{"id":29420,"date":"2026-11-03T15:59:13","date_gmt":"2026-11-03T15:59:13","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=29420"},"modified":"2026-11-03T15:59:13","modified_gmt":"2026-11-03T15:59:13","slug":"cinquantanni-di-jj-in-italia-studio-piu-prevedibilita-su-payback-per-sostenere-investimenti-innovazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=29420","title":{"rendered":"Cinquant&#8217;anni di J&amp;J in Italia, studio: &#8220;Pi\u00f9 prevedibilit\u00e0 su payback per sostenere investimenti innovazione&#8221;"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211;  In occasione dei 50 anni di Johnson &amp; Johnson in Italia, \u00e8 stato presentato oggi un nuovo studio della Fondazione Cerm \u2013 Competitivit\u00e0, regole, mercati, che analizza l\u2019impatto del meccanismo del payback farmaceutico sulla sostenibilit\u00e0 economica delle imprese, sulla loro capacit\u00e0 di investimento e sulla competitivit\u00e0 del settore. Nato come misura straordinaria, nel corso degli anni il payback ha assunto un peso sempre pi\u00f9 rilevante, con effetti sulla prevedibilit\u00e0 e sulla capacit\u00e0 delle imprese di programmare e sostenere investimenti di lungo periodo, fondamentali per la crescita e la competitivit\u00e0 del Paese.\u00a0<\/p>\n<p>Il tema \u00e8 stato al centro dell\u2019evento &#8217;50 anni di futuro: Italian Health&amp;Care Forum \u2013 L\u2019Italia che innova, l\u2019Italia che produce, l\u2019Italia che cura&#8217;, promosso da Johnson &amp; Johnson presso lo stabilimento di Latina. Il Forum &#8211; informa una nota &#8211; ha riunito rappresentanti delle istituzioni, dell\u2019industria, della comunit\u00e0 scientifica, del mondo della salute e delle associazioni dei pazienti per un confronto sulle condizioni necessarie affinch\u00e9 l\u2019Italia continui a essere competitiva e attrattiva per ricerca, produzione e innovazione, assicurando allo stesso tempo ai pazienti un accesso tempestivo ed equo alle terapie innovative.  A testimonianza della centralit\u00e0 di queste sfide nell\u2019agenda del Paese, l\u2019evento ha visto una partecipazione istituzionale di alto profilo, a partire dal messaggio del presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni. Sono intervenuti, poi, Orazio Schillaci, ministro della Salute; Valentino Valentini, viceministro delle Imprese e del Made in Italy; e i sottosegretari Marcello Gemmato e Claudio Durigon. Al confronto ha inoltre preso parte il presidente della Commissione Finanze del Senato Massimo Garavaglia, insieme ad altri rappresentanti delle istituzioni nazionali e territoriali. \u00a0<\/p>\n<p>Lo studio Cerm &#8211; si legge &#8211; analizza come il peso crescente del payback incida su una delle condizioni fondamentali per sostenere l&#8217;innovazione: la capacit\u00e0 delle imprese di investire in ricerca, sviluppo e produzione di nuove terapie. Un effetto destinato ad accentuarsi, se non affrontato. Per misurarne la portata, il Cerm ricorre all\u2019Effective tax rate (Etr), un indicatore che esprime l\u2019incidenza complessiva degli oneri sostenuti dalle imprese rispetto alla loro redditivit\u00e0. Al calcolo, oltre alla fiscalit\u00e0 ordinaria, viene aggiunto anche il contributo richiesto attraverso il meccanismo del payback sugli acquisti diretti. Nel campione considerato, l\u2019Etr passa dal 25,6% al 61,2% quando si considera il payback sugli acquisti diretti. L\u2019impatto risulta ancora pi\u00f9 rilevante per le piccole e medie imprese (Pmi), per le quali l\u2019indicatore raggiunge valori compresi tra l\u201982,1% e l\u201986,8%. \u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Nel dettaglio, nel 2024, il payback sulla spesa farmaceutica per acquisti diretti, ossia il ripiano posto a carico delle aziende farmaceutiche in caso di superamento del tetto di spesa, \u00e8 stato pari a circa 2 miliardi di euro. In questo contesto, la Fondazione Cerm &#8211; riferisce la nota &#8211; stima che, per riportare la redditivit\u00e0 delle imprese almeno al costo del capitale, sarebbe necessaria una riduzione significativa dell\u2019attuale onere del payback. Considerando