{"id":29300,"date":"2026-11-03T11:20:00","date_gmt":"2026-11-03T11:20:00","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=29300"},"modified":"2026-11-03T11:20:00","modified_gmt":"2026-11-03T11:20:00","slug":"maria-latella-conquista-il-sabato-pomeriggio-di-rai3-il-mio-segreto-io-ascolto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=29300","title":{"rendered":"Maria Latella conquista il sabato pomeriggio di Rai3: &#8220;Il mio segreto? Io ascolto&#8221;"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211;<br \/>\n&#8220;Il mio segreto? Io ascolto&#8221;. Due parole, quasi una dichiarazione di metodo, per spiegare come si fa a convincere un ospite a mettere da parte le risposte preparate e a raccontarsi davvero. Maria Latella, giornalista e conduttrice di &#8216;La Biblioteca dei sentimenti&#8217;, il programma di Rai3 che ha portato i libri e le emozioni nel sabato pomeriggio televisivo, sembra avere le idee chiare: non servono confessioni strappalacrime n\u00e9 rivelazioni a effetto, ma la capacit\u00e0 di ascoltare e di andare oltre l&#8217;immagine pubblica. E i risultati, con ascolti che hanno raggiunto il 4,6% di share e picchi del 5,9%, sembrano darle ragione.\u00a0<\/p>\n<p>Una scommessa vinta, dunque, anche se la prima stagione autunnale sta per concludersi. &#8220;Siamo contenti, ma anche un po&#8217; dispiaciuti di doverci fermare&#8221;. Dopo l&#8217;ultima puntata, il programma lascer\u00e0 spazio alle repliche di Report, per tornare a dicembre con due speciali natalizi, in onda il 26 dicembre e in un&#8217;altra data ancora da definire. &#8220;A Natale si vendono e si leggono libri&#8221;, osserva Latella, che in questa formula televisiva ha trovato un modo per raccontare le persone attraverso le loro letture, le loro passioni e, qualche volta, anche le loro ferite.\u00a0<\/p>\n<p>\nSi aspettava un interesse cos\u00ec forte per un programma dedicato ai libri e ai sentimenti?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Ho sempre fiducia nei telespettatori. Sono convinta che ci sia un pubblico della Rai che ha voglia di parlare di personaggi, di romanzi, di scrittori, di conoscerli e di scoprire anche autori che mai avrebbe immaginato. Mi interessa raccontare le diverse nature di chi scrive: c&#8217;\u00e8 lo scrittore che fa questo mestiere, come Alessandro Piperno, e c&#8217;\u00e8 chi si improvvisa scrittore, come Francesco Paolantoni. Ma sempre di libri si tratta. E attraverso un libro si pu\u00f2 scoprire molto di una persona&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nTra gli ospiti, Charlotte Casiraghi l&#8217;ha sorpresa particolarmente. Perch\u00e9?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Forse proprio Charlotte Casiraghi mi ha sorpreso pi\u00f9 di tutti, perch\u00e9 non la conoscevo e, come tutti, avevo soltanto l&#8217;immagine della bellissima principessa, della bambina diventata una bellissima donna, con tutte le storie del Principato. Invece ho scoperto una persona con una profondit\u00e0 e una grande cura per le parole che sceglieva. \u00c8 stata una sorpresa, indubbiamente&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\n Un libro pu\u00f2 rivelare molto pi\u00f9 di un&#8217;intervista tradizionale?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Esattamente. Quando scrivi un libro, gli altri ti giudicano: possono dire che \u00e8 bello, che \u00e8 brutto, che potevi farne a meno. Charlotte Casiraghi non era tenuta a sottoporsi a questo giudizio, eppure evidentemente qualcosa dentro di lei l&#8217;ha spinta a farlo. Si \u00e8 cimentata con un libro difficile, nel quale racconta la filosofia ma anche le proprie ferite, un&#8217;infanzia segnata dalla morte precoce del padre. Uno scrittore racconta i suoi personaggi, ma racconta anche se stesso. E credo che questo piaccia ai telespettatori&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nCome si fa a convincere un ospite a lasciare da parte le risposte preparate e a raccontarsi davvero?