscerne i rischi, insieme alle famiglie e alla scuola. La consapevolezza \u00e8 la prima forma di protezione&#8221;. Il rapporto indica per\u00f2 anche dove si trovano le risorse su cui costruire. Il 71,48% dei ragazzi riconosce almeno una figura guida positiva nella propria vita, il 68,67% aiuta attivamente un amico in difficolt\u00e0 e il 63,97% trova nello sport e nelle attivit\u00e0 artistiche fiducia, equilibrio e senso di appartenenza. \u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Sulla responsabilit\u00e0 delle piattaforme si \u00e8 concentrato il Stefano Epifani, direttore del Comitato scientifico dell\u2019Intergruppo parlamentare per la sostenibilit\u00e0 digitale e la sovranit\u00e0 tecnologica: &#8220;Le piattaforme non si limitano a ospitare contenuti: attraverso i loro algoritmi decidono quali comportamenti premiare. E quando il criterio \u00e8 massimizzare le interazioni, a essere premiati sono spesso indignazione, ostilit\u00e0 e conflitto. Non basta contrastare l\u2019odio online se poi i sistemi di raccomandazione continuano ad amplificare i contenuti divisivi: l\u2019attenzione degli utenti \u00e8 una risorsa economica e l\u2019engagement alimenta il modello di business di molte piattaforme. Il Parlamento europeo, con la risoluzione del 26 novembre 2025, ha chiesto di vietare per i minori i sistemi di raccomandazione basati sull\u2019engagement e le pratiche pi\u00f9 dannose che creano dipendenza. Nel settembre 2026 la Commissione ha presentato l\u2019Eu Kids Act, che interviene proprio su questi meccanismi. Ora la questione \u00e8 trasformare quelle proposte in obblighi concreti e garantirne l\u2019effettiva applicazione&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>Sul versante della prevenzione, Ivano Gabrielli, direttore del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, ha richiamato le attivit\u00e0 di sensibilizzazione rivolte ai giovani e la necessit\u00e0 di sostenere le famiglie nell\u2019accompagnamento digitale: &#8220;Da tempo abbiamo deciso che la prevenzione non passa soltanto attraverso il monitoraggio di ci\u00f2 che avviene in rete, ma anche attraverso l\u2019informazione. Ogni anno incontriamo quasi mezzo milione di studenti e, a fronte dei recenti episodi di violenza nelle scuole, in appena due settimane ne abbiamo incontrati quasi 100.000. Parlare ai ragazzi, sensibilizzarli e costruire con loro un modo corretto di approcciare le nuove tecnologie \u00e8 essenziale. Ma c\u2019\u00e8 bisogno anche di regole pi\u00f9 chiare e semplici, che aiutino i genitori a esercitare un ruolo di controllo e accompagnamento. Le famiglie spesso non hanno le competenze per comprendere quanto la dimensione virtuale sia diventata importante nella vita dei figli. Su questo bisogna lavorare, attraverso un patto che coinvolga l\u2019intera societ\u00e0&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Infine, allo sport \u00e8 dedicato anche &#8216;Oltre la medaglia&#8217;, il documentario realizzato dall\u2019Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile in collaborazione con Unicef Italia e presentato durante l\u2019evento. Il film d\u00e0 voce ai campioni olimpici per parlare ai giovani: racconta il rispetto attraverso le storie di grandi sportivi italiani, fatte di cadute, fragilit\u00e0 e ripartenze, e mostra come dietro ogni medaglia ci siano la fatica, la paura di sbagliare e il bisogno di qualcuno che sappia ascoltare. Con testimonianze autentiche e riflessioni condivise, il documentario si rivolge a ragazzi, famiglie e scuole, e ricorda l\u2019importanza dell\u2019ascolto, dell\u2019inclusione e della responsabilit\u00e0 educativa.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>cronaca<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Parlamento, autorit\u00e0, magistratura, forze dell\u2019ordine, sport e Terzo settore si sono ritrovati ieri alla Camera dei Deputati, nella Sala della Regina, per gli Stati generali dell\u2019educazione e della prevenzione. 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