il diverso peso di piccole, medie e grandi imprese, sul campione analizzato la riduzione ponderata necessaria \u00e8 pari al 72,5%. Applicando la stima ai dati complessivi del 2024, la riduzione sarebbe pari a circa 1,28 miliardi di euro: il payback residuo scenderebbe cos\u00ec a circa 720 milioni di euro, con un\u2019incidenza sul mercato rilevante ai fini del ripiano che passerebbe dal 15,9% a circa il 5,8%. \u00a0<\/p>\n<p>Un intervento di questo tipo non avrebbe soltanto l\u2019effetto di ridurre il peso economico sulle imprese, ma contribuirebbe anche a restituire prevedibilit\u00e0, consentendo alle aziende di pianificare con maggiore efficacia gli investimenti futuri. Il valore individuato non va letto come una proposta di riduzione automatica della spesa, ma come un riferimento utile a ripensare il meccanismo secondo criteri che, accanto al controllo della spesa, tengano conto anche della capacit\u00e0 del settore di investire, innovare e competere nel lungo periodo. In questa prospettiva, lo studio Cerm individua due possibili orizzonti di intervento: nel breve-medio periodo, un riequilibrio dell&#8217;attuale onere del payback; nel lungo periodo, una revisione pi\u00f9 ampia della governance farmaceutica, capace di tenere insieme la sostenibilit\u00e0 del sistema sanitario e la capacit\u00e0 delle imprese di continuare a investire.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Lo studio Cerm mostra che il payback farmaceutico, nato come strumento di contenimento della spesa, ha assunto nel tempo un ruolo strutturale, con effetti distorsivi &#8211; ha detto Fabio Pammolli, professore al Politecnico di Milano -. Sulla base dei dati 2024, lo studio stima in circa 1,28 miliardi di euro la possibile riduzione dell\u2019onere del payback che pesa sulla redditivit\u00e0 industriale, con un impatto pi\u00f9 pronunciato sulle imprese di piccola dimensione. La sostenibilit\u00e0 del sistema si misura nella capacit\u00e0 di controllare la spesa preservando le condizioni per investire e innovare. Per tenere insieme queste esigenze servir\u00e0 affidarsi in misura crescente a valutazioni d\u2019impatto integrate, alla gestione della spesa lungo le diverse fasi del ciclo di vita dei prodotti, a incentivi per gli investimenti e alla responsabilizzazione delle Regioni. \u00c8 cos\u00ec che la governance della spesa farmaceutica pu\u00f2 evolvere verso maggiore prevedibilit\u00e0 e competitivit\u00e0&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Guardando al pi\u00f9 ampio contributo che il comparto farmaceutico genera per il Paese, nel 2025 &#8211; dettaglia la nota &#8211; l\u2019industria farmaceutica in Italia ha registrato 74 miliardi di euro di valore della produzione e 69 miliardi di euro di export. Un comparto che impiega 72.000 addetti diretti, che salgono a 316.000 considerando indotto e filiera.  Numeri che confermano il ruolo della farmaceutica non soltanto nella tutela della salute, ma anche come settore strategico per la crescita, la competitivit\u00e0 e lo sviluppo economico dell\u2019Italia. In particolare, nei suoi cinquant\u2019anni di presenza nel Paese, Johnson &amp; Johnson ha contribuito a introdurre innovazioni che hanno migliorato la qualit\u00e0 e l\u2019aspettativa di vita dei pazienti in aree caratterizzate da importanti bisogni di salute ancora insoddisfatti, tra cui l\u2019oncologia, l\u2019immunologia e le neuroscienze.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Cinquant\u2019anni rappresentano un traguardo significativo e raccontano una storia di investimenti, ricerca e collaborazione con il sistema sanitario, il mondo scientifico e le comunit\u00e0 locali. Una storia che testimonia come la capacit\u00e0 di guardare al futuro possa tradursi in valore concreto per l\u2019Italia e in nuove opportunit\u00e0 di cura per i cittadini\u201d, ha sottolineato il presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Celebrare questo anniversario significa riconoscere il valore di una realt\u00e0 che dal territorio contribuisce alla salute delle persone e porta valore alla nostra Nazione. Alle imprese spetta investire, fare