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Credo che oggi le persone siano pi\u00f9 abituate a raccontare se stesse. C&#8217;\u00e8 chi lo fa con ironia, ed \u00e8 quello che preferisco, e chi lo fa con intensit\u00e0. Ma a &#8216;La Biblioteca dei sentimenti&#8217; non cerchiamo la rivelazione che fa lo scoop. Se capita, va bene, ma non puntiamo a una televisione strappalacrime, a quella che cerca di dire: ecco, anche lui ha questo vizio terribile. Il nostro compito \u00e8 raccontare gli scrittori nelle loro diverse nature e, soprattutto, ricordare che in qualsiasi stato d&#8217;animo ci si trovi, qualunque sentimento si stia provando in una certa fase della vita, c&#8217;\u00e8 sempre un libro nel quale ci si pu\u00f2 specchiare e trovare conforto&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nLa lettura come una sorta di terapia?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Come un balsamo, direi. Stefania Auci ha raccontato che, quando \u00e8 morto suo padre, si \u00e8 immersa nella saga di Harry Potter e ha trovato consolazione. La lettura permette alla mente di appropriarsi delle storie degli altri, e questo pu\u00f2 aiutare a lenire le ferite che si hanno in quel momento. \u00c8 una cosa che ho sempre pensato: i libri possono accompagnarci in tutte le stagioni della vita&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nLei come riesce a far s\u00ec che un ospite abbandoni le risposte preparate e si racconti veramente?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Io ascolto&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nDue parole che sembrano racchiudere l&#8217;intera filosofia dell&#8217;intervista.<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Abbiamo avuto ospiti che si sono messi in gioco con grande generosit\u00e0: Stefania Auci, la scienziata Amalia Ercoli Finzi, la cantante Giusy Ferreri, Mauro Corona, che ha scritto un libro molto intenso dedicato alla morte del fratello Felice e nel quale racconta tanto anche di s\u00e9. Mi sono piaciuti molto anche Vinicio Marchioni e Andrea Vianello, che si sono raccontati con sincerit\u00e0 e ironia. E poi ci sono personaggi come Laura Morante che, quando si propongono come scrittori e non come attori, hanno forse pi\u00f9 cose da raccontare. Un attore tende a raccontarsi restando dentro il personaggio di cui deve parlare in quel momento; quando sei scrittore, invece, ti apri di pi\u00f9&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nSe dovesse scegliere due o tre libri per raccontare le diverse stagioni della sua vita, quali sarebbero?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Due sono pochi! Da piccola sono stati importanti &#8216;Piccole donne&#8217; e &#8216;Un albero cresce a Brooklyn&#8217;. Nel primo mi identificavo in Jo, la ragazza che voleva diventare scrittrice. Io a sei o sette anni volevo fare proprio quello, la scrittrice, e mi riconoscevo completamente in lei. A dodici anni, invece, la mia insegnante di lettere mi diede &#8216;Un albero cresce a Brooklyn&#8217;, il racconto di una bambina a New York che \u00e8 stato anche l&#8217;inizio del mio amore per gli Stati Uniti, un amore che ho coltivato per tutta la vita e che coltivo ancora. Ho una figlia che vive l\u00ec e ci vado quando posso. Poi c&#8217;\u00e8 un altro libro fondamentale, che cito sempre: &#8216;Bel Ami&#8217; di Maupassant, che ho letto intorno ai trent&#8217;anni. In generale, tutta la letteratura francese di quel periodo \u00e8 stata molto importante per me&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nHa intervistato per anni protagonisti della politica e delle istituzioni. Oggi, attraverso i libri, sembra voler indagare soprattutto l&#8217;animo umano. \u00c8 cambiato il mondo che vuole raccontare o il suo modo di guardarlo?