ricerca e innovare. Alle istituzioni garantire regole chiare, tempi certi e stabilit\u00e0. Pubblico e privato devono lavorare insieme con un obiettivo comune: assicurare a tutti i cittadini un accesso equo alle cure e costruire un futuro di innovazione, crescita e salute. Per questo, questo anniversario non rappresenta un punto di arrivo, ma un nuovo punto di partenza: le grandi storie si costruiscono anche attraverso le pagine che devono ancora essere scritte. La salute non pu\u00f2 essere considerata una voce di spesa: \u00e8 uno degli investimenti pi\u00f9 lungimiranti che un Paese possa fare&#8221;, ha commentato Schillaci. &#8220;Vogliamo creare un quadro normativo certo e favorevole agli investimenti, premiando le imprese che scelgono l\u2019Italia e accelerando l\u2019accesso dei cittadini ai farmaci innovativi. \u00c8 una direzione gi\u00e0 tracciata dalla Legge di Bilancio e che trover\u00e0 ulteriore sviluppo nel Testo Unico della legislazione farmaceutica, nell\u2019interesse delle imprese, del Servizio sanitario nazionale e soprattutto dei cittadini&#8221;, ha dichiarato Gemmato.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Le Life sciences rappresentano per l\u2019Italia molto pi\u00f9 di un settore industriale: sono un patrimonio strategico che unisce salute, ricerca, produzione, competenze e crescita economica &#8211; ha commentato Jacopo Murzi, amministratore delegato di Johnson &amp; Johnson Innovative Medicine Italia -. In uno scenario globale in cui la competizione per attrarre investimenti e innovazione \u00e8 sempre pi\u00f9 intensa, \u00e8 fondamentale creare le condizioni perch\u00e9 le imprese possano programmare e investire nel lungo periodo e, allo stesso tempo, il Servizio Sanitario Nazionale possa favorire un accesso sempre pi\u00f9 rapido ai progressi della medicina. Cinquant\u2019anni di presenza in Italia rappresentano per Johnson &amp; Johnson un traguardo straordinario, ma soprattutto un punto da cui guardare avanti. Grazie a una presenza radicata nel Paese, vogliamo continuare a essere un partner del sistema salute e a lavorare, attraverso il dialogo con tutti gli stakeholder, per costruire i prossimi cinquant\u2019anni di progresso a beneficio dei pazienti e della competitivit\u00e0 del Paese&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>Il Forum &#8211; sottolineano dall&#8217;azienda &#8211; \u00e8 stato anche l\u2019occasione per raccontare l\u2019impegno di Johnson &amp; Johnson per la crescita economica, industriale e sociale dell\u2019Italia, lungo una catena del valore che comprende ricerca, produzione, sviluppo delle competenze, occupazione qualificata e ricadute sull\u2019intero tessuto economico nazionale. In cinquant\u2019anni di presenza nel Paese, &#8220;Johnson &amp; Johnson ha costruito un ruolo rilevante nell\u2019ecosistema economico e sanitario. Attraverso terapie e tecnologie innovative, l\u2019azienda ha reso possibili importanti progressi nel trattamento di diverse patologie, migliorando gli esiti terapeutici e la vita dei pazienti. Oggi Johnson &amp; Johnson \u00e8 tra le principali aziende dell&#8217;innovazione in salute in Italia e continua a investire in un modello che tiene insieme ricerca, produzione e accesso all&#8217;innovazione, a sostegno dell&#8217;attrattivit\u00e0 del Paese&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>Un ruolo &#8220;che trova riscontro anche nella presenza sul territorio: oggi Johnson &amp; Johnson Innovative Medicine conta in Italia 1.500 collaboratori, tra la sede di Milano e lo stabilimento produttivo di Latina. In questo quadro, la ricerca rappresenta uno degli elementi distintivi della presenza di Johnson &amp; Johnson Innovative Medicine in Italia. Nel 2025, l\u2019azienda ha condotto 127 studi clinici, coinvolgendo oltre 7.500 pazienti in centri di ricerca distribuiti sul territorio nazionale.  