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;In realt\u00e0 vorrei fare le interviste letterarie ai politici. Sarebbe fichissimo! Perch\u00e9 attraverso i libri che hai letto, fosse anche soltanto il giornalino di Topolino, viene fuori il bambino che sei stato. Non \u00e8 necessario aver letto grandi classici: va benissimo anche Stevenson o Salgari. Mi piacerebbe chiedere ai politici quarantenni di oggi che cosa leggevano da bambini, se hanno avuto un rapporto con i libri. La mia generazione ha avuto una formazione diversa, anche perch\u00e9 c&#8217;era pi\u00f9 opportunit\u00e0 di leggere. Io sono cresciuta a Sabaudia, dove c&#8217;era una sola libreria, ma avevamo una biblioteca e io prendevo tantissimi libri in prestito. Oggi i ragazzi sono cresciuti con la televisione, i social, il cellulare. Ma non credo che la passione per la lettura sia una questione generazionale: conosco ragazzine pazze per i romance. La lettura pu\u00f2 appassionare a qualsiasi et\u00e0&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nLei \u00e8 stata una delle giornaliste che hanno conquistato ruoli importanti in un mondo a lungo dominato dagli uomini. Per le giovani colleghe oggi \u00e8 davvero pi\u00f9 facile affermarsi?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Credo che la capacit\u00e0 professionale delle giornaliste sia ormai riconosciuta. La tenacia, la voglia di non mollare, di trovare la notizia: su questo non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 nulla da discutere. I problemi, per\u00f2, restano quelli legati alla gestione delle aspirazioni professionali insieme alla vita personale e familiare. Per me, esattamente come per una giornalista di trent&#8217;anni oggi, avere una figlia \u00e8 stata una prova di forza, di equilibrismo, di acrobazie che non vengono richieste a un giornalista uomo&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nUn equilibrio che ha avuto anche un prezzo personale.<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Quando facevo la cronaca politica al Corriere della Sera volevo essere allo stesso livello dei miei colleghi maschi, avere le notizie, dare i cosiddetti buchi, essere sempre sul pezzo. Ma questo significava sacrificare delle cose. Il mio tempo era diviso tra il giornale e quello che volevo dedicare a mia figlia, che era piccola. Per anni non ho coltivato amicizie: non c&#8217;era proprio lo spazio fisico per farlo. Una volta mia figlia Alice, che aveva undici anni, mi ha detto: &#8216;Mamma, ma tu non hai amiche?&#8217;. E io le ho risposto: &#8216;\u00c8 vero, Alice, hai ragione. Ma dove lo trovo il tempo per uscire con le amiche, se ho mezz&#8217;ora e porto te a una festa di bambini e il sabato non ho un minuto libero?&#8217;. \u00c8 una domanda che mi \u00e8 rimasta impressa&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nDopo tanti anni di interviste, c&#8217;\u00e8 ancora qualcuno che sogna di incontrare e a cui vorrebbe fare una domanda senza troppi filtri?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;In questo momento vorrei avere una conversazione franca e spietata con Peter Thiel o Sam Altman. Posso dire anche Dario Amodei, quello di Anthropic. Sono persone con le quali mi piacerebbe confrontarmi&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nTre protagonisti della rivoluzione tecnologica. E Mark Zuckerberg?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Mark Zuckerberg no, perch\u00e9 ho visto il film &#8216;The Social Network&#8217; e ho capito che non so quanto sarebbe sincero&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nQuanto della ragazza cresciuta a Sabaudia \u00e8 rimasto nella donna che \u00e8 diventata?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Quella ragazza sono io. Vado a Sabaudia tantissimo, c&#8217;ero anche ieri. Ci portiamo dietro quello che siamo stati da bambini e soprattutto da ragazzini: i nostri dodici, tredici anni ci segnano per sempre. Ovunque io sia, non sono mai completamente di nessun altro posto, perch\u00e9 il mio posto \u00e8 l\u00ec, a Sabaudia. Vivo a Roma, vivo a Milano, raggiungo spesso mio marito a Parigi, ma il luogo che ti appartiene davvero \u00e8 quello che ti porti dentro per tutta la vita. Sono una ragazza di Sabaudia e questo rester\u00f2&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>spettacoli<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &#8220;Il mio segreto? Io ascolto&#8221;. 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