Un\u2019attivit\u00e0 che consente ai pazienti di accedere precocemente all\u2019innovazione, porta risorse e competenze al Ssn e rafforza l\u2019attrattivit\u00e0 dell\u2019Italia per ricerca, innovazione e investimenti ad alto valore aggiunto. Ed \u00e8 in questa prospettiva che salute e competitivit\u00e0 diventano due dimensioni sempre pi\u00f9 interconnesse: le competenze e gli investimenti che consentono di migliorare le cure sono anche quelli che alimentano lo sviluppo economico e sociale del Paese. Per continuare ad attrarli, \u00e8 necessario poter contare su un quadro normativo e di policy stabile e prevedibile&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Lo stabilimento Johnson &amp; Johnson di Latina &#8220;rappresenta un esempio concreto del legame tra presenza industriale, innovazione e competitivit\u00e0. Il sito occupa un ruolo centrale nella catena di fornitura globale dell\u2019azienda ed \u00e8 un hub globale per il lancio e la produzione di farmaci orali, destinati ad aree terapeutiche prioritarie come oncologia e immunologia. Ogni anno lo stabilimento produce oltre 4 miliardi di compresse, il 97% delle quali destinato ai mercati internazionali. Cinquant\u2019anni dopo l\u2019avvio della presenza di Johnson &amp; Johnson in Italia &#8211; prosegue la nota &#8211;  il sito continua a trasformarsi attraverso l\u2019introduzione di tecnologie produttive avanzate e un percorso di evoluzione industriale sempre pi\u00f9 orientato alla sostenibilit\u00e0&#8221;. Tra gli esempi pi\u00f9 significativi vi \u00e8 il continuous manufacturing, una tecnologia che rende la produzione pi\u00f9 efficiente, flessibile e sostenibile, facendo dialogare innovazione di processo e innovazione terapeutica. Parallelamente, lo stabilimento ha avviato un percorso di decarbonizzazione che punta a raggiungere la carbon neutrality entro il 2030.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Abbiamo scelto di celebrare questo traguardo qui a Latina perch\u00e9 il nostro stabilimento \u00e8 uno dei capitoli pi\u00f9 significativi dei cinquant\u2019anni di storia di Johnson &amp; Johnson in Italia. Una storia costruita sulle persone, sulle competenze e su una cultura industriale cresciuta nel tempo insieme al territorio e alla comunit\u00e0 che ci ospita. Oggi Latina \u00e8 un hub globale nella rete produttiva di Johnson &amp; Johnson e, allo stesso tempo, un sito che continua a evolvere, attraverso nuove tecnologie e un percorso di decarbonizzazione destinato a farne un punto di riferimento per l\u2019intera azienda. Vogliamo che questa storia continui a generare valore anche nei prossimi decenni: per le persone che lavorano qui, per il territorio, per il sistema industriale italiano e per i pazienti&#8221;, ha evidenziato Barbara Sambuco, General manager, Johnson &amp; Johnson Innovative Medicine Latina site.\u00a0<\/p>\n<p>Il Forum &#8211; conclude la nota &#8211; ha affrontato alcune delle principali sfide che definiranno il futuro delle Life Sciences in Italia \u2013 dalla governance farmaceutica alla politica industriale della salute, fino all&#8217;equit\u00e0 di accesso all&#8217;innovazione \u2013 con lo sguardo rivolto ai prossimi decenni: mettere il Ssn nelle condizioni di accogliere un&#8217;innovazione sempre pi\u00f9 avanzata e, allo stesso tempo, creare un contesto in cui le imprese possano continuare a fare ricerca, produrre e investire nel Paese.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>cronaca<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; In occasione dei 50 anni di Johnson &amp; Johnson in Italia, \u00e8 stato presentato oggi un nuovo studio della Fondazione Cerm \u2013 Competitivit\u00e0, regole, mercati, che analizza l\u2019impatto del meccanismo del payback&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":29421,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[3],"class_list":["post-29420","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29420","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=29420"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29420\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/29421"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=29420"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=29420"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=29420"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}